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Quella volta che una donna decise di stabilire il record del mondo di gang bang… e però non le successe niente di grave!

Aforisma: “La Puglia Migliore è una delle gang bang più finte del mondo!”…

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Ci sono un sacco di persone che dopo aver letto Gang Bang di Chuck Palanhiuk hanno pensato che, come al solito, la sua fosse una verità fatta Verbo e trasformata in Verità con la maiuscola ed assoluta dignità. Niente di più falso. Signori non è vero che si muore di gang-bang. Lisa Sparxxx che detiene il record del mondo di gang bang dal vivo… e siamo ad un evento successo nel 2004 in quel di Varsavia, ridente capitale di un posto chiamato Polonia… si è accoppiata con 919 uomini di fila. Senza morire. All’Eroticon!

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Ok lo riconosco… esattamente come voi questa roba dell’accoppiarsi con 919 uomini in un giorno solo senza fermarsi e senza morire io non la riesco proprio a concepire. Per me si muore tipo anche molto prima, tipo sui 5 o 6 uno di fila all’altro. Tipo Paprika che a Deborah Caprioglio le viene la febbre al primo giorno di lavoro in casino perchè… gode troppo. E sono 4 o 5 dilazionati in tutta una giornata. Mica 919! Io ho sempre pensato che di sesso si può pure morire. Poi ho letto “Gang Bang” e ho detto: “Visto? Si muore di Gang Bang”. Poi ho conosciuto Lisa Sparxxx… che poi tutto questo granchè nemmeno lo è. Ed ho scoperto che di gang-bang non si muore. Ma si diventa celebri.

E come sospettato nel mentre leggevo il libro di Chuck Palahniuk “Gang Bang” ho cominciato a capire che davvero tutto quel che c’è prima, dopo e durante – ma non sulla scena – nel porno è davvero una cosa vicinissima alla realtà più pura del puro di questa cosa che si chiama Mondo. E cioè, tutto quello che c’è prima, dopo e durante fuori dal campo della videocamera puzza un po’ di piedi, indossa calzini bianchi di spugna bucati ed ha le mani unte tipo sacchetto delle patatine puff. Poi ho visto (saltando di dieci minuti in dieci minuti) il video totale della vittoria del guinness dei primati di Lisa Sparxxx. Ed ho capito che avevo ragione. E che di gang bang vere, si può pure morire. Perchè quella di Lisa Sparxxx non è una gang bang. Ma una truffaccia malefica in salsa Kubrik di Eyes Wide Shut. Ma con una donna sola e a turno un uomo!

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Uno quando vede la parola gang bang si aspetta una serie di omaccioni enormi su una tipa dalle tette grosse che tutti assieme utilizzano ogni parte del corpo di lei per i propri biechi e comunissimi istinti cioè venire. E questa cosa, sono d’accordo, si chiama “una delle forme estetiche più pure di degradazione femminile”. “Tutti dentro alla mujer…” (cit.) e non ci dovrebbe essere la parte del cit che dice “Che rilascia scontrino fiscal…”. E invecenel video di Lisa Sparxxx lo scontrino fiscal c’è ed è il ticket d’ingresso all’area della fiera dell’Eroticon dove sta vicenda dei 919 contro Lisa si teneva. Poi… gravissimo… che mi rappresenta che questa è stesa comodamente su un lettino in pelle tipo ginecologo e se ne sta lì e funziona col numerino come dal macellaio “Avanti il 54! No signora lei c’ha il 57 aspetti un po’…”.E tutti, ordinati, a turno… zac zac zac e si infila. Con lei che prende il “prodigioso tubetto” di lubrificante e tra un turno e l’altro “si da sollievo” (cit.). E che cambia posizione ogni 50 per evitare che le si addormentino le gambe. E che non dice quasi una parola. Non gode nemmeno. Non ansima neppure. Una bambola gonfiabile avrebbe dato al tutto più dignità! Con prima di lei, per sbaglio inquadrate ad un certo punto tra il 235 ed il 250, due tipe sui divani che predispongono bene al corretto funzionamento l’arnese di chi sta vicino allo scattare del turno. Con situazioni di un bieco e cupo imbarazzo per cui ti poteva capitare di non gestirti bene i tuoi tempi e lasciar irrompere il tuo piacere prima del fatale ingresso… che sei suqalificato e siccome non si può rischiare di non centrare il numero dichiarato ossia 919… ci stanno anche delle riserve, paganti pure loro, che hanno pagato il biglietto per la speranza di due botte due a Lisa Sparxxx ma… vuoi vedere che tutto va per il meglio e non ci rimborsano il biglietto e nemmeno le collaboratrici ci fanno niente?!

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Di Gang Bang vera si muore… pure di gang bang alla Lisa Sparxxx – che è quella che conta nel mondo – ma sono morti diverse. Nella prima ti fai male al corpo… e ci rimetti le penne. Nella seconda quel che ti fa male è l’anima. E pure un po’ il naso… perchè il bon vecchio Chuck ci prende sempre… e le gang bang come ogni set di porno che si rispetti è unto tipo patatine puff e puzza di calzino di spugna bucato!

Di quella Gang Bang di Lisa Sparxxx non si conoscono i nomi dei 919 anonimi ruspanti. Ed è una cosa tristissima! Ma più ancora di quella gang bang non v’è traccia alcuna di tante riserve paganti e probabilmente mai appagate. E questo è grave. Col culo che c’ho… sarei stato “la prossima riserva si prepari”… ma poi tutto andava bene e “Grazie per essere stato pronto…”. La Puglia Migliore è una delle gang bang più finte del mondo!

