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La cura del sè: Carmella Bing e il fitness all’incontrario (come il treno dei desideri!)

Cercate Carmella Bing su google. I maggiorenni possono cercarla su Xvid o simili…
…sì, prima che lo chiediate di nuovo, con due L!

Carmella Bing è una delle pornostar americane più acclamate di inizio 2000. All’epoca aveva un fisico che i taggatori folli avrebbero definito Voluptuous… forse qualche filoanoressico avrebbe appellato Chubby (che sta tipo morbidoso…). Io mi ci sono ammazzato sopra quel corpo: non ho vergogna a dirlo!E non era affatto CHUBBY… aveva solo un gran davanzale! Peraltro tutto farina del sacco di mamma!

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Fece scalpore tre anni or sono la notizia che “Carmella Bing goes BBW” che sarebbe “Carmella si avvia al BBW”.

Per chi non lo sapesse il BBW è il sottogenere eterosessuale che si contraddistingue per rapporti tra uomini normolinei e donne almeno oltre il quintale. Non giunoniche… proprio grasse. Non cicciottelle, spesso oltre i limiti della normale obesità.

Non fate la cazzata di chiedervi “Chi mai potrebbe anche solo cercare…” Ci sono, ci sono… perchè ricordate una cosa, se esiste un tag esiste una domanda. Ed il mondo del porno è lesto ad offrire.

Pochi mesi dopo l’annuncio, il video scioccante che sancisce il definitivo passaggio della splendida italoamericana al genere del sovrappeso, alla Mecca dell’abbondanza. Uno scialbo 27 minuti prodotto da Naughty America in cui Carmella strizzata in una lingerie nemmeno troppo provocante, seduce e si porta a letto il marito della sua migliore amica. E tira fuori un campionario di carnazza cellulitica e bucce d’arancia manco fosse il camino della nonna.
Cercai quel video incuriosito. Restai inorridito. Impotente di fronte alla polverizzazione di un mito, al suo seppellimento sotto uno strato – tombale – di adipe ed inestetismi marchiani.
Anche i suoi lineamenti – da uno che si aspetta la sceneggiatiura nel porno dovete aspettarvi anche un attenzione a insignificanti dettagli di quel tipo- erano affogati nella sugna!
E’ stata la prima volta che sono rimasto impotente di fronte a Carmella. Morto. Esanime. “Il tuo sesso dallo al gabinetto!”.

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Ancora oggi mi chiedo cosa abbia spinto quella donna ad un percorso inverso a quello seguito dalla stragrande maggioranza delle sue omologhe, che hanno votato la propria esistenza ad un personal trainer e venduto l’anima al concetto di fitness.

Di certo non le mancavano stimoli. Di certo non mancavano produzioni, ferma restando così com’era. Di certo non possono essere necessità di bolletta. Nè perdonatemi si può invocare la grandissima propensione dei grandi attori a modificarsi a seconda di esigenze di copione. Non esiste il copione, a Naughty America. Carmella Bing non è mai stata una grande attrice. Forse nemmeno una attrice!

Continuo a chiedermi da 2 anni e mezzo come al solito senza risposta perchè lo abbia fatto. Quasi fosse quello un canto del cigno prima di sparire, abbandonare definitivamente le scene.
Mi mancherà…

… com’era prima del fitness all’incontrario!

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Se mi dicono “Brass” e mi sento “Bertolucci” c’è qualcosa di male… ed ha a che fare con la crisi del genere Daydream

Assunto irrinunciabile per l’abbrivio: fare erotismo e pornografia non è la stesa cosa.
Assunto successivo di partenza: l’erotismo come genere non è una metafora della vita. Perchè, ve lo spiegherò come un preadolescente qualsiasi, i film erotici “possono succedere”(cit.) quelli porno pure “ma molto più difficilmente”(Ibidem).
Terzo assunto… spero conclusivo… erotismo e pornografia sono prodotti dell’industria culturale, oltre che generi… e quindi hanno registri stilistici differenti, interpreti differenti, linguaggi differenti.

Pure nell’erotismo e nel porno però, in ciascuno dei due, è possibile trovare delle differenze.

