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… attento!

[mi rivolgo a un pubblico maschile ma vi assicuro che la cosa è ampiamente rovesciabile… quindi, anche per voi le donne (cit.)]
Attento, caro neo-single, alle inversioni ad U della tua ex che, misteriosamente, proprio quando tu avevi pronosticato sarebbe successo, tornerà a farsi sentire. Attento, neo-single, lo sapevi, hai avuto ragione ancora una volta.

Ricordi quando ti disse. Non sei più il simpatico e fine umorista che eri? Non sei più solare? (e tu le dicesti certo che lo so, cazzo, l’ultimo anno con te avrà pur lasciato degli strascichi… l’imperturbabilità di Giobbe e la sua pazienza proverbiale sono tematiche di un best seller fantasy, mica cose reali…). Ve lo ricordate? Bene, avete visto da soli come, con due o tre mesi di recupero di voi stessi, vi siate riscoperti i soliti minchioni solari, simpatici, raffinati o zotici… ma sempre fini umoristi, capaci di incollare un sorriso sul viso di una donna e non farcelo staccare più. Vuol dire che mi avete ascoltato. Vuol dire che da soli avete certificato che siete stati bene. Avete sofferto, ma ogni percorso di rinascita porta a sofferenza. Chiedete a vostra madre com’è stato cacarvi…

Adesso… ricordate cosa dicevate? Tornerà… tornerà dopo le feste, pian piano. Sta succedendo, vero? Ovvio che sì, l’avete sopportata per mesi ed anni, la conoscete meglio di chiunque altro, quasi quanto la madre, che però non ammetterà mai che avete ragione. Dunque, eccola che vi ri-gironzola attorno. Riscorpendosi attratta da quel vostro essere tornati, esattamente come protestavate, lo stronzomerdone di sempre.

Ecco, pover stronzi… fatevi un bel regalo, adesso… eh! Non provate nemmeno per un istante a lasciarla riavvicinare. Ricordate che il ricambio del saluto è una convenzione borghese e che sui borghesi e le loro convenzioni vi è più o meno sempre piaciuto pisciare in testa. Ricordate che avreste potuto far da meno di lei già da tempo, ma eravate troppo stupidi per capirlo. Ricordate quanto state bene e soprattutto…

… perchè arriverà anche questo siparietto degno di una commedia dell’assurdo, ricordatele che non siete degli imbecilli ma lei è da DSM IV (per chi non lo sapesse, validissimo manuale di psicodiagnostica) nel momento in cui vi dirà: “Visto che ho fatto bene a spronarti così? L’ho fatto per te!”. Prima di indirizzarla dal miglior psichiatra che eventualmente conosciate, chiedetele se anche quando si trombava il tipo con cui l’avete vista, dopo che lei aveva urlato insultandovi “Ma sei coglione? Un altro? Ma allora sei proprio stronzo!”, faceva tutto per spronarvi e tutto faceva parte del piano per la tua rinascita.

Vi caga la mamma, non vi fa rinascere una stronza! E di mamme ce n’è una sola!

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Il problema della solitudine apparente dei muri vuoti

A parte che, voglio dire… voi non avete nemmeno idea di quanto sia splendidamente splendido un muro bello tutto vuoto, una parete soltanto tinteggiata, magari anche in modo volutamente sporco e ingrassato, perchè sia sensibile al tatto il pennello. A parte che non avete nemmeno idea di che piacere sublime sia arredare le stanze scegliendo solo l’essenziale, ma scegliendolo bene, tanto da trasformarlo nel protagonista di quella stanza, quello indiscusso… e quindi spendere anche 1500 per un pezzo… ma sapere che da solo fa 9/10 della stanza e quindi, non avrete bisogno di altre spese e probabilmente avrete in stanza un pezzo museale…
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A parte tutte queste cose, voglio lasciarvi qui un pezzetto che ho scritto ieri, ispirato da vicende varie e particolari che mi hanno convinto che il pericolo più grande per un single che abbia scollinato l’horror vacui della parete grigia siano i single che questo scollinamento ancora non l’hanno fatto.

Eccovi serviti devoti stronzomerdoni!

Si ridestò di soprassalto, disteso in modo scomposto sul divano. La luce dell’alba irrompeva dalla persiana lasciata aperta. Sul tavolino basso, di fianco, un posacenere con troppe cicche, a seminare un tanfo incredibile. Valutò quello spettacolo da tre-e-mezzo, forse quattro-meno, se si fosse dato qualche attenuante generica come il sonno accumulato o le ore sempre troppo piccole per stargli cucite addosso. Si alzò; che ore erano? Appena le sei, fissando il fascio di luce led che si componeva sul soffitto della cucina. Avviò la macchina del caffè. Si chiese da quanto tempo era solo. Si rispose tanto, quel tanto che bastava ad apprezzare la parete spoglia di fronte alla postazione dove scriveva notte e giorno. Si disse che forse quella parete – che bella lo era anhce così, sola – sarebbe stata più seducente, gentile e preziosa, con il pezzo giusto da incorniciarci su. Si chiese quanto amasse quella parete, da arrivare ad identificarla con la sua stessa vita. Si disse che amava la sua vita, così, com’era… ma sapeva sarebbe riuscito ad amarla di più. Si disse che era solo da quel tanto che bastava a sapere che cercare un quadro, un disegno, una stampa, per quella parete non gli avrebbe tolto serenità, ma regalato quel brivido che tanti hanno il coraggio di chiamare felicità. Il caffè era pronto, forte, basso e bollente. Lo mandò giù di un fiato. Di là c’erano gli ultimi tre capitoli del romanzo da scrivere.

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Avete anche solo la vaga idea del pericolo che costituiscono quelli che non sanno cosa vogliono e percepiscono esclusivamente il bisogno di riempire quegli spazi… e portano a casa quadri e quadri e quadri senza sapere davvero quale appenderanno… e nel dubbio senza guardarli li appendono tutti… e poi guardano la parete e sentono l’ansia del pieno che non li rassicura ma li spaventa di più… e toglono uno, poi due, poi dieci, poi li cambiano… sempre coi quadri per terra, coi quadri sui divani, coi quadri su tavoli e sedie e non hai più spazio per te anche con la parete vuota? Avete idea? Behse una idea non ce l’avete, fidatevi… non provateci neppure! Loro stanno male, state male voi. Se siete single di sesso maschile, non corro rischi. Se siete single di sesso femminile, ovunque siate geograficamente posizionate, doveste avere anche solo un decimo dell’approccio alla vita da me su descrito: non avvicinatevi. Soffro io e soffrite voi!

