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Oh e niente… riflettevo oggi ma leggerete domani…

… che è lunedì e non domenica come oggi… riflettevo sul fatto che la pronografia come produzione culturale ed il mondo del porno come industria culturale, ha compreso immediatamente l’importanza di un approccio ecologista al mondo, la irriununciabilità delle economie di produzione e la potenza indiscussa degli strumenti digitali. Il porno è il primo posto al mondo dove si è praticata la benedetta digitalizzazione che in Italia i governanti ancora non hanno capito come far partire. E non dicano di non guardare Porno… e di non averlo intuito. Il mondo della pornografia ormai non conosce altro supporto se non quello volatilissimo del file digitale. Dove cazzo più vedete i DVD o i blueray? Lo hanno capito tutti che non ci va più nessuno nei tabaccai e nei giornalia a farsi mettere il pornazzo in mezzo a Tuttosport. Certo, con la digitalizzazione quel che è venuto meno è il mercato ed il buon artigianato dei fumetti hard adolescenziali tipo che so io Corna Vissute, Adolescenze bagnate, Hard Terror e simili (hard terror era bellissimo con gli zombie nazisti arrapati che mettevano in piedi un lager pornografico a sfondo sadico o con gli alieni che inseminavano di sperma blu a litrate povere ragazze e milf e cougar ignare). Ma non dispero, in materia, che per i collezionisti del genere vengano presto digitalizzate versioni ebook… infondo se sostengo che dovrebbe arrivarci la Marvel o la Bonelli sono altrettanto convinto che da qualche parte nel mondo qualche pornografo tipo Erik Thoir nazionale nostro interista ci stia già pensando.

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Vabbè, tutta sta dissertazione sulla digitalizzazione del porno e sulla indiscussa capacità dei produttori del zozzolercio di leggere meglio degli altri il futuro mi è venuta mentre seduto sul divano riflettevo sul fatto che questa sì è una domenica da cazzinculo gravissimo. E’ la domenica, la ottobrina, in cui c’è la pausa del campionato di A e quindi siamo tecnicamente in astinenza tutti dal benedetto oppio dei popoli post-moderno che è il pallone (Carlo Marx non aveva capito un cazzo… Carlo Marx non ci vedeva lungo come i pornografi… I Comunisti Barbuti non sognano 22 cretini in mutande). La pausa di settembre non te ne accorgi, c’hai altro da fare, il tempo è bello, ti porti la squinzia a ripa di mare (che è un imbastardimento di espressioni bolognesi pazienziane con espressioni pugliesi tipiche degli omologhi de noantri dei personaggi di Pazienza). La pausa di ottobre, col cambio d’ora che incombe… la pausa di ottobre la senti. Proprio come i tempi di caricamento del tuo browser quando hai finalmente trovato il nuovissimo video di Tory Lane di ritorno sulle scene dopo la maternità ed il rientro nel peso forma. Ecco il cazzinculogravissimo della digitalizzazione… i tempi di caricamento. A cinema le rogne erano portarsi il giornale per sedercisi sopra senza toccare la poltroncina, portarsi l’altro giornale per non essere riconosciuti… A casa il casino era stoccare le cassette o i dvd tipo sotto un armadio a parete. Nell’era del Porno 2.0 il casino sono i tempi di caricamento, i tempi morti. Sono gravi come questa domenica uggiosa in cui sostanzialmente avresti voglia di vederti un tracollo della beneamata inter – che se non tracolla soddisfazioni a noi tifosi non ne da. E invece devi aspettare. Perchè ieri tipo giocava la nazionale… ed oggi non sai che cazzo fare. Proprio come quando guardi quella melina che gira e rigira… e c’hai il pisello già fuori… e lui l’ì sotto ti dice “Caro mio o ci diamo una mossa o io me li vado a fare dieci minuti!”.

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Ma se Real Time è un canale porno… perchè non costa tanto quanto i canali zozzi che invece passano su Primafila e costano troppo?

