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I Trailer 0.1 di Radio Quindinononvatuttobene

Cominciamo con questo film, che m i appassionò… lo vidi in cassetta, tra quelli che l’Unità regalava come “Grandi classici del cinema americano”. E’ un film facile facile lo chiameresti “di cassetta”… ma è così dolce, delicato e struggente… che ai dodici anni di mio figlio, in VHS, glielo regalerei. Vabè, pure in DVD o in quel che sarà.
Prima però si legge il libro!

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

Stand By Me – Ricordi di una estate (trailer recut)

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Se ben ricordo…

Era il 2000… una vecchia, vecchia foto…
30 kg di meno… e tanta fibra in più!

Roma 2000, scansione di foto e rielaborazione iPhoneIMG_4115 (1).jpg

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Ucronie da correggere

Ecco, quando uno dice… eh ma io sono un filantropo! Sì, ma ce ne vuole, di coraggio, intendo. Non modifico un post che avete letto da poco e che si lodava sulla mia vittoria su FB. Da qualche parte, qui, avevo scritto che zucchinborgo non dovrebbe mai mettersi a ciurlare nei manici di persone che non conosce rievocando come spiriti maligni i ricordi. Massimamente quelli di storie andate, passate, svanite. Oh, invece lo stronzo che fa? Si inventa la funzione ricorda e… vabbè, ricorderete anche voi la vicenda! Oh… scopro poi, da qualche parte la settimana scorsa, che una nuova funzione di FB prevede che cosa? Se non lo sapete fate finta di leggere quindi a fanculo voi e la razza vostra.

Prevede che tu cancelli una relazione e FB automaticamente rimuove tag e tutto dai tuoi contenuti condivisi insieme, per essere sicuro di non farti provare, domani, esperienze negative. Prevede anche che la relazione tu+ex si cancelli automaticamente in modo che per tornare amici tu o ex debba richiedere l’amicizia.

Beh, io tutto contento dico: “Ho vinto!”… manco per il cazzo! Perchè queste modifiche non sono assolutamente retroattive… e, per dire, FB continua a mostrarmi ricordi che io non voglio vivere, non voglio vedere… non per chissà quale ragione… per fastidio! E perchè mi appaiono di un “inutilmente ironico” pauroso! Mi sono detto: vabbè, la battaglia l’hai fatta per gli altri, visto? Hai portato un raggio di sole nella vita di tanti che da oggi si lasceranno e non vivranno più proprio più esperienze negative.

Mi sono detto… “Mi sarei anche rotto un pochino il cazzo di fare sempre per gli atri… io c’ho le cose mie da fare… ma lo sapete a che ora mi sono svegliato stamattina? Alle 7 meno un quarto! Oh, menunquarto! La bambina ha vomitato l’anguria nel cassetto dei calzini oh!”.(malincocit.)

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Vedi, tante volte, pensi di far del bene…

Come l’invenzione di Zuccainborgo e dei suoi schiavi, che non avendo altro da fare hanno massimamente considerato l’eventualità di inserire la funzione “Ti ricordi?” nella homepage della tua bacheca. Alle volte non si riflette mai abbastanza sui rischi che si corrono ad aprire le scatoline catalogate come passato, nella testa delle persone. Facebook a volte si riesce a protestare incredibilmente più propenso alle gaffes di quanto io non lo sia. Ed io sono un proverbiale gaffeur. Oltre che “Cortese come il Mortellaro” potrete dire “Gaffeur come il Mortellaro”: io non mi ci offendo punto! Due proverbi sono massimamente attendibili e sono in virgolettato qui sopra; non li ripeto nemmeno se repetita iuvant. Sono pigro. E incazzato.”Ti ricordi?” Ed a me viene in mente che tragicamente non efhifhte una memoria fhtomatologica… e che “Ti ricordi?” ripetuto insistentemente è una cosa bellissima che sta dentro un film bellissimo che si chiama “Palombella rossa” e che è metafora dello smarrimento del militante comunista contemporaneo (nel 1990) di fronte alla polverizzazione di una certezza granitica come il Muro di Berlino. “Ti ricordi?” – “No, non mi ricordo, forse non voglio ricordare… davvero eravamo così? Dicevamo queste cose? facevamo tutto quel che tu dici dovrei ricordare?”.

