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Torniamo a casa, mission accomplished…

… Che suona purtroppo un pochino come un Game Over. Io so che stasera per chi legge – martedì prossimo per me che scrivo – qualcosa sarà già stato deciso, qualche decisione per il prossimo futuro presa… E lo dirò stasera per chi legge… Scioglierò la riserva stasera. Con un post molto semplice. Un si od un no!
Ma ora non è questo quel di cui voglio parlare. Sono in treno. Per voi è passata una giornata intera per me solo tre ore… Quant’e bella l’ucronia che si fugge tuttavia chi vuol legger lieto sia di diman non v’è certezza! Perché quando voi leggete mica sapere nulla di cosa è oggi e cosa domani o ieri…
Ok basta sono sul treno ed il mio ‘lavoro’ da oratore per studenti è appena terminato. Piccolo bilancio? È stata una bellissima esperienza… Peccato solo sia finita. Sono stati due giorni belli e sereni due giorni in cui ho potuto testare che quel che scrivo interessa quel di cui mi occupo tiene svegli e curiosi. Mi è piaciuto tantissimo ricevere le domande degli studenti dopo, mi piaceva mi guardassero e annuissero… Era il segno che mi ascoltavano. Molti di loro prendevano appunti, interagivano. È stato un bel dono fatto a me ed al mio lavoro… Un riconoscimento che tanto impegno profuso beh qualche segno lo ha lasciato e qualche risultato lo ha prodotto se questi studenti leggeranno il mio libro ed anche su quel testo sosterranno un esame. Quelli che ho incontrato erano studenti di OSS quindi futuri assistenti sociali. Li ho visti confrontarsi con la tematica di quel quartiere a rischio in modo preoccupato e partecipe. A loro non auguro mai di trovarsi a lavorare in una situazione come quella.
A me, adesso, la consapevolezza che davvero ho fatto quel che ho inseguito per anni… E mi è piaciuto. E maledetta puglia peggiore, maledette chitarrine periferiche maledette ceramiche sonanti!

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Ho appena finito…

… Finito la prima delle due sessioni del seminario che sto tenendo sulla criminalità organizzata in un quartiere della città di Bari. Non mi ero mai seduto dietro al microfono in una aula universitaria davanti a studenti. Meno che meno nella facoltà dove ho studiato. All’inizio è stato incredibile. Poi tutto è andato liscio… Tutto è andato bene. Certo le facce degli studenti erano spaurite inizialmente a guardare le braccia… Perché per il caldo le maniche le avevo tirate su. Ed erano stupiti a guardare le braccia e sentire dei libri che avevo scritto dal Professore. E poi stupiti dalle mie parole sui miei studi e sulla mia formazione… Poi interessati a quel che dicevo. Tanti prendevano appunti, tantissimi seguivano. Qualcuno si dava di gomito. In tanti sono rimasti sorpresi dal contenitore e dal contenuto. E la curiosità – me ne rendevo conto – era tutta orientata alla mia formazione ed a quella zona borderline in cui i miei studi si sono mossi, a metà tra l’indagine e la ricerca, tra il campo è la scrivania. Quasi tutti lì a guardare i tatuaggi ed ascoltarmi. È stata una esperienza strana ma bellissima. Mi sono sentito ascoltato con interesse ma anche osservato… Studiato con curiosità… È questo che mi ha stranito.
Nel senso sono così strano? Così inusuale?
Credo che in questo momento comunque di grande confusione, di un bel carico di malinconia, di qualche tristezza e più di un problema da risolvere… forse dovrei imparare a ripartire anche da qui… per esempio dal fatto che non sono soltanto – anche se mi piace tantissimo – uno che sa far bene il mastro birraio. Ma sono anche uno che sa leggere, sa studiare, sa fare ricerca, sa trasmettere, sa spiegare, sa capire.
Certo… adesso mi correrebbe l’obbligo di chiedermi dove sono le risposte alle domande che cerco dentro di me… ma fare così la darebbe vinta alla tristezza ed all’incertezza… ed alla benedetta maledetta paura di voler esser solo, di esser solo, di non saper stare con gli altri eppure di volere un abbraccio, di volere gli altri, di cercarli… di riabituarmi ad ascoltarmi.
Ed oggi questa paura non deve partire… perchè se c’è una cosa che sto imparando è che sentire è meglio di interrogarsi, ascoltarsi è il primo passo per capirsi. del resto, si sa anche in criminologia… un interrogatorio ben fatto comincia paradossalmente senza domande… semplicemente raccogliendo stimoli e segnali dal sospettato!
Comunque ora nello stesso treno che mi riportava a casa quando studiavo mi sento stranamente felice, stranamente sereno e contento! Ah benedetta Accademia, che scegli un banale freakkettone per insegnare Rock nelle periferie… Credo gli studenti stessi ti direbbero: NON SAI CHE TI PERDI!

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Allora questa è una cosa che veramente c’ho dentro e vi devo dire…

Guardate in questi giorni rischierò di essere brevissimo. La nuova e vecchia futura vita che vivrò nei prossimi mesi mi porterà a dover modificare i miei tempi e di conseguenza anche quelli che potrò regalare a questo spazio… che è principalmente mio ma anche di tutti voi.
Miei cari so già che nei prossimi mesi mi sarà complicato mettermi qui a partorire ogni giorno papiri di 1000 parole… anche solo per il fatto che non sarò a casa sveglio per un tempo sufficiente… ma non è detto che ciò non avvenga da lavoro… non so.
Volevo solo dire a tutti voi, davvero e dal profondo del cuore che vi ringrazio per la vostra affettuosa presenza costante e nello stesso modo mi scuso con voi se non posso sempre ricambiare.
Credetemi non ho mai pensato che tenere un blog fosse come fare pompini di ricambio a destra e sinistra… anche perchè il reparto “pompe di ricambio” ha chiuso da tempo qui… soprattutto da quando gli iniettori dei motori sono andati nel dimenticatoio grazie alle centraline… però mi spiace non avere il tempo di seguirvi sempre… mi spiace tanto a volte non avere il tempo di commentarvi.

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Dicevo, sarà interessante capire come tutto questo cambierà fino ad ottobre nel prossimi mesi… perchè magari sarò molto più presente con post brevi… che dietro il bancone di una birreria c’è sempre tanto da raccontare… o forse no…  birra

Nel frattempo sappiate che avremo già aperto ma il bilancio di queste prime due giornate, per ragioni di profonda ucronia, voi lo avrete attorno a mercoledì o giovedì… che saranno giorni importanti per me, visto che ho accettato il cortese invito di un professore universitario a tenere un seminario sociologico e criminologico di due giorni su un quartiere a rischio dove, con operazione di undercovering, ho svolto uno studio sul mercato della droga… in quello che è una versione in sedicesimi (ma nemmeno poi tanto) di Scampia… solo che si trova a Bari, ad Enziteto… che adesso è diventato un luogo anche caratterizzato da enorme voglia di riscatto sociale, ma nel 2008 quando ci ho lavorato… non era mica così.

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E quindi si apparecchia ad essere una settimana importante, visto che martedì ho da fare il tatuaggio… ho da completare una delle due parti… e vi posterò la foto della fine della prima metà del lavoro..

Sappiate che sarà una settimana dura ma… come spesso ho detto, mi prenderò dai capelli che sto per andare a tagliare (che alla guerra ed alla morte ci si presenta sempre col volto pulito) e mi butterò oltre l’ostacolo. Se non dovessi farcela, sappiate che vi ho voluto bene!

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