Come vi avevo detto ieri… oggi vi spiego questa cosa qui: perchè Real Time che è pornograifa, gira gratuitamente sul diigtale terrestre e invece i Porno no?
Molto facile… e infatti il post di oggi sarà breve come quello di un venerdì qualsiasi. Innanzitutto allunghiamo il brodo dicendo che non è detto che quanto vi ho spiegato ieri non abbia avuto conseguenze su di me… tipo che non è detto che non sono morto. Questo, come ben sapete, si chiama “Programma la pubblicazione del tuo post”. Poi allunghiamolo ancora dicendo che oggi si decidono molte cose della mia vita… come vi avevo anticipato qui…

Poi veniamo a noi!
Real Time e la pornografia sono due facce del mondo che tutti almeno una volta vorrebbero vivere. Dunque entrambi sono reali. E se Real Time è la realtà e la pornografia è la realtà per la proprietà transitiva Real Time è la Pornografia. Perchè sia gratis? Un motivo c’è… ma la domanda è malposta. Il problema non è perchè Real Time sia gratis… la realtà è quel che viviamo ogni giorno, che al netto delle tasse delle bollette e dell’alimentazione è gratis. Il problema è perchè devo pagare per vedere il porno, che essendo reale dovrebbe essere, al netto di tasse bollete e alimentazione, gratis.

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Pagate per vedere il porno perchè il mondo è un posto ontologicamente molto ingiusto. Il mondo e la realtà sono due affari che educano alla sofferenza. Il porno educa alla gioia… anche se siete sadici o masochisti: tutto il dolore che date o infliggete vi da gioia. Cadere per strada inciampoando in un marciapiede, no. Pagare una cartella di equitalia, no. Votare, no. Ammalarvi di una malattia misteriosa, no. Quelle su elencate sono tutte sofferenze… e sono gratis… al netto di tasse, alimentazione e bollette. Ciulare, metterlo, toglierlo, farselo mettere, farselo togliere… quello, che è una cosa bella, la paghi.

Devi pagare per godere… devi soffrire per avere l’illusione di vivere davvero… gratis!

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In realtà… cari miei… il discorso è ancora più subdolo.
Pensateci bene:
Real Time è gratis, come la vita… che in realtà pagate con tasse, bollette, alimentazione. Real Time non è gratis. La vita non è gratis. Ma ti fanno credere che sia così. Nella vita c’è equitalia, il salumiere, l’enel… in Real Time ci sono le agenzie di pubblicità.
Il porno non è gratis… pagate per iscrivervi ai siti, pagate per acquistare un film, create i presupposti per un pagamento al banner nei siti gratis quando vi fate la pippetta su youporn o simili. Però nessuno ti offre, nel porno, l’illusione che questa esperienza sia gratis: paghi, subito!

Ecco la malvagità del mondo… ed il potere di taluni signori che indossano la tuta il martedì, il giovedì il sabato e la domenica al mattino: convincervi che soffrire si soffre gratis… godere si gode pagando!
Brutta storia, sono d’accordo con voi!

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E niente… dice che Real Time canale 31 digitale terrestre è La Pornografia…

Nessuno se la prenda a male per questo, sia chiaro.
Io non sto dicendo niente di male.
Quando dici una parolaccia o un bestemmione tipo che metti in croce la madonna con tutti i pastorelli o dici cazzinculo (che non fa figli ma fa male se lo pigli cit.) può succedere che una persona anziana cada e si spacchi un femore (che poi ci si muore) mentre attraversa la strada o tipo ad un bambino felicissimo del suo calippo capiti che il calippo per una improvvida pressione voli fuori dal contenitore e in terra… (ed è molto probabile perchè in età da calippo difficilmente sai cosa significhi “improvvida”… o difficilmente il calippo è il gelato… tipo chessò la Pascale)… e tutto questo tecnicamente si chiama “instillare senso di colpa nei bambini sull’uso cosciente delle parolacce”. Quando invece tu dici una cosa che è vera, anche se sconveniente, nessuno cade, calippi o anziane. Quando tu dici una cosa vera che tutti sanno non succede niente. Quando tu dici una cosa vera e sconveniente che nessuno sa possono succedere due cose: o ti uccidono e diventi un martire… oppure tutti ti danno addosso perchè quella cosa, per quanto vera, te la dovevi tenere per te perchè non sta bene dirla. Difficilmente, come Saviano, con una cosa detta rischi di fare tutte e due le fini… però tipo a Saviano è successo e quindi può succedere anche a te. O a me per quel che sto per dire.

