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Oggi è venerdì 13 marzo… e io sono furioso! E voi leggerete di martedì 17 che porta sfiga perchè nè di vener nè di marte… ed oggi è pure 17!

Ho letto la storia strappalacrime di un barbone barese che era il nano di un circo… e che è stato abbandonato dal circo, lasciato indietro. “Mamma ho perso il carrozzo!”. Non si può vivere facendo i pagliacci fuori da un tendone. E quindi è normale, quasi regolare, che tu finisca a fare la vita del barbone. Finisca a fare di professione il barbone. Prima che un ente benefico ti prenda e ti rispedisca in Romania, tuo paese natale. Ma Natale viene solo una volta l’anno… ed in Romania che cosa credi di fare? Farai il barbone pure lì, tranneal paranzo di Natale della caritas rumena. Dove sarai il giullare. Mica edificante come prospettiva.

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Io ho una passione smodata per i nani. Dice che è patofilia, ma no è corretto. Perchè i nani non voglio mica inchiappettarli. Io i nani non voglio farmeli. Al massimo c’è del voyeurismo patofilo nel mio enorme desiderio di vedere due nani che si accoppiano. Quello sì… ma nient’altro ve lo giuro.

Ed io ho sempre voluto adottare un caso umano, anche maggiorenne. Un caso umano. O anche un caso nano. Io lo dico… poi voi dite pure che sono stronzo! Perchè alla fine se sono qui è anche in funzione catartica di attirare su di me il vostro biasimo e vedere di nascosto l’effetto che fa ad essere il parafulmine del peggio che vive nascosto dentro di voi!

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Ed alla fine che io sia uno sronzo sadico è evidente… se oggi – che è venerdì 13 e quindi io sono assolutamente scusato – tutto quel che desidero è adottare un nano, un caso umano nano, un caso nano… e portarlo a casa mia. Se lo fa Leonardo di Caprio è un film divertente… se lo faccio io è sadismo d’accatto?! Io voglio adottarlo per sentirmi un potente di quella terra che fu il pianeta Europa nei secoli dal 12 al 16. Voglio un nano da usare in casa come trastullo per i miei commensali nelle feste e nelle occasioni buone. E voglio che mi serva il pranzo e la cena. Voglio che sia il mio maggiordomo. E voglio che si lasci prendere a calci in culo ogni volta che voglio. Ma con amore… perchè per il resto sarei onorato di badare alle sue necessità. Voglio dargli una cameretta come fosse un figlio. Ma voglio che per i miei commensali vada a dormire con indosso la tutina della chiccco e la papalina… e che il suo letto sia la lavatrice Candy di mia nonna. E voglio che a comando si spogli nudo e balli “Just can’t get enough” o “Take on me”. Nel resto dei giorni mi piacerebbe cucinare assieme a lui, non per lui. Solo che se usciamo di casa, voglio mettergli una pettorina e portarlo a guinzaglio… con un guinzaglio estensibile che gli permetta dal mio tavolino al bar di raggiungere il bancone del bar e portarmi il caffè per non scomodare la cameriera del bar. E deve portarmelo con quelle manelle nodose, col vassoio quasi sollevato sulla testa… dicendomi “Domenico, il caffè!”, con la sua vocetta roca. Ma poi torniamo a casa e siamo gli amiconi di sempre. Cosa costa… in confronto alla sofferenza di una vita di stenti… essere un po’ il giullare divertito della mia vita? Nulla… sono convinto che ne sarebbe felice. E poi provvederei anche alle sue esigenze fisiologiche trovandogli una festante compagna non pagata… perchè sono tante che agognerebbero ad avere un piccolo uomo capace di tenerezze che riempiano tutto il vuoto che fisicamente lui lascia. Ma tutto questo solo per spiarlo dalla serratura menre la palpa con le sue manine e le dice “amami… sono il tuo nano” con accento marcatamente di Ostia Lido!

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Sì oggi vi appaio Eccellenza di Salò o le 120 giornate di sodoma di Pasolini. Oggi vi appaio un sadico depravato. Oggi sono la canticchiante e saltellante anima nera di Domenico… per voi.

