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Radio Quindinononvatuttobene – che è proprio da TSO ma è anche venerdì…. Stefano

E questo è un cit spudorato e clamoroso di un amico che sono anni che il venerdì posta solo e soltanto questa roba con la frase sempre scirtta su:
It’s friday I’m in love

… ed il video è così TSO evocative che… che mi piace pure Robert Smith ed i Cure mi sono sempre piaciuti e strapiaciuti!
Mi piace.

E poi, vuoi mettere, Gallupp al basso?

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Per me, il titolo “Boys don’t cry!”… è una cagata pazzesca!

Perchè questa storia del Boys don’t cry non riesce a rivalutare la figura femminile, costringendola sempre e comunque al ruolo di quella che invece “deve” piangere e per forza di cose deve essere la debole e la bisognosa di tutele e di cure… e invece il maschio deve rimanere lo stronzo predatore causa di sofferenze e primigenio responsabile dei mali dell’uomo.
Di questo “femminuccismo” d’accatto che va bene per i social network delle femminucciste depresse… il sottoscritto ne ha piene le palle! E le donne, quelle vere, dovrebbero averne piene le ovaie. Mi riferisco a quello che non so se chiamare un aforisma o un motivational – forse è breve e precocemente ejaculatorio come un aforisma e depressomaggiore come un motivational – che mette quella poverina di Lucy dei Peanuts nella spiacevole condizione di dover recitare una battuta che mai quel personaggio avrebbe pronunciato: “Non sono impegnata sono impegnativa!”.
Frase che sottintende un “non sai mai quanti cazzinculogravissimi mi ha riservato la vita che tutti voi maschi non fate altro che abbindolarci con le vostre stronzomerdate e siete tutti cattivi e avete un sottile piano diabolico diffuso nella massoneria degli scoponi maschili che si chiama mazzoneria che è quello per cui tutti volete prendermi in giro scoparmi e mollarmi come una mappina da piedi dopo che vi ho fatti svuotare le palle e voi mi siete venuti dritti nel cuore uccidendomi… dio quanto brutto e infelice e triste è il mondo, quanto sbaglia tutto il mondo perchè io e solo io ho ragione e per questo sono impegnativa.. e per questo ti dico no!”.

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“Perchè io valgo!”… ecco… te la do una notizia:
Se tu non valessi, brutta testa di cazzo, io a te nemmeno mi ci sarei avvicinato, quindi ribadirlo ad ogni piè sospinto è fastidioso come l’eccessiva salivazione. Perchè, cara mia, a meno di stronzate dette a profusione, da te, io so di valere. Anche questo me lo ripeti in continuazione e… anche questo rischia di rivelarsi fastidioso come l’eccessiva salivazione.

E allora se il mondo è quel brutto posto in cui la vita ti ha costretta a motivarti dicendoti in maniera velata che sei una “tipa impegnativa” siamo già sulla strada sbagliata. Non c’è bisogno di dirsi quel che si sente… e non c’è bisogno di scrivere verità evidenti. Se vali e si vede, che vale dirlo? E ancora… se hai bisogno di una frasetta squaqquata su un manifesto post-moderno 2.0 digital per comunicare al mondo il tuo “manifesto del femminuccismo post-borghese” forse faresti meglio a sapere che io, cara mia, io sono impegnativo.
Impegnativo come la posizione dell’elicottero, che il buon amico Michele mi raccontò tempo fa e che io non sapevo si chimasse elicottero… quella con lei di schiena a terra e culo in su, sorretta dalle mani che si fanno perno grazie ai gomiti piantati a terra, con le gambe divaricate tipo pale dell’elicottero e lui che in piedi glielo a quel Biondoddio…
Impegnativo, sì… per pochi semplici motivi:
…perchè sono qui pronto ad ascoltarti ma ti chiedo di essere gentile e discreta erchè come recita il galateo a pagina 47 della mia edizione per bambini edita nel ’57… mia cara “narrar all’altro appena conosciuto dei patemi e degli affanni e degli acciacchi di salute o del core… (core avete letto bene, anzi HO SCRITTO BENE) può valer bene cinque minuti di conversazione profonda, ma appena conosciuti darà di voi l’idea del menagramo che si duole d’ogni cosa perchè non sa come covarsi d’impiccio…”…
…perchè a differenza tua m’approccio a te gentilmente, a cor franco e sincero, dicendoti pane e pane e vino al vino “Mia cara, mi piaci… ma non posso sapere non tanto se spremi bene il dentifricio quanto se per caso di notte non hai l’abito di prendermi a randellate col tagliere della sopressata… la qual cosa non mi piacerebbe punto!”… che è come dire: conoscersi è un percorso senza garanzie… dunque viviamo e vediamo…

