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E adesso facciamo un gioco… facciamo come se qui… fosse un posto tipo Forum?

Ci sta lui che indossa una maschera… cosa alquanto bizzarra in un’aula di tribunale… dove le maschere non puoi averle mica.
Ci sta lei che ha più anni di lui e si protesta sua “amica di famiglia da una vita”.
Lui chiede a lei 10.000 euro come risarcimento danni perchè dopo alcune scottanti rivelazioni di lei, al padre di lui, sulla vita di lui… il padre e il figlio non parlano più.
Lui fa lo spogliarellista… e lei l’ha riconosciuto in un suo balletto di dubbia moralità in un locale di dubbia moralità… dove lei c’è andata percè trascinata ad una festa di addio al nubilato da una collega giovane perchè lei lavora nel settore delle public relations di una azienda leader nel settore non si capisce bene di che.
Lei lo dice al babbo di lui che, ovviamente, crede a lei e non a lui che gli dice “Oh babbo… mi serve il quattrino per andare a Londra a fare l’informatico che è il mio sogno… e quattrini da quando la mamma è morta, in casa, non ce n’è più!”.
Lei dice che l’ha fatto per proteggere lui e la sua moralità. Lui dice che l’ha fatto per sostituirsi alla mamma di lui… che lei ama follemente da anni il suo babbo. E rincara affermando che lei l’avrebbe diffamato dicendo al babbo che lui fa il puttano, che va con le donne che in quel locale lo vedono e s’arrapano.

E poi spuntano fuori a colpo di scena i due testimoni… uno a carico, l’altro a discarico. E quello a carico, che s’è portato lui, dice che è il proprietario del locale dove lui s’esibisce… e che in quel locale non c’è puttani, che li metterebbe dritti alla porta senza cena. E quello a discarico che s’è portata lei dice che, no, è vero, lui fa il puttano… che lei è la sua ex ragazza e sa solo lei quante telefonate e messaggini dubbi riceveva lui, nell’ultimo periodo. Da quando lui faceva già lo spogliarellista… e lei sapeva… e lei accettava… e va bene così, se serve ad andare a Londra. A fare l’informatico.

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E lui c’ha l’accento toscano, che ha la C mangiata. Lei c’ha l’accento di una buzzicona ripulita di Trastevere vecchio. Il testimone a carico dev’essere del lombardoveneto. La testimone a discarico è cilentana… si sente… c’ha un che di “pagliuso” come si dice da quelle parti lì.
E siamo una grande nazione che s’incontra non in tribunale… ma prima per strada e nella vita… in una città che non si sa bene dove sia… visto che tutti vengono da posti diversi… e l’Italia è bella che siamo mille dialetti!
E siamo una nazione giovane… dove ancora ci si scandalizza se uno fa il ballerino spogliarellista per provare ad arrivare a Londra manco fossimo nel Libro Cuore o in qualche metafilm che in quelle pagine è narrato. Tipo, che so, Dagli Appennini alle Ande. Che se fossimo a Londra ti direbbero “So what?” che sta a significare “Estigrancazzi?”… che ti chiederebbero se sai quante mamme di famiglia con un lavoro onesto – spesso perso – ci stanno su posti come i siti camtocam a pagamento a fare la camgirl che non puoi fare privato dalle 12:15 alle 16 che si deve badare al pranzo ed ai figli. E poi dalle 16:10 sono nude col cazzodigomma dappertutto a fare quel che chiedi… che sono sempre 1,20€ al minuto.

E il problema più serio sai qual’è? Che ti chiedi che male hai fatto, in questa nazione, in questa Italia, per doverti chiedere perchè un sacco di persone che conosci non hanno ancora capito che quella che va in onda a Forum o in qualche altro celebre tribunale della terra è una farsa con le comparse pagate 50 euro a botta – manco fossimo su una statale qualsiasi – e con gli avvocati che, invece, vengono pagati a contratto.
E ci sta pure scritto che i fatti narrati sono frutto di fantasia e che i contendenti sono attori.
Però, come ti spieghi il casino planetario scoppiato proprio a New York e in tutta l’America mentre Orson Welles mandava in onde medie il suo esperimento “La guerra dei Mondi” e la gente sciamava urlando in strada o si assiepava nelle chiese. E come ti spieghi la denuncia per provocato allarme di quei tre mattacchioni di quella emittente riminese che in diretta diedero l’annuncio che la Luna si stava schiantando contro la Terra nel giorno della Megaluna del 2003? E sull’A14 ci furono 7 incidenti quasiperunpelo mortali?
Come ti spieghi quel tuo amico che s’è chiuso in un bar a provare a guardare un rullo che non esisteva su una TV che proiettava Juve – Lech Poznan dove come sottopancia doveva venir fuori scritto: “Presidente del Consiglio verso località protetta, caserme del settentrione in piena operatività”?