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Se la vita da single superseri e scrittori come primo mestiere – perchè di secondo siete birai e psicologi da bancone di birreria – vi arrapa vale la pena voi sappiate che…

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione non c’ho scritto un cazzo!
Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione ho fatto studi che comunque non mi avrebbero permesso di scrivere primariamente una professione riconosciuta… tipo che so… criminologo, perchè, sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, la figura del criminologo è un doppiolavoro che serve a fare figo in televisione ma che non da pane se prima non ci scrivi le parole psichiatra/psicologo/supersbirro. Anzi, per essere precisi non che non da pane… non esiste proprio!

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Vale la pena voi sappiate che io sulla carta d’identità alla voce professione finirà che mi scriverò il doppio lavoro che ho, quindi birraio e ristoratore, perchè sulla nave Costa Italia che voi chiamate ancora Nazione, se non c’hai una professione che sia un minimo riconosciuta nell’album panini delle professioni rispettabili… la gente ti guarda dall’alto in basso e ti dice che sostanzialmente vali poco quanto un cazzo e due barattoli!

Vale la pena voi sappiate che avrei potuto benissimo scrivere sulla carta d’identità Docente Universitario l’anno prossimo al rinnovo del documento… ma non posso, diventerà inoccupato o ristoratore, e tutto questo si chiama Puglia Migliore, Future in Research e “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” insegnato a Criminologia, settore Bioetica, come se fossimo che so io al DAMS di Bologna o a qualche altra scuola di balletto o di graffito(ciola/cazzo)sul muro e non per l’appunto a Criminologia settore Bioetica.

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Io non voglio, in merito, rivelare la preghiera che ogni notte prima di dormire rivolgo nel sonno a Gesummaria su una cosa che deve splendidamente capitare a quello che insegnerà “Rock nelle periferie come strumento di contrasto alla criminalità organizzata” perchè poi magari Gesummaria mi ascolta e finisce che la magistratura italiana, che si mette i crocifissi nelle aule ma crede davvero poco al potere taumaturgico in senso lato delle Teogonie, invece di dire: “Le sue preghiere sono state esaudite” (non esaurite come scrivono le troie sugli annunci, che esauRiranno tutte le tue fantasie… e non si riferiscono a svuotare il serbatoio delle tue fantasie, semplicemente fanno un errore)… invece di dire “Le sue preghiere sono state esaudite” dicono: “Questo è il mandante di una cosa che sembra essere un cazzinculogravissimo!”.
Solo per questo non vi dico cosa chiedo ogni notte a Gesummaria. Però sappiate che Gesummaria esiste! Ed è grande proprio come il signor Mr. Cristo o Monsieur Allah o qualche altro grande di quella enorme stronzata che si chiama: religioni riconosciute.

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Vale la pena che voi sappiate che di fronte a queste cose, però, spunta anche il mio animo operoso di buon uomo che in terra si zappa la riconoscenza “divina” con tutta una serie di espedienti che si chiamano “darsi da fare con quello che ti piace fare finchè non sarai messo in condizione di fare quel che ti piace in senso istituzionale!”… ed è per questo che dopo questo post di Lunedì… che serve a cominciare bene la giornata e la settimana… anche se è scritto un bel po’ prima… si comincia a scrivere le cose serie di cui io qui vi parlo per aumentare la vostra curiosità in vista della fine della scrittura, del periodo successivo di editing e soprattutto della ricerca (che sarà breve e facile) di un editore che stampi e distribuisca il mio libro per lettori adoranti e divoratori e per Mollica che scriverà che è “Bellissimo, magniloquente, definitivo” e per una volta avrà ragione.

Nel frattempo qualche coordinata sul vivere da soli come scrittori in attesa di riaprire il pub primaverestivo che possedete e nel quale lavorate come un dipendente qualsiasi…
Vi conviene sapere che:
Non è vero ciò che si dice sull’insalata in busta… nel senso che si tratta di un prodotto ormai standardizzato, valido dal punto di vista dei valori nutrizionali, sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, capace di farvi tagliare tempi morti quali pulire l’insalata, lavarla, sistemarla: apri, sistemi, condisci, lasci riposare 3/5 minuti, mangi. E si conserva pure bene se non siete single sciattoni che prendono le cose e senza rimbustarle e senza usare le mollette per tenere chiuse le bustine le infilate in frigo. Tecnicamente non è nemmeno vero che il palinsesto Sky Cinema vi salvi la vita ogni sera. Per dire… togliete immediatamente l’osceno pacchetto… presto o tardi (in realtà spesso prestissimo) tutti i film proiettati sul palinsesto Cinema finiscono nell’album panini dei film on demand… e quindi te li guardi come quando e dove vuoi tu, in casa… basta spostare il televisore e puoi vederli pure sul cesso. Sempre rimanendo in tema cinema… ad un rapido sguardo il pacchetto zozzolercio di sky è utile quanto un cacciavite a stella sbrecciato: c’è tutto quello che troveresti mediamente su Xvideos solo che costa dieci euro a film… inconsistente e truffaldino. Alla stessa maniera, attenzione a farvi fregare dal NON avere un pacchetto calcio e acquistare solo gli eventi che volete voi… finireste in bancarotta dopo tre giornate di campionato. Passate fiduciosi all’attivazione del pacchetto suddetto: vi costa al mese quel che vi costerebbero due partite al giorno… anzi meno. E questo tecnicamente si chiama terrorismo commerciale!