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…perchè a differenza tua che la vivi come un prodigio, come il dono di un folle o come una dimostrazione di frivolezza… io so che gli affetti profondi e importanti possono deludere, possono far male da morire… ma c’est la vie baby… mi farai male, ti farò male… ma questo non vuol dire che non sapremo elaborare. E se si elabora a cor franco e sincero, senza scappare dalle domande scomode… tutto fila un po’ più liscio e tutto è più semplice… anche un sorriso domani dopo la tempesta…
…perchè a differenza tua io mi metto in gioco senza pensare che il mondo sia la casetta di marzapane e i bambini di pan di zenzero… ma nemmeno che il mondo sia quel brutto posto in cui tutti sono lì pronti a fotterti o a sburrarti dritto al cuore…
…perchè a differenza tua mi sforzo, quando su dieci sono in disaccordo anche solo con tre, di chiedermi se non è colpa mia… piuttosto che avere “l’impegnativissima faccia di puttana” di affermare che il Mondo è un posto sbagliato perchè il Mondo sbaglia con me.

Ci sono poche semplici regole per essere impegnativi… e non impegnati, quando da maschi si manda gentilmente lontano una donna… sono quelle di qui su… assommate ad un minimo di coraggio, a tanta grazia ed alla giusta nobiltà d’animo… che è quella che ti fa essere sincero, franco… anche a costo nell’immediato di apparire brutale o inopportuno.

Mia cara… qui in mezzo, l’impegnativo sono io. Non il ruolo che ancora una volta hai preteso di cucirti addosso!

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Le vite degli altri…

Vivo da giorni con la consapevolezza che dalla prematura scomparsa del gettone telefonico in poi… i nostri spazi di riservatezza privati sono disintegrati. Per dire: un sistema integrato di videosorveglianza accessibile via telefonino, incrociato con un sistema di allarme che segnala con un sms ad amici e parenti e medici curanti segnalati a dovere sulla centralina del sistema di sicurezza di cui sopra… ti impedisce serenamente di fare le zozzerie nel tuo ufficio… nel tuo locale pubblico… nello spazio che hai inteso proteggere con quel sistema. Perchè? Presto detto…
Tu ti acchiappi la presona con cui fare le zozzerie… poi la prendi… poi arrivi di fronte alla serranda del tuo ufficio, casa, locale pubblico. Per favore non fate i moralisti… tutti voi sognate di accoppiarvi a quel biondoddio sul posto di lavoro. Eh, sì… ma poi che succede? Che quando disinserite l’allarme… scatta un messaggino a tutti i segnalati. E tipo se quel messaggino scatta in orari non comuni… ossia tecnicamente quelli in cui ti vai a fare le frecazze… è del tutto evidente che gli altri destinatari di quel messaggino di sicurezza entrino in allarme… “Che succede al fortilizio?”. E vai: è un attimo. Esci dall’app dei messaggini, entri nell’app della videocamera. E lì osservi quel che succede. E tecnicamente mi vedi che mi faccio le frecazze.

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Non va bene! Ringraziamo tutti il fatto che io non abbia bisogno di questo… ringraziamo tutti il fatto che io non abbia in animo l’idea di farmi frecazze sul posto di lavoro. Però, tipo, saperlo di certo non ti fa sentire sereno, non percepisci la tua sfera privatissima al sicuro.

Se a questo aggiungiamo che comodamente quando attivi per una qualche ragione whatsappete… beh… chiunque vede che sei online e può tranquillamente raggiungerti con un messaggio privato e chiederti – così, come se fosse la cosa più gentile, normale e comune di questo mondo – “Online alle cinque?!?!?!”… vi renderete presto conto di come la stessa privacy e la stessa sfera non contrattabile di esistenza privata si percepisca IMMOTIVATAMENTE sotto assedio. Sapete che ti arrivava gentilmente alle spalle e con un sorriso dolce ed all’apparenza – ma solo all’apparenza – remissivo ti diceva “Ah anche tu da queste parti?” o robe simili? Gli agenti della Stasi, della Sigurimi, della Sigurnost e simili… cioè tecnicamente tutti gli agenti del Patto di Varsavia. Noi all’occidente, in Italia soprattutto, non siamo stati mai così raffinati. Per dire… vuoi mettere Nicolò Pollari con la Vedova Nera ossia Natasha Romanov?