Solo perchè alcune brutte azioni mi hanno trasformato, oggi, nella emicrania a grappolo da suicidio di Domenico. E se Domenico non la prende e la butta in oscena caciara… finirà per sfasciarsi la testa contro un muro. E non sta bene!

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I clisteri igienici che le pornostar si sparano su per il sedere prima di ogni scena e che trasformano quell’universo così agognato dell’anal in una cosa asettica che alla fine la rifai dal vivo e capisci la differenza tra la cortesia leccese e la cortesia tipica di espressioni tipo “Cortese come il Mortellaro”.

Una volta un signore che c’ha qui su questa piattaforma un blog davvero carino e concentrico disse che esisteva una espressione che faceva più o meno così: “Cortese come il Mortellaro!”. Cioè cortese come me… che sono proverbialmente una persona cortese se non mi fai girare i coglioni e ti trascino sul pavimento del mio ingresso dai capelli come una partner del signor Grey qualsiasi.
Il fatto che nel paese dove vio tanto Cortese quanto Mortellaro siano cognomi e non sempre due cognomi diversi vanno d’accordo mette pepe alla vicenda solo tra le mura domestiche del mio paese. Quindi non analizzeremo questa vicenda.

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I leccesi, invece, loro sono tutti proverbialmente cortesi se non fosse che un attimo prima sono stati tremendamente falsi. E pure un attimo dopo. E il loro cazzinculogravissimo non ti è chiaro solo fino a quando non hanno finito. E lo tirano fuori. E tu senti che nel sedere t’è deragliato un pendolino o un frecciargento o un altro bolide falso come i leccesi…
Per dire, quando due associati mi hanno ciulato un saggio e se lo sono firmato a cazzo loro, io l’ho capito solo una volta che il libro era bello che stampato. Però con enorme cortesia mi dicevano “Quant’è bello e ben scritto e corretto e scrupoloso il tuo saggio bibliografico sulla questione sicurezza!“. Leccesi, falsi e cortesi.

Come tutta la storia del sesso anale fatto nei film di grossa produzione. Dove le modelle prima di entrare in scena si fanno un bel clistere igienico per ripulirsi tutto il retto dalla giustissima cacca che lì dovrebbe stare… pronta ad uscire. A differenza di un pezzo di carne maschile o di un pezzo di gomma asessuato che lì dentro, a diritto di natura, non ci dovrebbe stare. Il diritto di natura va invocato contro i ricchioni, sia ben chiaro… il sesso anale è bello per tutta una serie di motivi che sono andato già ad elencare.
Il clistere igienico è uno strumento del demonio. Spacciano clisteri anali dovunque all’inferno. C’è proprio una casa produttrice. Testimonial Tory Lane che con un bestemmione li promuove mentre se li fa cominciando già a trarne giovamento per il solo inserimento di qualcosa nel suo backyard. Tory Lane se trova qualcuno nel suo backyard non si appella al quinto emendamento e non fa fuoco. Si fa fare cose fumettistiche e definitive ma non fa fuoco. Che cara ragazza è Tory Lane. Però è pure una leccese, falsa e cortese. Mica te lo dice che quando rifarai sesso anale come se tu fossi con lei, ma sei con una che non conosce le malizie del mondo del porno e non può sapere che è normale che li dietro si è un pochetto sporchi perchè, voglio dire, da lì dietro ci esce la cacca… mica te lo dice che tirerai fuori il pisello e saprà di merda. Mica te lo dice che sarà sporco di merda. Mica te le dicono ‘ste cose qui.

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E tu lì sempre bello a pensare che il mondo del porno è una cosa bella perchè luccica ed è lucida e lucidata.
No, non è così! Il porno è peggio del pulp… sangue, merda… e pure un po’ di sperma che voglio dire, tanto profumato di rose non è! E pare sappia sempre un po’ di pennette al salmone con un retrogusto di zucchero.
Chissà se Willy Wonka tirerà fuori delle barrette di cioccolato con questa saporazione. Potrebbe farle promuovere a Tory Lane… che voglio dire, con gli hoompaloompa…

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Ma se Real Time è un canale porno… perchè non costa tanto quanto i canali zozzi che invece passano su Primafila e costano troppo?

