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Certe volte alle feste dell’Unità…

Cioè il discorso è molto semplice e lo troverete anche tra le righe più politiche e caratterizzanti di “Quelle povere criature”… Napoli sperimentò al volgere dei secoli 1700 e 1800 una esperienza di repubblica giacobina che fu di enorme interesse dal punto di vista delle rivendicazioni politiche e strutturali. Bene, questa esperienza si concluse nel sangue grazie all’intervento dell’esercito Sanfedista, al comando del Cardinale Ruffo. I Sanfedisti si macchiarono di eccidi spaventosi, a Napoli, supportati da lazzari e camorristi, anche di atti di cannibalismo, infanticidio e spregi di ogni tipo. Questi passaggi, che del resto sono Storia, li trovate intatti e restituiti dalla canzone”Canto dei Sanfedisti” anche conosciuto come “Carmagnola” riportato in auge da gente serissima come Barra, NCCP, Bennato (eugenio) e Gragnaniello…
E come è chiaro, essendo un canto politico e identitario, elaborato a posteriori, rappresenta una cronaca molto fedele dei fatti, con tanto di versi su “morte ai giacobini” – “Fare come mappine” – “Bruciare lu panare” – “Fare come ‘a ricotta”… la canzone ha passi di una violenza verbale e di una volgarità inaudita… oltre ad essere un testo ferocemente controrivoluzionario e restauratore.Ah, sì, è un elogio del Borbone dalla prima all’ultima nota. Del Borbone… cioè… il re, eh!

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Come cazzo è possibile che io abbia conosciuto questa canzone e me ne sia innamorato ad una Festa dell’Unità, per averla poi ritrovata intatta ad una Festa di Liberazione? Perchè Wu MIng e gente come Erri de Luca ne parlano bene? Mah!

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Questa gente, all’epoca, li avrebbe sgozzati! Non è perchè uno creda che Delle Chiaie sia stato un personaggio interessantissimo ed uno che vorrei intervistare per giorni e giorni… significa che lo apprezzo e ci andrei a cena ogni sera! Quello, ai tempi suoi, avrebbe comandato quelli che avrebbero spedito mio padre e mia madre in mare, da un elicottero, con le scarpe di cemento. Curiosa la sinistra italiana! A me… del resto, “Se prenderemo il negus” fa sbellicare dalle risa, soprattutto perchè detesto i colori rossogialloverde insieme, cioè il reggae… ma mai mi sognerei di santificarla come momento identitario di un popolo (sebbene tutti all’epoca sognassimo l’abbissina e ci vantassimo di poter spaccare teste come pesche noci, lì, “all’abbissinia”)… Vabbè, c’ho una sensibilità diversa da quella della media dei sinistri italiani. Ah, sì, meno male!

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Capita di ricredersi e far pace con certi tipacci

Tipo… tipo Fedez, no? C’ho fatto pace da un mesetto. Da qualche parte ci deve essere traccia. Con fiducia scorrete indietro, c’erano dei timidi segnali di avvicinamento. Resto sempre fermamente convinto che i suoi tattoo dietro nascondano le stesse misteriose verità di ogni affermazione degli illuminati, quindi, come dire, epic fail grandiosi e vuoto pneumatico. Come quello di certe macchine che fanno degli apocalittici e dolorosissimi ciuccioni alle tettine delle starlette del sadomaso spinto spirandole e deformandole… Però immaginatevi quelle macchine vuote.

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Solo gli idioti – o i molto molto poveri – non si possono permettere il lusso di cambiare opinione. Io che quel lusso posso regalarlo e spanderlo in giro a tonnellate, visto primariamente il mio profondo acume, ho ascoltato con attenzione il prodotto culturale assemblato dal signore scarabocchiato di cui sopra. Satana andrebbe apprezzato, se esistesse, perchè con una cosa banalissima come il male c’ha scritto una serie televisiva lunghissima che dura da migliaia e migliaia di anni e continua ad appassionare tutti e si chiama “Storia dell’Uomo”. Non a fumetti come quella di Enzo Bagi (che era bella ed anche se per bambini non ti nascondeva le nefandezze e le frecazze… tipo la scena degli Ozi di Capua che si vedevano tutti i soldati che a quel Biondoddio selo e melo e glielo a tutti e tutte… ed era Per Bambini!). Satana andrebbe apprezzato se esistesse. In realtà voi ancora non capite che per queste cose c’è da venerare solo lui, il vero signore del male, quello “the original”, ossia Krugg impersonato da David Hess in “Ultima casa a sinistra” di Wes Craven (l’originale non il remake). David Hess con tutto quello stuprammazza di quel film ha fatto fiorire un genere che ancora appassiona milioni di persone. E vorrà pur dire qualcosa: con una cazzata che senti ogni giorno al telegiornale riuscire a non sfavare e portare camionate di gente al cinema!
Fedez ha fatto lo stesso, di maniera: con cose semplici e banali, al limite dello smaronamento di coglioni ci tira su soldi a palate e si fa conoscere. Racconta sempre le solite vecchie storie in croce… eppure… eppure lo fa bene, con buona padronanza di un robusto vocabolario (che per uno che fa l’MC è pane quotidiano) e poi ci mette sempre molta ricerca nell’espressione ritmica (anche questo discorso non va assolutamente spostato in secondo piano!).
Quindi, riconosciuta la bravura di vendere copie e diventare famoso facendo bene cose semplici e banali… c’ho fatto pace. Anche perchè non sono più interessato a possedere nè carnalmente nè psicologicamente una che ad un certo punto della sua vita aveva detto: “No, guardate che Fedez è proprio un figo da paura!”. E adesso lo ascolto e ogni tanto lo cito… che fa tanto postadolescenza che è uno stato anagrafico e non dell’anima comune a tanti che come me sono stati inculati dall’Italia Peggiore e dalla Puglia Peggiore e si inventano i lavori e scrivono e aspettano concorsi pregando Biondoddio e Gesummaria che non siano truccati!