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Guida x Neo-Single. Le dieci sedicenti “donne” che ti hanno convinto di essere “donne” e che tu massimamente non devi vedere per una “prima uscita emotivamente” esplorativa.

Lo so, lo sai, lo sappiamo. Hai ceduto di nuovoi alla benedetta tentazione di scorrere la tua rubrica in cerca di Adele, Beatrice e Carlotta. Io so bene che tu sei uno di quelli che si appiccicano su un elmetto con su scritto “Nato per uccidere” lo stemmino della droga e della pace. E quindi nella tua massima incoerenza hai affermato di rifuggere il genere femminile ed al primo martedì o mercoledì di ottobre, mentre i tuoi parigrado Juventini, Romanisti, Fiorentini, Napoletani o Laziali si sparavano i loro giorni di Coppa… tu eri lì a considerare che “con un milanista mai!” e che su Sky non passavano niente di bello.

Ed hai cominciato a scorrere la rubrica. Bene… cioè, qui di bene c’è soltanto che mi dai materiale per scrivere un altro passaggio di questa disordinatissima guida.
Male! Vabbè, tanto la cazzata l’hai fatta! Ti accorgerai da solo, più o meno a metà dei gironi di Champions ed Europa League e quindi in un tempo contenuto di due mesi che non serve a nulla.
Te ne accrgerai perchè ripeterai a te stesso, mettendo il profumo più sparviero e la camicia più “cool” del tuo armadio – che sempre e comunque ti ricorderà che lei ha lasciato più di due calamite da frigo a casa tua – che “Stasera si da la svolta, è quella giusta!”. Salvo poi, sotto casa di lei, non riuscire a dire altro che “ti avviso appena sono a casa”… che abbiamo detto è una cosa che deve far scappare te… e non che tu devi dire. Ma tu lo sai perchè la dici: occupa mnagicamente lo spazio di un imbarazzante “Dai allora ci sentiamo prestissimo” che non hai coraggio, voglia o fegato di dire.

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Io dei tanti tipi femminei da evitare te ne metto per terra tre, tre in croce. Tu poi comincia a memorizzare. Seguiranno istruzioni.

Sarai tentato dal contattare inizialmente tutte le tue ex “desiderata”, tutte quelle che al bar o per strada o alla Pasquetta o al mare ti sei sempre ripetute guardandole: “Biondoddio con quella che ci farei”… e non è nemmeno famosa quindi la cosa è tecnicamente possibile. Sta attentissimo. Tutte loro non appartengono ad una sola ed univoca categoria ma sono un insieme trasverasale di tipi umani. Qui le trattiamo tutte unite, chiuse nell’infantile recinto insiemistico, perchè prima di tutto devi imparare ad evitare le cazzate serie.
Per non si capisce quale regola aurea legata alla sequenza di Fibonacci, una volta ex o neo-Single, sei attenzionato da una serie di persone che, in un modo o nell’altro, avevi misteriosamente affascinato prima di diventare un LUI di coppia o mentre eri un LUI di coppia. Molto spesso questa azione è avvenuta in maniera inconscia. Dal momento che sei di nuovo su piazza, le femmine in questione si scopriranno incredibilmente ricettive ai tuoi stimoli. Sempre che non siano state delle LEI di coppia o non abbiano un orgoglioso e pronunciatissimo EGFO che fa loro proferire ad ogni piè sospinto: “Non sono il ruotino di nessuno”… senza avere la benchè minima competenza in pneumatici o coperture di scorta. Evitale, per una sola ragione: si accorgeranno immediatamente di essere il chiodo che schiaccia il chiodo senza tanto successo… ed andranno via consce del fatto che – di sicuro – non ci sarà un tuo definitivo Come Back. Non ti suggerisco di allontanarle sempre in maniera decisa. Tieni le suddette sulla corda. Lascia che cuociano. Mantieni le tue piste in caldo. Arriveranno giorni e tempi migliori e tu sarai pronto ad incontrarle proficuamente. Adesso, semplicemente, non è il momento.

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Evita massimamente le femmine che assomigliano a quella che ti ha trasformato nello splendido Neo-Single che sei. Evita somiglianze fisiche, evita somiglianze caratteriali. Non ci interessa la loro reazione ma a nessuno, in questa situazione, farebbe piacere scattare per quei tick che rendevano bella, fantastica e speciale solo lei – quando tutto adnava bene. Fidati: espressioni cupe ti si disegneranno sul cuore quando scoprirai che beve Vino Moscato di Trani alle 22:30, decantando la dolcezza ed il velluto del prodotto. A nessuno farebbe piacere chiedersi, proprio nelo momento in cui stai cercando di soprassare a destra una pessima vicenda: “Perchè pure questa mette la borsa sulla panchina tra me e lei?”. Come, ne sono certo, al tuo inconscio non farà bene perdersi nei suoi occhi per poi ricordarsi com’erano quelli di quell’altra e ritrovarli identici. Spaesamento, rischio di errori madornali di tipo onomastico… sudorazione, perdita di coscienza del se… No, decisamente no. La crisi di panico è dietro l’angolo, tu vuoi “correre a casa per metterti a dormire” e mandi tutto in vacca. sta tranquillo: domani si parlerà di te come di uno spostato da TSO.

Evita come la peste di incontrare gente che non conosci, con la quale hai scambiato due chiacchiere, che hai aggiunto su FB (misteriosamente ricambiato) durante le prime notti di molesta ubriachezza post-singolanza. Non avrete niente da dirvi. Sarà certo incredibilmente eccitante la prospettiva di un ricominciare forzatamente tutto da capo. Potrà essere stimolante vedere come se sempre il solito vecchio marpione che le fa cadere tutte ai suoi piedi. Ma dovrai fare i conti con due problemi: tutto quel che dirai – l’uomo tende a muoversi su sentieri rassicuranti – sarà per te un già visto e già esperito… ti darà subito noia. Vorrai smetterla, ammutolirti. Ancora, stanne certo, le conversazioni ti risulteranno tediose. Come tediose ti sarebbero risultate le conversazioni con quella che ti ha trasformato in Neo-Single se tu non l’avessi fortemente desiderata. Alla fine siamo spesso degli idioti che non si rendono conto che di mezzo c’è tutta la chimica dei sentimenti. Fidati, anche una dottoranda in ingegneria termonucleare, braccata dall’ISIS e dai servizi segreti libici per farle fare Majorana 2 la vendetta, può rivelarsi barbosa. Come una paracadutista della Folgore, una pornodiva della 100% oppure una brillante revolucionaria tutta creste e piercing. Semplicemente, non è il momento.