Come vi avevo detto ieri… oggi vi spiego questa cosa qui: perchè Real Time che è pornograifa, gira gratuitamente sul diigtale terrestre e invece i Porno no?
Molto facile… e infatti il post di oggi sarà breve come quello di un venerdì qualsiasi. Innanzitutto allunghiamo il brodo dicendo che non è detto che quanto vi ho spiegato ieri non abbia avuto conseguenze su di me… tipo che non è detto che non sono morto. Questo, come ben sapete, si chiama “Programma la pubblicazione del tuo post”. Poi allunghiamolo ancora dicendo che oggi si decidono molte cose della mia vita… come vi avevo anticipato qui…

Poi veniamo a noi!
Real Time e la pornografia sono due facce del mondo che tutti almeno una volta vorrebbero vivere. Dunque entrambi sono reali. E se Real Time è la realtà e la pornografia è la realtà per la proprietà transitiva Real Time è la Pornografia. Perchè sia gratis? Un motivo c’è… ma la domanda è malposta. Il problema non è perchè Real Time sia gratis… la realtà è quel che viviamo ogni giorno, che al netto delle tasse delle bollette e dell’alimentazione è gratis. Il problema è perchè devo pagare per vedere il porno, che essendo reale dovrebbe essere, al netto di tasse bollete e alimentazione, gratis.

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Pagate per vedere il porno perchè il mondo è un posto ontologicamente molto ingiusto. Il mondo e la realtà sono due affari che educano alla sofferenza. Il porno educa alla gioia… anche se siete sadici o masochisti: tutto il dolore che date o infliggete vi da gioia. Cadere per strada inciampoando in un marciapiede, no. Pagare una cartella di equitalia, no. Votare, no. Ammalarvi di una malattia misteriosa, no. Quelle su elencate sono tutte sofferenze… e sono gratis… al netto di tasse, alimentazione e bollette. Ciulare, metterlo, toglierlo, farselo mettere, farselo togliere… quello, che è una cosa bella, la paghi.

Devi pagare per godere… devi soffrire per avere l’illusione di vivere davvero… gratis!

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In realtà… cari miei… il discorso è ancora più subdolo.
Pensateci bene:
Real Time è gratis, come la vita… che in realtà pagate con tasse, bollette, alimentazione. Real Time non è gratis. La vita non è gratis. Ma ti fanno credere che sia così. Nella vita c’è equitalia, il salumiere, l’enel… in Real Time ci sono le agenzie di pubblicità.
Il porno non è gratis… pagate per iscrivervi ai siti, pagate per acquistare un film, create i presupposti per un pagamento al banner nei siti gratis quando vi fate la pippetta su youporn o simili. Però nessuno ti offre, nel porno, l’illusione che questa esperienza sia gratis: paghi, subito!

Ecco la malvagità del mondo… ed il potere di taluni signori che indossano la tuta il martedì, il giovedì il sabato e la domenica al mattino: convincervi che soffrire si soffre gratis… godere si gode pagando!
Brutta storia, sono d’accordo con voi!

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E niente… dice che Real Time canale 31 digitale terrestre è La Pornografia…

Nessuno se la prenda a male per questo, sia chiaro.
Io non sto dicendo niente di male.
Quando dici una parolaccia o un bestemmione tipo che metti in croce la madonna con tutti i pastorelli o dici cazzinculo (che non fa figli ma fa male se lo pigli cit.) può succedere che una persona anziana cada e si spacchi un femore (che poi ci si muore) mentre attraversa la strada o tipo ad un bambino felicissimo del suo calippo capiti che il calippo per una improvvida pressione voli fuori dal contenitore e in terra… (ed è molto probabile perchè in età da calippo difficilmente sai cosa significhi “improvvida”… o difficilmente il calippo è il gelato… tipo chessò la Pascale)… e tutto questo tecnicamente si chiama “instillare senso di colpa nei bambini sull’uso cosciente delle parolacce”. Quando invece tu dici una cosa che è vera, anche se sconveniente, nessuno cade, calippi o anziane. Quando tu dici una cosa vera che tutti sanno non succede niente. Quando tu dici una cosa vera e sconveniente che nessuno sa possono succedere due cose: o ti uccidono e diventi un martire… oppure tutti ti danno addosso perchè quella cosa, per quanto vera, te la dovevi tenere per te perchè non sta bene dirla. Difficilmente, come Saviano, con una cosa detta rischi di fare tutte e due le fini… però tipo a Saviano è successo e quindi può succedere anche a te. O a me per quel che sto per dire.