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It’s just a matter: we need to believe!

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Il casino è che in casa è pieno dei rumori degli zingari della Fox… e davvero oltre agli spari, al rumore educato delle molotov e alle urla strozzate dei vaganti… non senti più niente.

Questo vale più o meno circa dalle dieci a mezzanotte… cioè quando ho finito di scrivere e mi stendo sul divano con la coperta di pile in una oscena versione fantozziana del single medio… e mi impegno in quella che molti considerano una instancabile maratona apocalittica verso “il nulla”. Che tecnicamente si chiama dipendenza da serie televisive.
Quando prima ti dovevi sposare e poi ti scappa da cacare, cambiano un sacco di prospettive nella tua vita. Questo l’ho imparato benissimo. Le prime che cambiano sono quelle riguardanti la whishlist del palinsesto TV. Questa è la prima modifica evidente. I film spariscono e compare il calcio – sabato, domenica e serate di coppa – i canali di divulgazione scientifica spariscono e lo spazio lasciato vuoto viene militarmente occupato dai canali FoxCrime, Fox e SkyAtlantic.
Tengo a precisare che il Signor Murdock non mi paga per la scrittura di questi post e di questo post soprattutto che probabilmente a ben guardare potrebbe essere l’incipit folle di quel curioso libro che si chiamerà “Volevo vivere felice poi m’è scappato da cacare“.

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In questi giorni sono molto molto impegnato nella visione delle prime 4 serie e mezzo di The Walking Dead. Sì perchè io sono uno dei fruitori di quella splendida funzione on demand che sceglie per te delle serie, non sempre le più belle, e le mette in blocco a disposizione sul tuo decoder. Io di The Walking Dead ero riuscito ad accaparrarmi nelle vendite natalizie solo il primo cofanetto. Ho cominciato a vederlo e mi è piaciuto da subito. Gorish, cattivissimo, molto diretto. Bene! Dopo aver visto il primo ho proseguito con tutto il resto messo a disposizione da Sky. Ormai sono alla quinta serie, quasi terminate le prime otto puntate-… e quindi sarò tra i tanti che attenderanno l’ìimminente ripresa.

Onestamente la cosa mi sta piacendo, anche se funziona in modo evidentemente e dichiaratamente semplicistico. E non solo perchè si basa tutto quanto su degli assiomi di contrasto quasi banali del tipo “Noi-Gli altri” – “Vivi-Morti” – “Buoni-Cattivi” ma anche e soprattutto perchè, in pieno stile splatter survival, non offre spiegazioni e non cerca il rimpolpamento dell’interesse attraverso l’inserimento di improbabili soluzioni. Dove Lost e Heroes, Flash Forward e Carnivale avevano fallito, The Walking Dead ha successo. La serie non rincorre una soluzione al problema… semplicemente è essa stessa la corsa verso la sopravvivenza.

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E quindi, niente, mi ci sono appassionato e consumo una media di 3/4 episodi al giorno. Trovo che la serie abbia avuto qualche calo di efficacia solo nella terza serie… con la dialettica forzata del “Vivi contro Vivi”… ma che questo crollo lieve sia stato subito recuperato dalla quarta stagione, spesso detratta da molti, nella quale – finalmente – molti dei tratti di caratterizzazione dei personaggi sono stati affrontati. Vi dirò della quinta… e credo a questo punto della sesta… a meno che la serie stessa non si interrompa adesso protestando con crassa banalità un finale davvero sciatto e improbabile.

Quel che mi piace, di tutta questa vicenda, è che oramai in casa la colonna sonora è quella dei gracchi, dei mugugni e delle urla strozzate di quelli che chiamo “zingari” ossia dei vaganti zombie. Perchè per il resto… gli umano hanno imparato che l’unico modo per sopravvivere davvero e con certezza è quello di fare silenzio… senza sbraitare, senza gridare, senza produrre inutili rumori.