Prendiamo il “sistema Italia” del cinema erotico. E prendiamo un mostro sacro del genere, tale Tintoretto Brandieri, in arte Tinto Brass… uno che del culo ha fatto talmente la propria passione da aver “preso il retto da dietro a Tinto, messo dietro alla BR del cognome e averlo anglificato” (cit.). Il regista veneto col sigaro in bocca ne ha dette di cose. Fino a diventare noioso, scialbo, ripetitivo. Fino a non farsi più nemmeno distribuire a cinema. Però fino a quando idee e sensi ne aveva, ha detto cose belle e le ha dette in modo bello. Universalmente riconosciuto come bello. Ora possiamo passare dalla mercificazione del corpo e della figura femminile al fatto che alcuni moloch moralisteggianti ci facciano sempre e comunque definire quello erotico come un linguaggio di serie B… ma intanto è un linguaggio. E come tale va letto. Cazzo fai non parli col portuale perchè ha il vizio della bestemmia?

Tinto Brass ama quello che fa. Ama i prodotti della sua fantasia. Di sicuro da pure due botte ciascuna alle attrici ed alle modelle, con la scusa di entrarci in empatia – mi Piace pensarla così! E siccome alla fine il registro stilistico che scegli dice molto anche della sua vita… gli piace di sicuro scopare e gli piace farlo divertendosi, ridendo, istrioneggiando.

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Io Brass l’ho adorato. Anche se aveva questa scelta malsana e inspiegabile di usare solo i cazzi di gomma per riprendere il membro maschile. “Almeno diamo l’illusione al maschietto italiano di avercelo grosso!”. Eh no, Tinto caro… fortuna che non si vedevano sempre. Ci s’andava in profondo a quella scelta. E il dubbio ti veniva sempre. Hai fatto di sicuro più male che bene! Comunque… le scopate per Tinto Brass erano una festa… sempre. Lo sono sempre state! Risate, situazioni anche banali rese grottesche, surreali… o semplicemente, meglio ancora, caserecce. I trenini, i dialoghi sempre messi lì a strappare un sorriso più che un sussulto. E poi queste figure quasi felliniane, sederoni, tettone, sorrisi, facce pienotte, tanto trucco e quel profumo antico di casino d’altri tempi! Le scopate di Brass sono le scopate che sogni, non solo da adolescente!

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Bertolucci no! Bertolucci, altro maestro del cinema italiano, di sicuro parecchio più bravo, con cose più complesse e di profondo respiro da dire, le scopate se le vedeva in modo completamente diverso. E non parlo solo di “Ultimo Tango a Parigi”. Prendi “The Dreamers”. Ci sta sempre un rapporto tossico ed ai limiti dello stupro in Bertolucci. Lì con l’aggravante del mezzo incesto e del “First time”. Brass era dissacrante ma non avrebbe mai immaginato il bestemmione al burro della scena più torrida di “Ultimo Tango a Parigi”. Nè l’emorragia di lei mentre fuori impazza la rivoluzione del maggio francese. Ed un momento di liberazione individuale e collettivo finisce shackerato in modo triste e violento negli scontri di piazza ed in un imene lacerato oltre ogni ragionevole esperienza! Perchè non sono solo provocatorie e dissacranti. Perchè sono il sintomo, lo specchio, di un disagio profondo verso la sessualità. Brass se le viveva ridendo le scopate. Per Bertolucci sono un gomitolo incasinatissimo di desideri, sensi di colpa, frustrazioni, liberazioni, catarsi. Il sesso è bellissimo anche in Bertolucci… però fa male.

Prendete Novecento: ogni volta che qualcuno tromba qualcun’altro muore. E non è quel delirio alla Coppola per cui trombano da una parte e muoiono dall’altra perchè la vita è alternanza di crepare e generare. No…in Novecento non si muore mentre qualcun’altro tromba. Si crepa sempre dopo, in malo, malissimo modo!

