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Torna presto padrepio…

Il corpo imbalsamato o incerato di padrepio ha fatto un viaggio. Credo fosse la prima volta che si spostava dal disco volante parcheggiato in seconda fila sul piazzale dell’ospedale di San Giovanni Rotondo. La faccenda ha avuto un’eco imbarazzante sui giornali. La questione è stata anche al centro di alcuni tavoli tecnici per sicurezza ed ordine pubblico. L’auto su cui padrepio ha viaggaito è stata scortata da un drappello congiunto di Polizia e Istituti di Vigilanza privata. Temo che Città del Vaticano non abbia fornito alcun contributo economico alla vicenda. Imbarazzante. Continuiamo a sostenere costi enormi per spicce forme di idolatria.

Quel che terrorizza sopra ogni altra cosa è il “mood” fa notizia, accostato ad ogni spostamento ed avvenimento minimamente collegato alla statuetta cerea di padrepio – non sono spoglie, non è il corpo… sono I RESTI. “Oggi padrepio è andato… ieri padrepio è stato spostato… domani padrepio andrà!”. Il tutto in collegamento da Roma, un servizio al giorno. Per chi è pugliese, i servizi sono due, perchè ogni giorno c’è un pezzo con le interviste al santuario, le interviste di gente che aspetta il ritorno della statua, gente che è accampata lì fuori a far la guardia al discovolante vuoto in attesa del ritorno della statuetta.

Non so davvero se mi fa più paura gente come Salvini o persone all’apparenza comuni accampate che, nel giorno della Misericordia, affermano: “Ci costa molto lasciar andare il nostro padrepio… non è giusto che lui debba lasciare il santuario… però è un ordine e dobbiamo rispettarlo! Certo, se c’è un santuario potrebbero venire loro a vederlo, non dovremmo essere noi a lasciarlo andare. Siamo molto in pena, ci costa molto!”. Una forma di misericordia che con estrema facilità fa rima con l’espressione: alla faccia del cazzo!

Ho sciolto ogni riserva: un comune fedele di padrepio è molto più spaventoso e pericoloso di un Salvini qualsiasi.

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Ti pisciano in testa…

E tu dici che piove! Un ricercatore italiano è morto ammazzato in Egitto. Si occupava di sviluppo economico, sindacalismo, mercati arabi in espansione. Scriveva e collaborava con Il Manifesto (sotto pseudonimo per paura). Il capo della polizia non l’ultimo degli ausiliari del traffico, nelle prime ore, ha parlato di un incidente automobilistico davanti a un cadavere scempiato dai segni di una lunga e straziante tortura.

Lo stato italiano, ad oggi, si è detto certo, non solo fiducioso, di una pronta e solerte collaborazione del paese delle piramidi. Io mi chiedo come mai, a fronte di dichiarazioni inquietanti come quelli del capo della polizia del Cairo, non sia ancora stato convocato l’ambasciatore egiziano a Roma. Per un semplice e rilassato scambio di vedute tipo: “Ho sentito che Il Capo della Polizia del Cairo, non l’ultimo degli stronzi, ha detto: incidente d’auto! Guarda, siccome noi siamo esperti, da Pinelli in poi, a fare di queste cose, abbiamo capito dove vuoi andare a parare… riaddrizzi il tiro o dobbiamo far capitare qualcosa a una serie di persone?”. Ok, sono come al solito un sognatore. Queste cose non le fa nemmeno zio Vladimir… o almeno non le dice. E’ molto far sapere all’ambasciatore che, tipo: “Io sto per chiamare tutti quanti i grandi tour operator che lavorano col tuo paese… guarda che sono covninto arriverano una valanga e mezzo di disdette. Sai stavo anche pensando che con tutte queste disdette, forse è il caso di togliere anche qualche volo da e per il Cairo… no, così, giusto per fartelo sapere… perchè non ci sentiamo tanto sicuri, sai, fai un incidente di macchina e ti trovano accoltellato, con le bruciature…”.

Se fossimo un paese serio… Ma non siamo un paese serio.
Se siamo stronzi… e siamo stronzi… “Siamo certi di una pronta e solerte collaborazione dell’Egitto”.