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Solo una cosa… molto importante: l’attrice che interpreta il ruolo di Andrea non è e ripeto non è Charlee Chase, noto volto di Brazzers e di Naughty America. Ma le si avvicina in modo clamorosamente fuorviante. Purtroppo “There ain’t no porno zombies round here!”.

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La questione delle serie televisive che ti salvano la serata e la singolanza (cioè l’essere solo a casa e single a casa)… e che però certe volte – alcune – sono un cazzinculogravissimo!

Certe cose importantissime come questa faccenda delle serie TV non può essere risolta in un semplice piccolo post. Però siccome mi sto drogando di serie tv ho assoluto bisogno di fare outing… quindi comincio oggi. Non vi aspettate quelle che tecnicamente non sono e mai saranno recensioni ma flussi di coscienza. Perchè i miei sono ricordi, esempi e nient’altro!

Perchè io sostanzialmente alla storia delle Serie TV mi sono appassionato con “I segreti di Twin Peaks” e correva – in Italia – l’anno 1992 o giù di lì. Emitente Italia 1 che non sapeva nemmeno che guai avrebbe passato da quel momento. O forse conoscendo il Cav. Silvio Berlusconi lo sapeva eccome e ci ha giocato.

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Quella di Lynch era una serie ad altissimo contenuto di ammiccamenti erotici, a sfondo zozzolercio e sordido, con di mezzo incesti, robaccia tipo padri che uccidono le figlie, scopazzate a quel Biondoddio e, soltanto verso la fine e solo per esaurimento di argomenti seri utili a continuare una Serie TV, morbosità semi-paranormali. In sostanza un coacervo di PEGI18 immotivatamente ignorato che s trasformò in un “Serie Tv per tutti” e che mi permise per le prime due o tre puntate di sgamarmi mia madre e poterla vedere tranquillo e sereno. Anzi, addirittura registrarla.
A me Twin Peaks metteva gli incubi. A me la figura di Killer-Bob faceva venire gli incubi. A me Killer-Bon che spuntava in ogni dove faceva venire gli incubi! Invece il nano no. Il nano mi stava simpatico. Già da allora mi immaginavo il nano che trombava. E che si trombava Laura Palmer che nella “stana del velluto rosso” – che obiettivamente arrapava – non era chiusa nel cellophane ma c’aveva un vestitino rizzacazzi niente male e tu la guardavi e dicevi “Questa sicuro fa una brutta fine”… ma siccome in quella stanza era già morta e lei era uno spirito e il nano pure era uno spirito… si prospettava una scopazza niente male.
Laura Palmer in quel serial non ha mai fatto frecazze. Se volevi sapere e immaginare le frecazze di Laura Palmer, dovevi comprarti il libro che si chiamava “Il diario segreto di Laura Palmer” in vendita quell’anno in tutte le librerie come il futuro bestseller tipo “La Bibbia” o cose di quel tipo. Io lo volevo… ma successe un incidente. Venni a sapere che estratti del diario erano stati pubblicati su “Tv Sorrisi e Canzoni” – titolo più ani ’70-’80 uno non se lo poteva inventare per una rivista sulla programmazione radio/video del paese Italia sotto gente seria tipo Andreotti, Craxi e simili. Tv Sorrisi e Canzoni lo comprava la zia di mia madre… che mi ha cresciuto insieme a mia nonna e che era la proprietaria possessore della casa dove attualmente vivo… e in quella casa la sua presenza ed il suo ricordo sono ovunque… e quindi faccio pure un po’ fatica a parlarne perchè era persona morigeratissima, devota e convintissima della fede, bontà sua. Quando candidamente – convinto che TV Sorrisi e Canzoni non lo leggesse tutto ma si soffermasse su cose diverse – le chiesi “Zia hai quell’inserto che davano con Tv Sorrisi e Canzoni questa settimana… lei non mi rispose, chiamò l’autorità censorea competente, cioè mia madre, e le disse che io “ero vicino alla strada della perdizione e bisognava intervenire perchè avevo chiesto a mia zia di passarmi del materiale di indiscusso carattere pornografico”. Niente Diario segreto di Laura Palmer… Niente immaginarmi e leggere delle frecazze di Laura Palmer. Mia madre chiarì che non dovevo leggere quel testo… e che era meglio se non guardavo il film. Però ci si era appassionata pure lei e si era accorta che forse le definizioni di mia zia erano leggermente enfatiche. Comunque niente libro.

