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Ve lo ricordate quanto lo odiavo, vero…

Perchè il problema è che sono sicuro che presto, molto presto, anche quell’altro salirà sul carro del bisogno di utilizzare il grande potere della Forza che sta per abbattersi svegliandosi sulle nostre teste…

Sì sembra un delirio premestruale (magari averlo… mi avrebbero portato la benedetta fichetta che aspetto da qualcosa come 20 letterine di babbo natale) invece no, sono le conseguenze dell’insopportabile utilizzo di “Imperial March” di Star Wars da parte della TIM e soprattutto l’oscena mascherata di Pif da jedi, precisamente da Obi Wan Kenobi…

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… mentre un idiota maneggia un neon come fosse una spada laser e lui pontifica di forza. Perchè in questi momenti Darth Vader non si appalesa e gli strappa dal petto il cuore o lo strozza con la sola forza del pensiero?
“Ma come Domenico?” (fate la voce preoccupata e intimorita…)

“L’ho detto, con la sla forza del pensiero… se sei Darth Vader puoi!”

E invece no, ci sta questo idiota seduto che parla della forza bestemmiando e dicendo che è la forza della connessione delle reti tim (che per inciso nel posto dove vivo, cioè Giovinazzo, vede collocato il famoso 0,3% del territorio nazionale non coperto). Perchè comunque la forza è una roba divina e non ci si parla così della Forza.

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Pif… perchè nonè ancora morto? Io prego ogni giorno il bambingesù perchè lui muoia… e questa è la dimostrazione che bambingesù non esiste… è solo il nome di un ospedale e non di un Dio a cui tu volgi richieste serie e importanti perchè lui le esaudisca.
Devo ricordare di rivolgere le mie preoccupate e speranzose richieste sulla morte di Fabio Volo e di Piff a Biondoddio o meglio ancora ad Hannibal Lecter e Darth Vader… loro si che capiranno che Fabio Volo e Piff non mi hanno fatto nulla ma io li odio… e spero muoiano subito!

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Se la vita da single superseri e scrittori come primo mestiere – perchè di secondo siete birai e psicologi da bancone di birreria – vi arrapa vale la pena voi sappiate che…

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione non c’ho scritto un cazzo!
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione ho fatto studi che comunque non mi avrebbero permesso di scrivere primariamente una professione riconosciuta… tipo che so… criminologo, perchè, sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, la figura del criminologo è un doppiolavoro che serve a fare figo in televisione ma che non da pane se prima non ci scrivi le parole psichiatra/psicologo/supersbirro. Anzi, per essere precisi non che non da pane… non esiste proprio!

kinopoisk.ru
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione finirà che mi scriverò il doppio lavoro che ho, quindi birraio e ristoratore, perchè sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, se non c’hai una professione che sia un minimo riconosciuta nell’album panini delle professioni rispettabili… la gente ti guarda dall’alto in basso e ti dice che sostanzialmente vali poco quanto un cazzo e due barattoli!

Vale la pena voi sappiate che avrei potuto benissimo scrivere sulla carta d’identità Docente Universitario l’anno prossimo al rinnovo del documento… ma non posso, diventerà inoccupato o ristoratore, e tutto questo si chiama Puglia Migliore, Future in Research e “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” insegnato a Criminologia, settore Bioetica, come se fossimo che so io al DAMS di Bologna o a qualche altra scuola di balletto o di graffito(ciola/cazzo)sul muro e non per l’appunto a Criminologia settore Bioetica.

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Io non voglio, in merito, rivelare la preghiera che ogni notte prima di dormire rivolgo nel sonno a Gesummaria su una cosa che deve splendidamente capitare a quello che insegnerà “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” perchè poi magari Gesummaria mi ascolta e finisce che la magistratura italiana, che si mette i crocifissi nelle aule ma crede davvero poco al potere taumaturgico in senso lato delle Teogonie, invece di dire: “Le sue preghiere sono state esaudite” (non esaurite come scrivono le troie sugli annunci, che esauRiranno tutte le tue fantasie… e non si riferiscono a svuotare il serbatoio delle tue fantasie, semplicemente fanno un errore)… invece di dire “Le sue preghiere sono state esaudite” dicono: “Questo è il mandante di una cosa che sembra essere un cazzinculogravissimo!”.
Solo per questo non vi dico cosa chiedo ogni notte a Gesummaria. Però sappiate che Gesummaria esiste! Ed è grande proprio come il signor Mr. Cristo o Monsieur Allah o qualche altro grande di quella enorme stronzata che si chiama: religioni riconosciute.