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Bertolucci i cazzi li fa vedere. De Niro e Depardieu che si fanno coccolare dalla prostituta di città? Stanno nudi. Coi cazzi mosci di fuori. E poi che gli piglia alla prostituta? La crisi epilettica! Ad espiazione violenta, tra gli spasmi, di una pippa… di un mondo corrotto debosciato e vigliacco che sente arrivare il peggio ma scappa a gambe levate dalle responsabilità.
Perchè rovini la pippa, Bernardo? La pippa è gioia… è il piacere dolce regalato senza chiedere nulla e senza dover fare troppi compromessi come con il pompino. Invece no, tu mi inquini la pippa per parlare di fascismo.

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Brass non l’ha mai fatto! Brass non ha mai inquinato le pippe… se non con il lattice del trombone finto utilizzato!
Brass al culo ci credeva, il culo lo ha sempre amato e rispettato. Non l’ha mai incasinato di terrori e sensi di colpa come te con quella storia della preghiera al burro! Peste ti colga!

E allora… capisci che c’è qualcosa che non va se di colpo, invece di fantasticare come il Tintoretto di cose allegre, belle… ti metti lì a desiderare, immaginare, sceneggiare – eh sì, con i film erotici si può fare… col porno sei falito – la scopata più bella della storia… e quel che ti viene fuori è qualcosa di sofferente, cupo. E’ una stanza non buia ma in penombra. Ma non quella penombra bella con la luce giusta che permette alla telecamera di girare e spaziare in una finta penombra. No… è quel non buio regalato da un abat-jour messo a bella posta lì sul comodino per fotografare solo alcuni dettagli: una mezza tetta, le natiche strette di lui su di lei, la sua faccia feroce, mentre le morde il collo appassionato… e la sua, contrita, stretta, un bel po’ sofferente… Tutti e due lontani da quell’atto. Tutti e due a fare i conti con qualcosa di diverso. Triste. Che non si capisce perchè devi sublimare in una scopata rendendola triste, sofferente… e incasinando stamattina l’inconscio a me! Bernardo… ti odio!

E adesso vi starete dicendo… la metafora? Niente, oggi. Sono stato monello, mi metto in punizione e non ve ne parlo.

Ma ve l’ho accennato… ne parliamo domani? Forse pure più tardi! Sappiate però che per quanto triste voglia sembrare studi insistenti hanno dimostrato che la visione di Bertolucci è quella comune. E che tutto questo ha a che fare con il sogno – sessuale o di una vita – che sparisce rimettendoti a cavalcioni con la realtà!

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Che poi qualcosa da scrivere c’è sempre… è che a volte non ti va!

Che poi è come un discorso general generico sulle ragioni di un fallimento. Oppure un discorso profondo su qualcosa di frivolo come la filosofia della “performance di merda” applicata ad uno degli svariati campi della vita. O peggio un discorso frivolo su un tema profondo ed assoluto come l’impotenza da stress.
E’ come una rapina nella quale ti trovi coinvolto. E dieci minuti dopo sei a riderne al bar con gli amici. Rivivi gli attimi, i momenti. Magari la pistola puntata qua e là e tu lo sai che impugnata così quella pistola è più pericolosa della valigetta atomica regalata ad un bambino con le chiavi dei codici già inserite. E ne ridi… come ne ridevi dentro mentre tutto succedeva troppo velocemente per ricordare e troppo lentamente per non pensarci. “Coglione, poteva finire male!” – “Magari” e ti accorgi che ti guardano straniti su quel magari…
E ti accorgi che rispondevi ad una domanda di quindici minuti prima, quando il discorso della rapina non esisteva nemmeno… perchè non lo avevi più o meno raccontato a nessuno. Chissà perchè!
Di che parlavate, prima? Andare via o restare!

Ti eri detto che oggi volevi parlare di Magalli… del suo sex appeal irrinunciabile per le donne mature. Di come questo non lasci nella media alcuna speranza a tutti i fanatici del genere MILF – che è una delle più sonore prese per il culo preparate per l’adolescente/tardoadolescente medio. Anche perchè un giovanissimo Magalli, con la panzetta e la calvizie galoppante, al 19/20 anni, ha già perso in partenza con se stesso la speranza di trovare la Milfona giusta per lui!
E quindi ti sei fermato un attimo a pensare ed hai sentenziato: “Vabbè allora, finchè c’è vita c’è speranza!”. E t’ha dato fastidio pensarci perchè oggi ti girano e vuoi che ti girino… o più semplicemente non trovi moltissime raqgioni per cui non debbano girarti e tu debba essere “come i pinguini di Madagascar” carino e coccoloso.