Siamo il paese che ha fatto arrestare l’autore della Strage del Cernis? Sì, siamo quelli che ancora non riescono a risolvere la telenovela dei Ramò… ehm dei Marò.

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Limoni e limonate – non sempre amare – per poco più che trentenni…

Ed era Genova 2001, o Bologna ’77? Non me lo ricordo più. Sarebbe potuto accadere pure tra i “Morti di Reggio Emilia”, contro il governo Tambroni. Sui monti con (Annette?) e quei disgraziati punkabbestia, pastori e valligiani del NoTav.
Quando bevi fuori dal coro, come coi “chinotti” – che qui da me sono cosacce che fai con la bocca, cosacce zozzolerce, poi sono le lattine di bibita nazionale fascistissima e alternativa alla cocacola e solo alla fine sono gli agrumi amarissimi da cui si fa il chinò -esattamente come quando canti o gridi o pensi fuori dal coro… celermente arriva la Celere. E spara un lacrimogeno, due, tre, una flotta di lacrimogeni. E l’aria puzza di mandorla acerba. E l’aria si fa nebbia e l’aria si fa amara. E piangi, cazzo se piangi. E brucia, cazzo sei brucia.

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Ci vorrebbe un chinotto! Ma quello massimamente conosciuto dalle mie parti, la zozzolerciaggine con la bocca, quello non si può in questo fuggi-fuggi generale. Come fai? Quello, rilassato o alla crudele che sia, non lo fai in corsa. Non si può mica fare, vero signor Tesla? Ci vorrebbe un chinotto. Ma non la lattina… magari la bottiglia, benzina, straccetto ed alla nebbia incolore dei lacrimogeni risponderemmo col fuoco della nostra passione. Ma indove la troviamo la 25cl in vetro a culo duro del Chinò? Hanno chiuso i bar per il disordine che si teme porteranno i disordini dei giovani che massimamente amano e per questo pensano, parlano, gridano ed urlano fuori dal coro. I bar li hanno chiusi tutti. Blindano Genova, “[…]cancellateacinquemetri, belin! E’ morto un ragazzo, cosa fai che spari, cosa fate che picchiate e sparate? Chiuditi dietro le cancellateacinquemetri, Belin, che non ti fan mica niente. E’ morto un ragazzo! E tu lì che spari. Per non far sfasciar la città? Finiva subito, finiva, se non sparavi. Tanto l’han sfasciata lo stesso…”.
Blindano Firenze, la blindano che i barbari non calino rompendo tutto. Questi blockbuster dei blackbloc finti, questi anarchici e autonomi veri. Blindano Firenze e non succede niente. Perchè nulla doveva succedere. Perchè Oriana Fallaci una previsione, una, la doveva pur sbagliare!
Indove la troviamo, noi due, una 25cl culo duro di vetro di Chinò, il secondo chinotto che viene in mente quando pensi che servirebbe un chinotto, mentre tutti scappano? E’ tutto chiuso, han chiuso ogni bar. Vero signor Molotov? Non la possiamo fare!

E resterebbe il terzo chinotto, da taglire a morsi e bruciarsi la lingua da quanto pizzica infondo e brucia il palato. Ma non ne abbiamo di chinotti. Non servono che alle aziende che fanno il chinotto, i chinotti. I frutteverdura i chinotti non ce li hanno. “Abbiamo i limoni!”. E vada per i limoni. Che son sempre agrumi, massimamente aspri se non di Salerno. Alcuni dolci da mangiare. Da farcisi la provvista per l’inverno e l’influenza e “si sa, la vitamina C”. Vada per i limoni. Non ci pensi subito, quando dici limoni. Il limone sta alla lettera L come albero sta alla lettera A. Come mela sta alla lettera M… ma la mela e l’albero, qui, nella nebbia dei lacrimogeni, come il libro della prima elementare, non te ne fai niente. Che libri non ne leggi, brucia, gli occhi aperti non riesci a tenerli. E fosse scritto in breil nel fuggi-fuggi non poggeresti bene le dita. Leggeresti sbocconcellato. Sbocconcellato come una mela che morderla non ti salva la vita, nella nebbia di mandorla e nel fumo che brucia dei lacrimogeni c6. Servono i limoni.