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Real Time è l’incarnazione del porno. Real Time è la versione pornografica della vita comune. Della vita di ogni giorno. Real Time offre come il porno uno spaccato della vita comune di tuti quanti noi… o meglio, lo spaccato della vita che la stragrande maggioranza di noi vorrebbero vivere.
Non dite che non è vero… se Renzi governa, se Berlusconi ha governato, se la sinistra è Nichi Vendola… allora Real Time incarna la vita che tutti noi vorremmo per un attimo, almeno uno nella vita, vivere.

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Proprio come tutti, ma proprio tutti, almeno una volta nella vita, vorrebbero essere un idraulico infilato dalla cintola in su sotto il lavandino con una desperate housewife che si occupa di qualcosa di molto particolare che è sotto la cintura di lui. O come tutte, almeno una volta nella vita, vorebbero fare quelle cose che le donne fanno tra di loro quando vanno insieme al bagno nei film porno o quando prendono assieme il the a casa di una di loro. O come tutti e tutte vorrebbero fare se lei prende il the con una amica, fa con lei tutto quello che almeno una volta nella vita tutte vorrebbero fare tra loro e da uno sgabuzzino esce uno nudo, che farà quello che tutti almeno una volta nella vita desidererebbero fare con donne che non conoscono, che mentre prendono il the fanno cose zozze tra loro.
Real Time è per lei il the delle 5 con l’amica… e per lui l’uscita dallo sgabuzzino. Real Time è il matrimonio che vorresti ma che nessuno che non si rivolga a Real Time e non superi un concorso che valuta il gradimento possibile del tuo volto e della storia che vogliono cucirti addosso e non decida di mettere i cazzi suoi in pubblico potrebbe avere. Real Time è la malattia misteriosa che tu non vorrai mai avere, che probabilmente nessuno avrà mai più… Real Time è il medico indiano – è sempre indiano – che risolve il problema più oscuro della terra e ti dimostra che anche un indiano, uno che viene da un paese dove muoiono di fame e pasciono le vacche, può diventare un piccolo eroe del pianeta perchè scopre una malattia misteriosa e salva la vita di un protagonista di Real Time.

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Real Time è la vita. La pronografia è la vita. Sono entrambe vite che tutti vorrebbero vivere… che sono vere e reali più del reale… proprio perchè ti convincono di esistere da un tubo catodico o da un ultrapiatto al plasma o, per dire, da uno schermo curvo a led. Solo che Real Time è gratis… il porno giustamente lo paghi. Sapete perchè?

Ve lo spiego domani! Se non faccio per ciò che ho scritto, la fine di Saviano!

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Quello che qui non ti aspetti cioè un Instantpost… che non è un nuovo social ma solo un post postato postando, cioè sul momento… e senza il tasto programma perchè certe cose van dette!

Allora ci stanno delle patologie strane che si chiamano accumulo compulsivo e simili… che mia nonna chiama “la malattia delle pittrine lorde” che verrebbe più o meno “il male psichiatrico che affligge donne che non sono buone in nulla che riguardi igiene personale ed economia domestica”… e tutta sta splendida cosa si chiama “parole dialettali che esprimono da sole concetti interi”!
Perchè mia nonna identifica l’accumulo compulsivo con “Sepolti in casa“, format che una volta sola sono riuscito a propinarle di nascosto in uno dei miei pomeriggi con lei… poi però niente più: “Non mettere il programma delle pittrine lorde!”. Santo Real Time!