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Vale la pena che voi sappiate che di fronte a queste cose, però, spunta anche il mio animo operoso di buon uomo che in terra si zappa la riconoscenza “divina” con tutta una serie di espedienti che si chiamano “darsi da fare con quello che ti piace fare finchè non sarai messo in condizione di fare quel che ti piace in senso istituzionale!”… ed è per questo che dopo questo post di Lunedì… che serve a cominciare bene la giornata e la settimana… anche se è scritto un bel po’ prima… si comincia a scrivere le cose serie di cui io qui vi parlo per aumentare la vostra curiosità in vista della fine della scrittura, del periodo successivo di editing e soprattutto della ricerca (che sarà breve e facile) di un editore che stampi e distribuisca il mio libro per lettori adoranti e divoratori e per Mollica che scriverà che è “Bellissimo, magniloquente, definitivo” e per una volta avrà ragione.

Nel frattempo qualche coordinata sul vivere da soli come scrittori in attesa di riaprire il pub primaverestivo che possedete e nel quale lavorate come un dipendente qualsiasi…
Vi conviene sapere che:
Non è vero ciò che si dice sull’insalata in busta… nel senso che si tratta di un prodotto ormai standardizzato, valido dal punto di vista dei valori nutrizionali, sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, capace di farvi tagliare tempi morti quali pulire l’insalata, lavarla, sistemarla: apri, sistemi, condisci, lasci riposare 3/5 minuti, mangi. E si conserva pure bene se non siete single sciattoni che prendono le cose e senza rimbustarle e senza usare le mollette per tenere chiuse le bustine le infilate in frigo. Tecnicamente non è nemmeno vero che il palinsesto Sky Cinema vi salvi la vita ogni sera. Per dire… togliete immediatamente l’osceno pacchetto… presto o tardi (in realtà spesso prestissimo) tutti i film proiettati sul palinsesto Cinema finiscono nell’album panini dei film on demand… e quindi te li guardi come quando e dove vuoi tu, in casa… basta spostare il televisore e puoi vederli pure sul cesso. Sempre rimanendo in tema cinema… ad un rapido sguardo il pacchetto zozzolercio di sky è utile quanto un cacciavite a stella sbrecciato: c’è tutto quello che troveresti mediamente su Xvideos solo che costa dieci euro a film… inconsistente e truffaldino. Alla stessa maniera, attenzione a farvi fregare dal NON avere un pacchetto calcio e acquistare solo gli eventi che volete voi… finireste in bancarotta dopo tre giornate di campionato. Passate fiduciosi all’attivazione del pacchetto suddetto: vi costa al mese quel che vi costerebbero due partite al giorno… anzi meno. E questo tecnicamente si chiama terrorismo commerciale!

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Infine ricordate poche semplici regole del vivere felice: se avete da leggere e volete leggere, ciondolare davanti ad una serie televisiva con la scusa che on demand è gratis, vi allontanerà sempre e comunque ogni giorno di più dalla parola fine del libro dandovi l’illusione di avvicinarvi alla parola fine della serie televisiva. Guardatevi le serie… io non sono il tipo che dice che sono il Male… però andate a letto mezz’ora prima di quel che il vostro fisico vi dice: ne guadagnerete in lettura. Tanto la serie sta lì, non si muove!

Ancora… Non crediate di poter vivere sereni di fronte al monitor di un computer ad ammazzarvi di porno e simili… Non è assolutamente vero che si diventa ciechi ma è altrettanto vero che poi, se non li guardate con distacco e piglio sociologico… finisce che tutto quel movimento viene a noia al vostro amico… e però dopo a piangere siete voi.