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La fine de I segreti di Twin Peaks è una cacata pazzesca… ma proprio pazzesca. Lynch è famoso per inventare la trama in corso d’opera… e su questo nulla questio. Il problema è che inventa che ti rinventa… è arrivato al finale nella puntata 5/12 della seconda serie. Spiegando tutto… più o meno. E ci sta che usi la metafora dello spirito demoniaco per spiegare un incesto così brutale e violento che finisce con la morte di tua figlia dopo che te la sei presa in tutti i buchi che il signore le ha dato poverina. E fai lo stesso con sua cugina che sembra lei (stessa attrice) e prima di lei l’avevi fatto con altre due ragazze. Ci sta. Però lì ti fermi. Ti inventi un carrello sognante tra i monti dello stato di Washington – da dove come cose belle arrivano solo Twin Peaks e Ted Bundy mentre Kurt Cobain non ha diritto di cittadinanza – e poi sigla finale… e stop. Invece no. Altre sette puntate più due puntate speciali della durata doppia… quindi altre 11 puntate di stronzate che incasinavano il brodo in vista di una serie successiva che non ci sarebbe stata… perchè tutti si stancarono di vedere quella che obiettivamente suonava già come una terza serie.

Oh, scusate… tecnicamente era uno spoiler… ma io non ritengo degne di attenzioni le richieste di gente che a questa età e nel 2015 non ha visto per intero Twin Peaks… non su questo blog.

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Lynch si ritirò a casa piangendo. Un sacco di fan gliela giurarono. Ora dice che vuole riprendere in mano il progetto… dopo aver girato un prequel che non ha avuto risonanza e piacere della critica alcuno. Io stesso mi dissi “Mai più una serie TV… mai più una cosa che mi ci appassiono e poi… mi lascia di merda!”.
Invece di serie ho continuato a vederne a manetta. E di Lynch ho comprato quasi tutto quel che è uscito. Ed ho voluto, preteso di vedere, ogni film. Anche quelli più allucinanti ed allucinati. Tipo Eraserhead… che voi stronzominchioni forse non sapete nemmeno che cos’è… che è un film tutto basato sull’inconscio. E pure Inland Empire… che dura tre ore e se non ti uccide di sicuro ti ha reso più forte. E disturbato. Come lo sintetizzi? Un casino, di proporzioni inenarrabii. Col nano. Il nano di Twin Peaks c’è sempre. Fino a poco tempo fa ci stava sempre Kyle MacLachlan… negli ultimi tempi c’è sempre il nano, Michael J. Andersen. E Lynch l’ho sempre trovato grandioso… fino a quando si mantiene nella produzione e creazione di un prodotto che non superi i 180’…

Perchè la cazzo della creatività va contenuta… senò poi deborda… e all’inizio è bello, dici “Che casino inenarrabile di creatività questa serie… continuiamo un po’ a vedere come va avanti…”. E poi quando la benzina finisce e tu devi arrivare alla fine e hai messo troppa carne al fuoco e davvero l’affresco creato è fantastico… hai soltanto bisogno i un colpo di teatro che risolva la situazione…

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E di solito davanti ad un castello di carte bellissimo – che ti mancano solo tre carte tre per completare – hai una sola soluzione che è quella di…

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E poi a trent’anni guardi Romanzo Criminale e vuoi fare il Criminale… però nessuno se la prende col Freddo o col Dandi… tutti con Sollima!

Che, per dire, visto il gradimento delle serie televisive come genere pop… che mo’ la guardando tutti, specialmente voi “i nerd di wordpress” e vista la iperproduzione di serie televisive pop, poteva chiamarsi “E poi a trent’anni guardi Gomorra e vuoi fare il Camorrista… però nessuno se la prende cu’ Genny la Carogna, Ciruzzo l’Immortale o Salvatore Conte… tutti con Sollima!”.

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Ma tant’è… a tutti sembra che la scimmia gli è uscita adesso con Gomorra (che il film non se l’è cacato nessuno perchè era terreo e plumbeo e ci stavi male per davvero… mica con le musichette pop e i vestitini e le battutine….) ma la storia comincia da lontano e per l’esattezza da quando Alemanno si incazzava perchè i bulli romani avevano nuovi “sistemi valoriali di riferimento” che si chiamavano tipo Banda della Magliana e se la prendeva con Sollima, non con gente tipo Carminati che di quella esperienza era, tipo, l’ultimo dei Mohicani celebri sopravvissuto – anche se misteriosamente nel Romanzo lo fanno morire.