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In tutti e tre i casi, mio caro… evita queste stronzate perchè non ne hai bisogno e soprattutto rischi di rovinarti la piazza. Fra qualche settimana, giorno per i meno romantici, mese per i più disperati, sarai di sicuro molto più ricettivo.
Un consiglio? Quando sei tentato dal fare qualcosa che sia simile al “chiacchierare con un essere di sesso femminile per verificare che sono ancora disposto ad avere relazioni umane con l’altro sesso”… chiama la tua amica cui vuoi bene come una sorella. Per fare all’amore c’è sempre Federica, la tua mano amica… per annoiarti hai sempre e comunque i giochini scrausi del PC… per entusiasmarti le mille repliche del Trono di Spade o la nuova stagione di Leftovers… Parla, chiacchiera, ridi… che ti passa!

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Guida per Neo-Single: i cazzinculo gravissimi da evitare… (Parte 1 di X)

Allora… l’abbiamo sempre detto: il ribaltamento delle situazioni è uno stato dell’anima ed uno strumento irrinunciabile per resistere agli scossoni della inedita condizione e vivere felice. E dovete cominciare proprio dalla affermazione: NOn sono un ex… sono un Neo-Single. Solo in questo modo avete la possibilità di fare un passo di lato, mettervi comodi in poltrona e guardare il mondo come davvero è, con una prospettiva di propfondità differente da quella frontale.

Nello stare di lato, potrete percepire una serie di avvenimenti, segnali, oggetti, che la situazione, posta frontalmente, non vi permette di analizzare, vista la sua magneticità e la tendenza ad essere “ingombrante” psicologicamente. Facciamo il passo di lato. Fallo! Te lo ripeto perchè stai ancora fermo lì davanti. Non è bene, spostati.

Oh, finalmente!

Visto come tutto ha una forma nuova e differente? Visto come ti è già più facile dire: “Sono un Neo-Single”? Semplice… non hai più davanti la persona che ti racconta, ti vive, ti dipinge come il tuo ex… e siccome non ce l’hai più di fronte, non è più il suo il punto di vista assolutizzante. Il suo è uno dei punti di vista e tanto basta. Il problema è che, vuoi o non vuoi, tu sei un Neo-Singel e la guardi di lato… ma, ammettiamolo, lei è ancora lì… sullo sfondo o proprio di fronte a te. Ed hai ragione a dirmi che non è semplice non pensare, che è forzato inizialmente non raccontarsi più come l’ex. Hai perfettamente ragione e non sto qui a negarlo o a convincerti del contrario. Il problema è tutto nella elaborazione.

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E’ finita. Era ora!

Anche perchè, diciamolo… se ci stai soffrendo, se passi del tempo ad elaborare, se zoppichi nel riprendere a camminare… molto probabilmente “E’ finita” lo ha detto lei e tu solo ora stai prendendo in considerazione l’ipotesi di dire “Era ora…”. E’ il momento più critico e drammatico. E’ il momento da superare. E’ il momento in cui massimamente devi essere consapevole di essere esposto a stimoli contrastanti e perigliosi. Ora, proprio ora, le forze del Male sono sotto le tue mura che ti assediano. Cerchiamo di capirci di più. Adesso c’è una cosa di cui tu avresti realmente bisogno. Non perchè io sia sadico… ma perchè è provato: deve cadere il velo dell’illusione. Tu devi avere coerentemente sotto gli occhi che la cosa è finita. Dovresti, a mio parere, quasi ossessivamente sperare di prendere le metaforiche 5 dita in faccia che ti facciano risvegliare dall’incubo.

Sotto sotto sai che ti farebbe piacere, tanto piacere, rivederla ma vederla con un altro. Sì, non negarlo. E’ una di quelle cose che attendi con un freudiano “fear and desire”. La vedi abbracciata, sorridente, felice con un altro e lì… “Ahhh… che liberazione!”. Poi ti chiudi in casa e ti fai una testa di pianti. Poi ti chiudi in casa e ti massacri… ma hai visto. L’illusione è crollata. Quell'”E’ finita ti si stampa in testa grande quanto una casa e tu hai due alternative praticabili: il suicidio oppure lo splendido spirito di sopravvivenza. Non temo di essere chiamato a rispondere di istigazione al suicidio per un semplice fatto: se stai leggendo il blog e se sei arrivato fino qui… non ci sono riuscito a convincerti che la tua inutile vita non merita di essere vissuta. Per cui la ltua lettura è solo un modo di sopravvivere. Vediamo come meterlo a frutto.

Abbiamo detto che sotto sotto ti farebbe non bene ma benissimo una cosa del genere. Caro mio, sai meglio di me che è vero. Quanto ti farebbe bene essere bloccato su whatsapp e messanger e facebook vero? Lì a doverti abituare a dover fare a meno di lei, di sapere dove va lei, di capire cosa fa lei… Quanto ti farebbe bene, vero? E quanto alti sarebbero i tuoi salti di gioia se lei, arrivando in un posto dove sei, platealmente salutasse tutti meno che te in entrata e in uscita… quando splendidamente desiderabile sarebbe la condizione in cui lei si siede senza darti le spalle e senza risolini isterici, senza movimenti di spalla, senza sguaiate risate incontrollate e nervose, vivesse la sua serata con serafica tranquillità ignorandoti.. e magari andando via di nuovo negasse la tua presenza salutando tutti meno che te.. anche quella che aveva sempre definito “stronza inguaribile”…

Te la dico all’inglese… “Sarebbe meraviglioso!”.