Oggi non hai voglia di prendere per il culo nessuno.

Oggi non hai voglia di dimostrarti ancora una volta che c’è tanta, tantissima gente che in modo inverecondo sta peggio di te!
Oggi stai facendo i conti con la sintesi di più di un fallimento… che non è lo scrivere o meno su questo blog!

Oggi hai voglia di sentirti normale, medio…
Oggi hai voglia di trovare un pretesto. Oggi hai voglia di litigare. Oggi hai voglia di fare male!

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Washing the pipes: ovvero la boxe e quella sensazione di pace col mondo

Provate a seguire un programma di allenamento serio di pugilato – di quelli non agonistici per carità – e vi accorgerete che di colpo, dopo quelle quasi due ore tre volte a settimana il mondo vi sembrerà un luogo più bello. Vi sentirete capaci di comprendere e giustificare più o meno “l’Universomondo” per le sue cappellate. Ogni cosa vi apparirà di colpo chiara nella sua assoluta semplicità. Anche i rapporti più ingarbugliati diventeranno di colpo semplici.

…e Credete a me! Saprete di colpo quale strada prendere anche di fronte al bivio più notturno.

Questo avviene perchè il coinvolgimento ad altissimo tasso fisico del vostro corpo durante l’allenamento vi permetterà di espellere dai pori, oltre ad una enorme quantità di sudore e tossine, anche tutte quelle ansie e quei nervosismo raggrumati che con la loro confusione impediscono la comprensione dei meccanismi di ciò che vi avviene attorno. E poi l’impareggiabile catarsi del colpire e ricevere, del dare e e avere (botte condizionate e contenute, ma sempre e comunque, immaginificamente, botte) sublima nel controllo completo della propria aggressività anche quella interiore. E ci si accorge di colpo che se si riesce a controllare quel che di più distruttivo abbiamo, come la violenza fisica, che gestire le proprie emozioni senza lasciarsi travolgere è un “mestiere semplice”… basta, appunto, osservare le cose libere da legaci. Nella loro semplicità. Nella semplicità di cazzotti dati e ricevuti.

Esiste una categoria anche per questo nell’ipermercato del porno: il wash the pipes, letteralmente risciacquare le tubature. Nella traduzione espressiva italiana suona un po’ come “Non ci fosse un domani!”.
Sono i filmati spesso non amatoriali… ma pure home made, volendo, in cui due esseri solitamente di sesso maschile e femminile, si scambiano non effusioni, ma veri e propri passionalissimi martellamenti, in un accoppiamento incontrollato, feroce e selvaggio, senza alcuna tattica ed alcun fine se non quello di avere un effetto catartico. Non ci sono schemi predefiniti, non c’è la solita alternanza bipartisan di posizioni nè il solito cursus honorum del cazzo che sostanzialmente si disvela nella sequela “bocca-figa-culo-viso” con variazioni sul tema “fronte-retro” e “sopra-sotto”. Eh, no! Qui semplicemente lo si fa ” a quel biondo Dio” senza troppe riflessioni sull’inquadratura, sul kamasutra, sulla gestualità. I dialoghi, lasciati alla libera improvvisazione dell’artista, sono di solito monotoni, parecchio ripetitivi, ma con qualche chicca di raro lirismo a violare i comandamenti circa nomi di Dio invano, Madonnine, Pastorelli e presepi annessi.

Il sudore, la sensazione di fatica fisica, il trucco che cola, i capelli che vanno a farsi benedire assieme alle messe in piega, il fiatone – tutte cose che per una produzione commerciale non amatoriale sono fondamentali dettagli da evitare e che dimostrano come il porno, fuor da ogni uso metaforico, sia la più grande bugia raccontata all’essere umano – sono presi e sbattuti lì con osceno ed orgoglioso vanto… a testimoniare non solo il carattere true life ma anche e soprattutto l’assoluto stato di catarsi che solitamente l’attore maschile raggiunge (la donna credo un po’ meno… o meglio, credo che la sua sia solo una catarsi nel fastidio) attraverso un accoppiamento fuori dagli schemi e fuori da ogni “esigenza di copione”.