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Andiamo avanti. Proprio per questa ragione ho dovuto ricredermi su altri che dicono e suonano cose banali e semplici. Ho dovuto ricredermi su “Lo stato sociale”. Quantomeno sul primo album. Io ho capito che ce li avevo sulle palle per una sola e semplice ragione: scrivevano cose che io scrivevo e dicevo tempo fa senza aver fatto la furbata di registrarle prima alla SIAE. O all’ufficio Brevetti e Marchi. LO zio di mia madre ci lavorava nell’ufficio apposito al Comune di Giovinazzo. Erano tempi belli. Inventavi una cosa e correvi a farti certificare il fatto che era tua e che nessuno poteva usarla senza il tuo permesso… o senza cagare quattrini.
Lo stato sociale aveva copiato quella mia a brillante idea di fare situazionismo d’accatto parlando di quanto era brutta ma inguaribilmente emozionante la condizione dei post-adolescenti nel mondo illiquidito di questa contemporaneità da FB, COCOPRO e crisi dei valori, sistemi, tutto. Anche crisi dei bulli della mia età che erano bulli nell’età in cui si faceva i bulli e che ora si rammaricano di vedersi rubata la scena da copie sbiadite e malriuscite di bulli che diventano celebri solo perchè siamo in un villaggio globale e ci sono i telefonini.
Se non ci fosse stata una telecamera, Rodney Kig sarebbe stato solo uno dei tanti stronzomerdoni negri massacrati da sbirri bianchi. E nessuno avrebbe rotto il cazzo. Provate a darmi del fascista prima di andarvi a ripescare il cit… Perchè io lo so chi l’ha detta e scritta ‘sta cosa, vendendoci un botto di libri e diventando guru di certa sinistra.

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E niente, tutto questo pippone per dire che – oltre ad essere bravissimo a scrivere coi registri stilistici che passano dall’aulico all’incasinato ed all’infantile – ho fatto pace coi ragazzi de Lo Stato Sociale e credo li ospiterò spesso qui… Perchè leniscono e curano la noia… e si sa, citandoli…
Niente come la Noia sa uccidere  Cromosomi (che è una metonimia per dire che la Noia uccide i geni… ed è un gioco di parole tra i geni biologici ed i geni come me cioè le persone appartenenti ad Intelligenze superiori… se non ve le spiego ste cose…).

Au revoir!

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La spalla sinistra

Ed il sinistro in psicologia ha tutti significati introspettivi, di accartocciamento, di riflessione, di involuzione, di reverto, di torno indietro al passato. Nel mondo arabo ovviamente tutto è a specchio. Dipende dal nostro sistema di lettura. Come nelle composizioni fotografiche. Sinistra è Alfa, Inizio. Ma, ovviamente, già dal giorno dopo di Alfa, è ritorno, passato, ancoraggio… quindi non decisamente sempre un bene.

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A sinistra c’è una gattina vestita da santa bizantina. Ha addosso un pannolone, da sopra, perchè si veda. E’ una icona che misteriosamente volge le spalle e si guarda inidetro, mantiene un contatto visivo pur decidendo di andare via. E’ una figura che si muove, non resta statica. E’ una figura che si sposta continuando a fissarti con aria maliziosa, incomprensibile, enigmatica… Ha la faccia di Joy Blueyes… maliziosa, discola, inafferrabile. Eppure Joy Blueyes io la curai. Mi presi cura di lei… e lei arrivata ad esser grande… ma nemmeno troppo grande, che ancora poppava dalla sorella di sua madre mentre lei allattava i suoi piccoli – piccoli davvero – lei mi volse via le spalle. Rimanendo sempre a guardare.

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E’ la cura degli affetti più veri e profondi… quelli che, però, ad un certo punto della tua vita vanno via. Rompono le catene. Rompono le catene custodendo però sempre – intatta – una serratura sul lato sinistro della schiena, del petto… sul lato del cuore. Quella serratura è ancora una volta un mistero che non voglio raccontare. Ma c’è chi ha avuto un tempo il posto più sinistro e dolce della mia vita. E poi ci si è dati le spalle senza perderci di vista. Forse, purtroppo. Ed è un affetto che va via senza togliersi il pannolino. E’ un affetto che va via senza volgere lo sguardo. E’ un affetto che rompe le catene e mi chiede, mentre lo chiedo io a lei che si allontana: “Senza strada, ndò voi annà?” (che è un verso di una canzone dei Baustelle che si chiama Contà l’inverni e sta sull’album Fantasma) … dove vai senza me, senza noi… che siamo stati la strada e la Strada? Ah sì, le mani… denunciano liberazione con le catene rotte, le manette spezzate… ma restano verso il basso… e non benedicono come Maggie faceva prima.

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Ma questo è il lato sinistro, l’involuzione ed il passato. Per chi sceglie di tracciare sulla propria pelle, lì dove sa che nessuno mai lo vedrà, quel che tanto significa nella sua vita… il passato deve avere un posto di enorme cura e rispetto. Anche se fa male. Anche se il peso di quel che hai disegnato ti fa volgere la spalla all’ingiù con rabbia. Lo sentirai leggero… un giorno. Ogni giorno di più lo senti più leggero. Perchè già non pesa niente. Ma c’è stato… ed era giusto ci fosse. Tracciato. Questo è il secondo tatuaggio, il secondo tattoo che fa da secondo vertice del triangolo rovesciato che le icone bizantine 2.0 mi disegnano sulla schiena. Domani parliamo del terzo… il primo era già stato discusso qui!

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Se non pecchi credi solo a metà! Che poi è un inizio di spiegazione di quella mia idea nemmeno tanto oscena o malsana o distante dalla realtà secondo la quale il clero ha solo voglia di farsi i cazzi tuoi… e segarcisi sopra!

Allora: ci provo. Mi sta salendo l’ansia da prestazione tipo il sesso dei geometri col righello ed il cronometro. Che poi so’ cose che ti passano frequentando gli altri e smettendo di vedere i film porno. Perchè poi parleremo della storia delle misure… ah se ne parleremo. E pure della visita militare… e di quelli scartati per microfallicea… che non sono io, prima che pensiate qualcosa di non rispondente alla realtà.