Forse Alemanno pensava che prendersela con Carminati avrebbe fatto venire fuori il fatto che Carminati non era morto e succedevano bordelloni giudiziari inenarrabili ed avrà detto: “Per questi bulli io mo me la prendo con Sollima tipo Marylin Manson per la Columbine High School e ci metto pure ‘sti gran cazzi e nessuno scopre niente!”.

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Io non sono immune da questo discorso di emulazione fanatica dei comportamenti e dei codici sociali di espressione. A me piace un casino, quando vedo una serie che tipo mi piace, atteggiarmi. E’ un fenomeno normale. Si chiama immedesimazione. Si chiama fare il tenebroso con le ragazzette. Si chiama cementare attorno a delle obiettive stronzate un gruppo di persone che guardano le stesse cose e si sentono parte di una esperienza di gradimento… fino a fingere di traslarla nella realtà. Io grazie a Biondoddio e soprattutto a Gesummaria non ho mai usato droghe varie, tranne tipo qualche volta e gli effetti sono stati sempre così drammatici che ho sempre detto: “Che testa di cazzo che sono… lo so che mi fa malissimo…”. E questo si chiama tecnicamente non accettare che sei un ansioso cronico e che quindi non puoi fumare che al minimo effetto te ne vai in paranoia e ti ripeti “sono drogato sono drogato sono drogato” e sbocchi e ti gira il mondo intorno e ti stendono sul divano con la pezza bagnata sugli occhi per mezz’ora.
Non fumando non vengo a contatto con circuiti criminali. Non fumando i circuiti criminali li osservo e li studio nella vita di tutti i giorni. Quindi tecnicamente in Romanzo Criminale sono Scialoja… che è pure figo e tenebroso… ma mai come il Freddo che di quella serie è il mio criminale preferito.

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Io quando ho visto Romanzo Criminale sono diventato il Freddo.

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Io quando ho visto Gomorra sono diventato Ciruzzo l’Immortale fino a quando non è chiaro che Ciruzzo l’Immortale è una bestia sanguinaria assetata di sangue e dei soldi del Clan Savastano e del potere del Clan Savastano e di tutta quella roba lì… ed è uno che siccome non ha la mamma non sa quant’è grave dire “Me vennisse pure a mamma pe diventà comm’a vuie!” che sopra Napoli è “Mi venderei addirittura mia madre per diventare come voi!”. A me se da Immortale togli la T il personaggio non piace più… che io sono – o meglio sarei stato se avessi fumato, che gli spinelli sono l’anticamera di diventare un boss della malavita che fa una brutta fine nel giro di dieci anni – io sarei stato un criminale vecchio stampo. Di quelli che non ci sono più.

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Per dire: io ho visto “Il mostro di Firenze” ma non ho mai voluto fare il Mostro di Firenze. Non fa per me. Quello è un personaggio che non mi stimola. Perchè è un cattivo di quelli che non piacciono se non a gente sadica e malata con seri problemi. Quei cattivi a D&D hanno “allineamento Caotico-Malvagio”… cioè hanno finalità e modi da stronzi!
Vallanzasca no! Io la verità è che da quando l’ho visto sui giornali, ho sempre di molto apprezzato il personaggio di Renato Vallanzasca. Già il soprannome: Il Bel Renè… e vuoi mettere? Anche da piccolo, quando tipo mi dicevano che “adesso viene Renato Vallanzasca e ti rapisce!”(che è un cit. di un testo celeberrimo, purtroppo a me dicevano che veniva l’anonima sarda e questo la dice lunga su una serie di fatti, tipo che essere rapiti da un anonimo è una cosa tristissima che mette anche a rischio il tuo orecchio…) io non avevo poi così tanta paura, solo nel dubbio mi facevo un po’ più accondiscendente! Poi ho visto il film e ho capito che era una bella storia farsi rapire da Renato Vallanzasca!