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Sono filmati veri. Come un diretto sul naso. Durano spesso meno di 7/8 minuti… a testimonianza del fatto che poi, senza montaggio, tu ragazzino che ti fai le pippe e sogni di durare trenta minuti, già non sei da meno di quello che sta recitando!

E sono filmati che lasciano l’uomo medio desideroso di raggiungere uno stato del genere. Di farlo una buona volta “a quel biondo Dio”… di farlo come non ci fosse un domani. Non per farlo… ma perchè sembra che dopo tu e il mondo non abbiate mai litigato… e che il suddetto mondo per te non abbia segreti! Proprio come dopo una scazzottata. Proprio come dopo una ripresa di guantoni con uno molto più forte di te che ti ricorda che “la boxe è contatto…”

…ma pure un poco di amore, forse!

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FEM-DOM Jerking: La Minoranza PD e l’insostenibile leggerezza dell’umiliazione profonda

Ci sta una cosa che si chiama FEM-DOM nell’enorme mondo dell’S/M (Slave-Master se ricordate bene). Ci sta che il FEM-DOM è quel particolare ribaltamento dei ruoli (curioso e forse per questo eccitante solo nel mondo occidentale) in cui è la donna ad umiliare l’uomo. Sottinsiemi e sottocategorie sono tante quante le pratiche umiliatorie. Pipì, pupù, attrezzi, legacci, bende, monte inglesi, giocattoli, mutandecorcazzo e simili. Una delle sottocategorie emblematiche come metafora di coloro che pur di non rinunciare al contatto con una donna sono capaci di profonde cocenti umiliazioni è il Jerking. To jerk è sinonimo di fare ‘na pippa in inglese.

Ci sta un tipo, non troppo sicuro di se. Ci sta una tipa ordinaria, normale, quasi banale. Ci sta che lui si protesta un macho, un instancabile mandingo, un trapano battente. Ci sta che la donna, probabilmente in assoluta crisi di astinenza, crisi di mezz’età, crisi coniugale… si incuriosisce e “ce sta a provà!” Ci sta che misteriosamente il tipo comincia a tirarsi indietro accampando scuse. Ci sta che la tipa vuole arrivare al sodo. Ci sta di mezzo la plateale “figura di cazzo” – nomen omen – del tipo che ce l’ha piccolo.

Ci sta qui una piccola digressione: piccolo o grande nel mondo del porno ≠ da piccolo o grande nel mondo reale. L’equino è una eccezione, i minotauri sessuali nel mondo reale sono casi medici. Il porno ci accostuma alla bassa autostima! E’ la metafora dell’inadeguatezza di noi tutti ai nostri tempi.

E quindi ci sta questo che ce l’ha piccolo e non è in animo di farsi schernire o deridere… e solitamente ci sta la tipa – spesso più matura, ma non sempre – che fingendo di prendere a cuore la causa del povero sfigato shortdickman, non trova niente di meglio da fare che dargli piacere con la mano non smettendo mai di vezzeggiarlo e rassicurarlo… quindi, umiliarlo. Tanto che ci sta sempre che dopo non gliela da non perchè sia timido ma perchè proprio non riesce a resistere.

E, alla fine, il tipo è contento!

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Ci sta che da anni la sedicente minoranza PD – che è una ammucchiata a geometria variabile dove per eccesso di disordine la gente se ne va e trasforma una vecchia maggioranza in una nuova minoranza – minacci scissioni roboanti, vigorose prese di posizione, scalpiti definendo irricevibili le risposte del resto del suo partito, proponga e prometta battaglia, lotta dura senza paura… per poi ritirarsi in buon ordine accontentandosi di un contentino che è forse più umiliante di una presa di posizione secca, decisa, coerente ma perdente!

L’eiaculazione, precoce e verbale prima che verbosa, corrisponde solitamente al post quotidiano con cui qualcuno non partecipa al voto o alle giustificazioni imbarazzanti che tirano sempre in ballo – chissà perchè – lo Statuto del Partito!