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Infine ricordate poche semplici regole del vivere felice: se avete da leggere e volete leggere, ciondolare davanti ad una serie televisiva con la scusa che on demand è gratis, vi allontanerà sempre e comunque ogni giorno di più dalla parola fine del libro dandovi l’illusione di avvicinarvi alla parola fine della serie televisiva. Guardatevi le serie… io non sono il tipo che dice che sono il Male… però andate a letto mezz’ora prima di quel che il vostro fisico vi dice: ne guadagnerete in lettura. Tanto la serie sta lì, non si muove!

Ancora… Non crediate di poter vivere sereni di fronte al monitor di un computer ad ammazzarvi di porno e simili… Non è assolutamente vero che si diventa ciechi ma è altrettanto vero che poi, se non li guardate con distacco e piglio sociologico… finisce che tutto quel movimento viene a noia al vostro amico… e però dopo a piangere siete voi.

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Cosa altrettanto importante, anzi massimamente importante: di sicuro siete persone con una vita sociale almeno lievemente superiore a quella di un asparago… evitate posti tipo “Chatroulette” e “Ciaoamigos” o simili… come più volte vi ho spiegato riguardo alla chat, il numero oscuro degli uomini con nick da donna disperati, bisognosi di sega, pronti ad irretire giovani single nel pieno delle loro tempeste ormonali subissandoli di foto della propria povera inconsapevole consorte o di troiacce che mettono gli annunci in internet sui siti delle zoccole è altissimo. Poi loro vi contattano, vi dicono questo e quello, vi dicono che sono di vicino casa tua, vi dicono che vogliono incontrarvi per ciulare quando il marito non c’è (dipingendo la moglie, visto che di lei parlano fingendosi lei, come una bestia di satana inferocita e desiderosa solo di “sentirsi una vacca”)… vi chiedono di farglielo vedere, vi lodano l’attrezzatura per un dieci minuti dicendovi che peccato che non ho cam senò ti facevo vedere quanto sono fradicia… (e non ti spieghi ancora perchè pensavi di avercelo piccolo), poi vi fanno toccare e fare tutte quelle cose che solitamente si fanno da soli mentre si guarda che so io xvideos o se siete dementi un sito a pagamento o peggio la paytv zozzalercia di sky… e dopo vi lasciano con la tastiera del pc inutilizzabile e lercia, madidi e sudati, con gli occhi iniettati di sangue che se ci fosse tua madre penserebbe che ti sei fatto dodici canne con quella merda di agente segreto CIA di Bob Nesta Marley… e loro passano oltre… voi rimanete mezz’ora a chiedere al nulla quando vi vedrete per fare quella fantasmagorica ciulata che avreste fatto quando il marito non c’è. Prima che lo pensiate: la mia tastiera è linda, io non sono un coglione ma uno che queste cose le studia, io di solito non mi esibisco a cazzarmato di fronte ad una webcam!

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Le Iene – se fossero persone serie – e non io dovrebbero fare servizi su questa piaga sociale… visto e considerato che se fate cose del genere siete più sprovveduti di un bambino che finisce nelle mani di un pedofilo… e vi assicuro che statisticamente la rilevanza del dato per cui un maschio sotto i 40 anni finisca irretito in situazioni del genere è molto molto più alta di quella di un bambino. Se non altro perchè il maschio sotto i trenta, pure trentacinque, facciamo quaranta, single… spesso, se non ascolta i miei consigli e non li capisce bene… è esposto a rischi da stimolo sessuale molto di più di un bambino… alla mercè di qualsiasi malintenzionato.

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Se Nadia Toffa e Piff non fossero le persone odiose che io so che sono… avrebbero fato un servizio del genere. Meno male, stronzi merdoni, che ci sono io…

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Se sei stato contagiato dalla peste influenzale puoi vivere da solo… ma non “in mezzo al borgo” che più o meno vuol dire nella piazza principale del paese.

Io non so se domani sarò morto di peste influenzale.

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Questo non posso proprio prevederlo oggi. Non prendevo la peste influenzale da qualcosa come dieci anni, sì dieci anni esatti… che l’ultima volta che ho preso la peste influenzale era tipo febbraio 2005 e avevamo appena finito un concerto dei Virginia’s Rabbit, successivamente Réclame, in un posto che si chiama “Taverna vecchia del Maltese” – attualmente in oscena e vibrante contrapposizione a “Taverna nuova del Maltese” in quel di Bari – e appena finito di rimettere gli strumenti in macchina tipo dissi al chitarrista ritmico “Michele sto morendo” e mi chiusi in casa 6 giorni in preda alle malattie della peste influenzale e tipo credetti di essere morto il primo giorno poi presi a tirarmela perchè la peste influenzale quando non vivi solo ha i suoi osceni vantaggi (tipo “Lascialo fare non vedi che sta malissimo” e tu ti spari tutti i dvd arretrati perchè sei in ferie e cose amene così… ed hai tipo diritto ad una serie di coccole che ti regrediscono a quando “quant’era bello essere malati in 3 elementare ed in 2 media”). Sono dieci anni che non prendo la peste influenzale e tipo ieri sera ero quasi morto dal vomito, stamane ho perso due chilogrammi, ho brividi di freddo e cazzinculogravissimi di dolori alle ossa… però credo che domani già starò meglio. Se dovessi morire voi lo sapreste tipo mercoledì o giovedì, non vedendo più i post. Se dovessi morire vi ho voluto bene e vi ho amato come ogni buona celebrità che si rispetti. Prima di diventare veramente pop e celebre e famosa ogni futura celebrità ama i suoi fan!