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Cosa altrettanto importante, anzi massimamente importante: di sicuro siete persone con una vita sociale almeno lievemente superiore a quella di un asparago… evitate posti tipo “Chatroulette” e “Ciaoamigos” o simili… come più volte vi ho spiegato riguardo alla chat, il numero oscuro degli uomini con nick da donna disperati, bisognosi di sega, pronti ad irretire giovani single nel pieno delle loro tempeste ormonali subissandoli di foto della propria povera inconsapevole consorte o di troiacce che mettono gli annunci in internet sui siti delle zoccole è altissimo. Poi loro vi contattano, vi dicono questo e quello, vi dicono che sono di vicino casa tua, vi dicono che vogliono incontrarvi per ciulare quando il marito non c’è (dipingendo la moglie, visto che di lei parlano fingendosi lei, come una bestia di satana inferocita e desiderosa solo di “sentirsi una vacca”)… vi chiedono di farglielo vedere, vi lodano l’attrezzatura per un dieci minuti dicendovi che peccato che non ho cam senò ti facevo vedere quanto sono fradicia… (e non ti spieghi ancora perchè pensavi di avercelo piccolo), poi vi fanno toccare e fare tutte quelle cose che solitamente si fanno da soli mentre si guarda che so io xvideos o se siete dementi un sito a pagamento o peggio la paytv zozzalercia di sky… e dopo vi lasciano con la tastiera del pc inutilizzabile e lercia, madidi e sudati, con gli occhi iniettati di sangue che se ci fosse tua madre penserebbe che ti sei fatto dodici canne con quella merda di agente segreto CIA di Bob Nesta Marley… e loro passano oltre… voi rimanete mezz’ora a chiedere al nulla quando vi vedrete per fare quella fantasmagorica ciulata che avreste fatto quando il marito non c’è. Prima che lo pensiate: la mia tastiera è linda, io non sono un coglione ma uno che queste cose le studia, io di solito non mi esibisco a cazzarmato di fronte ad una webcam!

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Le Iene – se fossero persone serie – e non io dovrebbero fare servizi su questa piaga sociale… visto e considerato che se fate cose del genere siete più sprovveduti di un bambino che finisce nelle mani di un pedofilo… e vi assicuro che statisticamente la rilevanza del dato per cui un maschio sotto i 40 anni finisca irretito in situazioni del genere è molto molto più alta di quella di un bambino. Se non altro perchè il maschio sotto i trenta, pure trentacinque, facciamo quaranta, single… spesso, se non ascolta i miei consigli e non li capisce bene… è esposto a rischi da stimolo sessuale molto di più di un bambino… alla mercè di qualsiasi malintenzionato.

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Se Nadia Toffa e Piff non fossero le persone odiose che io so che sono… avrebbero fato un servizio del genere. Meno male, stronzi merdoni, che ci sono io…

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Le mappe dei miei sogni è un libro illustrato bellissimo.

Non sono uno psicopatico come Donato Stevanin…
Donato Stevanin aveva la fissa delle VIP!
Scriveva cose terribili del “marito di Costanzo”. Cose terribili davvero.

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La gente comincia a pensare sempre dopo un po’ che se consumi materiale pornografico farai una pessima fine. Soprattutto se ne parli in pubblico. C’è una stigma sul porno che non avete idea. Anzi, un po’ sì.
La gente non pensa mai alla pessima fine che farai se il tuo orizzonte culturale è la programmazione a cura del “marito di Costanzo”. Soprattutto quando lo scecheri assieme alla pornografia SM. E della pornografia non ne parli con nessuno.
Donato Stevanin – che non è Charles Manson solo perchè non ha ucciso la moglie di Roman Polansky alla fine degli anni ’60 violentando e pervertendo il concetto stesso di Peace and Love – della pornografia non ne parlava con nessuno.
Ma parlava con tutti del “marito di Costanzo”. Con tutti. Ossessivamente.

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In una perquisizione sono spuntati fuori i suoi diari.
Nei suoi diari sono spuntati fuori quei Long Island Ice Tea prodotti dalla sua mente mescolando pornozozzerie e la magistrale opera omnia catodica del “marito di Costanzo”. Nei diari c’era la telecronaca di quello che avrebbe voluto fargli.
Stevanin per quei diari mi sta simpaticissimo… un po’ meno per quel che era sepolto nel suo backyard.
Perchè finchè fantastichi su quello che faresti ad alcuni VIP – e fino a quando il tuo bersaglio se l’è obiettivamente cercata a norma della Convenzione di Ginevra, di quella sui Diritti dell’Uomo e di quella sui diritti del Bambino e del Fanciullo – le tue fantasticherie possono anche avere una certa dignità stilistica e letteraria. Possono, futuristicamente parlando, rappresentare dei “bei gesti” che poi si dimostrano davvero godibili. Stai solo sublimando nella scrittura e nelle parole un malessere o un benessere. No, se le cose le scrivi in un diario che nascondi dietro lo sciacquone del cesso anche se vivi da solo… c’è obiettivamente qualcosa che non va!
Il bondage che Stevanin sognava sul “Marito di Costanzo” e tutto un certo delirio su quello che avrebbe fatto con alcune lattine ricorda moltissimo i televisori che esplodono coi frigoriferi e con tutto il resto in Zabriskie Point. Sono solo la versione disadattata e sociopatica di un rifiuto. Come l’urlo di chi, disperato, ha solo un registro immaginifico per reagire ad un bombardamento… ed in quei legacci vede l’unico modo per liberarsi da una ossessione… ed in quelle lattine l’unico modo per tappare una bocca – sì d’accordo, più di una bocca.