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Il problema interviene quando, per una ragione o per un’altra… queste cose accadono solo a metà. IUl problema avviene quando la ragazza in questione ti blocca su FB e WA senza farne lei stessa un grande utilizzo… anzi, a ben guardare, senza che lei sia una che abbia mai utilizzato il social. Che senso ha? Te lo spiego serenamente: lei sta solo negando il principio di reciprocità della cosa. E’ lei che in questo momento ha bisogno di negarsi la lettura della tua bacheca o del tuo ultimo accesso. La cosa non deve importarti, sia chiaro! Ognuno adotta le strategie che preferisce per passare da EX a Neo-Single… lei sta facendo la stessa cosa. Solo con strumenti diversi. e se lei vuole essere una Neo-Single come te… accetta la cosa. Non chiederti che senso abbia obbligarsi a stare lontano da te ed obbligarsi a non leggere. Non chiederti che senso abbia dire che si è felici provando struggenza nel momento in cui si viene a contatto con te. Guarda la cosa di lato: “Sentimenti e rimorsi la divorano?” – “E ‘sti cazzi?!”.
Lei si fa vedere in giro con un altro e rifugge il tuo sguardo.. e si allontana da lui… e fa i salti per non essere vista a meno di un metro da lui? Sì, lo so, ti fa ancora più male: con un altro in giro e non hai le ovaie di sostenere la cosa?… ma porta pazienza…è evidente… lei sta semplicemente cercando il modo di “abituarsi lei per prima” a questa situazione nel mentre educa te alla nuova condizione. Non ti sfiori nemmeno lontanamente che lei non è sicura di quello che sta facendo. Lei sa cosa vuole… solo non sa come farlo. E vuole che sia chiaro a te ed a tutti che con te è finita! E tu ripeti con me: “Era ora!”. Sì, lo so, non è il modo migliore per dimostralo… ma si sa… le femmine sono quel curioso essere vivente capace di ribaltare il sì in un no ed il no in un sì… per cui… porta pazienza e non rimetterti a guardare le cose frontalmente. Non ti sfiori l’idea che lei non è serena con la sua nuova scelta fiammante! Smettila… lo stai pensando troppe volte. Guarda la cosa di lato: “Non è sicura? E ‘sti grancazzi?!”.
Non la incontravi così tanto da secoli… vi inciampate in continuazione… siete sempre tra i piedi… Succede! Anche se vivete a Niuiornia… succede! Bene… Lei invece di sostenere il vostro sguardo lo rifugge, abbassa il capo, affretta il passo… chiede al mondo semplicemente di sparire? E’ normale. So bene che ti farebbe molto meglio guardarla felice e serena, testa alta e passo svelto divorare l’asfalto lì sotto e avanzare verso di te con un sorriso che ti dica: “Ah ciao, sei qui? Vedi? Come ti ho detto, senza te sono felice…”. Lo so… fa male come condizione… ma sai che c’è? Ribalta la cosa: “Non ha la forza di incrociare il mio sguardo perchè sa che ci resta sotto e non vuole soffrire?” – “Sti grancazzi metticeli perchè va benissimo così…”.  E lo stesso, stessissimo ragionamento vale se lei ti nega il saluto all’entrata ed all’uscita ti saluta come un cagnolino bastonato. Vale la stessa identica cosa. Niente di diverso, assolutamente.

Lo so, caro… è difficilissimo star lì a vivere queste situazioni e tenere la barra dritta. Sei sempre sul punto di chiamarla a telefono… è rimasto solo quello, magari, per parlarle e… “Lei mi deve rendere conto!”… ma ti assicuro che non è la scelta giusta. Ti risponderebbe che “… dei miei conti si occupano le mie amiche che continuano a monitorare tutto quello che scrivi… quindi… fiuuuuuuu” alla Cecco-Abbatantuono in Fantozzi contro Tutti. Tu devi guardare la situazione di lato: “Sti grancazzi”… anche perchè la realtà è che… seppure sono tutti indicatori di un “E’ finita ma non ci credo nemmeno io…” e la tua risposta dovrebbe essere: “Manocheccazzo… non Era ora?!”… è anche vero che devi essere corazzato per l’evenienza. E stare lì a rimuginare su questo o su quello ti fa riflettere sul modo e non sull’oggetto.

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Quindi smettila di guardare la messinscena del tutto… e guarda a te. Facendo il benedetto passo di lato.
Lo so, questi sono cazzinculo gravissimi… il punto che da ubriaco diventano due punti e tu dici: sono ubriaco i punti sono tre ma ne vedo due… e le cose restano sospese. No.,.. non ti fa bene… sono cose che ti fanno rimettere frontalmente e non di lato. Vivi sereno… evitale!

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Neo-single, la guida che fa per te! 10 Allarmi inequivocabili in altre perigliosissime situazioni che possono capitare nella vita media del neo-single medio. (Parte 1 di 3)

Io avevo cercato di spendere parole chiare sul ricominciare dall’ABC… ossia sul non cominciare a scorrere la tua rubrica telefonica in cerca di una Adele, Bianca o Carlotta con cui scacciare il pensiero chessò di una Giada, di una Francesca o di una Romoletta qualsiasi… ma tu, se affrontiamo questo argomento… tu non mi hai dato retta.
Ti capisco. Ci siamo passati in tanti. In tutti.
#perdire… c’è chi dopo 36 ore dal passaggio da Lui di coppia ad ex di Quellastronza si iscrive a siti ed applicativi molto statunitensi che propongono incontri (ed in buona sosotanza trombate) con “centinaia di donne della tua zona”… figurati che male vuoi fare tu che hai giusto giusto premuto la rubrica inviando un messaggio copincolla alle prime tre femmine in croce che ci hai scorso su!

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Se, però, da Neo-Single solo hai fatto la cazzata di provare a schiacciare un chiodo con un chiodo… di sicuro ti sarai ritrovato di fronte ad una di queste dieci situazioni. Non valutare e vivere tali avvenimenti come un semplice, banale, accidente della vita… sei di fronte ad un allarme di proporzioni bibliche… e quell’allarme parla della tua vita sotto assedio… e dice, inequivocabilmente: “Fa qualcosa: HELP!”.

1 Interno notte – Divano – Lui&Lei. Dopo il sesso, dopo l’eventuale sigaretta, le coccole. E lei che lo guarda e sospira: “Cosa darei per vivere la mia vita intera così… giuro!”.
La scelta per te è facilissima: i tuoi pacchetti completi Sky e Mediaset Premium… o lei. Ti sta subdolamente dicendo che ama il tuo divano, ama il silenzio, ama la sensazione egocentrissima di poter vivere le tue attenzioni solo ed esclusivamente per lei. Te lo ripeto: la scelta è semplice, semplicissima… anche perchè, sappilo, se dovessi tentare una oscena e debolissima contrattazione: “Grey’s Anatomy è di sicuro meglio di questi 22 deficienti che si rincorrono in mutande!”. Per non parlare della programmazione di Fox Life.