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Negli anni ’70 se sui giornali ti scrivono “Il Bel Renè…” sai il codazzo di ragazzette! E poi sei riconosciuto dalla stampa nazionale “Bello” anche se nella vita a professione potresti scrivere Rapinatore Incallito e tipo “Bandito!”. Troppo Bello. E c’hai le stesse skill abbigliamento e stile di quelli della Banda della Magliana ma mille volte prima e mille volte meglio… e sei a Milano! Che dite quello che volete ma il dialetto romano non è da fighi come quello milanese e il dialetto napoletano, che io pratico benissimo, è da ricottari!
Il Bel Renè se fossi stato donna ci avrei sicuramente provato… anche se di recente, uscendo per andare a lavoro, gli hanno fregato la bicicletta e questo è un mondo dove davvero non c’è più religione se rubano la biciletta a Vallanzasca! Il Bel Renè era un grande! Solo rapine, niente droga… anzi, un suo amico stretto che aveva casini con la droga lo ha pure giustiziato. Il Bel Renè era pure lui un tenebroso… sì vabbè, c’ha gente sulla coscienza… ma lì, nel suo sistema di valori la cosa funzionava con un “Rapino le banche non rapino la gente… le banche sono assicurate… non mettetevi di mezzo e nessuno si fa male… anche perchè se sei sbirro nessuno te la fa fare la cosa di venirmi dietro seriamente… che ti fotte? I soldi non sono i tuoi o la pensione della vecchietta…”. Per questo di sicuro i suoi modi erano più o meno malvagi, per dire, mica entri in banca con una sachertorte… però nemmeno entri in banca e di prima fai una strage e ti violenti le anziane in coda allo sportello che ti urlano “Pensi a mio nipote con la febbre, sono venuta a prelevare i soldi per comprargli un giocattolo..” e lui lì che abusa ancora di più della povera vecchietta e poi la soffoca con la borsetta tipo sacchetto di plastica!E questa è una cosa che si chiama X Agosto di Pascoli:

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

Ditemi se non è l’emblema dello stronzo Caotico-Malvagio uno che ammazza un uomo in circostanze misteriose con due bambole in dono per i figli che aspettano a casa il ritorno di un padre e le bambole in dono… roba da pezzi di merda per cui l’Inferno non basta… ci vuole la sedia a gas senza cena per gente così… tipo quelli che danno un calcio in culo ai pastori tedeschi e quindi tipo Toni Negri (altro cit. celebre che è un ibidem di quello di sopra).

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Però possiamo davvero dire che le sue – di Vallanzasca – finalità erano quelle di far del male alle persone? No, dai. E allora di sicuro se il suo scopo era quello di far soldi e sputtanarseli nella bella vita milanese e comunque di far cose che la media delle persone non sono proprio convinto dica che sono il Male… non era male nemmeno il suo codice di valori del tipo “Non rompere il cazzo e non ti faccio niente!”.

Caotico-Legale… e non voglio discussioni. Quindi crepuscolare e tenebroso. Quindi di sicuro successo col pubblico femminile. Quindi di sicuro esposto al thrilling di una vita sempre al di sopra delle righe…
Quindi, sì, a me sarebbe tanto piaciuto essere Vallanzasca. Senza K che lo ska a me non piace! Anzi, mi sta sul kazzo… e mi SKAzza.

Per questo più che le serie criminali a me piace e strapiace il film sulla vita di Vallanzasca che ha fatto quel cazzutissimo foggiano di Michele Placido… che faceva il Commissario Cattani, quindi il protagonista di una serie poliziesca con enorme dignità. Se ai ragazzini in strada piacesse più Vallanzasca di Ciruzzo l’Immortale o di quel gran testa di cazzo odioso del Dandi, sono convinto che l’Italia sarebbe un paese migliore! Perchè gli eroi positivi non tirano decisamente più… e ci vuole qualcosa che stuzzichi il lato oscuro ma lo faccia con morale e dignità! Così invece di scippare la vecchietta fuori alla posta o di malmenare tua madre per comprare la droga… smetti di pungerti e tipo rapini una banca… visto e considerato che in merito, un gran cattivo maestro cone Bertold Brecht ha affermato che “Il vero ladro non è chi deruba una banca ma chi la fonda!”. E non la rompi come un black blok del cazzo con il bancomat del babbo, quindi il babbomat in tasca… la rapini e ti sputtani i soldi in festini alcool e regali alle decine di ragazzette che vogliono ballare con te in un locale vip e non in una discoteca del cazzo!

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Peccato che Brecht lo studi a scuola nella sezione Letteratura, Vallanzasca lo studi a scuola nella sezione Celebri, Belli e molto Monelli!