Anche io consumo pornografia.
Anche io parlo di Vip.Anche io ieri fantasticavo su quel che avrei fatto con dei cavi elettrici a qualche volto noto della cultura indie. Ma proprio perchè lo faccio amenamente in pubblico… niente paura. E non rompetemi il cazzo!

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Ciò detto “Le mappe dei miei sogni” è un libro davvero bello.Qui mi fermo perchè Mollica mi sta sulle palle per il suo uso insopportabile di certa aggettivazione lecchina. Mollica pensa al culo dell’artista come ad una delle due facce di un baiocco… ovviamente la più cremosa. A sentire Mollica è tutto molto bello… anzi, no, delizioso, incantevole, prezioso. Davanti ad una cosa davvero bella Mollica solitamente sviene. Figuriamoci davanti a questo…
Mollica è come quelli che chiedono la pena di morte per chi maltratta un coniglio e sviene quando gli chiedono che si fa a chi uccide un uomo…
…quando vede una cosa bella. Le cose brutte non le vede.

Ciò detto “Dovevo sposarmi, poi m’è scappato da cacare” è una raccolta di racconti e riflessioni su quello che sta intorno. Una raccolta e riflessioni su cose banali. Le stesse di cui scriverebbero Pif e Volo. Ma scritta in modo non banale. Se questo blog vi diverte… vi divertirà.

Ciò detto ho deciso che una mezza lista la faccio.
Ci metto dentro le donne che muovono un certo qualche interesse nella mia vita.
Ci metto dentro i motivi per cui succede…
Ci metto dentro quel che ci farei…
Ci metto dentro chi c’è entrata e chi c’è uscita.

Però lo faccio domani… oggi no. Oggi ho solo scritto quella precisazione perchè senò so bene che quella che scrive quel blog famosissimo sulla cultura dello stare sotto della donna in famiglia – il cervello ha rimosso… il cervello sta bene – che di nascosto mi segue perchè sembra che il cattolicesimo fervente dello star sotto come controindicazione abbia un sacco di acqua cheta che rompe i ponti, chiama la postale e mi fanno arrestare dicendo che:
tifo femminicidio,
odio i vip e di sicuro…
voglio insegnare ai suoi figli ad andare su youporn e sognare di fare quelle cose a quella poverina di Suor Paola.

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Tranquilli… Suor Paola non è tra quelle 5 donne.
Non sono più comunista… m’è rimasta solo la voglia di mangiare qualche bambino.

Le suore non le violento più… nemmeno quelle bone!

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Fabio Volo… Pif… Non m’hanno fatto nulla ma li detesto!

Dice che è un fenomeno che si aggrappa pervicacemente alla depressione ed alla pre-depressione quello delle manie di persecuzione. Ma credo abbia anche tanto a che fare con sentimenti come la gelosia, l’invidia, la frustrazione da insoddisfazione “professionale”.
Dice… anzi, dico che è vero! Dico che quelle su elencate sono sicuramente valide componenti.

Io ho detestato quel poverocristo di Nocerino perchè somigliava ad uno che mi stava proprio sulle balle per questioni di mera gelosia maschile…
Ma c’è dell’altro nel mio di sentimento elaborato. L’odio profondo, profondissimo per chi cialtroneggia.
Per chi si inventa quattro stronzate e in quest’epoca di stronzi cialtroni, che prima di tutto viene “la pappa pronta” fa successo.
Per chi dietro tonnellate di una banalità oscena e indescrivibile fa soldi sesso e successo.
Le tre S della Tommasi.

