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Susanna dove sei?!

Non c’entra molto, se non a livello onomastico, il pezzo di Celentano con quel che voglio scrivere oggi. Non è tecnicamente un omagio, il mio… quanto più un ricordo, perchè è partita tra le ricerce questa canzone e io non so proprio come, mi sono ricordato di una cosa stranissima.

Chiunque mi frequenti lo sa bene: odio i gechi. Ho una paura fottuta dei gechi. I Platidattili muraioli, così si chiamano tecnicamente, mi fanno un ribrezzo tale che – non fate i friendly a cazzo perchè risulterò nemmeno troglodita, che lo sapete come la penso – divento veramente una checca isterica quando ne vedo uno. Stridii, schiamazzi, urla, saltelli… scappo via estroflettendo… NON RIDETE!

Oh, allora adesso voi mi diete: certe paure devi conviverci, sono fobie innate, le hai dalla nascita. Bugia! Non è così. Io da piccolo non avevo IN CASA animali domestici. Non c’erano cani IN CASA. Nemmeno gatti, tranne quando tenemmo in stallo in una parte off limits della casa il gatto di mia nonna, un persiano di nome Pommy. Mia madre era convinta che i gatti portassero malattie allucinanti. Mia madre non è una credulona ignorante… allepoca di toxoplasmosi prenatale si moriva a motopompa.

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Oh… io da piccolo, tipo sotto i 4 anni, avevo un animale domestico, un pet: Susanna. Era un geco, mai capito se maschio o femmina, ovviamente, che per un anno intero visse sul soffitto del salotto muovendosi qua e là. E mangiando insetti e altre cose tipo zanzare. Io ero fiero di Susanna. Ogni giorno verificavo che fosse ancora lì. Figurati se si muoveva, quella, coi termosifoni accesi, il cado e tutto il resto. Susanna morì nascosta tra i battenti delle persiane. Credo fu lo shock per il corpicino nella paletta a farmi cambiare radicalemente prospettiva verso i platidattili muraioli. Che adesso mi fanno letteralmente ribrezzo. Scusa Susanna ma la vita a volte va così.

Oh, sia chiaro… casa mia, come la casa del film The Others, è dotata di zanzariere. Mai uscire da una stanza senza aver chiuso la zanzariera immediatamente alle proprie spalle!

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Le nevrosi, le paure, le fobie e ci scherzo su

Allora: se volete avere a che fare con me sappiate che massimamente io come scritto qualche post indietro: ho una fobia costruita e stratificata per i platidattili muraioli anche definiti gechi. Di loro conosco tutto, mi sono ampliamente documentato coprendo – meglio, facendo corpire, le immagini sui testi di scienza. Dispongo a casa di una nutrita bibliografia sulla bestiola in questione. Tutto si è – come sapete – sviluppato con il mio primo contatto con un essere morto: Susanna. Poi le evoluzioni sono state incomprensibili e strutturate a cazzo loro. So solo che se li vedo fermi su una parete sono inquieto e passo molto tempo a guardarli per essere sicuro non si muovano di lì. Anche perchè quando si muovono, come dire, sto malissimo, li sento camminare addosso… una roba da non dire!

geco

Temo si tratti di una fobia alle mie latitudini invalidante a livello proprio sociale… nel senso: non esci d’estate andando in quei locali con le rampicanti o i muri di tufo… e simili. Non ti accoppi in casotti di campagna perchè vuoi mai che te ne trovi uno sullo stipite della porta entrando… e simili. Cazzinculogravissimo!

Era giusto lo sapeste. Prima che cerchiate in buona fede di rendervi utili, sappiatelo: non c’è cura non c’è rimedio.

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