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Pecorina perfetta per dormire

Vorrei essere, essere io… quella pecorina, perfetta.
La pecorina perfetta vestita da pecorina perfetta… quella giusta per farti addormentare.
E però so che ne rideresti, rideresti a vedermi così, messo a pecora, appecorato… perfetto… proprio come la pecorina di quella pecorina perfetta di cui parlai ad ottobre.

Ti auguro tante pecorine, nel sogno, tante ma tante…
Te ne auguro un milione, diverse da quelle che ho già regalato altrove. Lì ne auguravo poche… qui a te mille milioni di miliardi: mille volte le stelle di Levoni.
Perchè tu non riesca a prendere sonno… e ricordi tutte le volte che hai letto, riletto, straletto, cliccato: “La pecorina perfetta…”. E ricordi quanto stupido è tutto questo. Io non ci bado più, un click in più non fa male… Ma tu, pensaci tu…
Che non riesci a dormire… e la tua maledizione sono queste pecorine, perfette, che ti sfilano davanti e non puoi dormire… Ed alla fine io…
Che è carnevale, io vestito da pecorina, perfetta. E tu che mi guardi. Ed hai la faccia del morto di sonno stressato e ti dici “Che ho fatto di male?” e davanti hai me. La pecorina perfetta per rinunciare a contare e a prendere sonno, che mille milioni di miliardi sono difficili con tutti i numeri e tutti gli zeri. Mi guardi ed hai la faccia bianca di chi non ce la fa più… io sorrido, salto la staccionata. See You Tomorrow!

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Quella volta che mi svegliai con un senso di ansia, tristezza e colpa addosso…

… perchè nel sogno di quella notte, senza cpaponata o peperonata a giustificare il casino onirico che avevo vissuto, quella mattina mi svegliai dopo che ero stato coinvolto in una volgarissima rissa.

Anzi… no, a ben guardare il Codice Rocco, non era una rissa. Che per la rissa ci vogliono tre persone. E solo se c’è armi è aggravata. Noi eravamo in due, quella notte che lo sognai… quindi non è rissa ma chi le ha prese può sempre denunciare per lesioni (aggettivando come meglio il Codice permetta). E però a sentire lui saremmo potuti essere in tre… perchè con lui c’era una pecorina. Cioè una pecora piccina. Che puoi anche chiamare pecorella… ma quella lì, proprio quella, era una pecorina perfetta.

Pecorine+4.jpg

(in molti staranno pensando che questa sostantivazione atipica della pecora piccola e bella che invece di pecorella diventa pecorina e non una pecorina qualunque ma una pecorina perfetta, siano un modo volgare per aumentare la adesività del mio blog a certe richieste curiose che si fanno in giro…
… non è tecnicamente così, nel senso che ho notato che prima c’erano tanti che arrivavano qui cercando notizie su “pecorina perfetta” e dopo su “la pecorina perfetta”. Poi hanno preso ad entrare direttamente sull’articolo, cliccando il primo risultato sulla loro cronologia… quindi l’argomento o è interessante oppure è valutato come un metodo facile e sicuro e anonimo per arrivare qui… e allora vediamo che succede: interessa alle persone leggere di pecorina perfetta – e quindi leggeranno anche qui – o c’è qualcuno che lo usa come porta? Dopo che ho scritto che vorrei conoscere chi entra scrivendo “quindi no non va tutto bene” in modo ossessivo 20 volte al giorno ed ha smesso di farlo per una settimana entrando sempre nell’articolo “la pecorina perfetta” fino a sabato che poi è riesploso “quindi no non va tutto bene” tra le 23 e le 24 convint* che non lo avrei visto e avrei pensato “Bah… ha smesso!”…
… e allora proviamo a mettere qualos’altro che richiami alla pratica della pecorina perfetta e vediamo se è sincera curiosità o se si crede di essere più furbi di me…
… peraltro questa prova la faccio raccontandovi questa cosa spassosissima)

paulmccartney5.jpg

E niente, a sentire questo che o avevo malmenato nel sogno eravamo in tre, lui e l’amato ovino di sesso femminile… la sua pecorina. Perfetta. E io li avevo picchiati entrambi. Lui aveva un basso a tracolla, un basso elettrico. Un sorriso disturbante, sereno, felice, sincero. Io ho paura di chi c’ha questi sorrisi. Ma soprattutto ho paura di lui… perchè scendeva dal treno regionale alla stazione, mi trovava lì di fronte che ero lì chissà perchè che sono sempre convinto che chi non deve prendere treni e frequenta le stazioni sia un pazzo con forti disagi. E mi veniva incontro sorridendo, col basso a tracolla e la pecorina perfetta a seguito… E io mi chiedo “Biondoddio e questo che vuole” e lui in  perfetto inglese mi chiede “Scusi dov’è che sta quel bar dove fanno suonare?” (ucronia, di questo ba forse ne parliamo domani) E io mi volgo verso la strada d’accesso alla stazione e gli spiego che deve… poi lo guardo bene prima di dire cosa deve… e lo riconosco: “Paul, Paul McCartney?” e la pecorina, perfetta, in perfetta lingua inglese, anche se è una pecorina, mi risponde “Oh Yes!”… e io non voglio picchiarli ma la cosa mi spaventa, mi spaventa tanto… e non so perchè tiro un calcio alla pecorina perfetta… e poi mi avvento sullo sguardo incredulo di lui e gli mordo lo zigomo – brutto vizio – e gli do tre pugni in faccia e poi per sfregio gli salto sul manico del basso rompendolo e gli dico, non so perchè: “Così impari stronzo! Io adesso so chi sono…”. E me ne vado. E mi sveglio… e mi rendo conto che quando mi chiesero con chi mi sarei voluto battere al fight club dopo aver visto il capolavoro di Fincher “Fight Club”io avevo detto Paul McCartney.

fight_club_norton_5.jpg

E quando mi sono svegliato, mi sono fatto schifo e mi sono detto che è un cazzinculogravissimo quella condizione di postmodernità in cui un film che parla di postmodernità ti detta la linea di lavoro dei sogni!

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