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Perchè Facebook stamattina, come se non bastasse il risveglio con addosso la peste influenzale, mi ha anche ricordato di una cosa bellissima successa esattamente cinque anni fa! Facebook in questo è infallibile. Io stesso, mentre ve ne parlo, stavo scrivendo “più o meno cinque anni fa…”. Invece no; più o meno un  cazzo! Esattamente cinque anni fa. “Guarda cosa postavi, esattamente cinque anni fa!”. E mai che ti ricordi una boiata. Mai che ti ricordi una fesseria immane che avevi scritto. Mai che ti dica: “Cinque anni fa hai scritto: La rana caca verde!”. La rana caca verde è l’espressione che dialogicamente uso per dire: “Quella che segue è una stronzata senza senso e di solito la uso quando voglio testimoniare per esempio che nella società odierna qualsiasi peto ha dignità non solo e non semplicemente perchè è un peto ma perchè è un peto detto e scritto da qualche parte ad uso e consumo del mondo che lo legge e ti scopre vivo inquanto medium di questa stronzata veicolata e social unificati…”. Cinque anni fa non dicevo “La rana caca verde!”. No cinque anni fa postavo foto splendide di ritratti bellissimi fatti. Monomaniacalmente ad una persona.

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La funzione “Ricordi?” su Facebook è l’essenza stessa del throat-fucking o del gola profonda a seconda del vostro grado di anglofonicità. Nuovi lettori e nuove lettrici non scioccatevi di questa propensione all’uso della pornografia e delle pratiche pornografiche per spiegare il mondo… qui è assolutamente normale e sociologico. Non c’è niente di male. Esattamente come la pratica su detta, che altro non è che una fellatio molto ben insistita e se non avete confidenza nè con l’inglese, nè con l’immaginazione del leggere oltre le righe quel “gola profonda” nè con il latino… quella pratica è quella di un pompino drammaticamente insistito fin quasi a soffocare la “concedente” – che poi alla fine si comincia che lei dovrebbe concedere e si finisce che tu non ci ragioni poi tanto e ti vai a prendere tutto, ma proprio tutto, al limtide dell’omicidio colposo. Non si muore. In dottrina morti da throat fucking censite non ce ne sono… nel ricordarvi questo, vi dico comunque don’t try this at home… o almeno divertitevi in sicurezza. E la funzione “Ricordi?” è un throat fucking perchè all’inizio ti sembra bella come cosa, ti sembra eccitante andare indietro senza che tu lo abbia chiesto, subire, essere completamente in balia dell’altro in un rapporto in cui il tuo piacere non è fisico ma assolutamente mentale. poi ti accorgi che all’altro di te frega molto poco, molto pochissimo… e che l’esperienza è tutt’altro che piacevole ed allora o sbocchi oppure ti sembra di finire affogato e sei lì semplicemente a chiederti: ma quando la smette? Io tutte queste cose sul throat fucking non le so per esperienza diretta, nè subita nè agita… sono solo una persona molto intuitiva ed empatica.