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WTF: ovvero selfie sessualmente imbarazzanti, ovvero, Gasparri

Questa non è una questione politica! Questo è un affare di normale buonsenso.
Qui c’è trattata la differenza tra un demente ed un bipede di capacità intellettiva nella norma.

La categoria pornografica del WTF (What The Fuck?!) rappresenta quell’enorme sottinsieme di video, foto e filmati che ritraggono o riprendono avvenimenti oltre il limite del grottesco, del credibile. Solitamente ben oltre i limiti del buon gusto.

Non esistono soggetti predefiniti, non esistono copioni, non esistono trame. WTF si può esaurire nel gesto, può essere tutta diluita nel contesto, apparire come una eco nei dialoghi. Quel che conta, nel WTF, è che un particolare, anche quello che può apparire meno importante, disveli di colpo tutta la sua carica surreale, grottesca, improponibile.

I più cliccati, in materia, sono quelli che ritraggono/riprendono acoppiamenti ai limti del bizzarro tra persone portatrici di handicap e normodotati, persone molto anziane con protesi e dentiere… senza accorgersi che in questo caso esiste un errore di categorizzazione. Il tag giusto in quel caso è Freaks (fenomeni da baraccone).

I WTF che preferisco sono quelli che accoppiano soggetti ed oggetti. Con qualche digressione sul tema.

Chuck Palahniuk ne scovò uno tempo fa. Geniale. Ne parlò su Soffocare!
“L’uomo era in pessima forma: pallido e coi rotolini di ciccia intorno alla vita. Eppure se ne stava lì, calmo, rilassato e piegato a 90°, la faccia rivolta indietro verso l’obiettivo e un sorriso a 36 denti con un buffo orangutan addestrato a infilargli quelle che sembravano caldarroste su per il culo.”.

Ebbene quel materiale esiste. Vintage. Ce ne metti di tempo ma lo trovi!
Non divulgherò nemmeno sotto tortura il link al materiale. Alcune cacce al tesoro sono viaggi dell’anima!

Il concetto è un altro… e l’autore di Portland lo esprime correttamente poco dopo:
“Il punto è: in un mondo dove bisogna essere belli a tutti i costi, quel tizio non lo era. La scimmia non lo era. Quel che stavano facendo non lo era. A colpire lo stupido ragazzino era stata la sicurezza di sè. Il coraggio. L’assoluta mancanza di pudore. La disinvoltura e la genuina schiettezza. La faccia di starsene lì, così, a dire al mondo intero: “Ebbene sì, ecco come ho deciso di impegnare uno dei miei pomeriggi liberi: facendomi fotografare da una scimmia che mi infila castagne su per il culo”

Il concetto è: sì faccio cose da idiota, obiettivamente ricerco in ogni modo la mia soddisfazione personale e narcisistica – sì il WTF è un genere squisitamente e sinceramente amatoriale – in gesti incomprensibili e ripugnanti ai più. Senza aver timore di essere identificato per quello che sono: un idiota!

WTF in Italia è Gasparri… cui va la dedica per la nuova rubrica a cadenza non definita “Minzione d’onore: ovvero la pioggia, dorata come la medaglia, che ti sei conquistata…”. WTF è questo… la dimostrazione che esistono idioti pubblici che non si rendono conto di protestare in un sol gesto la propria inguaribile imbecillità al mondo intero!
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Ogni altro tipo di commento risulta superfluo, ridondante, grottesco!

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Tedio Pre-Domenicale: ovvero non vado a puttane, non mi drogo, non scommetto, non lavoro, non studio…

Quindi i CCCP direbbero che “io sto bene, io sto male, io non so cosa fare…”.

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Esatto. Non so cosa fare.
Ora farò le scale, aprirò la porta del giardino, prenderò il mio cane e uscirò a fare una passeggiata! Lo faccio sempre alle 16… mai prima! Prima non ha senso.