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Real Time è l’incarnazione del porno. Real Time è la versione pornografica della vita comune. Della vita di ogni giorno. Real Time offre come il porno uno spaccato della vita comune di tuti quanti noi… o meglio, lo spaccato della vita che la stragrande maggioranza di noi vorrebbero vivere.
Non dite che non è vero… se Renzi governa, se Berlusconi ha governato, se la sinistra è Nichi Vendola… allora Real Time incarna la vita che tutti noi vorremmo per un attimo, almeno uno nella vita, vivere.

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Proprio come tutti, ma proprio tutti, almeno una volta nella vita, vorrebbero essere un idraulico infilato dalla cintola in su sotto il lavandino con una desperate housewife che si occupa di qualcosa di molto particolare che è sotto la cintura di lui. O come tutte, almeno una volta nella vita, vorebbero fare quelle cose che le donne fanno tra di loro quando vanno insieme al bagno nei film porno o quando prendono assieme il the a casa di una di loro. O come tutti e tutte vorrebbero fare se lei prende il the con una amica, fa con lei tutto quello che almeno una volta nella vita tutte vorrebbero fare tra loro e da uno sgabuzzino esce uno nudo, che farà quello che tutti almeno una volta nella vita desidererebbero fare con donne che non conoscono, che mentre prendono il the fanno cose zozze tra loro.
Real Time è per lei il the delle 5 con l’amica… e per lui l’uscita dallo sgabuzzino. Real Time è il matrimonio che vorresti ma che nessuno che non si rivolga a Real Time e non superi un concorso che valuta il gradimento possibile del tuo volto e della storia che vogliono cucirti addosso e non decida di mettere i cazzi suoi in pubblico potrebbe avere. Real Time è la malattia misteriosa che tu non vorrai mai avere, che probabilmente nessuno avrà mai più… Real Time è il medico indiano – è sempre indiano – che risolve il problema più oscuro della terra e ti dimostra che anche un indiano, uno che viene da un paese dove muoiono di fame e pasciono le vacche, può diventare un piccolo eroe del pianeta perchè scopre una malattia misteriosa e salva la vita di un protagonista di Real Time.

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Real Time è la vita. La pronografia è la vita. Sono entrambe vite che tutti vorrebbero vivere… che sono vere e reali più del reale… proprio perchè ti convincono di esistere da un tubo catodico o da un ultrapiatto al plasma o, per dire, da uno schermo curvo a led. Solo che Real Time è gratis… il porno giustamente lo paghi. Sapete perchè?

Ve lo spiego domani! Se non faccio per ciò che ho scritto, la fine di Saviano!

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My First S@X Teacher… ovvero… Cosa si prova ad avere per compagna di vita… fidanzata o moglie, una professoressa?

Adesso provo a spiegarvelo… prima che c’arrivi l’Oltreuomo che gli ho fregato l’idea e mi sento un ladro che deve correre a nascondere la refurtiva… per poi mettersela in casa e con sguardo sornione come un bambino con il polso catturato dalla manetta burrosa del vasetto della Nutella esclamare: “Me l’ha infilato lì dentro Otello”. Ed Otello è il cane di casa.

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Partiamo dalla incomprensibile – al sottoscritto – definizione di Cuckold. Se questa cosa non la chiariamo prima e come base di partenza… tutto quel che mi sperticherò a scrivere mentre mi giro ogni 27 secondi a guardare le spalle in attesa che l’Oltreuomo arrivi da dietro e mi sfasci il cranio con una mazza vi apparirà oscuro, incomprensibile. Folle in una parola. Ma è così.