Wiesler (Ulrich Mühe) wird von einem neugierigen Kind kritisch beobachtet.

No… noi così raffinati non lo siamo mai stati. Forse è per questo che viviamo con enorme sofferenza gli atteggiamenti inquisitori e tecnologicamente scorretti degli stalker “a fin di bene” a loro detta che si aggirano attorno a noi. Fatto sta che sapere di essere perennemente sotto l’ombrello indiscreto di più di un occhio… mi inquieta. Non m’affascina. Mi inquieta. E ad essere sincero non m’affascinerebbe nemmeno stare dall’altra parte del monitor. Cazzo… sapere tutto toglie ogni sorpresa ed ogni gusto alla vita. E’ così bello essere come i pesci rossi… memoria sul tutto resettata ogni 37 secondi… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia… “Che cosa abbiamo qui? Oh Un Castelletto di sabai… Meraviglia!”  e dopo 37 secondi, dopo aver completato il giro della boccia…

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Certe volte uno nemmeno pensa a quanto l’espressione “salvavite” sia davvero salvifica…

Ci sono persone che credono che la storia del “salvavite” sia superflua. Sono le persone che di solito poi, senza pensare a quanto sono teneramente comiche, ti dicono che non dovrebbero parlare al cellulare perchè “fuori c’è il temporale”. Sono le stesse persone che dimenticano di staccare l’antenna e la presa della corrente dove c’è il televisore… quando fuori piove e c’è il temporale. Ma dio buono… no, al cellulare non si deve parlare. Se fuori c’è il temporale.

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E così rifletti un pochino per caso su quante volte devi ricordare alle stesse persone che quelle calzature domestiche antiestetiche che tutti chiamano “crocs”, poi, tanto antiestetiche non sono. E comunque sono di una assurda funzionalità… soprattutto e mille volte di più quando devi asciugarti i capelli con il phon – con cui io personalmente non faccio un cazzo perchè sono skin – ma che, voglio dire, se fuori c’è il temporale e non si può parlare al telefono cellulare… forse non è nemmeno il caso di mettersi lì ad asciugarsi i capelli coi piedi nudi direttamente per terra… o peggio, convinti di essere isolati, con le ciabattine di stoffa o le infradito. E qui potrei aprire un capitolo sull’atavico odio per quel perizoma da piede che è l’infradito… massimamente il modello havajanas – quello che all’epoca mia si comperava al mercato – che ti abbandona nel momento del bisogno con il pernetto che salta. Io, che voglio dire gho ricevuto sani valori tipo la maglietta della salute in lana l’inverno ed in cotone in primavera ed autunno, pur detestando l’uscir di casa anche in estate coi piedi di fuori, tollero e comprendo, anzi incoraggio, l’uso di calzature corrette per utilizzi salvifici. Il top per asciugare i capelli sono le dottor scholls o comunque gli zoccoli in legno, da che si sa… il legno isola. Se proprio non si possiede una calzatura del genere, il suggerimento è quello di indossare scarpe o ciabatte con una suola in materiale isolante che abbia uno spessore consistente. Asciugare i capelli con i piedi in terra… o peggio, convinti di essere isolati, con ciabattine in spugna – che belle belle si sono prese la loro bella dose di acqua e quindi non solo vi tengono a contatto con la terra… ma a contatto con la terra con un bel conduttore tra voi e la terra… è di gran lunga più rischioso di parlare al telefono cellulare sotto la pioggia.

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Voglio dire… soprattutto se in casa uno non ha il salvavite!

Io a questa cosa c’ho pensato oggi, mentre collaboravo alla riorganizzazione del quadro elettrico del mio pub birreria. Guardavo e mi rendevo conto della “non” ridondanza di determinate protezioni. Se i salvavite esistono… se i salvavite li hanno inventati… un motivo c’è. E se scegli di proteggere ogni singola linea con un sistema di protezione salvavite… un motivo esiste… ed è solitamente quello di non saltare per aria se uno dei singoli elettrodomestici fa le bizze. Guardavo il fatto che il blocco che alloggia il forno ha un suo sistema di protezione e ne consideravo la assoluta utilità, visto che è una macchina che ha il suo bel da fare ed il suo bell’assorbimento. Poi consideravo i frigoriferi e le celle… stesso discorso. Valutavo come importantissimo il rimuovere un blocco – quello del motore dell’impianto di spillatura birra – dal blocco frigoriferi. Ad ognuno la sua protezione. Ad ognuno il suo sistema di sicurezza. Perchè non è ridondanza, si tratta semplicemente di un intelligente accorgimento per evitare che un danno alla cella frigorifera impedisca anche di spillare e viceversa. Quindi ogni cosa col suo sistema… ogni cosa con un sistema tarato per le esigenze di quella cosa che protegge… che non è in definitiva la vita tua, ma quella dell’eletrodomestico e per transfer la tua. Il frigo non sfiamma e tu non ci rimani attaccato morendo a tua volta in una fiammata.