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Io vi chiamo stronzi, è vero, dico che di voi non me ne frega niente… ed in parte è vero. Ma state tranquilli che a me di voi frega più di quanto a Fabio Volo, Nadia Toffa e Piff frega dei rispettivi follower. Che poi a loro non tutti voglono bene, per loro scatta l’effetto di emulazione su FB per cui se tanti amici mettono “mi piace” tanti lo mettono pure loro per sentirsi fighi o per fare qualcosa in un momento di noia! Per cui, sin da oggi che è sabato, vi avviso… non so se sopravviverò! Oggi scrivo questo post ma lo metto non in coda ma già per domani. Lo leggerete domenica. Sposto quello di domenica a tipo Mercoledì… se giovedì non esce niente sono morto… ed è un bel casino, sapete? Non ho pronto niente di serio da comprare per voi, niente che sia scritto così come questo blog che di me v’ha fatto struggere e innamorare.

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Se voleste acquistare mio materiale postumo dirigerete i vostri interessi verso:
“San Pio, per tutti ancora Enziteto” cercatelo, editrice La Meridiana: è un saggio criminologico su un quartiere a rischio con annesso diario etnografico della ricerca
“Eccellenze Criminali” per i tipi (eh come sono forbito, stronzi) della Progedit: breve esercizio di profiling su materiali originali di Jack lo Squartatore ( stronzi leggetelo per bene, è roba che ci ho sputato sangue sopra e mi è valso 110+laude al master del Ministero!) più tre biografie criminali
“Vite da Assassino – Nove storie vere” edito da Iris4 Edizioni con dentro nove biografie di serial killer stracelebri.

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In e-book trovate anche “Camorra Barese” che è la mia tesi di dottorato sulla storia e la socioogia criminale della Camorra Barese che non è la Quarta Mafia e non è la Sacra Corona Unita (quelli sono i leccesi e noi baresi non ci andiamo così d’accordo da farci una mafia insieme)… è lunga ma è fatta benissimo e vi spiega una cosa sulla quale nessuno per ora ha avuto il coraggio di scrivere, nessuno, soprattutto i parruconi dell’Accademia barese che fino a qualche anno fa dicevano che in Bari (detto alla marchigiana che usano IN seriamente) non c’è mafia. E nessuno tra i politici si è filata… sebbene tutti, soprattutto a sinitra dicevano che volevano, che era importante, che era Giusto con 3 G maiuscole! Poi hanno dato una cattedra a Criminologia al “Rock nelle periferie” manco fossimo al Dams o in qualche altro grande Istituto di Studio delle Arti… invece che in un posto dove si parla di crimine… ma vabbè! Tanto forse muoio in giornata… mi posso togliere dei sassolini dalla scarpa!

Io lo dovevo capire che i miei scritti erano troppo seri e imparruccati!
Io lo dovevo capire che in Puglia non sarei andato da nessuna parte, se non invitato a discutere con i post-ex-missini in una casa all’epoca vietata alle persone che la vedevano come me “politicamente” (anzi quelli che nel ’78 la vedevano come me dopo che morì Benny Petrone accoltellato da una squadraccia missina a Bari, quelli come me quella casa l’assaltarono) come quella della ex federazione provinciale del Movimento Sociale Italiano a Bari. Men che meno con un libro che parlava di un quartiere di Bari dove la sinistra e la destra non hanno fatto un cazzo di niente e la gente sta male per davvero… e però qui la destra non ha governato gli ultimi 10 dieci X ten dieci anni!

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Io lo dovevo capire dall’inizio della scorsa campagna elettorale che senza musica non si andava da nessuna parte!

Da quando Vendola fece la campagna elelttorale sulle Filastrocche
Niente scorie, via smammare, disse il sole al nuculare!
…dovevo capire che all’Università sarebbe andato avanti ad insegnare chi proponeva un discorso musicale e non qualche parruccone che voleva solo farvi studiare.
“Rock nelle periferie” – “Ceramiche sonanti – Il caso del fischietto di Conversano” – “Sinfonia tra le due Guerre”… e che cazzo… era tutto scritto.
No… io non sto mescolando Personale e Politico. Perchè il Politico è Personale di una cosa che si chiama gente, popolazione, cittadini. E’ il Personale di tutti che fa il Politico. Non arrivare alla Terza (settimana del mese, come terza media) è Politico, non è Personale.