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No, ora ci proviamo a parlare di questa cosa complessa che ti fa perdere fedeli e clienti… a te che c’hai il blog. Io invece spero di far perdere clienti a quel centro commerciale “co’ ‘na specie de più sopra ‘ncima…” che tutti voi chiamate chiesa. E spero che non mi legga Costanza Miriano che poi viene sul blog e mi manda le guardie svizzere condannandomi a morte senza porno perchè non sono sottomesso. E non mi piace sottomettere…

Io in chiesa non ci vado. Mi hanno battezzato per placare gli istinti distruttivi del sistema onirico delle mie nonne convinte che sarei morto e finito nel limbo perchè le guardie svizzere non avevano ancora depenalizzato il reato di omesso battesimo.
Quando è stato per la comunione io – che ero furbo – ho fatto un veloce “costi-benefici” della intera vicenda. E mi sono detto che non avrei ricevuto i regali bellissimi che tutti i miei colleghi avevano ricevuto che io andavo un anno avanti e quindi sapevo tutto un pochino prima di ‘sta roba delle feste di comunione e mia madre e mio padre sempre lì a dire: se si crede davvero ‘ste cose non vanno mica bene che è consumismo e quello lì che era un comunista – forse per davvero l’unico e non il primo ma questo lo sostengo io, non loro  – è contro il consumismo.
Che per i miei “ateicomunistisenzaddio” sarebbe stato un giorno come tutti gli altri e che manco ci sarebbe stata la festa. Che cazzo la facevo a fare ‘sta comunione? Che cazzo mi perdevo a fare ore di semplice svago e riposo per andare al catechismo tipo a imparare poesie a memoria che servono a farti sentire meno solo e si chiamano preghiere e tu le dici quando ti succede un fattobrutto che io ora chiamo cazzinculobruttissimo ma che già avevo capito che ti servono solo a farti sentire meno solo che tipo si è staccata una mano e non ti riscresce e c’hai solo l’illusione che ti ricrescerà e qualcuno sta a sentire te che ti senti solo senza la mano a farti compagnia.
Non ricresce un cazzo: vai dal medico e te ne fai mettere una di plastica. Ma mica fai la preghiera per andare dal medico. Paghi e ci vai. Quando ti senti solo pregare serve a non risolvere il problema… quando sei solo pagare serve a risolvere il problema. Tipo le puttane… Ma non divaghiamo!

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Io avevo capito che sarebbe stata solo una perdita di tempo. Io sapevo che non mi sentivo solo e che le preghiere comunque non facevano comparire un Cristo Compagnone Immaginario. Quello è arrivato dopo, si chiama Biondoddio ma m’è venuto come malattia quando c’avevo le allucinazioni per overdose di porno… dice che è stato un senso di colpa ma l’ho capito così bene che non se n’è andato e ora ci guardiamo insieme i porno e mi da consigli sempre sbagliati perchè è l’unico tossico di fumo dalla prima mattina che sopporto con simpatia e affetto. Ma non divaghiamo!
Quindi niente comunione. Di converso niente cresima e niente bukkake con l’oliosanto. E non posso mettermi la medaglietta soldato di cristo… e chi se ne frega… quelli mica sono soldati davvero. Mica vanno in guerra a rompere il culo ai mussulmani del cazzo come nelle crociate. Mussulmani del cazzo perchè avevano cominciato loro… altrimenti direi mussulmani e basta per correttezza storica… che cristiani e mussulmani sono scemi uguali! I soldati di cristo mica impalano gli infedeli come Dracula che era uno cazzuto ed era ortodosso. No… sono sentinelle. Impalerebbero i ricchioni. Che a me stanno simpatici e non li chiamo nemmeno gay perchè sono uguali a me! Solo che gli piace altro. Basta che non gli piace altro che appartenga a me… perchè altrimenti… maschio o femmina ti prendi una sberla! Pure femmina, giuro. L’ho fatto… non la sberla ma “statti ferma al posto tuo”. Che poi la sberla nemmeno al maschio… “smettila uagliò, non mi piace il cazzo!”.
Ma non divaghiamo cazzo!

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Quando l’anno scorso mi dovevo sposare… e poi m’è scappato da cacare… ero anche andato a verificare se a ‘sta cosa della chiesa si poteva fare il recupero anni scolastici… che mi ero detto: teatro è la chiesa, teatro è il comune… facciamolo bene fino in fondo ‘sto teatro, no? Niente rito misto (che è una cosa seria)! Teatro. Quello volevo fare… che io sono un fine umorista. Fui trattato malissimo. Tipo che questo tizio con la medaglietta del cane senza niente scritto sopra, tutto bianco, mi fa “Cosa credi di fare umorismo malsano? E’ davvero offensivo quel che tu chiedi!”. E mi prospettò un recupero anni scolastici da ri-educazione siberiana. Tre anni. Fattela tu! Per cosa? per imparare le poesie antisolitudine? No no, grazie. Uscendo gli dissi: “Guardi che così perdete clienti, io per primo farò pessima pubblicità!”. Bugia: quel che sto facendo ora non è pessima pubblicità… in queste cose ci credo da prima.

Sta menata del cattolicesimo si basa su un unico fondamento: farti soffrire e stare male. Pregate mai se state bene?
No… pregate se state male… a meno che non siete dei perversi che vanno in chiesa davvero ogni volta. Eh ma lì scadiamo nel perverso, appunto. Lì c’è patologia. Come quelli che si fanno la sega 5/6 volte al giorno. Guardate che fa male. Tunnel carpale per gli ultimi, eccesso di solitudine per i primi. Sindormi depressive… e si diventa un po’ ciechi. E vi vengono le palle del rosario in gola.
Io lo dico per voi…
Visto che pregate se state male… e che la chiesa esercita il potere su di voi facendovi pregare… che poi vien da se che fai le offerte e si chiama denaro ‘sta roba – proprio come quelli che dopo youporn cominciano ad andare sui siti veri e pagano con carta di credito abbonamenti quinquennali – la chiesa ha bisogno della vostra sofferenza.