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Questo non è un post nostalgico, sia chiaro a tutti. Questo è semplicemente un post sulla opportunità di certi atteggiamenti sociali. E di certe funzioni. Io posto ogni giorno, da ormai quasi otto anni. Qual’è il criterio con cui Facebook richiama il mio passato scegliendo quale cassettino di quale anno aprire? Perchè non ha scelto la vigilia della befana dello scorso anno? Avrò detto o fatto qualcosa… no, quella di cinque anni fa! Sarcasticamente puntuale come le bollette di Equitalia n scadenza! Non si va indietro oltre cinque anni. Nella funzione ricorda i ricordi appaiono autodistrutti a far data prima dei cinque anni. Una tabula rasa che ricorda lo svuotamento dei fascisoli fiscali all’ora x. Del resto, dietro Facebook ci sono algoritmi precisi e metodici come ragionieri del primo piano, non cuori. Se tanto mi da tanto, con questa consapevolezza, devo corazzarmi per i prossimi due anni, perchè il biennio 2011-2013 fu quello che considerai massimamente più carico di belle sorprese della mia vita… è dunque molto probabile che i post che “l’algoritmo contabile dei ricordi” mi farà ritornare in mente senza permesso saranno quelli più amari da mandar giù, allora densi di belle speranze e bei sentimenti tutti infranti… a livello professionale, emotivo, sentimentale. Il 2020 sarà un anno carico di ricordi tristissimi. Il 2020 riguardando indietro potrò dire: “Cazzo che passo in avanti ho fatto… guarda che cosa brutta e triste e contrita che ero!” e per questo sarò misterisamente felice, nel constatare che invece di grattare, al fondo ho puntato i piedi e sono risalito. Lentamente, per evitare embolie, trattenendo il fiato e facendo uno sforzo di più per farcela col fiato. Il 5 gennaio del 2021 Facebook farà in modo di ricordarmi che ho riflettuto su quanto inopportuna fosse la sua funzione. Il giorno dopo, quella riflessione, ciascuno di quei momenti, giorno dopo giorno, “andrà perduto nel tempo come lacrime nella pioggia” (romantica la suggestione del monologo finale di Blade Runner). Allora davvero avrò toccato con mano quella che è la digitalizzazione dell’esperienza, la digitalizzazione del ricordo, in questa realtà alternativa e digitale che è la mia seconda pelle. Quando indossiamo la seconda pelle, resettiamo le memorie ogni 5 anni. Meno smemorati di un pesce rosso che ha il c:format tarato ogni tre secondi.

petizione

Apro una petizione: “Con questa, noi utenti Facebook sottoscritti protestiamo il nostro diritto a scegliere cosa ricordare, a poter avere a disposizione nella barra delle impostazioni una casella di spunta che ci permetta di scegliere il range dei ricordi rievocabili, ad avere la possibilità di ritenere ricordi di più antica memoria, ovvero a dimenticare tutto. Noi sottoscritti…”. Oppure apro una sottoscrizione a premi per poter maltrattare con proverbiale cortesia e tagliente sagacia l’algoritmo contabile dei ricordi ogniqualvolta, svegliandomi, sulla tazza del cesso, io debba aver a che fare con un ricordo che mi appaia sconveniente, inopportuno, gaffeur. Chi ci sta?

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Questo qui…

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… più di tanti, più di tutti…
13 gennaio 2011. Giardini Garibaldi, Giovinazzo.
Una panchina qualsiasi…

(l’originale è questa)

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Nemmeno le riconosci le foto… questo è chiaro… ma non sarò esplicito… qui no

Dòme… se potessi lo faresti un patto col Diavolo?
Dicono che quando una cosa si desidera intensissimamente – ma davvero intensamente, cioè, non basta volerla come la chiavata che ti vorresti fare con Tory Lane – PUFF, puzza di zolfo, calore forte, compare il Diavolo con un contrattino scritto bene bene… con tanto di clausole vessatorie. E ti ho chiamato Dòme perchè mi sale sul cazzo che anche io scriva Domè… io se sento Domè voglio saltare dalla sedia con cognizione di causa… non voglio illudermi!
Niente, dice che compare sto tizio, Mefistofele, il Demonio, il Diavolo, il mio amico Gabriele – che dice di essere il Demonio – e ti fa firmare ‘sto contratto che sopra c’è scritto che il tuo desiderio forte fortissimo si avvera… però allo stesso tempo tu l’Anima gliela regali.