Io non sto mescolando personale e politico… sto solo avendo gran paura di morire… e quando uno ha paura di morire si vuole far ricordare se come me non crede nel Paradiso ma di più nei Sepolcri di Ugo Foscolo (siete “Merda d’Italia” (cit. cinematografica del più fascista che conosca) se non sapete cosa significa questa espressione sui Sepolcri, vi avviso!). E io voglio che voi mi ricordiate, per quel che ho scritto… ora che non ho ancora scritto cose Pop come “Volevo vivere felice… poi m’è scappato da cacare!” oppure “San Nicola cal.9” che è il romanzo della mia Tesi di Dottorato, scremata da tutte quelle cose sociologiche e messa in stile mainstream come un racconto che Sollima ci fa un “Gomorra – La Serie” molto più bella di “Gomorra – La Serie”. E voglio che mi ricordiate per quelle cose perchè sono le cose su cui c’ho sputato il sangue per 17 lunghi anni bui. Non queste oscene ovvietà che scrivo con una quarta di seno… o quel romanzo noir che scrivo solo per metterlo in quel posto a quanti non si sono cacati lo studio alla base.
Purtroppo se crepo non potrò scrivere il romanzo sulla riduzione cinematografica di quel romanzo stesso… di un film porno da girare con Tory Lane. Di questo, ora, mi rammarico molto di più che della eventuale vittoria di Salvini alle elezioni in Puglia, alle regionali della primavera entrante! Quella non succede… ma se succede!

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Cosa c’entri tutto questo con la faccenda enunciata in titolo? Ho ancora poche forze, sento che le energie mi stanno abbandonando… se ce la faccio scrivo un altro post… altrimenti se giovedì sta cosa non la leggete… scatenatevi, miei seguaci della prima ora, nel cercare di interpretare. Guardate che porta bene: in mezzo ai comunisti c’è gente che ha fatto palate di soldi e milioni in stipendi di Cattedra affermando di poter interpretare criptici scritti postumi di persone comuniste morte prima della naturale data di scadenza del prodotto!

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L’insostenibile ecologia del politically correct! “Fare il ricchione col culo degli altri…” e le tecniche dei “comunisti” per continuare a prendere e controllare il genere umano 1 di X…

No, non volevo cedere alla cosa… però non avevo nemmeno voglia di stare ad argomentare troppo ‘sta faccenda… che poi mi infervoro e rompo il cazzo agli altri con fatti personalissimi di cui giustamente può essere che agli altri frega un cazzo.
E così cedo all’insana passione dello scrivere una lista… una listarella anche un pochetto disordinata. Con “tre” cose brutte ed assolutizzanti del centro-sinistra italiano e più in generale dei “comunisti” – che dopo aver dato a certa gentaglia anni ed anni di passione e di impegno e di vita… ci sta che li tratti nel modo peggiore – che hanno tutte a che fare con il rapporto con una cosa bellissima che si chiama realtà oggettiva e che, per carità, non è la Verità… ma ci si avvicina molto.

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Perchè… chissà perchè… in presenza di un comunista a bocca armata… la Realtà Oggettiva potrebbe essere che veramente non la riconosciamo più! Ed io che sono un pentito vi svelo alcune tecniche tramandate nelle scuole di comunismo… perchè tutti le conosciate e possiate smascherarli!

– Il comunista prova a buttarla in rissa sul lessico o sui grandi temi ogni volta che non ha argomenti per smentire il fatto che è “uguale agli altri” nel senso che – per esempio – ruba come gli altri. Sarà che ci resta male quando scopre che non ce l’ha d’oro zecchino come pensava… sarà che ci resta male quando scopre che non è diverso dagli altri… solo che a differenza degli altri che dicono “Io non rubo!” – “Io ce l’ho d’oro zecchino invece e credimi!” il comunista è molto più subdolo.
Aggredisce la frase che hai detto, non il suo contenuto… nasconde il problema oggettivo e la butta in rissa su come gliel’hai detto spostando l’attenzione di solito su grandi temi.
Il tentativo è quello di costringere chi ha parlato di una sacrosanta manifestazione della realtà oggettiva “Tu rubi come tutti gli altri!” – cosa Verissima – a sentirsi colpevole di un problema grave come il Qualunquismo dilagante che porta la gente all’astensione, che amplifica il divario tra Palazzo e Strada. In poche parole con questa facilissima mossa… il discorso si sposta e nessuno dopo venti venticinque minuti si ricorda più come si è partiti. Ad un certo punto tutti a prendere una birra pacificatrice (che tu pagherai perchè tu hai scatenato tutto quel delirio… il comunista non paga mai!) e della realtà oggettiva che i comunisti rubano come i democristiani e i socialisti… nessuno parla più.

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Pensa tu quando io ho parlato di una faccenda realmente oggettiva che mi è capitata ed ho detto “Guarda rispetto a ‘ste cose meglio Berlusconi che paga e compra coi soldi suoi… a voi in Regione – Puglia Peggiore – piace “fare i ricchioni col culo degli altri”… ho passato le due ore successive a difendermi dall’accusa di omofobia. Mica loro a spiegarmi com’è possibile che un determinato bando sul futuro della ricerca abbia avuto esiti talmente vergognosi da finire bloccato.
E in quella vicenda non c’è un senatore con problemi di mutuo da pagare ed il capo della coalizione ex avversaria che se lo compra e il senatore che impara subito cosa vuol dire trasformismo da bolletta… No, in quella vicenda c’è una classe dirigente che di tasca sua ha imparato a non scucire un quattrino ma posiziona i figli dei figli degli amici o di chi gli ha fatto piaceri in posti stipendiati dalla cassa comune di noi tutti. Quindi c’è tecnicamente di che fare “IL RICCHIONE COL CULO DEGLI ALTRI”… un comunista non risponderà a questa cosa in altro modo se non “Sei un omofobo… un omofobo violento”.