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2 Interno notte – Cucina di Lui – Lui&Smartphone. Il trillo inquietante di un messaggio fende il silenzio. Lui avvia Whatsapp. E’ lei che gli scrive: “Cucciolo mio, volevo chiederti se non è un problema il fatto che io vada a ballare co X, Y e Z stasera dopo l’una…”. Alla risposta di lui: “Ma scusa, perchè me lo chiedi?” non si fa attendere la di lei detestabile e pericolosissima Ultima Parola: “Per essere sicura di non far nulla che ti possa mettere a disagio o infastidire!”. Con tanto di Puntoesclamativo.
Allora, ti sia chiaro un concetto: ricordi quella storia per cui è più facile convincere una ragazza a regalarti il piacere con la sua bocca se prima hai fatto tu lo stesso per lei? Sai quella storia del principio di reciprocità per cui ti sei inscenato entusiasta slinguazzatore nel becero tentativo di guadagnarti il paradiso tra le sue labbra di sopra? Beh… sta facendo lo stesso. Solo che di mezzo c’è la tua libertà personale. Corri ai ripari!

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3 Esterno notte – auto di Lui – Lui&Lei. “Guarda, sono proprio contenta… è stata una splendida serata e devo davvero ringraziarti… sei stato incredibilmente gentile e premuroso e, davvero, credimi… mi sono sentita in ogni momento a mio agio… solo… ecco… sì… devo chiederti davvero un’ultima cortesia: mi mandi anche solo un messaggino appena sei a casa così sono più tranquilla? Sai sono una ragazza con qualche piccolo problema di ansia e non riuscirei a dormire serena se non ti sapessi sereno e tranquillo finalmente a casa…”.
Con la serenità che, è evidente, si è andata a far benedire, mi rendo conto che sarà difficile per voi non smadonnare… valutate soltanto se non sia decisamente e drasticamente meglio non inviare quel messaggio, farvi credere morti in un tragico e fatale schianto e salvaguardare così il vostro diritto alla “libera ed incondizionata circolazione nello spazio e nel tempo”. Il prossimo passo potrebbe essere, dopo il vostro messaggio “Sono a casa” una risposta che suoni come un “Dimmi esattamente cosa sta succedendo in questo momento sul canale 37 del digitale terreste!”. Il controllo, si sa, ha bisogno di autorevolezze… ma ha sull’organismo umano lo stesso effetto di due piste di coca! 124451527-c4b746d8-742a-47ae-9282-ec9a46ace2d5

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Radio Quindinononvatuttobene – Spazzolini e ciabatte…

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A casa, a casa sono rimaste le sue ciabattine di spugna.
Gliele avevo comprate per non farla camminare scalza e dimenticava sempre di portarle.
Oggi ho preso una busta gialla e ce ne ho messo dentro una delle due.

Francobolli prioritari e domani sarà da lei.
Apprezzerà,in fondo è giusto che abbia la metà delle nostre cose.
Non eravamo sposati, non vivevamo insieme
ma il nostro amore non merita rancori nè stupide rivalse.
Sono ferito dall’abbandono, ma quel che giusto è giusto,
e una pantofola a testa sarà un bel ricordo per entrambi.
Un ricordo dell’amore sconfitto marca Defonseca.
Pochi potrebbero vantare un trofeo del genere.
Quasi nessuno nel mondo dei non feticisti.
Per lo spazzolino da denti sono indeciso:
se lo spezzo in due le lascio il tronchetto con le setole
o quello con il manico?
Mi serve un divorzista…
Forse lui può consigliarmi.
Non vorrei mai che pensasse che mi tengo i suoi effetti personali in ostaggio. Se torna da me non sarà per questo.
E bisogna avere stile anche nei momenti peggiori;
non come il mio vicino Sebastiano che quando lei lo ha lasciato si è tenuto tutta la sua collezione di scatole di assorbenti.
Erano 3000 scatole: gliele ha rotte tutte.
E Anche a me con questi gesti incoscenti.
Ho deciso; le lascio il pezzo con le setole.

Domani, domani glielo mando.

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Guide per neo-single: Dieci fondamentali con cui una femmina non deve essere consegnata al tuo domicilio. Se proprio non se ne può fare a meno… accertati che le porti via!

Inauguriamo oggi una rubrica a cadenza periodica in cui forniremo validi consigli ed assistenza… a mo’ di liste (finalmente) ai neo-single che affrontano il delicato periodo di trapasso dall’espressione “Tra noi è finita!” alla constatazione “Finalmente!” o “Ed era pure ora”… a seconda del vostro gradimento.

Iniziamo dai dieci oggetti che una femmina che vedrete consegnarsi al vostro domicilio non deve nella maniera più assoluta “dimenticare” a casa vostra. Perchè lo sappiamo tutti che un neo-single quando riparte dall’ABC non fa altro che ripartire dallo scorrere la personalissima rubrica dei contatti femminili. E, per carità, niente di male. L’importante è che certe cose non succedano… che certi oggetti non restino a casa vostra oltre il tempo di permanenza della femmina proprietaria. Perchè quegli oggetti fanno e dicono molto di più, di quello che voi potete anche solo lontanamente immaginare.

1 – Lo spazzolino da denti. Una femmina consegnata al tuo domicilio con uno spazzolino da denti indica una subdola propensione alla occupazione dei territori nemici in pianta stabile. L’igiene è spesso requisito fondamentale nei rapporti umani, ma sincerati sempre che, dopo i pasti o i giochi di società a due, la femmina consegnata abbia premura di asciugare il suo spazzolino e riporlo nella borsetta da dove l’aveva estratto.

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2 – Ciabattine da casa. Ti diranno che non sopportano nella maniera più assoluta la fastidiosissima sensazione del pavimento freddo mentre percorrono il brevissimo cammino che separa la tua camera da letto dal tuo bagno. Non crederci: è una scusa! Precisa subito, prima che lei venga consegnata, che la tua scarpiera è dotata anche di caldissime ciabatte in pile come nuove di taglia abbondante che tu non usi più e le potranno essere concesse in comodato d’uso gratuito per il tempo di permanenza e per gli usi concentiti.

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3 – L’ultimo fantastico libro che hanno iniziato a leggere. Il più pericoloso degli oggetti con cui una donna possa essere consegnata. Il libro è un piacere di lunghissimo corso. La femmina utilizzerà quell’oggetto con finalità di rassicurazione, per sottointendere che può tranquillamente occupare i tuoi personalissimi ed irrinunciabili spazi di autonomia domestica con “le sue passioni”. Non è vero… sappilo! Sta solo cercando il momento opportuno per “dimenticarlo” a casa tua e costruirsi una facile scusa per nuove incursioni quando meno te l’aspetti… solitamente quando meno la vorresti tra i piedi. Ricordati sempre di controllare che lo abbia rimesso in borsa prima di inforcare la porta.

