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I fantasoldi

Convinto da un caro amico e supportato dai discorsi di altri amici – nessuno dei quali broker, questo vorrei fosse chiaro – mi sono lasciato trasportare.
Io sono uno che… non azzardatevi mai a mettergli in testa una passione che abbia minimamnete qualcosa a che fare con il “controllo delle vite” con il “controllo delle esistenze” con il “controllo delle variabili”. Con le decisioni che cambiano il corso degli eventi leggendo quel che accade nel presente.

Sembra una forma molto ben composta e tollerata di delirio di onnipotenza. Non proprio: più che altro la definirei la sindrome del Dio alla terza media, quello che si diverte a fare il lavoretto e plasmare il mondo che creerà ed osservarlo sotto il vetrino.

Sono un maniaco scatenato di quasiasi gioco di simulazione di approccio strategico. Sono sindaco di una megalopoli spaventosa nel gioco SimCity4: 28 lotti occupati con 22 quartieri e 6 zone di discarica… questo solo per dare un minimo cenno. Sono Allenatore alla Ferguson (uno di quei padri padroni che tutto decide giocando col portafogli del presidente) di un Foggia stellare che in 6 anni è arrivato anche alla Champions League… con talentini di 22 e 23 anni niente ma proprio niente male. Quando gioco ad Europa Universalis scelgo stati semisconosciuti o molto suggesti tipo, che so(?) Armenia, Antiochia, Regni Templari, Serbia, Bari (da quando si può giocare anche un mod “Tutti contro tutti” in cui non esistono stati ma ogni singola regione può potenzialmente sprimere una autonomia. In quel caso Bari è Ortodossa. The Sims? Altra droga pesante! Ho una famiglia bellissima con lui Campione diFootball Americano, lei Manager in carriera e la figlia piccolo prodigio degli scacchi e della chitarra! Poi ne ho cominciata una nuova… più autobiografica: lei nel settore della ristorazione (tipo maitre di sala, ora) lui autore di blog affermato (ma siamo solo a 4/10 della carriera… diventerà Stephen King). Non hanno figli… non ancora.

SimCity_4-_Rush_Hour_region_view

Gioco a Fantacalcio gestendo una formazione che ho battezzato assieme al mio socio amato e ansioso: Ordine e Pulizia. Ah, rimembranze di quel presunto fascismo che tanti riconoscono in me… mah! E lì in attacco abbiamo Higuain (che io odio ma 24 goal!) e Dybala (che io invidio).

Vuoi mai che mi dicevano: “Borsa Italiana mette a tua disposizione un servizio di portafogli virtuale per permetterti di giocare in borsa senza nessun tipo di esborso mettendoti nelle mani una quantità infinita di portafogli virtuali da 10.000 euro tutti tuoi giocaci, divertiti e vediamo che sei capace di fare!”… ed io non accettavo la sfida?!

Che roba ragazzi: in questo periodo poi… Con la borsa Valori che fa su e giù e brucia in un’ora i guadagni di un giorno, in una settimana quelli di un anno e il giorno dopo ci fai sopra tanti fantamilioni! Il primo giorno guadagnai quel che mi ero prefissato: 1%. Il giorno dopo ero sotto di qualcosa come il 10%… e mi dissi: “Ah, adesso mi spiego perchè piovevano uomini nel 1929 a NY”. Sono due giorni che ho la tentazione di accendermi un sigaro con una 500 euro virtuale. Peccato non abbiano consistenza. Un po’… troppo come nella realtà!

euiv6

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Alessio Cunzi sbarca nella grande città… che poi in realtà è la trasposizione semiseria di uno dei miei passatempi preferiti… ma ancora non voglio dirvi cos’è quindi questa è parte 1/x ed x è un numero indefinito di segno ovviamente positivo

Alessio Cunzi è un giovane adulto. Quel che sembra un ossimoro indica invece con una certa chiarezza quella indefinita età tra i 20 ed i 30 anni. A 30 sei adulto. Prima puoi ancora fare un po’ la testa di cazzo. Alessio Cunzi ha le idee molto chiare sul suo futuro, invece, pur avendoci meno di trent’anni. Vuol fare della sua passione una occupazione a tempo pieno che, oltre alla gratificazione economica certa, gli assicuri anche serenità e divertimento.