Allora o scendi sul suo stesso livello di bassezza intellettuale e lì rischi perchè solitamente non sei stronzo quanto lui con una cosa che si chiama Realtà Oggettiva… o lo picchi e non scendi al suo livello perchè dopo il primo schiaffo devi dirgli: “Aspetta, ti stai confondendo… qui si parla di posti di lavoro costruiti dai tuoi amici con soldi pubblici, miei e tuoi… parla di questo prima di rompermi il cazzo su quanto sono omofobo!”. E di solito le parole attivatrici utilizzate dovrebbero funzionare ed il discorso potrebbe tornare su lidi più accettabili! Utilizzate con un comunista termini come “lavoro” e “diritti” e “livello di occupazione” cercando di inscenare un riconoscimento di meriti al comunista con cui dialogate… è l’unico modo per rimanere ancorati alla vicenda di partenza. Perchè altrimenti lui ne uscirà pulito… lui e i suoi amici… (perchè poi la cosa da ridere è che difendono la truppa anche quando loro con quelle operazioni non c’entrano niente… anche quando non hanno visto il becco di un quattrino…) e tutti penseranno di te: “Ah, ecco il Mortellaro, quello che ha in odio i gay”.
Lo vedete come mistificano la realtà? E tutto questo solo perchè io penso di poter utilizzare una espressione colorita sotto la quale si potrebbe tranquillamente scrivere “no gays were (h)armed during the pronunciation of this sentence”… “Non è stato fatto del male ad alcun gay nel momento stesso in cui si è pronunciata questa frase”…
La tecnica del ribaltare la verità fa parte dell’esame di “conquista del consenso e propaganda non rotodossa”. Si studia il primo anno, alla scuola di “comunismo”. Si consiglia la frequenza e soprattutto la partecipazione alle EPG (esperienze pratiche guidate). Si rileva il fatto che non è che sia proprio propedeutico… però se lo fate per primo è comunque tanta roba!

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Ah, sì… ancora una volta niente lista… scusate ma è che proprio non ci riesco! Già…
…ma la foto qui sopra vi anticipa già un altro passaggio sulle tecniche di aggressione alla realtà oggettiva praticate dai comunisti. Come vi anticipa un “biondoddio…” per precisione il numero 4!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… che poi potresti chiamarlo pure “I canali di divulgazione non scientifica”… ma che misteriosamente è diventata una disquisizione dialettologica su una certa “cassetta degli attrezzi”.

Ippopotamo killer… che poi può essere anche
Orso sbranacampeggi… che poi può pure diventare
Mangiatori di uomini… che poi può anche evolvere in
Uomo sarai la mia preda!

Avete rotto il cazzo terroristi di merda!
La natura non è assassina. La natura semplicemente segue regole sue che non possono essere definite immorali o morali. Già non so quanto senso abbia parlare di morale tra bipedi umani… adesso ci mettiamo a processare la natura?

C’è qualche trimone che lo fa!

Urge una breve digressione di divulgazione vernacolare. Trimone è una parolaccia. Se mia madre la legge sul blog si incazza più che se scrivo cazzo o merda… perchè oltre ad essere volgare è anche dialettale, connotata sessualmente e fuori da un uso diffuso, comune ed in un qualche modo post-sessantottino che in Italia è diventata una qualità “patente” per le peggiori nefandezze tipo che so D’Alema e simili.
Però Trimone lo dice sempre Michele Emiliano, ex Sindaco di Bari, prossimo futuro stupratore della Puglia Peggiore… e quindi si può dire. L’ha twittata lui ad un ragazzino di meno di diciotto anni… le dice lui le parolacce ad un minorenne… non la posso scrivere io sul blog?

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Di sicuro non sapete cos’è un trimone se non “provenite” (cit.) dalle province di Bari e Bat… ora vi spiego:
Trimone è una espressione vernacolare tipica della vecchia provincia di Bari, da poco scissa in Provincia di Bari e Provincia di Barletta-Andria-Trani. L’espressione trimone letteralmente nel dialetto di Corato (BAT) indica con precisione il manico della zappa, quello che i coratini definiscono “tremmone” (sic!). Per una serie affascinante di metafore, originariamente era utilizzata per definire l’allocco imbambolato, tanto da essere praticamente sempre utilizzata nella forma completa di “trimone a vento” a definire l’idiota che resta inebetito ed inerme di fronte ad ogni sviluppo della sua esistenza proprio come il manico della zappa, durante una giornata ventosa, quando l’attrezzo è rigirato e posato in terra verticalmente, in balia di ogni alito superiore ai 3 km/h.

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In tempi recenti, l’espressione dialettale è passata ad indicare il gesto della masturbazione. Questo utilizzo non deve lasciare perplessi o stupiti. Se vogliamo la trasformazione di significato è ancora più affascinante. A partorire questo nuovo utilizzo, infatti, contribuiscono una serie di metafore meno evidenti ma più affascinanti. Tutto deriva dal fatto che il maschio medio tende a convincere i maschi vicini medi del fatto che il suo coso “medio” non lo è per niente… e che quindi è assimilabile ad un manico di zappa… che per maneggiarlo è necessaria forza e perizia… che la sua consistenza è nodosa e la sua possanza indiscutibile. Proprio come un margiale. Sulle proprie doti virili il maschio medio ha poi sviluppato la digressione del “trimone a tre marce”  richiamo inconsapevole alle marce del frullatore Girmi spesso citate da Villaggio (cfr. “Fantozzi contro tutti” BUR, pg.38 sgg.) ma questa è solo la dimostrazione di quanto sessualizzata sia divenuta l’espressione.