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4 – Vestaglia da camera o maxipull o tutone da casa. Non stupirti mai di cosa possa uscire dalla borsa di una femmina consegnata al tuo domicilio. Ricordi Mary Poppins? Appunto! I grandi centri commerciali hanno spesso negozi creati dal complotto femminilmassonico per la vendita di oggetti simili. I modelli attualmente commercializzati soddisfano l’occhio e la libido di una vasta serie di neo-single in circolazione. Fidati, anche un tutone da casa può apparirti la più seducente delle oasi nel deserto. Se quell’oggetto o uno simile dovesse finire per essere “lasciato” nel tuo armadio, sappi che la tua vita è segnata. Lei non ha intenzione di andare via di lì. In men che non si dica, sexissima in quel tutone, mentre guardi la partita della tua squadra del cuore, ti dirà serafica: “Caro, il camion del trasloco arriva domattina alle 7:30…”.

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5 – Confezione di assorbenti o salvaslip. Questo oggetto è un altro must delle borse con cui le femmine vengono solitamente consegnate al tuo domicilio. Abbi cura che, dopo l’eventuale uso, lei riprenda la confezione. Il costo di questi oggetti è relativamente esiguo e non vengono seminati per garantirsi un pronto ritorno. Quasi sempre l’utilizzo di attrezzi del genere è quello di marcare il territorio e scoraggiare future concorrenti. Anhe perchè, diciamolo, è un po’ complicato motivarner la sua presenza con la prossima consegnata al tuo domicilio. Ricorda che solitamente le femmine sono molto particolarsite e quindi non potrai sperare di riciclare l’oggetto per future consegne. Gettalo senza timore nell’immondizia e… consiglio fondamentale per tutti… disfarsi subito dell’intera pattumiera. Le femmine tendono ad essere molto attente quando si muovono nelle case altrui… anche con i rifiuti prodotti.

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6 – Intimo supersexy. Questo oggetto viene solitamente portato dalla femmina consegnata al tuo domicilio con la scusa “Volevo farmi bella per noi”. La femmina che lo utilizza ha manie distruttive di tipo retroattivo. In buona sostanza calcerà il perizoma sotto il letto o sotto la poltrona nel buio della stanza per avere la scusa di averlo dimenticato lì. Peggio ancora te lo lascerà nel letto, tra le lenzuola, lì dove nelle ore o nei giorni immediatamente successivi, difficilmente – pensa – un uomo andrebbe a guardare. Quella che ha lasciato lì è una pericolosissima bomba ad orologeria pronta ad esplodere rovinandoti spesso sul più bello la successiva consegna. Abbi cura di controllare sempre che abbia recuperato tutto il suo intimo. Se lei dovesse proprio insistere per lasciarlo da te, facendo leva sulla tua innegabile voglia di iniziare una “collezione privata”… non fare la figura della mammoletta, fingi enorme apprezamento e riponilo con cura infondo ad un vecchio borsone da palestra sull’ammezzato.

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7 – Libro di cucina. Spesso le femmine hanno la tendenza a “dimenticare” o, peggio, adottare espressioni come il “te lo presto” per indurti a “migliorare nella tua passione” e invitarti a valorizzare quella parte di te che usi solitamente nel mood “un milione di posti di lavoro” quando fai campagna elettorale, ossia la tua dote culinaria. Gesto davvero parlante. Come dirti: “Lo so che posti piatti di cucina per acchiappare e adesso che tu sai che io so… smettila!”. Inoltre, la femmina in questione sta soltanto creando, subdolamente, nella tua mente i presupposti per una nuova cena ed un pronto ritorno nella tua vita. Tu, semplicemente, sappilo e adotta le giuste contromisure. Non hai bisogno del suo libro di cucina. Non dipendi da lei e dai suoi consigli. Sei già bravo di tuo… anche a trovare ricette nuove!

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8 – Occhiali da sole. Spesso – purtroppo – graduati e costosissimi. Non puoi buttarli nel rusco. Non puoi riutilizzarli tu. Non puoi regalarli a meno di una attenta e meticolosa ricerca della femmina nuova cui sbolognarli. Ricerca che, tra astigmatismo, ipermetropia, miopia e i benedetti 10/10 in su e in giù, rischia di rivelarsi erculea, come fatica. Controlla bene in tutta la casa prima che lei vada via… “Aspetta perchè mi ricordo che avevi lasciato gli occhiali graduati”… ed insisti molto sul graduati. Solitamente li hanno lasciati mimetizzati lì dove non te lo aspetteresti mai e lì dove non guarderesti mai. Sii certosino. Spesso sono sotto i tuoi occhi ma non li vedi. Memorizza accuratamente le sue prime mosse all’ingresso in casa… sono quelle in cui semina… Gli sforzi di memoria torneranno utili.

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9 – Orecchini, braccialetti, anellini, bigiotteria cantante. Spesso ferraglia infima, ma con un “inestimabile valore affettivo”. Spesso così infinitesimali nelle dimensioni da farti bestemmiare ogni possibile madonna mentre sei intento a ricercarli. Spesso facilmente occultabili tra i cuscini di un divano con la scusa del “sai ne abbiamo combinate proprio tante…”. Attento Gesummaria… Tieni sempre a portata di mano, vicino al divano o sul comodino accanto al letto dalla parte dove cominci i tuoi tour de force, un contenitore che loro ti insegneranno ha nome “portagioie”. Allo scoccare delle prime effusioni fatti trovare preparato… metti tutto lì dentro. Allo scoccare della “mezzanotte” riconsegna tutto manco fossi all’exit di una patria galera.

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10 – Caricabatterie da smartphone. Sei nella merda! Nessuna femmina dimenticherebbe mai il suo caricabatterie a casa tua. Nessuna che non abbia la necessità compulsiva di rientrare a bomba nella tua vita entro le prossime dodici ore. Dimenticare un caricabatterie a casa tua equivale ad una dichiarazione di guerra alla tua indipendenza, alla tua autonomia ed alla tua libertà personale. Inoltre… è la scusa più comoda per riconsegnarsi all’uscio con la malcelata voglia di verificare cosa tu stia facendo in quel momento e, soprattutto, con chi. Accertati che, riprendendo in mano il suo smartphone, lei disconnetta la presa e riponga tutto con cura nella borsa.

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Seguiranno nuove istruzioni!

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Neo-Single… la rubrica che fa per te! Dal 2 Novembre su questi schermi!