Questo discorso, ovviamente, in senso metaforico, va esteso anche a quei salvavite emozionali che non permettono agli scossoni ed ai corto circuiti emozionali di prendere il sopravvento e farti sfiammare come un cerino spento per terra. Cioè, tipo, di fronte ad una emozione forte… scatta il relais ed il sistema, come si dice in gergo, va in protezione. E quando il sistema va in protezione la macchina non funziona più. E si spegne. Ma non è morta… tutt’altro. E’ viva, vivissima. Sta solo riposando per evitare danni maggiori. Esistono sistemi di blocco più o meno sensibili. Sistemi che prevengono solo il corto circuito ed anche sistemi che prevengono la dispersione ed il danno a terra. Ovviamente più cose prevengono più sono sensibili. Può capitare che due elettrodomestici vicini, magari giustapposti, magari cooperanti, vivano uno scatto doppio. Cioè prima scatta uno e la protezione di quello fa scattare il salvavite del secondo. Due scatti in rapida successione. Uno causato dallo scatto dell’altro. E si blocca tutto… e sembra una tragedia. Niente sembra andare più bene, tutto è fermo, tutto è spento. Ci sono solo due levette azzurre su due punti del quadro elettrico, che prima erano su e adesso sono giù.

Mi viene in mente un frammento del film splendido e tragico “La Stanza Del Figlio” con Nanni Moretti. Non so se riesco a trovarlo su youtube… (siamo tornati alla scrittura in presa direttissima)(e niente siccome non ce la trovo ve la racconto ma poi ho trovato un’altra scena bellissima che avevo dimenticato e mi ha fatto esplodere a piangere e dopo la postiamo per stasera!).
C’è Moretti che non si da pace perchè il figlio gli è morto e cazzo non gli è morto come tutti gli adolescenti stronzominchioni ci si aspetta che muoiano avvinazzati schiantati vicino al paraito con la macchina… ma no, facendo una cosa bellissima, facendo immersione che è il suo hobby… e becca un incidente del cazzo… e c’è Moretti che non si da pace e comincia a cercare un perchè… e quanto lo capisco Moretti ed il suo perchè… e scopre che il perchè è tutto in una valvolina di sicurezza… una valvolina, un pezzo che doveva garantire sicurezza… e invece ha funzionato male… e s’è portato suo figlio. E ripete alla Morante che nel film fa sua moglie: “Capisci? Una valvolina di sicurezza… un pezzetto piccolo così, un pezzetto di gomma e plastica piccolo così…”. Sì, la storia dei salvavite che scattano incrociati e fanno scattare via tutto e sembra che tutto si è rotto è una storia di pezzettini di plastica che vanno su e giù all’apparenza… e tu piangi, urli e strepiti… perchè un pezzettino di plastica o di gomma ha fatto quel casino. Poi ti siedi un attimo, rifletti… e capisci che cosa è successo davvero. E digerisci. E rielabori. Ed alla fine Moretti ci riesce… anche ad un dramma enorme come la morte del figlio trova una ragione, un perchè… non una serenità, certo.

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Bel casino, in questo caso, direte voi, i salvavite che scattano incrociati! No… niente di più falso. Ottimo, invece, ottimo ed abbondante… perchè questo significa che esistono sistemi di blocco in tutti e due i macchinari, che si garantiscono a vicenda. Certo è un bel cazzinculogravissimo sulle prime… perchè si sono bloccati non uno ma entrambi i macchinari. Ci vuole solo un po’ di pazienza… bisogna individuare il guasto del primo, poi mettere mano al primo, riavviarlo e ritarare il secondo. E’ del tutto evidente che il secondo macchinario richiederà più tempo del primo a riattivarsi… ma si riattiva… e tutto riparte come prima… meglio di prima. Perchè il guasto ha fatto capire che tutto funzionava esattamente come avrebbe dovuto.