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Non stupisca il fatto che come per la “sega” settentrionale, il “trimone” levantino alluda ad una applicazione di doti manuali e di energia fisica: si tratta di una efficace metonimia che attraverso l’allusione alla vigoria dello sforzo fisico vuol definire il gesto. Allo stesso modo e seguendo lo stesso percorso definitorio, il gesto della masturbazione come spreco inutile di energie è passato a definire nel gergo comune un soggetto inadeguato, solitario, incapace di relazionarsi correttamente col prossimo.  Per semplificazione di significati, l’uso è stato poi esteso agli idioti, gli stupidi, i cretini (precisazione necessaria, i tre precedenti non sono tecnicamente solo sinonimi). In un percorso ciclico, dunque, l’espressione trimone è ritornata alla sua accezione primigenia, qui in Puglia.

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La sessualizzazione dell’espressione è ancor più evidente se si tiene conto che l’utilizzo al femminile è rarissimo… presente ma rarissimo.

Questa digressione dotta su una espressione dialettale serviva giusto a tre cose:
– precisare che non sono un dialettologo ma che ci tengo alla cultura ed alle tradizioni del posto dove sono nato… soprattutto le peggiori…
– chiarire subito che cambiare registri stilistici è bello e stimolante ma che scrivere in modo accademico è una rottura di coglioni immane e dimostrare a me stesso ed a tutti voi che chi – come un certo associato – scrive solo in modo accademico è un trimone che non sa scrivere…
-insegnarvi una parolaccia…

Ciò detto, l’ex Sindaco di Bari, candidato alla Presidenza della Regione Puglia, se ha voglia di attaccar briga con te, potrebbe darti del “trimone” in pubblico su Twitter. Non è escluso che passi di qui, legga il post, si senta offeso e mi dia del Trimone.. ma questa è un’altra storia!
Comunque, tecnicamente, se lo fa un ex magistrato, posso farlo pure io! Ed io ho voglia di attaccar briga con qualcuno, oggi… precisamente con gli autori della programmazione di NatGeo Wild (409 Sky).

Ecco, sì, io in realtà volevo dirvi oggi di quanto sia tragicomico guardare alcuni canali che nell’uso comune vengono definiti di divulgazione scientifica. Di quanto sia divertente tifare per gli orsi e gli ippopotami quando squartano ed ammazzano le persone “alla televisione” durante certi pseudo “real life documentaries” che vorebbero essere divulgazione scientifica ma sono un gradino sotto il terrorismo della buonanima di Bin Laden.
Però, credetemi… mi scappa da cacare.
E poi ‘sto post è già bello così!

Ne parliamo domani, dai!

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Letterina a Babbo Natale. Della incomunicabilità tra uomo e donna in sindrome pre-mestruale o durante le mestruazioni. Che poi potrebbe anche sintetizzarsi dove tutto questo post è iniziato ossia: Vorrei per un solo giorno la fichetta… ma non dovrebbe saperlo nessuno.

Caro Babbo Natale,

si avvicina il fatidico giorno dei regali sotto l’albero. Da ormai 30 e qualcos’anni ti scrivo ogni Santo Natale perchè, in ricorrenza della nascita di quel Biondoddio che secondo le regole della Trinità che ancora non padroneggio correttamente è assieme bambinello, Biondoddio e quella specie di evanescenza inspiegabile dello Spirito Santo, pare si ricevano regali se si è stati bravi.

Io, caro il mio Babbo Natale, lo so che non solo sono stato bravobravissimo tutt’attaccato… ma l’ho anche presa nel culo una serie di volte (non arrabbiarti, culo si può dire, sta scritto anche nel vocabolario Treccani). Credo quindi di avere diritto per quest’anno ad un regalo speciale. Tutto mio e solo mio… magari in anticipo. Magari domattina, che è già tecnicamente oggi ma io me ne accorgerei solo domani al risveglio.Domani che è lunedì… cominciamo bene la settimana!

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A parte il benedetto Amiga 500 con Street Fighter II per far fare i “millecalci” a Chun Li e mettere in pausa quando dovrebbero – e dico dovrebbero – vedersi le mutandine o quel che porta lì sotto… regalo che ti sto chiedendo da qualcosa come 22 anni, come sempre e come al solito senza giovamento e che continuo a chiederti per ricevere la benedetta dimostrazione che la favola è quella del papà che mette i regali sotto l’albero e che la verità è che li porti tu (tu non me lo stai portando per convincermi che sei una favola e che Babbo Natale è mio padre… infatti ti stai comportando come farebbe lui che “L’Amiga 500 è una stronzata colossale che adesso non va bene nemmeno per farci antiquariato!” e che i primi anni, quando l’Amiga 500 era ancora il top dell’intrattenimento computerizzato casalingo, diceva “Cazzo vuoi l’Amiga se abbiamo il Macintosh a casa?!”)…

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…avrei in mente un regalino da avere in anticipo.
L’Amiga 500 a Natale, cioè proprio il 25. Domattina un regalo che io uso un giorno e poi ti restituisco. E che quindi tecnicamente non è un regalo! Ma è una cosa complicata… una specie di magia. E posso chiederla solo a te…
Che ti costa una magia? Devo togliermi una curiosità! Dai… sono stato buono e l’ho preso al culo l’ennesima volta… su, almeno tu fammi felice.