Il cuckold è quell’essere di sesso maschile che trova appagamento sessuale e piacere nel masturbarsi osservando la propria donna che a quel Biondoddio la regala al primo che capita… che qui chiameremo Bull. Strano il mondo della lingua della sterlina… cuckold è un cornuto contento, sostanzialmente… ma gli inglesi le corna le mettono in testa al Bull… cioè a chi incorna… a chi si tromba la signora sposata facendo cornuto il marito di lei. Già dimenticavo… gli inglesi guidano a destra.
Al cuckold quindi piace… e pure un casino… guardare la propria compagna divenire l’oggetto del desiderio e di tutto uno sfogo di umidi ormoni di altri uomini.

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Bene… se questo è vero… e ricordate che se una cosa la fanno nel mondo del porno si può sempre fare… ma se non vi piace la sensazione delle corna “don’t try this at home!”… e se è vero com’è vero – perchè c’è nel mondo del porno pure quello – che tutto quel mondo categorizzato alla voce “insegnanti”, “professoresse”, “docenti di sesso F” scatena nel maschio medio una concupiscenza che parte dalle innocenti mezzecazzette della prima media e arriva fino agli osceni e catartici segoni con fantasie di stupro sull’assistente porca che vi ha appena bocciato con un sorrisino a Diritto Commerciale 1, vi ha fatto partire militare (valido fino all’anno 2006) e poi gli avete pure messo il numero del cellulare o dell’interno della stanza su tutti i muri degli autogrill d’Italia con la scritta sotto “Insultami a telefono e godrò per te”… (a me non è successo… ma capisco chi si è massacrato tutto il massacrabile subendo quel torto e si è macchiato di rivoluzionarie ritorsioni come questa)…

… allora sappiate che nei tempi della Costa Italia, della Precarietà 2.0 e del Renzismo, avere una compagna professoressa o docente o insegnante equivale di sicuro a godere di un precario ma rispettabile stipendio in casa. Che non fa mai male. In compenso, sappiate che da oggi, con enorme sincerità e con una mano sulla coscienza, dovrete chiedervi ogni giorno e come al solito senza una risposta che sia sinceramente univoca, se siete disposti ad accettare che in cambio di questo aumento di stipendio, la vostra compagna entri a giusto titolo nel panorama delle fantasie erotiche di decine, forse centinaia di alunni. Se siete sostanzialmente disposti a dividervi il diritto di desiderarla e soprattutto immaginarla oscenamente esposta, possessivamente usata, sadicamente abusata, romanticamente deflorata da una banda di adolescenti col testosterone che deforma il di loro volto.

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Sentitevi liberamente dei papponi se la risposta che vi state dando in questo momento è “Sì, ma cazzo, porta i soldi a casa!”.
Sentitevi liberamente dei comunisti se la risposta che vi state dando in questo momento è “Sì ma vuoi mettere la sua soddisfazione professionale e la sua emancipazione!”.
Sentitevi liberamente dei cuckold potenziali se la risposta che vi state dando è: “Sì ma vuoi mettere tutte quelle belle storielle che mentre glielo butto io si inventa sugli alunni che la guardano…”.

Sappiate che My First Sex Teacher e siti analoghi non mentono e che siete non tanto dei cuckold potenziali quanto dei cornuti certi se la risposta che vi state dando è: “Sì ma vuoi mettere… ogni volta che scopiamo e mi racconta di come gli alunni la guardano… e ogni volta che mi racconta storielle su come gli alunni se la farebbero… mi vien voglia di riconsiderare l’esistenza del condizionale…”.
Ricordate sempre che il cuckold è quel cornuto consapevole e felice della propria condizione. Fatevi due conti, ora… mano sulla coscienza tutti voi… su!

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Persone serie, gente che ha fatto grande il Belpaese e che voi stronzi non sapete nemmeno chi siano!

Giangastone de’ Medici è l’ultimo dei Mohicani della famiglia de’ Medici di Firenze. Dopo Giangastone de’ Medici la famiglia de’ Medici si è estinta. E Firenze non è stata più medicea. Giangastone proveniva da una linea di sangue nobile talmente di sangue blu che un suo avo era quel Lorenzo detto il Magnifico che di Firenze ha fatto la fortuna e di converso ha fatto la fortuna di uno che si chiama Renzi e che è il sostituto di Silvio Berlusconi al timone di una nave chiamata Costa Italia… che tutti voi siete più o meno contenti di aver votato a tutte le Primarie del regno perchè… “Finalmente si cambia!”.

