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Verbo scartare: indicativo presente, coniugare.

Io scarto, tu scarti, di quello che fanno gli altri adesso ci interessa molto poco, che stiamo guardando a me che scarto e te che scarti, coniugando il verbo scartare all’indicativo presente. Il problema è che nessuno ci ha spiegato se stiamo scartando perchè li tiriamo fuori dal pacchetto dei regali o perchè senza nemmeno guardare li stiamo mettendo via come animali di pezza. Io scarto, tu scarti, che la grammatica italiana è fredda e impersonale, oltre che per forza di cose impicciona su quello che fanno tutti gli altri. La grammatica non ama come la lingua italiana. Sa solo odiare. Con la grammatica non baci nessuno. Con la lingua sì. E mentre io scarto e tu scarti, la lingua italiana ci da le carte senza dirci chi ha preso i cuori e sta scartando il pacchetto e chi ha preso le picche e quel pacchetto non lo sta nemmeno guardando. Saprà amare, ma a volte è insopportabilmente sarcastica.

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Io scarto, tu scarti e di quel che fanno egli ed ella, ciascuno per i fatti suoi, separati da un / (dicomaiuscolodisettesullamiatastiera) non ce ne può fregare di meno. Che stiamo decidendo chi scarta per tenere e chi per buttare. E non ci si pensa che a volte danno la colpa agli inglesi ed al loro semplicistico modo di avere 10 parole e inventarci una lingua. Gli inglesi con i presents stanno molto attenti. Gli inglesi coi regali non si permettono disambiguazioni di sorta. Gli inglesi non saranno poetici e creativi nel dire scartare per aprire. Generico open o tecnicissimo unpackage. Ma quando si parla di scartare per buttare usano la parola giusta: discard! Sarà che siamo abituati alla lingua dei Beatles e della Principessa D. ma adesso, in questo momento, discard mi da proprio di buttato via!

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E quindi io scarto e tu scarti, insieme saremmo un noi, insieme, se facciamo la stessa cosa, noi scartiamo. Ma le desinenze sono echi lontani di un …iamo che parla di noi, però tanto tempo fa, quando scartavamo, perchè facevamo la stessa cosa, i regali. Ed alla fine mi accorgo che nemmeno quello andrà mai bene… perchè anche nell’aprire i pacchetti noi scartiamo in modo differente. Non siamo un noi. Non lo siamo mai stati. Io cane “strappa e spacca e mordi e tira”, tu sempre lì gatta a trovare lo scoth.

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Noi non scartiamo, non lo abbiamo mai fatto. Io scarto, tu scarti, se egli scarta come scarta ella allora saranno essi, ed alla fine di tutto, tornando al presente, anche se stona, scartano. Noi, no. Noi non scartiamo. Perchè ora, al presente, io scarto per fare qualcosa, tu scarti per fare qualcos’altro. Al passato io scartavo in un modo tu scartavi in un altro… e non sta bene mettere le cose insieme quando sono così diverse, anche se vanno nella stessa direzione.
Maestra, mi perdoni, io lo so come si coniuga la seconda persona plurale… solo che non mi va di dirla. Essi, tutti gli altri, scartano. Sì, essi scartano. Ma io sono un tipo riservato. Di quello che gli altri fanno, mi curo poco. Quindi voi scartate, all’indicativo presente. Fate la stessa cosa, evidentemente allo stesso modo.

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