Il regalo in sè è semplicissimo: voglio la fichetta! Solo per un giorno. Solo per svegliarmi e capire come funziona. Solo per chiudermi in camera, di modo che non lo sappia nessuno e provare e riprovare come funziona l’orgasmo femminile. Non per altro… semplice curiosità!

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Caro Babbo Natale, cara mamma se leggi (visto che le lettere non s’è mai capito perchè le si consegni alla mamma e non ci sia una cassetta di posta dove imbucarle… magari anche per finta con un omino del Comune che poi le ritira e con la scusa di inviarle a Babbo Natale le porta tutte alla carta riciclata o qui al Sud direttamente in discarica anche e soprattutto nella Puglia Peggiore… e questa è una splendida metafora che dice tanto di dove finiscono i sogni), cari lettori affezionati che state leggendo questa lettera… questo non è un outing. Non fate come le donne – tutte non appena l’ho detto così per scherzo stasera soprattutto quelle che poi hanno candidamente ammesso di essere in sindrome pre-mestruale – che subito ti dicono: “Scusa e le tette non le vuoi?” No, caro Babbo Natale… le tette non mi servono. Io non voglio essere donna per un giorno. Voglio essere maschio e da maschio capire come funziona una cosa. Nemmeno per capire come fare io domani che mi ritornerà il pisello… no! Voglio solo capire come funziona, che si prova, se è uguale – visto che tutte le donne, soprattutto le pre-mestruate – definiscono ogni loro emozione e sensazione come radicalmente diversa dalle nostre.

Me lo fai sto regalo Babbo Natale? Quest’anno l’ho presa al culo l’ennesima volta… e non avevo chiesto di provare quel tipo di discorso. Per una volta che voglio provare e capire, per una volta che sono io a chiedere… posso essere accontentato? Prendila come una minaccia ma giuro che se domattina non trovo questo regalo ti rovino la piazza! Dico a tutti che esisti ed hai la fichetta. Dico a tutti quella cosa che tu sai… e che non vuoi che altri sappiano… ossia che sei anche la befana e che quindi tecnicamente sei un “travestitodimmerda”… categoria un po’ bistrattata di questi tempi in Italia.

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Mi sa che l’hai capito che non scherzo… quindi…
Caro Babbo Natale, come si dice dalle mie parti “mettiti come ti devi mettere” e fammi trovare la fichetta al posto dell’uccello domani. Cari tutti, siccome Babbo Natale potrebbe scegliere di collaborare, è possibile che domani io resti un po’ assente… sappiate che sto lavorando per voi.

Oh, ora qualche riflessione sulla donna in sindrome pre-mestruale, scaturita dopo quella mia frase che è passata per outing proprio per colpa della Sindrome Pre-Mestruale di qualcuna. Che poi adesso qualcuna che passa di qui penserà che ce l’ho con lei… No! Tu non c’entri. E’ un discorso generico maturato in anni ed anni di osservazone assolutizzante.
La donna in Sindrome Pre-Mestruale è Il Male! Soprattutto e vive a stretto contatto con altre donne, influenzando il ciclo altrui e sincronizzandolo con le altre per rompere i coglioni tutte assieme che non si sa mai!
Tu butti lì una cosa tipo “Vorrei vedere che si prova per un giorno ad avere la fichetta” e si ficca subito in mezzo. Ti chiede se vuoi le tette perchè assolutizza una tua curiosità sublimandola a modo suo. Poi ti pianta un pippone. Poi si rimangia quel che ha detto per anni sull’orgasmo femminile che “voi uomini non capirete mai” affermando che “è lo stesso vostro”. Poi mette a parte il mondo del fatto che ha le tette che stanno per esploderle – cosa che al partner medio potrebbe anche fare piacere ma prova solo a sfiorarle e vedi che succede. Poi è gelosa. E’ scontrosa. Ritardataria.

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C’è solo una soluzione, con la donna in Sindrome Pre-Mestruale.
Aspettare muto e prono che la tempesta passi, subendo davvero ogni nefandezza…
Toglierti la fichetta e restituirla a Babbo Natale se te la sei tenuta per qualche giorno fidando sul fatto che comunque non si poteva far nulla…
Rimontarti il pisello e allacciare i pantaloni.
Per poi sfoderare tutta la tua credibilità nel dire: “Non so se ti sei resa conto di cosa hai combinato questi giorni… io ti amo… io ti capisco… però… eccheccazzo!”. La speranza è quella di guadagnarsi una quindicina di giorni di sensi di colpa suoi e benessere proprio. Tanto poi, ciclicamente, tutto torna!
io poi ‘sta cosa la dico ma non l’ho nemmeno mai provata a fare in 35 anni… che mia madre mi ha inculcato dei valori tipo la cannottiera e le scarpe ai piedi… cose che i freakkettoni di merda non capiscono e definiscono retro perchè vogliono sempre fare a cazzo loro ed essere diversi. Non l’ho mai provata in 35 anni ma credo che il giorno che avessi modo di provarla e volessi provarla e la provassi – quanti periodi ipotetici del terzo tipo di ‘sti tempi – boh… ho come il presentimento che “Mamma che Liberazione!”

Vabbè, buonanotte…
Vi faccio sapere se per un giorno mi è venuta la fichetta! Nel caso vi dico anche come è andata!

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