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Giangastone de’ Medici con Matteo Renzi, purtroppo, non c’erntra un cazzo!
Giangastone de’ Medici era un depresso cronico alcolista omosessuale forte, masochista all’inverosimile e quindi a giusta ragione o come causa scatenante un uomo con l’autostima al terzo piano interrato… ed il corpo sull’attico.

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Giangastone de’ Medici non voleva fare il de’ Medici da grande. Non so se questo avesse a che fare con un odio del suddetto per la medicina… sicuramente il cognome che possedeva lo possedeva tipo una maledizione da esorcista. Il cognome lo schiacciava col peso delle aspettative. Giangastone aveva una sorella Anna Maria, che odiava profondamente… ed una cognata Maria Violante cui era legato da profonda e fraterna amicizia che mai sfociò nelle zozzerie regali perchè Giangastone era omosessuale. Terzogenito di Cosimo III finì per ereditare la corona di Firenze per una serie di sfortunatissimi eventi, ossia per la morte dei due eredi prima di lui, suo fratello maggiore Fernando, notoriamente bisessuale, crepato di sifilide e Francesco Maria, suo cugino maggiore, costretto a spogliarsi degli abiti cardinalizi per scongiurare l’eventualità che Giangastone diventasse sovrano… crepato anch’egli prima del tempo e senza eredi.

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Giangastone contro la propria volontà ma assecondando il fato pervicace, fu fatto Signore di Firenze.
E qui comincia la roba mica poi tanto da ridere ma che fa ridere per davvero.
Ogni giorno ed ogni sera feste ed orge a palazzo. Orge omosessuali. Nelle quali Giangastone era preso a quel Biondoddio da ragazzetti raccattati per i vicoli di Firenze all’uopo ed istruiti a violentarlo ad ogni suo cenno e a insultarlo e degradarlo quotidianamente nei modi più brutali e volgari che conoscessero. Per far questo i giovanotti erano anche pagati coi “ruspi” e venivano definiti “ruspanti”… capito ora da dove viene l’aggettivo per il gallo? Insomma ‘sti ragazzetti venivano riempiti di soldi per brutalizzarlo e chiamarlo “muso di cazzo e becco fottuto” (cit.)… bel biglietto da visita per quella corte di Firenze.
Aggiungete pure che non era mai sobrio, non si alzava che raramente dal letto e si macchiava di stravaganze particolari come “cena con saltimbanchi polacchi” finita con l’accoltellamento del Giangastone colpevole di aver insultato e sporcato col vino uno dei saltimbanchi polacchi. Aggiungete che durante le cene coi dignitari era solito vomitare e pulirsi con la parrucca. Aggiungete che era solito espletare le sue vicende corporali nel letto. Aggiungete che una volta sua cognata entrò in camera dal letto e peste la colse tanto che si sentì malissimo e la rianimarono coi sali. Aggiungete che tutti i suoi ospiti, soprattutto i ruspanti, derubavano la casa di argenteria e preziosi vari tornando poi a rivenderli al Giangastone il quale esclamava divertito “Toh chi non muore si rivede”… ed avrete un quadro completo di una cosa che a tratti ricorda più che Palazzo Pitti una casa che si trova in un paese che possiede nome Arcore o un palazzo che si chiama Villa Grazioli…

Silvio Berlusconi lascia l' Ospedale San Raffaele

Giangastone è crepato anziano e senza sifilide… cosa di una rara difficoltà vista la sua vita dissoluta. Giangastone è crepato triste e senza eredi, nel vomito e nella pipì come un Jimi Hendrix qualsiasi. Però la storia l’ha scritta e la Storia se lo ricorda.

Io invece comincio a pensare che alla Storia non piaccia la gente che lontana dagli eccessi non da alla ggente con due G la possibilità di qualcosa di cui parlare.