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La comincia. Che è il Male che ti si appalesa in un centro commerciale tipo Mediaworld tra gli scaffali dei DVD. Reparto serie TV.

Proseguono le avventure dell’affezionatissimo Vostro nella sua discesa agli Inferi con la malcelata speranza di uscir un giorno – ma mi sa un giorno molto lontano, oppure molto vicino – a riveder le stelle. E gli Inferi sono il Natale. Col cappuccio di Babbo Natale. E la forma del coniglio no… purtroppo nemmeno le forme di Tory Lane…
ma quella di una coppia di sposini/conviventi/amanti novelli con la casa e la vita da riempire di DVD…
che altrimenti il megaimpiantazzodelcazzo che cazzo ce lo siamo fatti regalare a fare?
O peggio… che cazzo l’abbiamo comprato a fare?

E i due sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini di un unico e preciso spazio immobiliare dotato di impianto video a 52 pollici e di un 5.1 dolby surround della Boose… roba che qualcuno gli ha spiegato cos’è la Boose perchè uno che si comporta come si comporterà lo sposino/convivente/amante comunque coinquilino di sicuro cosa sia la Boose e cosa sia l’alta fedeltà lo sa davvero per sbaglio – se lo sa – si aggirano assieme all’affezionatissimo vostro nel reparto DVD del Mediaworld del centro commerciale Mongolfiera, alle porte di Molfetta (BA).

Trolley in supermarket, exact date
I due adocchiano una colonna precisa delle serie TV dopo aver rapito un paio di pile più a destra, nell’ordine, la prima stagione di Sons of Anarchy, la prima stagione di Glee – e qui siamo alla preistoria più o meno – prima seconda e terza di Grey’s Anatomy – con faccia contrariata di lui che fa “Ma scusa avevamo detto solo una di quelle di Fox Life” e comunque anche qui roba da archeologia – e il cofanetto complessivo col “Trono di Spade” serie 1-2-3 pagato ventisetteeuroenovantanove di più dei tre singoli acquistati separatamente perchè “ma non lo vedi che bello? Tu lo metti nella libreria – dvd nella libreria 0 il Male – ed uno dice: “C’ha tutto il trono di spade” – ignorando cosa sia Game of Thrones ma, vabbp… si chiama involontaria comicità. Il Vostro affretta il passo. Vuoi mai che questi due sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini a caccia di un modo per non guardarsi in faccia ma vivere assieme perchè “devo perchè devo” si mettono tra l’affezionatissimo Vostro ed il suo acquisto designato che è arrivato solo oggi e solo in singola copia che l’hai saputo da un insider molto ben informato che ha anche detto “Affrettati…”.

La legge di Murphy ci ricorda che se qualcosa può andar male… andrà peggio.
Cosa ti chiede la gente quando sei dietro al bancone di un pub e tutti i frigoriferi sono pieni ma c’è solo quella singola birretta che manca ma “tanto non se l’incula nessuno”? Solo e sempre e soltanto quella birretta… e fanno la faccia del cazzo mio quando gli dici “No, proprio quella manca…”. Come a dire: “Cazzo apri un pub se ti manca la vattelappesca che nessuno m’ha detto com’è, non la conosce nessuno ma stasera mi sembra l’esperienza brassicola definitiva!”.

Cosa desidera comuplsivamente il lui della coppia di sposini/conviventi/amanti comunque coinquilini per rimpolpare il carrello di serie televisive, fino a quel momento inutili e nemmeno tanto mainstream ma con un packaging estremamente ammiccante e ricercato, per pareggiare il conto con la eccessiva sproporzione tra serie maschie e serie che passano su Fox Life?

The Walking Dead.

E quali cofanetti sceglie la coppia di sposini/conviventi/amanti sicuro coinquilini? O meglio, cosa afferra lo sposo/convivente/amante comunque coinquilino? I cofanetti 2 e 3. “Amò. prendo quello dei morti!”(cit.). La faccia di lei riceve la notizia come acqua fresca sul viso. Nè caldo nè freddo. “Tanto te li vedi tu…”. A magnificare un mondo in cui non sono due persone a sentirsi meno sole in compagnia l’uno dell’altra e con di mezzo le serie TV… ma una vita nella quale anche le solitudini di coppia sono single. Il vostro affezionatissimo assiste impotente alla mancata rivolta dell’unica lei che accetta di buon grado, da acquirente di prodotti come Glee e Grey’s anatomy che in casa entrino prodotti thriller-horror-splatter.  Il vostro affezionatissimo ci sperava. E niente. Proprio i due che era tornato a prendere affrettandosi che “dice che visti e non visti”.