Io questo patto col Diavolo non posso firmarglielo per due ragioni: inesistenza di uno dei contraenti – visto che il Diavolo non è Gesummaria nè Biondoddio – e inesistenza di uno degli oggetti della permuta – che gli scambi si chiamano permute – perchè l’Anima non esiste. Hannya diede una cosa che esisteva – eh poi dice che i giapponesi sono tutti spiritualisti, il cazzo! – ossia la sua bellezza. Noi ci inventiamo l’Anima… ci inventiamo un tizio col forcone che fa puzzare l’aere di scureggia… no, no e poi no!

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Io questo patto non lo firmo e non lo faccio. Diavolo? Prenditela nel culo!
Però questo non significa che rinunci al mio desiderio… questo non vuol dire che io non abbia tutti gli strumenti per mantenere una promessa. Io ho deciso di essere felice. Ho deciso di essere completo… e c’è solo un modo per farlo.
Le vie sono sghembe, la meta è una, una e una sola. E suoni come una minaccia a chi legge, suoni come il peggiore degli anatemi, suoni come una promessa… anche adesso inascoltata. Cada pure nel silenzio tutta ‘sta storia… in un silenzio che sa di “beffa” ma di “beffa” vera e propria… altro che uno passa qui legge e dice: “Non ti prenderei mai e poi mai nè per un pagliaccio nè per uno stupido.”… il cazzo… se vi scappa da ridere nel leggere quel che ho appena scritto o non mi conoscete… o se mi conoscete mi state prendendo per pagliaccio o per stupido. Oppure spiegatemelo voi che c’è da ridere!
Io questo desiderio voglio inseguirlo… e voglio farcela. A tutti i costi. Costi quel che costi.
Io voglio essere felice e voglio realizzare quel desiderio!

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Era l’orario del drin drin questo! È sempre stato questo!

Soprattutto quando in macchina scappavo dalla birreria e dai lavori per fare il cacciatore/raccoglitore e prendere da mangiare. E scappava quel cercarsi, quel chiamarsi… Mi manca quella sensazione. Da morire!

Ed era così! In macchina… Rubando i secondi e i minuti!

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Giri la chiave apri… Giri la chiave chiudi

… E ti rendi conto che – cazzinculogravissimo – hai un ricordo ed un pensiero continuo. Ed è curioso, tanto curioso, che tu non sia il protagonista unico di quei pensieri. Che tu spalmi su avventure tue ricordi ed inauietudini legate ad altri personaggi. Quel posto è mio non delle mie vicende sentimentali! Quel posto è mio… Ma forse Val la pena di capire che questi sono segnali chiari… E che è normale tu non possa fare altro che stringere i denti. Ed andare dritto! Perché tu quello che vuoi lo sai!

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Cioè tipo che la serata s’apparecchia… e qualcuno già sparecchia, fuma, in un angolo…

… e ripenso a quando qualche giorno fa (giorni? secoli? le percezioni variano…) di pomeriggio feci una telefonata. E sono quelle telefonate che non sai mai come chiudere. Che poi se non chiudi il telefono tutto sembra sospeso… e fa male… e non fa bene… e le cose intorno sembrano perdere senso perchè quel che mi dici ha un senso unidirezionale. E io non lo so mica quanto saremo capaci di resistere nel limbo. Che qualcuno romperà il vetro d’emergenza. Chiuderà il telefono… oppure lo alzerà!

E niente, ricordo che in quel momento, come dire… passavo di qui!

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E quindi niente… Here we go!

Solo poche pochissime parole… È stata una mattinata bella, intensa!
Programmazione lavori e primi interventi: spese da fare, appuntamenti coi fornitori, ordine delle manutenzioni!
È stata una mattinata fatta di telefonate, cose da fare… E ricordi… Ricordi di un lancio di attività fatto di mille ansie, mille domande, mille mail mandati come sms… Mille sentimenti bellissimi.
Ricordo due amanti straordinari: Gianni e Francesca. Si amavano appassionati, splendidi e disperati… Erano bellissimi! Spero di rivederli… Presto… Mille nuovi amori, per loro!

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