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Del Capo dei Vigili (o delle guardie che tecnicamente è un cit.) messo a fare il costituzionalista… che è la filosofia che ha fatto grande il punk, i Sex Pistols, Iosif Vissarionovič Džugašvili e Antonella Manzione…

La filosofia alla base del punk è: “Fa qualcosa e falla male… tanto piacerà proprio per questo!”. Ed è una cosa che a me è sempre piaciuta. Quando ero bassista punk in un gruppo che faceva New Wave of New Wave… cioè che tecnicamente reinterpretava i mitici anni ’80 inglesi in chiave un po’ più rumorista ed un po’ più contemporanea… con candore ammettevo: “Siamo una band punk!”. Quando mi chiedevano che strumento suonavo, ammettevo con candore di percuotere con un qualche certo ritmo solo le prime due corde del basso. Apprezzavo moltissimo Theo Plettro Folle, turnista di Bugo, perchè suonava un basso con solo due corde… che adesso non so se ha un nome e come si chiami… ma era una invenzione geniale, l’invenzione per me. Fino a che ho voluto suonare il basso. Che poi (tra parentesi)(cit.) ero diventato pure un pochino bravino ma questa è un’altra storia, di gomma, di fidanzate e fidanzati che alla Yoko Ono si mettono in mezzo alle storie delle band e le fanno fallire facendo saltare concerti celeberrimi e tutta ‘sta cosa si chiama “Réclame” come ci chiamavamo noi e, basta, ne parlerò un altro giorno! Quel che vi posso dire adesso è che sostanzialmente i Réclame come band non facevano proprio cacare… però se li si prendeva per quello che erano: una punk band.

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“Fa qualcosa e falla male… tanto piacerà proprio per questo!”. E quindi non deve stupire il fatto che il bassista dei Sex Pistols che sostituì il bassista originale dei Sex Pistols – allontanatosi dalla band perchè “mia mamma non vuole!”  ed è quello che suona il basso nella foto di sopra e dovreste sapere che il basso è quella chitarra con quattro corde e ditemi dove lo avete visto.. ma tanto ve la racconto io la storia sua… però un altro giorno- dicevamo, il bassista più noto dei Sex Pistols cioè a dire Sid Vicious, fosse uno che aveva molta più costumanza coi buchi e coi lacci emostatici e coi coltelli ed i giubotti di pelle che con il basso.

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Sid Vicious si ricorda per aver ucciso la sua donna con una coltellata perchè “giocavamo sempre a passare il coltello nel giubbotto di pelle non era mai successo nulla, cazzo!”… si ricorda per aver rotto due crani a due fan impazziti – cioè gente che adorava stare sotto il palco dei Sex Pistols a farsi sputare e a prendere corpi di basso violentemente percossi in testa – per testimoniare che “un bravo bassista lo riconosci dal numero di crani che sfascia col basso, ed io sono un discreto bassista”(cit.)… e lo ricordi per il video di “My Way” di Paul Anka che non avresti mai visto se non ti fossi incuriosito a capire qual’era la canzone sui titoli di coda del film di Scorsese “Goodfellas” e youtube non ti avesse messo quell’osceno video a disposizione. Maledetti fratelli Lumiere! E pure MTV mortacci sua!

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Sid Vicious non era un bassista, era un tossico che bazzicava i concerti punk. Sid Vicious non se lo ricorderebbe nessuno se non fosse che è morto di overdose dopo aver ucciso la ragazza in quel modo idiota. Sid Vicious faceva le cose e le faceva male… per questo la Storia se lo ricorda. Sid Vicious era il prototipo del punkabbestia che nell’immaginario comune è pure un poco comunista… seguitemi, adesso!