Quindi vi instilla il senso di colpa. Quella cosa brutta che sta nascosta dentro ed ogni tre per due vi fa fare le cose senò sembra che anche la fame nel mondo è colpa vostra e c’era solo da buttare la spazzatura. O sparecchiare.
Il senso di colpa è assolutizzante: vi fa vedere tutto come una vostra responsabilità. E pregate… ma siccome è tutto bugia il senso di colpa non se ne va. Allora pregate più forte. E il senso di colpa non se ne va ed arriva l’ansia. E l’ansia ti fa bestemmiare, ti fa trattare male mamma e papà, ti fa fare le sghette e se c’hai i soldi e il pelo sullo stomaco ti fa andare a puttane. L’ansia ti fa fumare la droga. L’ansia ti fa fare un macello di cose che la preghiera non può risolvere.
E il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate… il senso di colpa aumenta, aumentano le preghiere, aumenta l’ansia, aumentano le cazzate…

Il senso di colpa aumenta
Aumentano le preghiere
Aumenta l’ansia
Aumentano le cazzate
Aumenta il senso di colpa… e io non lo faccio più di scrivervelo lo avete capito!

E allora che fai? Ne hai fatti talmente tanti che vai a fare una cosa che ti hanno spiegato serve a risolvere tutto: mangiare un’ostia. Cioè sostanzialmente il disopra di un wafer. Perchè dentro c’è il corpo di cristo che è tipo una panacea contro tutti i mali… ma sai quanta gente muore e soffre e crede al mondo? Boh… sarà scaduto sto corpo di cristo. Oppure sarà solo il disopra di un wafer che non è salvifico… anzi non serve proprio a un cazzo, soprattutto se non c’è crema sopra. O se non si chiama Tatranky.
Eh, però per prendere il corpo di cristo devi pulirti prima da tutte le zozzerie che ti porti dietro. E non basta il bidet con la trielina. Serve che tu vomiti fuori tutto il male. E non bastano le dita in gola. Serve che tu ti rivolga ad un signore pagato dai soldi che la chiesa rastrella facendovi commuovere con la pubblcità dell’ottopermille con la musica figa e commovente e le storie di noi tutti e di tutti i giorni così metti mano al portafogli perchè sembra che i soldi li dai alla vicina con cui ti scambi gli avanzi della domenica, mica ad un prete… un signore pagato per sopportare il peso dei peccati del mondo ascoltandoli e dando un buon consiglio ed una serie di poesie da recitare diverse, che sono quelle che puliscono dal peccato e si chiamano “atto di dolore” e cose drammatiche così… e che cominciano con la formula mipentoemidolgo
che è come dire
“perdono cristoddio è tutta colpa mia anche quello che non ho fatto e che non è successo e mi sembra solo a me”
col moccio al naso e i lacrimoni manco Salò o le 120 giornate di Sodoma.

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E così tu vai lì a confessarti. E non lo vedi in faccia. E non vedi le mani. E – fidatevi, dettaglio importante – non vedi il pacco!
Tu gli dici tutto, credendo che come ti hanno insegnato, riponi tutte queste cose brutte in un sacchetto dell’immondizia che lui si preoccuperà di buttare nell’apposito contenitore. BUGIA! Quel signore ha una stanza fatta di cassettini. E le cose che tu vuoti in quel sacco se le rimette in ordine nel rispettivo cassettino del rispettivo succube che poi sei tu. E quando c’ha voglia… le tira fuori, le annusa, le ascolta, le rivive… e si fa una sega! E’ come se ti fai la trombatona del secolo con un caro amico o una cara amica di cui ti fidi e poi gli dici “oggi e basta eh… che torna mia moglie o mio marito”… e lui ok basta… però ha fatto il video e dopo qualche mese, quando tua moglie o tuo marito sono di nuovo fuori, invece che farsi le seghe su quel video, poi lui torna… e ti dice: lo facciamo vedere a tua moglie o a tuo marito? No? E rifacciamolo allora!

I VIAGGI DI BENEDETTO XVI, DALLA TERRA SANTA A CUBA/ SPECIALE

E tutte ‘ste cose, voi non ve ne rendete conto ma sono vere, profondamente vere. Solo pornometaforizzate! Perchè è in questa provocazione che restano meglio impresse. E se mi date del bestemmiatore sono contento. Però pensateci!
Soprattutto pensate a questa cosa seria:
vi instillano il senso di colpa solo perchè vostra madre e vosto padre hanno fatto l’amore mentre vi facevano…
vi instillano il senso di colpa perchè vi dicono che non può esserci eucarestia senza confessione… e si confessa un peccato non un “tuttobenegrazie”… e quindi vi fanno partire dal presupposto che peccherete ogni giorno…
vi instillano il senso di colpa se pregate e perdete la fiducia…
vi instillano il senso di colpa perchè sanno di essere gli unici a detenere un certoqualche strumento salvifico contro le vostre ansie e le vostre paure – che sono sempre le stesse: malattie, sofferenze, morti, solitudini – e quello strumento è la vostra fede… non il disopra del wafer.
Vi instillano il senso di colpa perchè così fanno i potenti della terra quando hanno bisogno di governare… e l’oggetto del governo siete voi! Paura e senso di colpa. Terrore e senso di colpa! Ebola e fornicazione, Bin Laden e bestemmie…

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Io ho imparato a gestire in maniera diversa le solitudini ed i sensi di colpa. Io ho imparato a convivere con una paura che non andrà mai via, quella della morte e delle malattie mortali. Io ho imparato a peccare imparando ad assolvermi. Ed in estrema sintesi ho imparato a non raccontare i cazzi miei al primo pippettaro che gira intorno.
Soprattutto se questo pippettaro si definisce una autorità… e poi in realtà si fa le pippe… e non lo dice!

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La cura del sè: Carmella Bing e il fitness all’incontrario (come il treno dei desideri!)

Cercate Carmella Bing su google. I maggiorenni possono cercarla su Xvid o simili…
…sì, prima che lo chiediate di nuovo, con due L!