Stamattina ti sei svegliato. A differenza di altri giorni, invece che “E’ finita!” hai esclamato “Era ora” guardandoti in faccia?
Bene… Era Ora! Sì, ok… scommetto che continuando a guardarti in faccia e valutando che hai una barba decisamente malmessa, che hai bisogno di un “tagliando di manutenzione” e che è il momento di toglierti quella epsressione imbolsita dalla faccia ti starai anche chiedendo… “Sarà anche l’ora… sì, ma ora?”.
Niente paura… ci sono sempre dieci valide risposte ad ogni singola domanda che potrai porti.
L’importante è che tu tenga a mente, da oggi, dieci semplicissimi dettagli che il complotto femminilgiudaicomassonico ha cercato di metterti in testa nel momento in cui sei diventato un Neo-Single (loro diranno un ex, egocentriche di merda!).
Sono le dieci risposte alle dieci più grandi bugie che tu stesso possa finire a raccontarti.

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1 – Sono solo come un cane.
Difficile, caro mio… sei in compagnia della persona più prodigiosa che tu conosca: Te Stesso!

2 – Ma non mi piaccio… sono diventato un essere triste, un orso barboso, un vegetale.
Valuta attentamente: se sei un Neo-Single sei tecnicamente l’ex di qualcuno. E lo sei diventato perchè qualcosa è andato storto. E non lo ha fatto dall’oggi al domani… Vuoi vedere che quel breve o lungo volgere di minuti o stagioni è il solo responsabile di questo annebbiamento e tu sei sempre il solito entusiasta stronzomerdone che eri?

3 – No, le sue amiche hanno ragione, è tutta colpa mia!
Mi spiace contraddirti, stai solo attraversando la più cupa delle fasi, quella della commiserazione. Hai mai pensato che siano le sue amiche, gran parte dei suoi problemi? Osserva attentamente. Visto? Lo dicevi, tu! Lo so, dopo un primo sì sei tentato dal proseguire dicendoti che…

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4 – Sono condannato ad una triste esistenza fatta di divano, paytv, tramonti dalla finestra.
Qui ti sbagli, mio caro: i tramonti sono belli. Che ne sai, magari ritorni fotografo! Ah, sì, per il resto: divano e DECODER (non usare espressioni femminili come pay-tv che ti ricordano anche che le devi pagare e poi ti vengono i sensi di colpa!) sono sostantivi maschili che ti terranno compagnia alla bisogna e non ti negheranno mai il piacere di una bestemmia o di un pomeriggio di relax. Per tutto il resto c’è tutto quello che tu possa scegliere di fare senza dipendere da una aderente al complotto femminilgiudaicomassonico… cioè senza una femmina.

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5 – Sioccheimaaaaa, ora che faccio?
Ricominci dai fondamentali, mio caro. Ricominci dall’ABC.

6 – A B C come Adele – Brigida – Carlotta?
No, caro… se stai pensando di scorrere la rubrica alla ricerca di una nuova pericolosissima quanto inutile compagnia femminile per il resto dei tuoi giorni stai già sbagliando. Ricomincia da quel tuo amico ETEROSESSUALE di nome Alberto che non è fidanzato, chiama Bartolo, sempre che anche lui sia ETERO e non impegnato. O prova a cercare Carlo. Magari, in sua compagnia, visto che anche a lui non piace l’uomo… fai stasera quel qualsiasicosa che è diverso dallo stare per conto tuo o peggio dal dipendere dai capricci di una aderente al complotto femminilgiudaicomassonico. Perchè c’è sempre qualcosa che ti piaceva fare che…

7 – Ma ti ricordi quante passioni avevo, prima?
Davvero? E non dirmi che sono andate via?! Le avevi messe nel cassetto. Al massimo togli quel po’ di polvere che può esserci… fidati, apri, stanno lì. Dai… muoviti…

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8 – Sì, vabbè, la fai facile…
No, stronzomerdone… non è facile. E’ semplicemente bello! E’ il bello di ritrovarsi in tasca tutto quello che avevi e non riuscivi più a vedere. Cominciando da te, che sei ancora lì a guardarti allo specchio senza aver capito, in dieci semplici secondi, che quel che pensi non è vero. Che lì fuori c’hai un mondo per te… ed una sola cosa non è vera: quel mondo ha tanta voglia di filarti… altro che quello che il complotto femminilgiudaicomassonico ti ha messo in testa… altro quello che stai pensando e cioè…

9 – Sì ma a me chi mi prende?
C’è la fila! Breve o corta che sia. E fidati che c’è… c’è per tutti… sono infinite le combinazioni, là fuori. Oltretutto, molto spesso sei lì a chiederti come abbia fatto la femminilgiudaicomassona che ti ha mollato ad andarselo a trovare proprio lì dove se l’è trovato e in così breve tempo… Ecco, cos’ha in più di te, lei? (DI LUI NON TE NE FREGA UNA PIPPA! almeno, non è proprio il caso che te ne freghi!) Niente! Ha solo fatto l’errore madornale di cercarselo troppo presto! Quindi… da buon italiano che sei… allo sportello falla un attimo aspettare, quella coda. Loro non sono la priorità. Tra te e loro c’è il tuo caffè, i voti dei tuoi giocatori della tua squadra di fantacalcio, quella recensione di trip advisor su quel posto dove volevi andare, quell’articolo che volevi leggere, quella foto che volevi scattare, quel weekend lì dove volevi andare… l’importante è non chiedersi…

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10 – Simaaaaquindiiiii passa presto?
Non chiedertelo, caro, perchè non è una influenza o una condanna. E’ solo una opportunità. Per alcuni finisce per durare una vita, una vita felice. Per cui muoviti a fare ‘sta cazzo di barba che è già tardi! E, sì, stai tranquillo… quella che vedi lì alle tue spalle… è solo una allucinazione. Tranquillo… è andata via. Ed era ora!
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Poi ti raccontano che fare la spesa è terapeutico… e tu esci di casa ricordandoti di quel benedetto pornocolossal della Naughty America in cui quel famoso supermarket di provincia era impazzito…

Se frequentate assiduamente le mie lezioni di certo vi sarete accorti che il porno non è tutto quel che sembra. Il porno è una cosa bellissima che luccica ma come tutte le cose che luccicano non sempre è oro. Il porno ti educa vuoi o non vuoi al fatto che nella vita, molto spesso, dietro l’angolo, si nasconde un cazzinculogravissimo. Che tecnicamente nel porno questa cosa si chiama “bad surprise” (brutta sorpresa) o “frankie goes wild” (non si capisce perchè ma tradotto viene “Ciccio esce pazzo!”)… perchè nel porno non ci sono giudizi morali sui ricchioni o sulle lesbicacce… ma parliamo in questo caso solo dell’eventualità di un cazzinculogravissimo ad un etero… io credo sempre di parlare ad M etero… se foste donne tecnicamente si chiamerebbe solo “Anal” (al massimo rough anal o brutal anal) e se foste gay ci sarebbe scritto solo “Gay” o “MtoM” perchè comunque i rapporti sessuali tra maschi da questo punto di vista sono molto monotoni.
Abbiamo divagato, come sempre quando il porno ci si mette di mezzo. E quando l’espressione cazzinculogravissimo la vuoi traslare in pellicola. Che l’anal è diretto… non lascia spazio ad interpretazioni. Come – solitamente – i cazzi che ti capitano nella vita.