Perchè se andassi a puttane quello prima delle 16 sarebbe un momento propizio per farlo, questo sabato pomeriggio. Vai a puttane perchè non hai di meglio da fare, non hai di meglio da incontrare… e paghi per fare qualcosa, per incontrare qualcuno. L’orgasmo è una semplice appendice!
Perchè se mi drogassi, prima delle 16, occuperei con uno spino, un pippotto, una spada, una pasta questi giri di lancetta che vanno a coppie di quindici.
Perchè se scommettessi oggi avrei da fare… a ben guardare avrei da fare ogni giorno. Tutto il giorno!
Perchè se lavorassi o studiassi avrei una santa alternativa al Tedio Pre-Domenicale.
Perchè domani prima delle 16 sarà peggio. L’Inter gioca alle 20:45!

E perchè sostanzialmente un blog di sabato non si aggiorna. Troppa gente ha troppo da fare di sabato e domenica per accendere il PC. Io lo aggiorno solo per farvi sapere che non vado a puttane, non mi drogo, non scommetto, non lavoro, non studio…
E non guardo youporn o simili per bisogno o necessità…

Buon week end!

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Qualche grado di separazione: ovvero la colonna destra di FB, il solitaire e come in generale ho perso la fiducia nell’intelligenza di tanti amici… e nel genere umano

Due assunti sono d’obbligo: cominciamo col dire che la colonna destra di FB è il male assoluto. Proseguiamo col dire che la masturbazione dovrebbe essere un gesto assolutamente privato, il momento più intimo. Proprio come il sesso, ogni dettaglio dovrebbe rimanere confinato dietro la porta che separava il luogo dal resto del mondo. E siccome la masturbazione è un gesto solitario… nessuno dovrebbe saperne nulla.

Sui soliti portali che consiglio sempre di visitare, così, per aprire un po’ gli occhi sul mondo, amplissimo spazio è dedicato alle categorie solo and solitaire. Nemmeno credo ci sia bisogno di tradurre… è intuitivo che stiamo parlando di filmati in cui qualcuno fa all’amore con se stesso nel modo e con le variazioni sul tema che più preferisce. Trattandosi di materiale quasi sempre amatoriale, girato con smartphone e roba del genere, è abbastanza evidente che non assistiamo al risultato di una recitazione ma al bieco, tragico, a volte agghiacciante, momento di solitudine di un uomo, che spesso non lesina nemmeno parole o concetti nel mentre lascia correre questa o l’altra mano qua e là.
Quei filmati sono la perfetta metafora della colonna destra di FB. Ti fanno perdere fiducia nel genere umano, come l’amico/a che ti racconta nei minimi dettagli non tanto quello che combina con uno o un’altra partner ma quel che pensa e come lo pensa quando è da solo a far l’amore con se stesso.

Agghiacciante. La manifestazione pubblica dell’assenza di limite tra privato e divulgabile. I greci definivano IDIOTI i cittadini che erano incapaci di avere rapporto con la sfera pubblica, spesso a causa di una assoluta incapacità di distinguere pubblico e privato. Come fai a fidarti di persone così?

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Veniamo finalmente a FB! Da un po’ di tempo tutto quello che FB ritiene pubblicizzabile o degno di divulgazione viene lanciato a grappolo su ogni pagina o bacheca ed esposto sulla colonna destra della finestra. Si tratta quasi sempre di qualcosa che FB vuole pubblicizzare, per biechi fini personali: guadagnare sulla promozione commerciale di pagine inserzioniste o semplicemente arraffare informazioni utili mettendo sempre più persone in relazione. Da quando FB ha deciso di investire sull’irrobustimento delle reti di connessione tra utenti molte più volte ci stimola ad espandere il ventaglio di amicizie facendoci comparire sempre più persone che “potremmo conoscere” in quanto legate a doppio filo alla nostra persona da una rete più o meno fitta di rapporti in comune.

Ecco… ho almeno 8 amici dementi, persone che a volte mi capita di frequentare anche nel quotidiano, che vantano tra le proprie amicizie i profili di alcune curiose donnine sempre poco vestite e sempre splendidamente ammiccanti/seducenti/maiale. Analizzando i loro profili si scopre che si tratta spessissimo di donne che scambiano il proprio corpo col denaro altrui per un tempo tutto da stabilire! Il bello è che queste donne non sono neanche geograficamente vicine. Dico io… è necessario tenersi sulla bacheca (pubblica la maggior parte delle volte) il contatto di un puttanazzo che nel 99.9% dei casi non incontrerai nemmeno mai?