Carmella Bing è una delle pornostar americane più acclamate di inizio 2000. All’epoca aveva un fisico che i taggatori folli avrebbero definito Voluptuous… forse qualche filoanoressico avrebbe appellato Chubby (che sta tipo morbidoso…). Io mi ci sono ammazzato sopra quel corpo: non ho vergogna a dirlo!E non era affatto CHUBBY… aveva solo un gran davanzale! Peraltro tutto farina del sacco di mamma!

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Fece scalpore tre anni or sono la notizia che “Carmella Bing goes BBW” che sarebbe “Carmella si avvia al BBW”.

Per chi non lo sapesse il BBW è il sottogenere eterosessuale che si contraddistingue per rapporti tra uomini normolinei e donne almeno oltre il quintale. Non giunoniche… proprio grasse. Non cicciottelle, spesso oltre i limiti della normale obesità.

Non fate la cazzata di chiedervi “Chi mai potrebbe anche solo cercare…” Ci sono, ci sono… perchè ricordate una cosa, se esiste un tag esiste una domanda. Ed il mondo del porno è lesto ad offrire.

Pochi mesi dopo l’annuncio, il video scioccante che sancisce il definitivo passaggio della splendida italoamericana al genere del sovrappeso, alla Mecca dell’abbondanza. Uno scialbo 27 minuti prodotto da Naughty America in cui Carmella strizzata in una lingerie nemmeno troppo provocante, seduce e si porta a letto il marito della sua migliore amica. E tira fuori un campionario di carnazza cellulitica e bucce d’arancia manco fosse il camino della nonna.
Cercai quel video incuriosito. Restai inorridito. Impotente di fronte alla polverizzazione di un mito, al suo seppellimento sotto uno strato – tombale – di adipe ed inestetismi marchiani.
Anche i suoi lineamenti – da uno che si aspetta la sceneggiatiura nel porno dovete aspettarvi anche un attenzione a insignificanti dettagli di quel tipo- erano affogati nella sugna!
E’ stata la prima volta che sono rimasto impotente di fronte a Carmella. Morto. Esanime. “Il tuo sesso dallo al gabinetto!”.

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Ancora oggi mi chiedo cosa abbia spinto quella donna ad un percorso inverso a quello seguito dalla stragrande maggioranza delle sue omologhe, che hanno votato la propria esistenza ad un personal trainer e venduto l’anima al concetto di fitness.

Di certo non le mancavano stimoli. Di certo non mancavano produzioni, ferma restando così com’era. Di certo non possono essere necessità di bolletta. Nè perdonatemi si può invocare la grandissima propensione dei grandi attori a modificarsi a seconda di esigenze di copione. Non esiste il copione, a Naughty America. Carmella Bing non è mai stata una grande attrice. Forse nemmeno una attrice!

Continuo a chiedermi da 2 anni e mezzo come al solito senza risposta perchè lo abbia fatto. Quasi fosse quello un canto del cigno prima di sparire, abbandonare definitivamente le scene.
Mi mancherà…

… com’era prima del fitness all’incontrario!

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American day-dream: il fallimento di un progetto artistico (perchè comunque pure il porno è arte…)! Ovvero di come precarietà e divorzi hanno spazzato via quel “sogno americano”…

Per la stesura di questo microsaggio semiserio ho utilizzato fonti che non rivelerò ma che esistono. Al solito, stronzi, fatevi il mazzo per trovarvele da soli. L’ultima volta che ho sognato (non a caso!) di pubblicare un saggio bibliografico su cui ho sputato sangue anche durante le feste di Natale sono stato scippato della mia sudatissima creazione da due associati stronzi nemmeno forzitalioti ma sellini (alfieri del merito dell’amichetto mio!)… per cui… zappatevi le fonti se vi interessa… io non vi regalo più un cazzo!

Le fonti che cito sono vere e attendibili: non provate a metterle in dubbio. Peste vi coglierebbe!

Amrican daydream è uno dei tanti portali della Benamata “Naughty America” (che suona più o meno come America Zozzalercia in una traduzione letterale). American DayDream è uno dei contenitori di video tematici in cui, per 30 minuti e con una trama spesso ai limiti dell’improbabile (ma una trama c’è, ed è già tanto!), un uomo che si trova in una situazione normalissima e quotidiana, colto da un attacco di quella che pare narcolessia acuta, cade in trance e comincia a fantasticare – daydreaming come sogno ad occhi aperti – sulla tipa con cui sta normalissimamente interagendo. E giù uno scopatone di quelli intensi, in cui la tipa si rivela essere una maiala oltre ogni ragionevole confine umano. E lui un depravatissimo Ultrauomocapace di prodursi in vigorosissime evoluzioni del corpo e dello spirito.

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Alla fine il cumshot, l’innaffiata. E tutti a casa, avanti andare! Con un jingle di campanelle celestiali ed una dissolovenza incrociata che in soluzione ciclica, esattamente come il sogno era cominciato di solito non oltre il minuto 02:45 del video, ci riporta alla triste realtà del quotidiano.

In cui lei è vestita. Lei è in ordine. Lei è pulita e soprattutto, dettaglio non trascurabile… lei non è la maiala che lui si era sognato!

American Daydream era fantastico. Perchè summa vera e propria di tutta una serie di categorie. Perchè trasversale rispetto all’universo mondo della fantasia e dell’elaborazione fantasmagorica su base sessuale. Alcuni sostengono che il fallimento di American Daydream sia proprio da ricercare nell’eccessivo generalismo che non lo rendeva competitivo rispetto a siti specialistici ed ipersettoriali. C’erano MILF e Cougar, Postine che ritiravano pacchi e Giocatrici di biliardo con il solo grembiulino addosso… dominatrici e schiave… le ipervergini si trasformavano in trafori del Mont Blanc e viceversa (questo rarissimamente, il tag “first time” solitamente non era contemplato alla rovescia… solitamente una porca doveva rimanere porca, trane rarissimissime LODEVOLI eccezioni!).