Ma non è questo il Male. Non è l’aver perso una coppia di cofanetti. No!
Il male sono le parole che i due si scambiano quando la lei di coppia si accorge che il lui di coppia non conosce il significato di quel segno grafico curioso che dagli arabi in poi il mondo suole definire “numeri” e che è un po’ il sistema che mette ordine tra prima e dopo, tra tanto e poco e simili. Cose che quando compri o leggi o guardi sono l’abc dell’orientamento.
E dell’acquisto intelligente!

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“Scusa ma hai preso la DUE e la TRE? Non sta la UNO?” E si fottano i numeri ordinali… che i cardinali stanno un gradino sotto il papa! “E’ normale!” guardando il commesso con la faccia di quello che ha fatto l’acquisto serio… che mia moglie/convivente/amante è una demente… “Lo vedi? Serie UNO: Sei puntate… diciannoveenovantanove euro… Serie DUE: Tredici puntate… diciannoveenovantanove… Terza serie – misteriosamente compare l’ordinale – sedici puntate… diciannoveenovantanove…”. Lei continua a guardarlo interrogativa, lui l’abbraccia con fare comprensivo e paternalistico: “Ma la convenienza la vedi o no? Sò più puntate allo stesso prezzo!”. Il Vostro resta ghiacciato. Il Vostro si rammarica del fatto che Mediaworld non consideri elettrodomestici le seghe a motore.

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Il vostro attende la risposta piccata ed argomentata di una lei che spieghi al lui il concetto intrinseco di prima e dopo e di consecutio temporum. E lei ci prova. “Ma scusa, lo dico per te che tanto non le devo vedere io ‘ste porcherie dell’orrore… ma così non sai come comincia, parti da in mezzo!”(cit.). Lui sorride: “E poi quando stanno i soldi ci compriamo la prima… e la vediamo… lo sai, come al cinema che stanno – cristobenedettomartireuditeudite – le continue e le comince”.

Il vostro osserva la scena terrorizzato. Ha un conato di vomito. Fissa il commesso del reparto sperando in un salvifico e provvido intervento. Che questa volta non arriva. I due si dirigono alla cassa, con lei inebetita ma convinta dalla storia “delle continue e delle comince”. Il Vostro si chiede come sempre senza risposta “Ok, io che ci faccio qui?”. I due se ne vanno alla cassa con le due stagioni di Walking Dead, quelle centrali… e con la prima che urla protestando “Coglione, mi stai lasciando qui!”.
Il Vostro cerca di aggrapparsi alla realtà.
Si chiede sofferente quante sono le serie che subiscono lo stesso destino. Quante sono le Stagione Uno immotivatamente abbandonate sugli scaffali.
Il vostro vorrebbe censirle.

Da censire è rimasta solo la pacca sulla spalla dell’addetto vendite, responsabile del settore Musica ed Home Video, che scoraggiato gli fa: “Hai la minima idea di quante ne vedo al giorno?”.
La Solitudine delle Prime Stagioni, peggiore di quella dei numeri primi, meriterebbe l’attenzione di associazioni coraggiose. La Solitudine delle Prime stagioni meriterebbe attenzione nel codice penale.
Renzi dovrebbe definirla una vergogna italiana e tirar fuori subito un decreto – che sono anni che lo si aspetta.

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Il Vostro s’è messo quindi in pari con Romanzo Criminale, seconda stagione, sostituendo la serie registrata da Sky con un cofanetto a prezzo d’occasione e s’è preso la serie completa di Gomorra. Che il vostro si occupa di Criminalità e ritiene i prodotti del signor Sollima davvero ben fatti.

Il Vostro prega stanotte che l’elettricista di fiducia di quella coppia, seguendo la filosofia del padrone di casa, l’abbia fatto risparmiare su dotazioni che alla fine sono delle comince e delle continue rispetto al sistema che porta corrente elettrica dal contatore alle prese ed agli elettrodomestici. Alla fine il salvavite se lo possono essere scordato… tanto lo metti alla continua dei lavori. Sai che ridere un corto improvviso al quinto episodio di The Walking Dead stagione Due? Magari proprio stanotte… che la notte è lunga?

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