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E non ci rimane nemmeno sotto. Non ci resta intossicato. Non finisce al manicomio. Non ci pensa la notte alle stronzate che spara in giro o al sempiterno consiglio delle professoresse di una volta che per una buona volta potrebbero far proprio: “So’ bravi Signò… bravi davvero… ma di zappare proprio non c’hanno voglia!”.
E tutto perchè c’ha troppo pelo sullo stomaco.

Ci sono giorni in cui mi chiedo perchè non me lo posso spillare sulla pancia un po’ di prato inglese pubico: radermi – che pare dia anche un tono ed un non so che di desiderabile – conservare il prodotto, sistemarlo su un bel supporto in carta gommata precedentemente verniciato color carne e poi spillarmelo con una sparapunti. “Durante questa fase fatevi aiutare da un adulto” (cit.)
Cazzo deve far male… ma “lascia che faccia male, prima che faccia bene” (pornocit.)
Un Artattack emozionale (e quello di Artattack quanto mi sta sulle balle?) per uscire al mondo con una buccia – pardon pelliccia – nuova “che mi preserverà” (cit.) non dall’umidità e dalle intemperie ma dagli scrupoli di coscienza culturali verso il genere umano.

Ci sono giorni in cui mi dico che vorrei essere anch’io come Fabio Volo.
Toccare un argomento idiota ed avere il tempo di frequentarlo per un po’. Un romanzo bio-autobriografico lo potrei scrivere anch’io… anzi due o tre. E storie banali, banalissime, di quelle scontate e con l’esito scontato ne ho da raccontare. E non so nemmeno se non farei successo… perchè se è vero che non ho la cassa di risonanza del Volo costituita da mille attività in cui, al solito, ci mette tutta la banalità dal caso ad Esserci, è anche vero che credo di scrivere almeno con la stessa dignità. No, sapete qual’è il problema? Non mi va. Non mi va di scrivere cose banali. Non mi va di farlo con banalità.

Schema tipo:

c’è Giovanni – che è come dire Alberto o Felice (o Contento) – che dalla vita ha più o meno tutto.
Scopa come un luccio, si droga come un lercio, si diverte come uno stronzo.

Ma poi gi succede un brutto numero
– gli muore il padre, la madre, lo zio, l’amico…
– oppure arriva a 35 anni e scopre che l’animatore di serate altrui non può più farlo tutta la vita…
– opppure scopre che dopo i 35 il metabolismo ti cambia ti viene la pancia e gli aforismi che spari in croce non ti servono più a far colpo come insegna Cosmopolitan sulle fighe qualsiasi…
– oppure becca una santa overdose da marjuana come capita alla ragazzina di “Dannazione” (opera di di uno che scrive banalità ma le scrive davvero bene come Palahniuk)…
e capisce che è ora di non dire più “da grande voglio fare il…” ma trovare davvero qualcosa da fare.
E “MIRACOLOSAMENTE” comincia a guardare il mondo dalla prospettiva di tutti quanti i bipedi medi, quelli che sono impegnati a fare altro e non hanno tempo, soldi e modo di scopare come lucci, drogarsi come lerci e divertirsi come stronzi. E sempre MIRACOLOSAMENTE scopre che va anche bene così. E si affeziona alle piccole cose banali come il lavoro, l’amore, la sobrietà 5su7.
E vende con questa stronzata che è nota a tutti… perchè tutti ci sono passati, nella stessa banale e identica maniera sua… e tutti, più o meno tutti, hanno creduto di uscirne con enorme difficoltà e con la scoperta di cose che definiranno sempre ed inguaribilmente “fumettistiche e definitive” (cit. di uno che questa stessa cosa più o meno vent’anni fa l’ha scritta in un modo bellissimo… ed al solito se sapete di chi parlo scrivetelo in commento).
E vende con questa stronzata che è nota a tutti perchè tutti si sentono Giovanni, Alberto o Felice (o Contento). Dunque tutti, leggendolo, diventano i protagonisti di un libro…
E vuoi mettere?
E questa, mia, è una banalità enorme ma, spero, scritta con la quarta di seno in bella mostra!