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Non esistono sistemi esenti da incidenti di sorta. Non esistono sistemi eterni ed infallibili. Per questo esistono in elettrica i salvavite… e tornando fuor di metafora ai sistemi di sicurezza così chiamati… consiglio a tutti, caldamente, di installarlo nelle vostre case qualora non lo abbiate. Soprattutto per non risultare idioti quando poi durante un temporale dite “No, a telefono non posso stare… c’è il temporale!”.

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I clisteri igienici che le pornostar si sparano su per il sedere prima di ogni scena e che trasformano quell’universo così agognato dell’anal in una cosa asettica che alla fine la rifai dal vivo e capisci la differenza tra la cortesia leccese e la cortesia tipica di espressioni tipo “Cortese come il Mortellaro”.

Una volta un signore che c’ha qui su questa piattaforma un blog davvero carino e concentrico disse che esisteva una espressione che faceva più o meno così: “Cortese come il Mortellaro!”. Cioè cortese come me… che sono proverbialmente una persona cortese se non mi fai girare i coglioni e ti trascino sul pavimento del mio ingresso dai capelli come una partner del signor Grey qualsiasi.
Il fatto che nel paese dove vio tanto Cortese quanto Mortellaro siano cognomi e non sempre due cognomi diversi vanno d’accordo mette pepe alla vicenda solo tra le mura domestiche del mio paese. Quindi non analizzeremo questa vicenda.

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I leccesi, invece, loro sono tutti proverbialmente cortesi se non fosse che un attimo prima sono stati tremendamente falsi. E pure un attimo dopo. E il loro cazzinculogravissimo non ti è chiaro solo fino a quando non hanno finito. E lo tirano fuori. E tu senti che nel sedere t’è deragliato un pendolino o un frecciargento o un altro bolide falso come i leccesi…
Per dire, quando due associati mi hanno ciulato un saggio e se lo sono firmato a cazzo loro, io l’ho capito solo una volta che il libro era bello che stampato. Però con enorme cortesia mi dicevano “Quant’è bello e ben scritto e corretto e scrupoloso il tuo saggio bibliografico sulla questione sicurezza!“. Leccesi, falsi e cortesi.

Come tutta la storia del sesso anale fatto nei film di grossa produzione. Dove le modelle prima di entrare in scena si fanno un bel clistere igienico per ripulirsi tutto il retto dalla giustissima cacca che lì dovrebbe stare… pronta ad uscire. A differenza di un pezzo di carne maschile o di un pezzo di gomma asessuato che lì dentro, a diritto di natura, non ci dovrebbe stare. Il diritto di natura va invocato contro i ricchioni, sia ben chiaro… il sesso anale è bello per tutta una serie di motivi che sono andato già ad elencare.
Il clistere igienico è uno strumento del demonio. Spacciano clisteri anali dovunque all’inferno. C’è proprio una casa produttrice. Testimonial Tory Lane che con un bestemmione li promuove mentre se li fa cominciando già a trarne giovamento per il solo inserimento di qualcosa nel suo backyard. Tory Lane se trova qualcuno nel suo backyard non si appella al quinto emendamento e non fa fuoco. Si fa fare cose fumettistiche e definitive ma non fa fuoco. Che cara ragazza è Tory Lane. Però è pure una leccese, falsa e cortese. Mica te lo dice che quando rifarai sesso anale come se tu fossi con lei, ma sei con una che non conosce le malizie del mondo del porno e non può sapere che è normale che li dietro si è un pochetto sporchi perchè, voglio dire, da lì dietro ci esce la cacca… mica te lo dice che tirerai fuori il pisello e saprà di merda. Mica te lo dice che sarà sporco di merda. Mica te le dicono ‘ste cose qui.

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E tu lì sempre bello a pensare che il mondo del porno è una cosa bella perchè luccica ed è lucida e lucidata.
No, non è così! Il porno è peggio del pulp… sangue, merda… e pure un po’ di sperma che voglio dire, tanto profumato di rose non è! E pare sappia sempre un po’ di pennette al salmone con un retrogusto di zucchero.
Chissà se Willy Wonka tirerà fuori delle barrette di cioccolato con questa saporazione. Potrebbe farle promuovere a Tory Lane… che voglio dire, con gli hoompaloompa…

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Non rompere il cazzo all’ippopotamo… ovvero non ti serve NatGeoWild per capire che se gli rompi il cazzo diventi la sua preda! (ad obiettivamente l’ippopotamo ha ragione!)