Solo dopo, ci pensi, che i limoni sono anche quei baci che ti scambi quando limoni, voce del verbo limonare, che non vuol dire spremere i limoni per fare la limonata, vuol dire farsi una santa limonata in santa pace. E magari fosse santa la pace per limonare in questo delirio che sa di mandorla e fa pianegre e ti bruciano i vestti addosso e ti vorresti spogliare e ti ritroveresti nudo a piangere e grattarti e sentirti la pelle che brucia e si chiudono i polmoni. Ecco perchè ci vorrebbero i limoni. Quelli veri, adesso, prima di tutto gli agrumi. Divertiamoci in sicurezza, mentre tutti intorno scappano. Io e te soldatini di missioni impossibili: limonare sui teatri di guerriglia urbana. Come installazione, come happening di protesta: un flashmob dell’amore, anzi dell’aSmore come asma, come quella che ti viene mentre sei in mezzo ai lacrimogeni c6 e non hai i limoni e ti si chiudono i bronchioli.
Segui me, vieni appresso a me: si fa così, ti mostro! Prendo il limone più piccolo, quello che ta in bocca da solo. Me lo caccio in bocca per metà come fosse la tua lingua che s’attacca alla mia mentre limoniamo, mentre i limoni li facciamo. Ti tiro a me… tu fai lo stesso. Fatti andare in bocca quel limone e sentilo, come fosse la mia lingua che s’attacca alla tua. Visto? limoniamo per procura. Le labbra mie contro le tue, il limone da limonare in bocca. E lo limoniamo. Un colpo di denti. Dai che ce la fai. Ti aiuto anch’io. Ricordi? Come le morositas alla liquirizia, che mettevi il pacchetto tra le fronti ed erano morbide e ci pomiciavi. Le morositas alla liquirizia sono amare. I limoni sono aspri. E sono duri. Non li tagli facile, non li tagli semplice, non li tagli con un morso. Più morsi, un, due, tre… più morsi. Mordi… che mentre mordi esce il succo. Mordi che ti riempie la bocca e le goccioline dal palato finiscono per magia nel naso… e quel citrico inacidito tiene lontani i lacrimogeni. Mordi il limone, non la mela, mordi il limone che ci salviamo il culo. E tu mordi, io mordo e le labbra si toccano… e che bello, mi pensi e ti penso, sarebbe limonare senza limone tra me e te.

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Eccolo, staccato. Un pezzo per me un pezzo per te. Ci siamo salvati la vita… ci siamo salvati il culo… e adesso scappiamo senza piangere più. E mi tieni la mano, ti stringo la mano, ti tiro di qua, mi tiri di là. Corriamo che questi rottinculo non ci prendano. Corri, corri cazzo corri. Tieni il limone in bocca e corri. Non dire una parola, salva il fiato e corri cazzo. Corro! E col limone in bocca ripenso alle tue labbra sulle mie, un attimo fa. Corri cazzo, cor che c’è un portone. Ed è aperto. Stringi il limone che il gas passa da sotto le porte, dal rosone di questo portone antico di carrugio genovese. Tienilo stretto tra i denti il limone che ci buttiamo dentro. Hai perso lo zaino, ho perso la scarpa. Ti guardo. Sei bella con quel limone, quella mezzapallinarossa molto pulp fiction, molto S/M ma senza le stringhe. Molto più di mr. Grey anche se lì fuori il gas regala più di cinquanta sfumature di grigio, di morte, di sangue ingrigito, di grida, di botte… le botte! Ti guardo hai i capelli sudati e puzzi di mandorla e di sudore. E puzziamo di amore. Ops, di aSmore… che non è mica passata la fumata grigia del terrore. Ti voglio, ti giro, ti prendo. E tu tieni quel limone in bocca che ce lo tengo anch’io. Tienilo o soffocheremo ci urticheremo ci brucerà. Facciamo l’aSmore ansimanti sul muro di questo portone mentre fuori tutto va a rotoli. Tieni chiuso il mondo ancora un attimo qui. NOn sarà mai più così rapido. Non sarà mai più così forte. Se morissi oggi di lacrimogeni e botte… almeno porterei addosso il ricordo di tutto questo aSmore strettistrettistretti al muro di questo portone per ricordarci di essere vivi e solo un po bruciacchiati nel respiro. Asmatici ed innaSmorati. E dura pochissimo e quand’hai finito e quand’ho finito scivoliamo in terra. E la nebbia s’è diradata. E le botte ora sono lontane. E ci abbracciamo sfatti dall’aSmore. E sputiamo il limone che ora è solo una buccia tutta ciucciata e consumata, come i corpi dopo l’aSmore.