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C’è una scuola di pensiero fortemente motivata nel portare avanti la propria teoria grazie a studi incrociati che afferma invece che quel portale ha cessato le pubblicazioni in concomitanza con due eventi fondamentaili in Italia (per chi non lo sapesse i click italiani sono considerati molto più rivelatori di quelli del mercato statunitense per le case di produzione… e questo perchè l’Italia è il paese cattolico a più alta incidenza di conusmo di materiale pornografico in europa!). Questi due eventi sono l’arrivo reale della crisi nella percezione delle famiglie tipo (con codazzo di crollo dell’occupazione reale ed iperprecarietà forzata) e l’avvio della discussione sul cosidetto “divorzio breve”.

Tempo sei mesi e American Daydream ha cessato le produzioni!

Crisi e disoccupazione da una parte, crisi e polverizzazione della famiglia tradizionale dall’altra!
Due simboli nell’immaginario collettivo che con il loro avvento hanno di fatto spazzato via l’illusione. Disvelando un mondo fatto di solitudini incrociate, di mancate promesse, di incapacità di guardare al proprio futuro come un qualcosa di positivo. E quando il futuro non è roseo, quando lo si percepisce come fosco e nero… ed i sogni vengono quotidianamente frustrati dalla naturale evoluzione delle nostre vite… allora sognare perde di importanza, di significato, diventa addirittura fastidioso, insopportabile.  Non dimenticate mai che il porno è trasgressione, soprattutto nelle famiglie tradizionali: se togli il gusto di trasgredire distruggendo le famiglie, che mi nascondo a fare solitario a spararmi una pippa su internet?

Cosa caratterizza un uomo nel suo percorso di formazione? Lavoro e realizzazione economica + affettike realizzazione sentimentale. Quando mi dici candidamente che “Non avrai un lavoro e potrai divorziare quando vuoi”… mi dici implicitamente NON SOGNARE! E mi dici parimenti: trasgredire non significa più nulla, tranquillo… non ci rimarrai tanto con quella tipa, forse non te la sposi nemmeno!
L’effetto? Sto addirittura attento a non prendere sonno, figuriamoci se mi metto a seghettarmi le pareti celebrali con la prima squinza che trovo!

Ecco perchè American DayDream ha chiuso i battenti: non vogliamo più sognare!
Ecco perchè Brass ha smesso di dire cose nuove: non ci piacciono le sue atmosfere sognanti.

Siamo gente che non ci crede più… anzi, che trova addirittura fastidioso il crederci!

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Se mi dicono “Brass” e mi sento “Bertolucci” c’è qualcosa di male… ed ha a che fare con la crisi del genere Daydream

Assunto irrinunciabile per l’abbrivio: fare erotismo e pornografia non è la stesa cosa.
Assunto successivo di partenza: l’erotismo come genere non è una metafora della vita. Perchè, ve lo spiegherò come un preadolescente qualsiasi, i film erotici “possono succedere”(cit.) quelli porno pure “ma molto più difficilmente”(Ibidem).
Terzo assunto… spero conclusivo… erotismo e pornografia sono prodotti dell’industria culturale, oltre che generi… e quindi hanno registri stilistici differenti, interpreti differenti, linguaggi differenti.

Pure nell’erotismo e nel porno però, in ciascuno dei due, è possibile trovare delle differenze.

Prendiamo il “sistema Italia” del cinema erotico. E prendiamo un mostro sacro del genere, tale Tintoretto Brandieri, in arte Tinto Brass… uno che del culo ha fatto talmente la propria passione da aver “preso il retto da dietro a Tinto, messo dietro alla BR del cognome e averlo anglificato” (cit.). Il regista veneto col sigaro in bocca ne ha dette di cose. Fino a diventare noioso, scialbo, ripetitivo. Fino a non farsi più nemmeno distribuire a cinema. Però fino a quando idee e sensi ne aveva, ha detto cose belle e le ha dette in modo bello. Universalmente riconosciuto come bello. Ora possiamo passare dalla mercificazione del corpo e della figura femminile al fatto che alcuni moloch moralisteggianti ci facciano sempre e comunque definire quello erotico come un linguaggio di serie B… ma intanto è un linguaggio. E come tale va letto. Cazzo fai non parli col portuale perchè ha il vizio della bestemmia?

Tinto Brass ama quello che fa. Ama i prodotti della sua fantasia. Di sicuro da pure due botte ciascuna alle attrici ed alle modelle, con la scusa di entrarci in empatia – mi Piace pensarla così! E siccome alla fine il registro stilistico che scegli dice molto anche della sua vita… gli piace di sicuro scopare e gli piace farlo divertendosi, ridendo, istrioneggiando.

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Io Brass l’ho adorato. Anche se aveva questa scelta malsana e inspiegabile di usare solo i cazzi di gomma per riprendere il membro maschile. “Almeno diamo l’illusione al maschietto italiano di avercelo grosso!”. Eh no, Tinto caro… fortuna che non si vedevano sempre. Ci s’andava in profondo a quella scelta. E il dubbio ti veniva sempre. Hai fatto di sicuro più male che bene! Comunque… le scopate per Tinto Brass erano una festa… sempre. Lo sono sempre state! Risate, situazioni anche banali rese grottesche, surreali… o semplicemente, meglio ancora, caserecce. I trenini, i dialoghi sempre messi lì a strappare un sorriso più che un sussulto. E poi queste figure quasi felliniane, sederoni, tettone, sorrisi, facce pienotte, tanto trucco e quel profumo antico di casino d’altri tempi! Le scopate di Brass sono le scopate che sogni, non solo da adolescente!

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Bertolucci no! Bertolucci, altro maestro del cinema italiano, di sicuro parecchio più bravo, con cose più complesse e di profondo respiro da dire, le scopate se le vedeva in modo completamente diverso. E non parlo solo di “Ultimo Tango a Parigi”. Prendi “The Dreamers”. Ci sta sempre un rapporto tossico ed ai limiti dello stupro in Bertolucci. Lì con l’aggravante del mezzo incesto e del “First time”. Brass era dissacrante ma non avrebbe mai immaginato il bestemmione al burro della scena più torrida di “Ultimo Tango a Parigi”. Nè l’emorragia di lei mentre fuori impazza la rivoluzione del maggio francese. Ed un momento di liberazione individuale e collettivo finisce shackerato in modo triste e violento negli scontri di piazza ed in un imene lacerato oltre ogni ragionevole esperienza! Perchè non sono solo provocatorie e dissacranti. Perchè sono il sintomo, lo specchio, di un disagio profondo verso la sessualità. Brass se le viveva ridendo le scopate. Per Bertolucci sono un gomitolo incasinatissimo di desideri, sensi di colpa, frustrazioni, liberazioni, catarsi. Il sesso è bellissimo anche in Bertolucci… però fa male.