Al netto delle pericolosissime gazze ladre che tormentano un mio amico nei suoi incubi peggiori cavando gli occhi a chiunque incontrino sul loro cammino perchè: “gli occhi luccicano” (cit. non del mio amico… non sarebbe mio amico se dicesse e pensasse certe cose!) ed al netto di quei leoni marini che si inculano i pinguini o di quegli scimapnzè (sempre terrore del mio amico) che ti infilano caldarroste nel più comunista dei tuoi buchi… (e qui il termine preda vicino al sostantivo uomo si connota di hardcore) io trovo una parte della programmazione di NatGeo Wild (canale 409 Sky) vergognosa e terroristica.

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Quando scrivevo i complaint – le lettere di lamentela – in inglese, per esercitarmi al Proficiency del Cambridge, il mio maestro dell’epoca mi aveva insegnato che: “fuck me, but please kiss me first!”… che suona un po’ come “sono disposta a farmi rompere il culo da te però prima di tutto almeno un bacetto”… e quindi…

Lesson number one:
Spettabile Nationa Geographics,
da quando ho avuto modo di orientarmi autonomamente nel panorama delle riviste di divulgazione scientifica ho sempre ritenuto il logo ed il nome National Geographics come sinonimi di Assoluta ed Indiscutibile Autorialità tanto del prodotto in sè quanto della forma con cui tale prodotto veniva servito e confezionato per la curiosità e la sete di sapere di noi lettori. Quando acquistavo un numero di National Geographics oppure guardavo un documentario della stessa casa di produzione, sapevo che stavo godendo non solo di un prodotto dal valido ed indiscusso spessore scientifico, ma anche e soprattutto che lo stavo facendo con un vero e proprio capolavoro che prestava enorme attenzione per l’estetica e la qualità formale del prodotto stesso.
…(un complaint ben fatto comincia così… dispone bene chi legge… fa capire che non vuoi solo rompere i coglioni ma ci tieni al bene della persona/azienda cui stai muovendo una critica!)… proseguiamo…

Mi ritrovo sconvolto e deluso a dover certificare che tale autorialità, negli anni, rispetto a settori ben precisi della vostra produzione, ha lasciato spazio alla deriva terroristica ed ansiogena imperante nelle produzioni mainstream di bassa qualità e di discutibilissima scientifictà. Al netto di ottimi prodotti quali le grandi produzioni documentaristiche tematiche, imperversano ormai nella vostra programmazione, contributi di dubbia qualità. Mi riferisco, per dirne una soltanto, a tutti i format che pongono al centro dell’attenzione l’animale come competitore violento dell’essere umano, trattando l’oggetto della ricerca, ossia l’animale stesso, giammai come essere vivente che secondo logiche comportamentali ed etologiche ben precise attacca l’uomo o si difende per soddisfare un bisogno fisiologico – fame – o un bisogno emozionale – paura – ma piuttosto come un essere vivente dotato di etica che sceglie se agire un comportamento violento oppure no in base a sovrastrutture umane – divenendo quindi assassino, killer, mangiauomini. Così, mi dispiace, proprio non va.
…(the matter, Domenico, immediately… come un pugno nei denti… così non si perde troppo tempo… americani, inglesi, hanno poche parole, concreti…)… continuiamo…

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Per dirla con Naomi Klein, la vostra sta divenendo con sempre maggior frequenza una divulgazione para-scientifica che vive di rendita rispetto ad un marchio autorevolissimo, veicolando prodotti che dipingono l’uomo come l’Essere sotto assedio costante di minacce esterne. A questo contribuiscono di certo anche format parimenti discutibili come quelli trasmessi sul vostro canale generalistico National Geographics (403 di Sky) sotto il nome di “Apocalittici” o simili.
In questi format non è mai presente, purtroppo, una analisi cosciente delle cause e delle conseguenze, della meccanica che porta a disastri planetari ovvero a più semplici sciagure singole. In questi format è purtroppo imperante un interesse morboso verso il macabro, verso la sofferenza, verso il confronto violento contro una natura crudele. E dire che proprio i vostri prodotti autoriali mi avevano insegnato in modo limpido che la Natura stessa non segue regole morali ma vive per meccanismi semplici di causa ed effetto che solo in rarissimi casi – sempre e comunque spiegabili con regole fisiologiche – cedono al bizzarro, all’innaturale.
… (ora ce lo spieghi bene a quei rotti in culo… e fa qualche, come si dice, similare, con qualcuno di più importante di te che sei uno stronzo qualunque… per dire che stanno facendo merda!)… ecco, appunto, Naomi Klein gli farà rizzare i capelli… andiamo avanti