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Nella mia famiglia l’accumulo compulsivo è un problema serissimo. Solo che noi ci siamo fermati un passo prima della soglia della porta che si chiama “Ingresso dello studio di uno psichiatra” oppure “Sala d’aspetto dell’ufficio per i Servizi Sociali del Comune”. E l’accumulo compulsivo è un problema proprio perchè siamo legati compulsivamente ai ricordi che quegli oggetti trasmettono e regalano. Non, per fortuna, come le pittrine o i pittrini lordi di Sepolti in casa che c’hanno il terrore dell’abbandono e della solitudine… è solo che ci sembra sempre che un pezzo vada via! Capita pure a me coi vestiti… solo che quello si chiama “affezionarmi ai capi d’abbigliamento che ho usato e customizzato”.

E quindi in una vita familiare abbiamo accumulato in garage e stanze NON della nostra casa roba per tre case e sette vite. Come i gatti. E ora che alcune stanze servono perchè tecnicamente dovrei andarci ad abitare… il problema più grande era diventato cosa fare di tutta quella roba che ci stava stivata dentro quelle stanze. Che c’erano mobili e ricordi di due case e tre persone diverse. Complicata come cosa, no?

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Alla fine no… ma lo dico ora che queste stanze sono finalmente vuote. Complicata come cosa, no? No… ma lo dico ora che in quelle stanze e tra quelle mura c’è una eco assordante e c’è un vuoto che farebbe paura davvero… se non fosse che a me da di liberazione, di gioia, di serenità. Le cose vecchie hanno fatto posto alle cose nuove… le cose non mie hanno fatto spazio a quel che di mio in quel posto entrerà. Le mura presto faranno posto a nuovi muri. Che che se ne possa pensare dei vecchi infissi, le finestre cambieranno! Che che se ne voglia dire del parquet… la cucina avrà un pavimento diverso… e pure il cesso! Che un cesso non sarà… Alla fine non possiamo sempre pensare e credere che la roba contenga le vite – sebbene spesso le cose contengano viti. Non possiamo sempre pensare che le persone entrino nelle cose. Alle volte dobbiamo accettare che il ricordo passi da un esercizio costante compiuto anche a corpo libero, senza attrezzi. Perchè la nonna non è il tavolino, la zia non è il suo armadio… la trisavola di cui nemmeno conosci il profumo o l’odore non è la credenza – seppur dell’800 – che ti ha lasciato (non lei ma tipo la nonna che non era ovviamente a conoscenza del fatto che presto o tardi lo stile ed il design qualche passo in avanti l’avrebbero fatto e la mobilia (da non confondere con memorabilia) avrebbe avuto di certo prezzi al dettaglio più accessibili!). Ecco, nonna non è un tavolino… e devo ricordarmi di non infelicitare la gente con doni troppo ingombranti che narrino alle futurissime generazioni del mio tempo e della mia persona. Basterà uno splendido autoscatto, bello, minchione come me… e la solenne promessa da farmi che obblighi le futurissime generazioni della mia stirpe – se mai dovessi pensare di riprodurmi – a BUTTARE tutto quello che dovessi lasciare per far spazio a quel che sarà loro. Perchè è il più bel modo di essere ricordati… per quello che si è stati, non per quello, alla fine, che si è posseduto!

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Credo che a nessuno faccia piacere, una volta spicciate le proprie faccende terrene, sapere di essere un intralcio con mobili tipo quelli industriali – e dunque non proprio da ricordare – di una cucina anni ’60 semplice, discreta e quindi a guardarla ora anche un po’ brutta. Ovvio, dal salone di mia nonna porterò via uno specchio per la mia camera da letto. Non c’entrerà nulla con la camera da letto minimal che sogno per me… ma proprio per quello vorrò salvarlo! Perchè il ricordo, il possesso di un oggetto, ha un senso… la vita e le stanze piene, da non poterci entrare, di tutto quel che di un tempo fu… sono solo una confusione ed un peso incredibile. Che non lascia spazio al futuro e che chiude lo sguardo e la gola al respiro. Che mette ansia… più di quanta non ne metta una splendida camera vuota, pronta ad essere piena di te!

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