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E niente riflettevo su questo fatto che il porno ti educa a sapere che stai guardando un film, che il film non è la realtà… e dunque ad intuire che vuoi o non vuoi fare la spesa la mattina al supermarket sotto casa non sarà tecnicamente come servirsi dal megamarket “Cock o’ bello!” – se c’è una cosa che mi da al cazzo nel porno americano è la storia di storpiare l’italiano con parole o frasi che non esistono… che cazzo c’entrano l’espressione coccobello o peggio ancora il povero Ciccio Bello con un supermarket dove si tromba ad ogni piè sospinto?

Ora… fare la spesa la mattina nel supermarket sotto casa non è guardare un porno… ma all’orrore ci dovrebbe essere un limite. Ogni supermarket dovrebbe esporre prima delle 10:30 di mattina, un bollino parental con che so io l’Urlo di Munch o un manichino di de Chirico o che so io un mio personalissimo lomoscatto del mio personale periodo futurista e la scritta “Si astengano dall’entrare persone con un senso del gusto elevato verso l’alto”.

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Perchè se nei tuoi sogni pensi di entrare e trovare Lisa Sparxxx al banco macelleria che “serve” i clienti educatamente in fila e già in tiro come nelle sue celeberrime gang bang… O Tory Lane che tra gli scaffali combina di tutto sui carrelli dei clienti… o Lisa Ann che alla cassa distribuisce scontrini e regali per le raccolte punti del cazzo… hai sbagliato supermercato, hai sbagliato orario… hai sbagliato vita.
Prima delle 10:30 il supermarket è animato da donne che vanno a lavoro, anziane che erano già in fila ed erano uscite di casa tipo alle 6:45 – brutta bestia l’insonnia – zitelle cresciute che saranno anche gente pericolosissima a letto ma sono di solito oscenamente brutte. Tutte donne molto poco curate. Niente a che fare col porno. Ma proprio nulla di nulla. L’orario giusto, in questi casi, risulta sempre quello delle 10:30/11:00. Solitamente è l’orario a cui quelle che la media dei miei amici non coetanei definirebbe Milf (ignorando che dovrebbe avere un figlio della tua età a meno che tu non abbia gravissimi deficit mentali e perda i tuoi giorni a giocare con un bimbo di 3 anni o uno di 5) arriva al supermarket alzando leggermente la soglia del buongusto . La femminazza in questione arriva al supermarket con la tuta ginnica, truccatissima, col borsone della palestra in macchina ma ben in vista… ha appena finito nell’ordine di svegliarsi con tutta calma, fare colazione coi cereali del figlio, il latte di soia e 3 cucchiai di nesquik (uno a crudo in bocca che sembra sia una esperienza divina), ha investito 35 minuti del suo tempo a postare su FB una “frase aforisma” sfigata (io so come funziona la concordanza di genere quello sopra è un cit.) e magari pure sbagliata ma che sta prendendo tanti mi piace da tante sue amiche che come lei si sono svegliate allo stesso orario e hanno fatto finora le stesse cose… ed ha appena dato appuntamento a due o tre dei mi piace al supermarket per la spesa… ignorando che esiste un sistema di messaggeria privata che non espone nessuna al rischio di essere seguita, pedinata… presa a randellate e colpi di “mazze e pietre” da chi detesta talune forme di idiozia. Poi la femminazza va in palestra. E si è dimenticata anche di aprire le finestre. E si è dimenticata di scostare le lenzuola. Si dimenticherà la spesa in macchina, con la scusa che tanto fa freddo e ignorando l’effetto serra tipico del lasciare al sole una cosa fatta anche e suprattutto di cristalli. Dalle premesse è abbastanza chiaro che la vita di quel poveraccio dell’M che se l’è presa… una così… è Triste!
Ma ancora una volta, siccome il porno è educazione alla realtà… una forma di educazione particolare ed all’incontrario ma sempre educazione è… non pensate che questo attrezzo femminile che dalle 10:30 anima i supermercati la dia in giro con la naturalezza che dieci anni di “My friend’s hot mom” vi hanno insegnato. Evitate di passare per degli stupratori seriali. Non provateci. Tanto è no!

Io a fare la spesa ci vado alle 8:30. Prima di prendere il caffè. In modalità orsa risvegliata dal letargo… non perchè si dica che mi sta capitando un “frankie goes wild”… solo perchè l’orsa sa da subito che ha da fare cose serie al risveglio… all’orso solitamente interessa solo fottere a quel biondoddio… e la cosa nel supermarket animato da vedove anziane, zitelle acide e femmine racchie potrebbe avere osceni e penali risvolti. Ci vado a quell’ora e non do confidenza a nessuno. Rispondo a monosillabi… accerchiato da M come me, tutti come me… che hanno capito che tanto, dalle 10:30 in poi, non aumenta mica la possibilità che tra gli scaffali si aggirino Tory Lane o Gianna Michaels. Ed ha un sapore di involontaria, romantica comicità, in questi casi, lo sguardo disilluso tra colleghi quando ti scappa la gentilezza alla vedova anziana che ti appella “bambino” in dialetto, come tua nonna fa ancora a dispetto dei tuoi quasi 40 anni… o quando, peggio, molto peggio, in coda al banco salumeria alla signora davanti le scende giù la calza elastica.

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Sì ma io oggi dovevo parlare di quel che mi succede fuori dal supermarket e dell’involontaria comicità di Izizi… perchè sono finito a parlare di vechie in calze elastiche, zozze in tuta ginnica e poveri maschi che guardano i porno della naughty america per convincersi che babbo natale esiste davvero?

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