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Alessio Cunzi ama lo sport, allenarsi, correre, giocare a calcio. Alessio sogna di essere una stella, una celebrità sportiva. E nel frattempo sogna di poter cominciare questa carriera affiancandole anche un lavoretto in più: il personal trainer. Socialità, donne, soldini. Che poi vuol dire alla lunga “scopazze e bellavita”. Alessio è uno che crede di aver capito tutto della vita.

Alessio è abile a baciare, è sportivo, è un suadente conversatore ed ama gli animali, soprattutto i cani. Desidera un amico a quattro zampe ma per ora sa di non poter garantire molto e di non aver molto tempo libero… per cui non se ne parla nell’immediato.

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Alessio con le idee chiare e qualche soldo in tasca si trasferisce in città dalla provincia. Affitta a poco prezzo un piccolo bilocale su un singolo livello in un quartiere residenziale di basso profilo. Ok chiamiamo le cose col loro nome: affitta una catapecchia in una zona davvero periferica della grande città. La casa si compone di due vani non troppo ampi e non luminosi, ma assolutamente adatti alle sue esigenze di single. Certo, pochissimo giardino di fronte e sul retro. Certo un corridoio praticamente equivalente ad un budello triste e claustrofobico! Una anonimo e triste parquet di plastica sul pavimento della stanza da letto. Piastrelle bianche altrettanto anonime in bagno – pavimento e pareti. Ancora laminato plastico – che sarebbe il finto parquet – nel living eccetto per lo spazio cucina dove c’è un cotto di bassa qualità. Tranne che per il bagno, di cui abbiamo detto, in cucina c’è ai muri tempera ocra giallo chiaro, nel resto della casa una carta da parati con motivi floreali discreti e non porprio felici.

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La casa non trasmette ad Alessio enorme empatia ed emotività. Sarà solo da sprone a darci dentro, mettersi sotto con gli allenamenti ed i provini, lavorare, farsi una posizone, scalare i gradini che lo porteranno via da quella casa triste – diciamolo pure – e fatiscente che adesso è costretto ad abitare. Perchè quella può permettersi.

Alessio possiede nell’ordine partendo dalla camera da letto e passando dal living alla cucina al bagno:
– un letto matrimoniale comune con una coperta pesante cammello,  una cassapanca in legno dal design vintage (anzi no, diciamola tutta, vecchio) due finestre bigie…
– un divano due posti anni ’60 (un po’ sdrucite le federe), una tv con schermo non piatto e senza pay-tv, una libreria contenente lo stretto indispensabile per non annoiarsi e qualche manuale generalista di cucina, bricolage e logica, un tapis roulant che è l’unica spesa folle che ha voluto fare per poter cominciare sul serio a lavorare già da casa per prepararsi ai provini…
– tavolo da pranzo con sei sedie, frigorifero, piano da lavoro per la preparazione degli alimenti, piano cottura, forno, cestino della spazzatura, telefono a muro, allarme anti-incendio
– Lavandino, vaso, doccia a parete ed uno specchio piccolo…
(L’illuminotecnica era compresa in casa quindi tecnicamente la possiede la casa, non Alessio Curzi).

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Alessio Curzi abita più o meno vicino alla palestra più grande e frequentata della città. Socializzare e farsi nuovi amici che condividano la sua passione non sarà un problema. Nemmeno trovare donne che più o meno gliela diano. Le sogna già diventare sue fan quando sarà finalmente famoso.

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Per ora è lì che sgobba sul tapis roulant di buon mattino, dopo una colazione sana a base di spremuta di frutta e dopo una rinfrancante dormita. Ha deciso che si allenerà prima un po’ in casa e solo quando sarà sicuro di essere in perfetta forma comincerà a frequentare la palestra. Sa che è solo questione di giorni!

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