Couple Kisses During Vancouver Riot

Ci vogliono altri limoni. Adesso si può. I limoni del verbo limonare. “Limoniamo?” – “Ma qui? Nel portone?” – “No, se scende la nonnetta chiama di nuovo la superpoliziacelere e ci sparano i lacrimogeni nel portone e quei limoni li abbiamo finiti… che credevi bastasse uno e bastassero alla bisogna i nostri di limoni, quegli altri, quelli che voglio ora!” – “Sono un coglione…” – “Sì, limoniamo fuori, nel parchetto vandalizzato dagli sbirri che non sono riusciti ad arrestare i vandali… ti va?” – “Guarda che poi quelli tornano…” – “E ci trovano innamorati, distesi a fare i limoni ed a limonare… non è un reato, ancora, no?” – “Fidati, la superpolizia teme che sia il più rivoluzionario dei gesti…”. Annuisci, guardi in terra il mezzo limone spremuto, guardi a terra il mio mezzo limone ciucciato. Ci siamo sfatti come due mezzi limoni stretti tra i denti per evitare il massacro. “Prendiamo il treno, questa città puzza di mandorle e botte… prendiamo una cuccetta, limoniamo lì, stretti sul posto più alto, tra il soffitto ed il portavalige. Lì non servono altri limoni, lì ci bastano i nostri limoni… lì bastiamo noi!”.

m3mango lo sa!

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Problemi sociali complessi? Soluzioni semplici…

Allora sì… questo forse più che un titolo deve diventare un tag… ma lo mettiamo nei buoni propositi per il prossimo anno, di cui parlerò qualche post più in là… ma che tipo scriverò appena finito di scrivere questo. Quel che mettiamo nei propositi del prossimo anno non è il fatto di creare un tag perchè vi accorgerete che il tag ci sarà già… ma è il fatto di fare una fascistissima rubrica su questo argomento e farmi campagna elettorale per diventare Ministro dell’Igiene Sociale, con titolo di Dittatore Unico ad interim.

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Della depenalizzazione della violenza e delle sevizie all’asilo abbiamo già velatamente parlato nell’articolo precedente… sintetizzabile con manifesto elettorale recante scritta “Mazz e panell… Fann e figlie belle… Panelle senza mazze e iescine e figlie pazze!” ossia “Botte e dolcetti fanno figli belli, dolcetti senza botte figli ingestibili!”.

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Oggi risolviamo a parole il problema della violenza negli stadi. Perchè tipo qualche giorno fa una città dalla quale tutti scappano non per la città ma per i suoi abitanti… a detta stessa dei residenti – sto parlando di Foggia – è stata teatro di una battaglia campale tra polizia e forze dell’ordine degli hooligans delle tifoserie del Foggia Calcio e del Barletta Calcio, squadre miracolate dal signore e dell’unificazione delle serie C1 e C2… altrimenti sarebbero in C2 relegate nella Gazzetta dello Sport alle pagine degli “sport esigui” tipo Andorra, Liechetnstein, Biathlon e Palla Barattolo. E non ha senso che si insceni un assedio medievale fuori dalle giornate a tali rievocazioni preposte se non per squadre di un certo lignaggio, tipo ammettiamolo per Inter, Milan, Sassuolo o squadre così, tipo posti che hanno anche uno stadio ed un campo da calcio, non un oratorio…

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Se succedono cose del genere tipo per derby Bitonto-Cellammare c’è un problema… per dirvi Bitonto la cita come città pure Andrea Pazienza però non è famosa… se succedono ‘ste cose na soluzione tocca trovarla.

E io la c’ho… ce l’ho… la detengo, posseggo e spiego testè!