Il signor Iosif Vissarionovič Džugašvili che non vi dico chi è… rapinava banche. Vabbè, lo faceva pure Massimo Carminati, per dire. Tutti i rivoluzionari rapinano banche perchè per fare la rivoluzione servono soldi. E a nessuno piace fare il frocio col culo proprio, tranne che alla maggior parte dei gay… ma queste sono cose loro! Per fare la rivoluzione serve innanzitutto il culo degli altri, della povera gente. La rivoluzione la fa la povera gente col culo proprio… ma quella gente non finisce in TV o nei libri di Storia. Non ci finiscono i nomi di quella povera gente. I nomi che ci finiscono, le facce che finiscono sulle magliette e sui giornali, sono sempre quelle di chi, facendo la rivoluzione, il culo non ce l’ha mai messo. Per dire, D’Alema o Veltroni. E quando la Storia porge il conto… di solito lo marchia a fuoco sul culo di chi il culo ce l’ha messo. Quindi non su quello, per dire, di D’Alema o Veltroni. Ma vabbè… I comunisti sono bravi col proprio culo perchè ‘sto trucchetto della Storia lo hanno capito bene e da tempo!

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Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili rapinava banche. Poi la Storia lo ha messo alla guida di una nazione. Uno che rapinava le banche e che obiettivamente, poi, dopo essere finito al timone di una nazione, non è passato alla Storia per cose scritte o trattati o saggi o best-seller… e per un comunista è grave non aver scritto niente… vuol dire che tanto non valevi, nemmeno per i comunisti – che sono spesso convinti che se scrivi un best-seller “continua” del best-seller “Manifesto del Partito Comunista” vali. Uno che rapinava banche alla guida di una nazione. E va bene! Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili è passato alla storia per aver fatto una cosa che si chiamava “Piano quinquennale”, cioè tipo una cosa dove ci sta scritto minuziosamente cosa deve fare ciascun cittadino per i prossimi cinque anni. Sta cosa è costata un sacco e mezzo di vite umane (cit. ex Cav. Silvio Berlusconi). Però, sui libri di Storia la studi. Però, dopo quel piano quinquennale ne ha fatti altri. Quindi, tecnicamente, ancora una volta… “Che sai fare, tu, le rapine? Vai a fare il Piano Quinquennale… andrà una merda ma piacerà, alla gente ed alla Storia!”. Il Signor Iosif Vissarionovič Džugašvili voi non sapete chi è perchè come tutti i grandi artisti c’aveva un nome d’arte. Si faceva chiamare Stalin.

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Ora… c’è una cosa bellissima che è successa ma è passata in sordina: Antonella Manzione nella sua vita dirigeva i Vigili Urbani a Firenze. Poi un suo amico, tipo uno che si chiama Matteo Renzi, l’ha chiamata a dirigere un Ufficio che si chiama “Dipartimento Affari Giuridici e Legali” di Palazzo Chigi, cioè tipo della plancia di comando della “Costa Italia”.
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“Lei è una Costituzionalista?”
“No, sono tipo una vigilessa…”
“Ah quindi non sa fare la Costituzionalista…”
“No!”
“Bene giovanotta, lei è assunta!”.

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Non ditemi, porca miseria, che Renzi è anticomunista! Oppure, per favore, non dite più che i comunisti sono gente meritocratica. Fatemi ‘sto piacere! E fatelo, per amor del cielo, anche e soprattutto alla vostra onestà intellettuale e coscienza. Ah, come dite? Ve n’è rimasta poca? Ok… lo capisco!
Per amor di cronaca la signora Antonella non potrà dirigere quell’ufficio perchè quei parrucconi fascistoni maccartisti anticomunisti della Corte dei Conti hanno bocciato la nomina per inadeguatezza. Gente, quella della Corte dei Conti, che non ha in amore la Storia… poichè sono sicuro che poi lei avrebbe fatto tutto male… ma proprio per questa la gente l’avrebbe amata. Alla fine, come Stalin e Sid Vicious.
Per inciso e con una ejaculatio precox manco Speedy Gonzales… sapete perchè è bello e fascistissimo il porno? Perchè se vuoi fare qualcosa, nel porno… o la fai bene… o vaffanculo (nel senso del paese e non della pratica, che senò sarebbe anal e o il culo lì ce l’hai e non solo in senso di fortuna e lo usi come si deve… oppure non c’è biondoddio che tenga!).

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