Temo che una programmazione di questo tipo, che io riesco a decifrare e posso anche pensare di definire “intrattenimento divertente” – grazie ai vostri passati insegnamenti ed agli studi svolti su curiosità personali ho gli strumenti per comprenderla, confutarla e viverla come divertissement – non potrà incontrare però il mio favore nel momento in cui dovesi mai diventare genitore o dovessi trovarmi a suggerire i vostri prodotti ad alcuno interessato ad un intrattenimento istruttivo e scientifico. Credo di fare del bene alla vostra Storia ed Autorevolezza nel suggerirvi di lasciare tali prodotti ad altre emittenti con un nome meno importante e riconosciuto del vostro e vi invoglio, con rinnovato entusiasmo, a riabbracciare la vostra antica vena accademica ed il piacere per i prodotti splendidamente confezionati e davvero educativi.
… (ora la menace, la minaccia… se non fai quel che ti dico ti ficco un cazzo nel tuo fottuto culo…)… sì gli americani sono voglari credo che la frase reale fosse “un fottuto cazzo nel fottuto culo”… ed avviamoci alla conclusione…

Grazie per l’attenzione ed il tempo che avrete voluto concedermi, comunque vostro affezionato…
Domenico Mortellaro
…(eh lo so, ma we are polite, quindi chiudiamo in modo educato…). Finita!

 

Ecco fatto il complaint.
Avete imparato un’altra cosa, stronzi! Perchè sappiatelo… nella cultura americana, il complaint è una cosa seria per cui si possono passare serissimi brutti quarti d’ora nelle aziende private. E in America è privato pure il tuo culo! E spesso non è tuo!
Adesso, se qualcosa non vi garba su suolo americano, ricordatevi di me e fate un bel complaint con queste semplici regole. Poi ve lo fate tradurre bene. Poi mi direte grazie perchè… se la cosa è seria e proporzionata… l’azienda si uniformerà comunque un minimo alle esigenze del cliente rimuovendo il problema. Se siete i soli a lamentarvi di qualcosa che gli altri gradiscono… pensate di scrivere un complaint indirizzato a voi stessi ed evidenziate per bene il problema. E’ difficile che il mondo intero sbagli! (tranne che con me!)

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Veniamo a noi: se l’umanità fosse un posto serio, se la cultura fosse ancora un valore, se la necessità di avere paura per vivere non esistesse… perchè il Muro di Berlino non era ancora venuto giù (non è una fregnaccia, leggetevi Baumann stronzi ineducati, quadrumani, poi ne riparliamo!)… questa lettera di complaint sarebbe la fotocopia di una class action in difesa non della rispettabilità di ippopotami e di grizzly, struzzi e varani, leopardi e gazze ladre. No, questo complaint sarebbe una class action di proporzioni planetarie mossa contro Nat Geo Wild e la sua programmazione cialtrona in difesa della nostra intelligenza e di secoli di studi etologici.

(La parola etologia la adoro: non è come pensa qualcuno di SEL (acronimo di Sinistra Ecologia Libertà) un discorso sull’etica umana ma lo studio del comportamento animale… e rido ancora tanto quando ricordo che mi invitarono ad un dibattito che si chiamava “Etologia della politica” e io risposi “E che è, le bestie?” e loro mi guardarono molto piccati da questa cosa… e poi arrossirono perchè capirono).

No, obiettivamente a nessuno frega un cazzo… anzi la maggior parte della gente vuole carburante e benzina che alimenti il motore della paura. Ha bisogno di sentirsi sotto assedio.
Così spende e compra. Così va in palestra ed ai corsi di autodifesa. Così acquista i SUV che li tengono al riparo dai Grizzly – anche a New York perchè… vuoi mai…
Così si fa manipolare ed inculare meglio con la scusa della sicurezza propria, altrui, planetaria.
Ed a questo contribuisce la programmazione sui disastri climatici, quella sugli eventi apocalittici, quella su chi si prepara all’Apocalisse, quella su chi è sopravvissuto agli animali assassini, quella su chi è sopravvissuto all’Apocalisse che non c’è mai stata tipo il Millenium Bug ed ha scorte di cibo liofilizzato da camparci ancora 12 anni.  Credo che i nuovi padroni della Nat Geo siano la CIA ed eredi di Bin Laden s.n.c.