Prendete Novecento: ogni volta che qualcuno tromba qualcun’altro muore. E non è quel delirio alla Coppola per cui trombano da una parte e muoiono dall’altra perchè la vita è alternanza di crepare e generare. No…in Novecento non si muore mentre qualcun’altro tromba. Si crepa sempre dopo, in malo, malissimo modo!

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Bertolucci i cazzi li fa vedere. De Niro e Depardieu che si fanno coccolare dalla prostituta di città? Stanno nudi. Coi cazzi mosci di fuori. E poi che gli piglia alla prostituta? La crisi epilettica! Ad espiazione violenta, tra gli spasmi, di una pippa… di un mondo corrotto debosciato e vigliacco che sente arrivare il peggio ma scappa a gambe levate dalle responsabilità.
Perchè rovini la pippa, Bernardo? La pippa è gioia… è il piacere dolce regalato senza chiedere nulla e senza dover fare troppi compromessi come con il pompino. Invece no, tu mi inquini la pippa per parlare di fascismo.

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Brass non l’ha mai fatto! Brass non ha mai inquinato le pippe… se non con il lattice del trombone finto utilizzato!
Brass al culo ci credeva, il culo lo ha sempre amato e rispettato. Non l’ha mai incasinato di terrori e sensi di colpa come te con quella storia della preghiera al burro! Peste ti colga!

E allora… capisci che c’è qualcosa che non va se di colpo, invece di fantasticare come il Tintoretto di cose allegre, belle… ti metti lì a desiderare, immaginare, sceneggiare – eh sì, con i film erotici si può fare… col porno sei falito – la scopata più bella della storia… e quel che ti viene fuori è qualcosa di sofferente, cupo. E’ una stanza non buia ma in penombra. Ma non quella penombra bella con la luce giusta che permette alla telecamera di girare e spaziare in una finta penombra. No… è quel non buio regalato da un abat-jour messo a bella posta lì sul comodino per fotografare solo alcuni dettagli: una mezza tetta, le natiche strette di lui su di lei, la sua faccia feroce, mentre le morde il collo appassionato… e la sua, contrita, stretta, un bel po’ sofferente… Tutti e due lontani da quell’atto. Tutti e due a fare i conti con qualcosa di diverso. Triste. Che non si capisce perchè devi sublimare in una scopata rendendola triste, sofferente… e incasinando stamattina l’inconscio a me! Bernardo… ti odio!

E adesso vi starete dicendo… la metafora? Niente, oggi. Sono stato monello, mi metto in punizione e non ve ne parlo.

Ma ve l’ho accennato… ne parliamo domani? Forse pure più tardi! Sappiate però che per quanto triste voglia sembrare studi insistenti hanno dimostrato che la visione di Bertolucci è quella comune. E che tutto questo ha a che fare con il sogno – sessuale o di una vita – che sparisce rimettendoti a cavalcioni con la realtà!

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Orgazm: una vaiassata a pagamento che poi sarebbe come parlare di Anarchia, di un amore infinito o della Venere di Botticelli che caga all’aroma di chanel

Della esplosione di sensi maschile credo che abbiamo già parlato a sufficienza nel post precedente.
Vabbè… quella è la chiave di volta del Porno.
Un porno senza esplosione di fluidi maschi maschi maschi l’avete visto mai? Per definizione, IMPOSSIBILE!
E questo perchè il fruitore medio di materiale pornografico sa come funziona un rapporto sessuale… e sa che alla fine se non c’è getto è neo-platonismo… E di neo-platonici son piene le fosse degli insoddisfatti!

Che lei venga o no, per la massa di consumatori è un mero dettaglio… oltretutto visto e considerato che la simulazione dell’orgasmo femminile è una delle angosce esistenziali del maschio medio (categoria nella quale ci sto a pieno dentro… così non ve ne venite ad accusare di scarsa sincerità!) è un dettaglio dato per acquisito… e non è favola dire che alla fine tutti sono convinti che anche la donna goda sul set (anche quando recita da cagna lo ripetiamo come un mantra ossessivo) perchè se quella non sta godendo è molto probabile che anche ieri sera quella con cui io… non abbia goduto!

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Ed allora esistono siti specializzati. Generi tagliati ad uso e consumo di chi ci crede davvero nell’orgasmo femminile.

Si chiamano genere “orgazm” o tag “passionate”. Ci sta sempre un video assolutamente NON amatoriale. Ci stanno attrici meno cagne di altre. Ci stanno rapporti singoli tra uomo e donna. Ci stanno poche posizioni. Ci sta poca volgarità. Ci stanno zero dialoghi. E ci sta tanta, tanta inquadratura di lei, del suo viso, dei suoi piedi, delle sue mani… dello spasimo di alcuni muscoli non sessuali. Ci sta una che recita e ci si mette di impegno a recitare di godere. A fingere un orgasmo (spesso meglio di tante donne coi loro partner). Che poi, per carità di Dio, viene pure bene eh! E’ pure un bel vedere!

E ci stanno tanti che ci credono. Perchè pare vero!

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Un po’ come il “comunismo e la libertà”, un po’ come l’anarchia. Un po’ come la Puglia Migliore…
Un po’ come tutti quanti gli idealismi in cui un povero romantico idealista può credere. Un po’ come tutte quelle bugie che fossero vere ma sai che bello!
Un po’ come l’Amore bello vero e interminabile che non si tasforma mai nemmeno per un pochino in abitudine… nemmeno a 89 anni. Che non s’è mai litigato una volta!