Per i prossimi due anni lo Stato Italiano, che spende tanto per cose inutili, apposta una certa posta di denaro – sicuramente inferiore a tanti sprechi tipo Future In Research così com’è uscita fuori in Puglia – per pagare un abbonamento Sky Calcio ad ogni possessore di TVColor. Guardate la malizia: tutti dovrebbero pagare il canone per avere Sky regalato… Sky costa 29 euro il pacchetto calcio… capite quanto ci si guadagna? E quanto si taglia sull’evasione? L’omino dello Stato Italiano ti chiama e ti dice: “Siccome allo stadio suggeriamo alla gente per bene di non andarci che dobbiamo risolvere un problemino generato da facinorosi, paghiamo alla gente per bene l’abbonamento a tutte le partite in casa e fuori casa della sua squadra del cuore, signore… che sceglie?”. Oh… così tutte le brave persone tifano a casa, visto che allo stadio non puoi andare. E così tutti i bambini imparano a tifare, a bestemmiare, ma senza schiaffi e monetine all’arbitro e raggi laser…

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Poi allo stadio facciamo entrare anche senza tessera chi vuole fare a suo rischio e pericolo l’ultras. E facciamo dentro gli stadi le battaglie campali: forze dell’ordine dello stato contro forze dell’ordine del popolo ultras di quella squadra che gioca in quello stadio… con la variabile di cosa vorrà fare la squadra di forze dell’ordine del popolo ultras rivale di quel giorno. Al fischio di inizio, si scatena l’inferno, sugli spalti e in campo. Al fischio d’inizio si gettano i fumogeni e i lacrimogeni. Al fischio d’inizio “vale tudo”… tonfa rigirati e cinte con fibia. Alla fine dei novanta minuti finisce la partita in campo ma se vogliono quelli su continuano a menarsi. Alla fine delle ostilità si contano i morti, i feriti, gli arrestati e i daspizzati.

Avete solo idea della velocità con cui un problema si risolve?
Avete solo idea delle ricadute positive sull’indotto delle scommesse che questo avrebbe? Puoi giocare live il risultato dello scontro, over/under il numero di morti/feriti/arrestati/dapizzati. Puoi giocare l’handicap, ossia il vantaggio virtuale iniziale con cui comincia lo scontro… Un paradiso per i ludopatici. Oltretutto rispetto al calcio, menarsi per il calcio è uno sport sano sul quale la camorra o i grandi truffatori delle scommesse non possono buttarsi facile facile… per cui si tratta di un evento sportivo su cui scommettere sarebbe ancora abbastanza sicuro.

A.C.A.B.
Avete idea delle ricadute positive sulla serenità delle forze dell’ordine dello stato quando poi vengono chiamate in altri contesti? Si sono già sfogate allo stadio e tipo sono più comprensive col metalmeccanico che ha perso il lavoro o con il protestante che non vuole la TAV o non crede nella verginità della Madonna. E si mena di meno dove obiettivamente, finchè non vieni contro di me che sono Ministro dell’Igiene Sociale e Dittatore Unico ad Interim, obiettivamente non è il caso di menare (tipo Genova 2001 o Napoli 2001 o gente che protesta per la casa, per il lavoro, per una Italia più normale… quelli non li devi menare, al massimo li prendi a pernachie dicendo “Tranquilli, votate pure la prossima volta!”).

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Avete idea delle ricadute positive in termini di audience e di creazione di format televisivi da paytv che unisci al pacchetto calcio in omaggio? “Un giorno con Tigre” quello che prima spaccava le teste dei metalmeccanici e degli studenti, ora ha capito e ripulisce le curve! Oppure “Curve Bollenti” che per una volta non è un porno ma un reportage dall’esercito nemico… una giornata coi cattivi… il top!

Qualcuno crede che io sia pazzo. Qualcuno crede che io sia nazista. A meno che voi non siate gente che crede a babbo natale ed alla funzione educativa della nostra scuola “così com’è e non potremo certo migliorare negli anni a venire”… posso ascoltare la vostra proposta per una soluzione migliore del problema?

Escena de 'Diaz - Don't Clean up this Blood'

Poi un giorno di questi vi parlo di come risolvere il problema dei giovani non più solo di sinistra che si ammazzano di spinelli venerando un curioso agente della CIA defunto anni fa, con una capigliatura imbarazzante, che cantava roba tipo “Signora non star lì a piangere…”.

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