Figli
Di
Puttana
(non loro, il resto del mondo che guarda tutto compiaciuto)

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L’ippopotamo non è un assassino!
L’ippopotamo non è una bestiola docile e frocia che gira col tootoo o tutù o come cazzo si chiama quella frociata per le ballerine!
Anche Walt Disney era un agente CIA come Bob Marley ed il padrone della NatGeo – quello nuovo!

L’ippopotamo è un mammifero erbivoro della lunghezza superiore ai tre metri, del peso superiore alle due tonnellate, dal carattere indomito e territoriale. Questo è un ippopotamo. Mi avete sentito dire “malvagio”? Mi avete visto usare parole come “assetato di sangue”? No! Non è scientifico… e io la laurea in biologia non ce l’ho ma ho profondo rispetto per chi ce l’ha, perchè dice cose vere!
L’ippopotamo è una bestia territoriale e indomita. Che succede se un bipede (esattamente come un altro quadrupede, esattamente come un altro ippopotamo) gli va a rompere le palle? Succede che l’ippopotamo ti carica. E che succede se ti carica una cosa che è grande quanto la motrice di un TIR, va a 40/45 orari ed ha zanne della lunghezza di almeno 25 cm? “Lo sapete cosa succede? Un macello!” (cit. di un film con DeNiro che se indovinate qual’è si vince un premio…). Solo che l’ippopotamo non esce pazzo e ti attacca… tu uomo esci pazzo e ti ci vuoi rapportare. Coglione!
Come i cretini che si accampano nella notte a Yellowstone in prossimità dell’autunno in una zona ad alta densità di orsi Grizzly femmina con prole. Sai che fa un coso di 3 metri di altezza, del peso di qualche quintale, con artigli affilati, zanne mostruose e una muscolatura allucinante, con prole affamata, affamata anch’essa e all’approsimarsi dell’autunno che vuol dire letargo che vuol dire che senza uno strato giusto di grasso sei morta tu ed è morta la prole? Cerca cibo. Ed un essere umano è cibo esattamente come un daino o un salmone (in culo a voi cristiani e questa cazzo di primogenitura per cui quello lì su v’ha fatti in un giorno diverso e c’avete più diritti delle bestie – che non hanno comunque più diritto di me o di un altro bipede).
E quindi l’orsa attacca tutte le tende. E c’è chi ne esce ferito… e chi ne esce mangiato vivo.  E questa cosa si chiama Natura… non si chiama morale! Anche in questo caso, dunque: un Macello, ecco cosa fa!
Perchè, però, coerentemente con il senso scientifico della programmazione il format non si chiama “Idiota (invece di uomo) sarai la mia preda” oppure con il sempiterno “Non rompere il cazzo all’ippopotamo” (che piace tanto a qualche cugina che spero passerà di qui!)? Già, perchè?
Anche io non romperei il cazzo adesso!

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Alla fine della fiera, però, io che ‘ste cose grazie a quel biondoddio…
– le mastico perchè m’appassionano e perchè da piccolo ho sempre divorato le cose serie di Nat Geo (non datemi del vecchio… è obiettivo che ci fosse più attenzione a come si facevano le cose un po’ di anni fa… e se mi date del vecchio è solo perchè sapete che ho ragione ma quanto vi sta sulle palle ammetere che siete dei cialtroni? Ah sì, di sta storia che c’è tra queste parentesi voglio proprio parlarne un giorno…)
– le mastico e le capisco perchè ho studiato per un famoso saggio bibliografico tutto quello che c’era da sapere sociologicamente sulla questione “Paura collettiva” (poi il saggio se lo sono fregati due stronzi di associati… ma questa è una storia a parte di cui un giorno vi parlerò senza paura di essere letto da uno di quei due stronzi… l’altro è talmente borioso da non leggere i blog perchè non li scrive lui quindi fanno schifo)…

Uomo sarai la mia preda
Vivo o Morto (che è una eccitante serie che ti parla di aggressioni incredibili e solo alla fine ti dice se uno è sopravvissuto o meno)
Apocalittici
La fine del Mondo
Minacce

…sono format che adoro e non mancano mai nelle mie maratone notturne!
…e mia figlia (perchè se mai avrò prole sarà femmina e caustica e stronza come il suo papà) mia figlia le adorerà da subito.
E ne riderà con me!

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