Il genere Orgasm mi piaceva tanto. Poi m’hanno barbaramente inculato ad un concorso!
E sono passato alle tovaglie a quadretti bianche e rosse, macchiate di sugo e vino, e alla pasta e fagioli. Sono passato ai culi con la cellulite delle zozzone amatoriali del basso Lazio o dell’alta Maremma.
Oppure a Tory Lane, che di sicuro dopo aver girato sul set… puzza.
E non voto più. E tranne che a poche cose che solitamente non puzzano di Chanel non ci credo più.

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La vicenda dei Fake e di tutti quegli indefiniti oggetti che credevamo fossero cose belle

Youporn e simili sono strumenti di condivisione di massa di materiale zozzo. Questa è una definizione banale ma calzante per un portale di socializzazione di filmati pornografici. Youporn e simili funzionano perchè c’è gente, in rete, che condivide filmati delle sue o di altrui zozzate con il mondo intero.

Il fake è quel particolare filmato, foto, evento riportato su riviste, profilo social che dovrebbe essere ma non è.
Il fake è una bufala.

In quanti si ritrovano davanti una vecchia carampana francese cercando “la mia giovane professoressa…”? Giù bestemmie. Sei lì, tutto in tiro, un elefante in estro, pronto a dare il meglio di te con la terza marcia del GIRMI nel polso e nel gomito quando… una vecchia, oscena culona con la dentiera o magari con un ponte saldato male comincia ad occuparsi di uno stoico, giovanissimo attore… peraltro senza essere neppure spesso in contesto scolastico?

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Avete presente quel senso di frustrazione? Non è lo stesso che vi prende di fronte ad un semplice raggiro. Lì’ solitamente scatta l’autocommiserazione: “Sono un coglione!” – “Come ho potuto cascarci?”. E’ come comprare l’iPhone 6 all’autogrill da un signore con tipico accento – ormai simulato – di Mondragone. L’hanno descritto in mille il “Pacco-Doppiopacco-Contropaccotto”! No… qui c’è qualcosa di più profondo. Non hai fatto nulla per finire raggirato. Se non il fatto di fidarti. Fidarti delle parole ammiccanti, quelle che ammiccavano solo a te, scritte in rosso sotto un filmato sfocato che effettivamente “potrebbe ritrarre una giovanissima professoressa che poi ti…”. Fidarti sapendo che non rischiavi nulla… se non di rimanere col tuo più fido compagno di giochi fuori dalle mutande a smollarsi… pardon… col cuore a riprendersi da una aritmia emozionale assolutamente non richiesta e risparmiabile. Non c’era denaro da estorcerti, non c’erano posizioni da guadagnare. C’era solo il tuo sentimento ed il desiderio inconscio ma irresistibile di frustrarlo.

I filmati fake sono la metafora più calzante di quel senso di frustrazione gratuito… perchè, infondo, cos’è quella frustrazione dell’anima se non una sega mancata? Magari quella a cui tenevi di più! Magari mancata nel peggiore dei modi!

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FEM-DOM Jerking: La Minoranza PD e l’insostenibile leggerezza dell’umiliazione profonda

Ci sta una cosa che si chiama FEM-DOM nell’enorme mondo dell’S/M (Slave-Master se ricordate bene). Ci sta che il FEM-DOM è quel particolare ribaltamento dei ruoli (curioso e forse per questo eccitante solo nel mondo occidentale) in cui è la donna ad umiliare l’uomo. Sottinsiemi e sottocategorie sono tante quante le pratiche umiliatorie. Pipì, pupù, attrezzi, legacci, bende, monte inglesi, giocattoli, mutandecorcazzo e simili. Una delle sottocategorie emblematiche come metafora di coloro che pur di non rinunciare al contatto con una donna sono capaci di profonde cocenti umiliazioni è il Jerking. To jerk è sinonimo di fare ‘na pippa in inglese.

Ci sta un tipo, non troppo sicuro di se. Ci sta una tipa ordinaria, normale, quasi banale. Ci sta che lui si protesta un macho, un instancabile mandingo, un trapano battente. Ci sta che la donna, probabilmente in assoluta crisi di astinenza, crisi di mezz’età, crisi coniugale… si incuriosisce e “ce sta a provà!” Ci sta che misteriosamente il tipo comincia a tirarsi indietro accampando scuse. Ci sta che la tipa vuole arrivare al sodo. Ci sta di mezzo la plateale “figura di cazzo” – nomen omen – del tipo che ce l’ha piccolo.

Ci sta qui una piccola digressione: piccolo o grande nel mondo del porno ≠ da piccolo o grande nel mondo reale. L’equino è una eccezione, i minotauri sessuali nel mondo reale sono casi medici. Il porno ci accostuma alla bassa autostima! E’ la metafora dell’inadeguatezza di noi tutti ai nostri tempi.

E quindi ci sta questo che ce l’ha piccolo e non è in animo di farsi schernire o deridere… e solitamente ci sta la tipa – spesso più matura, ma non sempre – che fingendo di prendere a cuore la causa del povero sfigato shortdickman, non trova niente di meglio da fare che dargli piacere con la mano non smettendo mai di vezzeggiarlo e rassicurarlo… quindi, umiliarlo. Tanto che ci sta sempre che dopo non gliela da non perchè sia timido ma perchè proprio non riesce a resistere.

E, alla fine, il tipo è contento!

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Ci sta che da anni la sedicente minoranza PD – che è una ammucchiata a geometria variabile dove per eccesso di disordine la gente se ne va e trasforma una vecchia maggioranza in una nuova minoranza – minacci scissioni roboanti, vigorose prese di posizione, scalpiti definendo irricevibili le risposte del resto del suo partito, proponga e prometta battaglia, lotta dura senza paura… per poi ritirarsi in buon ordine accontentandosi di un contentino che è forse più umiliante di una presa di posizione secca, decisa, coerente ma perdente!

L’eiaculazione, precoce e verbale prima che verbosa, corrisponde solitamente al post quotidiano con cui qualcuno non partecipa al voto o alle giustificazioni imbarazzanti che tirano sempre in ballo – chissà perchè – lo Statuto del Partito!

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