Della paura di uscire al mondo si può parlare raccontando in modo scialbo e didascalico la propria esperienza da moderno Peter Pan. Oppure dire, come ha fatto qualcuno, che non vi dico chi è ma al solito se qualcuno lo sa lo scriva in commento…

“E niente ho messo la tutina della Chicco e sono uscito nel nulla assoluto…”.
(che è una banalità enorme ma scritta con una sesta di seno che miracolosamente sfida ogni legge newtoniana e sta su a quel biondoddio… come non vi dico cosa).

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No: molto meglio balzellonare per aforismi e storie trite e ritrite per accontentare gente con esistenze trite e ritrite che non ha voglia di riflettere, non ha voglia di sforzarsi a capire cosa sia “la tutina della Chicco”. E perchè non te la scopi una qualsiasi se invece di autocitarti con un aforisma alla Fabio Volo le parli della tutina della Chicco. A meno che il tuo orizzonte non sia la scopata con una da Girls Interrupted. Della tutina della Chicco non si parla alla prima che passa. E non si parla per scopare!

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E così che se ne va a puttane anche il “romanzo di formazione”… che fino alla Tutina della Chicco m’era stato anche un po’ sulle balle… ma non tanto da meritarsi Fabio Volo. Bastava Herman Hesse… che è il Fabio Volo di “qualche decennio fa” (cit.)

E Pif? La iena che si è messa a fare il “sociologo da bar” con uno smartphone che videoriprende le cose? Su MTV ha fatto successo con qualcosa che se vogliamo è ancora più urticante della banalità del nulla di Fabio Volo. Con l’idea del documentarismo pseudo autoriale perchè pseudo indie e pseudo hipster, su temi purtroppo anche molto interessanti. Ma con quello stile fintamente dimesso, incapace di andare al fondo profondo delle questioni. Intanto, MTV paga il viaggio, il soggiorno, lo stipendio… e tu, fidando sulla cialtroneria di chi ti segue ti guarda, invece di fare fino in fondo l’indie del cazzo e tirare fuori qualcosa di veramente nuovo… rivomiti due banalità… giri il mondo… vivi palleallaria che finchè ci sono stronzi cialtroni c’è speranza… e c’è fattanza…
…e diventi testimonial della TIM (quell’altro è sponda Vodafone) mandando in rete, tv, ovunque, una campagna per la telefonia mobile che si aggrappa con le unghie e coi denti a temi sociali di un pop e di una banalità pazzeschi. Anche qui, complici i 30 secondi netti di durta di uno spot, nel modo più cialtrone possibile.
I cani abbandonati…
L’oratorio di Scampia…
…dovesse nascere ancora Basaglia e fosse di attualità la causa dei mattacchioni, metterebbe un telefono in mano ad un pazzerello e gli farebbe dire “Sì, dopo la chiamiamo la mamma, Napoleone!”.Perchè questa è la cifra!

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Herman Hesse scriveva cose banali e pop per il suo tempo… non faceva nulla di diverso da Volo. O da Pif.
Fare soldi dal gusto del pubblico per il banale. Lui c’aggiungeva la ricerca New Age della meditazione attraverso la quale raggiungeva stati estatici simili a quelli che si raggiungono con la ketamina.. noi andiamo in Tibet a pregare ed in Thailandia a “ricercare la nostra spiritualità” strafacendoci, strafacendo bimbi e bimbe e non avendo nemmeno il buon gusto di crepare appesi all’asta appendiabiti dell’armadio, nudi e col pisello duro in mano (cit. è crepato così David Carradine, fu Bill in Kill Bill I e II). Cambia solo il modo di cialtroneggiare… che poi è scopare, strafarsi e divertirsi senza pensare troppo che nel frattempo la vita ci cammina di fianco.
Mi sta bene, cazzo… mi sta bene… ognuno si zappa la giornata come meglio crede, anche se potrebbe fare di più ma non vuole applicarsi. Mi sta bene: they want it, you give it to them… Gli dai la merda che chiedono!

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Il problema è uno solo: non costringeteci ad averli davanti ogni ora, punto e momento… come si dice dalle mie parti! Herman Hesse non ti si piazzava davanti ogni giorno ripetendoti quanto “è caldo e compenetrante l’ohm” che ti scorre dentro quando lo intoni. O facevi la cazzata di comprarti Siddharta o grazie a quel biondoddio non sapevi nemmeno chi era, Herman Hesse… o Narciso e Boccadoro. E il Lupo, se ne stava nella Steppa!

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