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Ecco ho almeno 18 amici maschi dementi che non si rendono conto che la loro passione per curiosi attrezzi sessuali o altrettanto curiose pratiche è diventata di dominio pubblico e, quel che è peggio, prova a tentare anche me chiedendomi un Mi Piace. Che mi si proponga l’acquisto di guantoni da boxe perchè pratico pugilato e assieme a me lo praticano alcuni miei contatti è nella logica naturale delle cose. Che mi si suggerisca di acquistare lubrificanti anali, vibromassaggiatori o maschere in latex solo perchè tre o quattro amici regalano il tastino “Mi Piace” a siffatte pagine commerciali mi sta meno bene!

E non per una questione moralista o culturaleggiante… se Fernando di Leo rispetto a pellicole del 72′ si chiedeva se “si deve stare ancora a giocare col sesso della gente?!” mi chiedo che senso abbia solo questa precisazione. Il problema è un altro. Io non voglio sapere che ho amici idioti. Non voglio sapere che in giro al mondo esiste gente che mette Mi Piace “a casaccio” senza badarci su e poi “scopre dalla sua ragazza” in una lite furibonda che “gli piacciono certuni giocattoli e certaltre sostanze”… Non voglio sapere che esiste gente così idiota da cercare di stringere un rapporto FB con una mignotta…
Soprattutto non voglio sapere che idioti del genere sono amici miei.

Succede così che si comincia a perdere fiducia nel genere umano!

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Le Liste: della oscena e sciatta pretesa di spiegare la vita (ed il Porno) con una sveltina

Pare che ormai se non ci si esprime per liste non si esista come blogger. La lista è veloce, agile, scattante. Una sveltina del pensiero che condensa in pochissime righe concetti, astrazioni, desideri. E’ come la scopata in pausa pranzo con la collega, dipendente, direttrice (a seconda non tanto e non solo di quale gradino occupiate nella scala gerarchica della grande e confusionaria orgia che è la vita ma soprattutto di quanto voi siate disposti a mettere quotidianamente in discussione il vostro posto sfidando gli alfabeti etologici ed i righelli andrologici che vi costringono al ruolo di Alfa – Beta – Gamma – Delta) nella quale in un tempo variabile dai 120 ai 600 secondi vi ritrovate a condensare tutta una architettura erotica accumulata in una intera mattinata di fantasticherie e di pelviche nascoste sotto la scrivania.

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La lista è quella sveltina nella quale sei convinto di aver detto e dato tutto… e però che senso di insoddisfazione che lascia!

Io non voglio cedere alla tentazione delle sveltine. Io non voglio cedere alla tentazione delle liste.
Tanto, si sa, se sono i “Mi Piace” quelli a cui aneli, l’unica cosa che ha senso fare è sparare subito il concetto nelle prime 30 righe. Chi spara “Mi Piace” non ha voglia di perdere tempo. Chi spara i “Mi Piace” è un pigro che preferisce le sveltine, l’insoddisfazione… o che molto più probabilmente non sente il bisogno di approfondire i concetti, ignorando quel che si perde. Chi spara “Mi PIace” nei primi 30 secondi è un coglione! I coglioni non ammettono mai – prima di tutto con se stessi – di esserlo. No, a ben guardare forse qualche mi “Mi Piace” lo prendo.
Di sicuro non ci avete mai fatto caso ma su youporn e simili ad andare avanti nelle Top-Ten a botta di visualizzazioni sono i filmati di non più di tre minuti. Materiale completo da 20/30/40 minuti non è quasi mai calcolato… non ha dignità. Poi dice che i porno non hanno la trama. Che non hanno i dialoghi. Che sono solo un frettoloso e spesso monotono e disordinato dentro e fuori di qualcun* in qualcun’altr* con qualche delicata o indecorosa variazione sul tema. Non è vero! E’ che ci piacciono le sveltine! Non è vero… è che lo si voglia o no, non abbiamo più tempo di guardare, capire, incuriosirci. Non è vero… è che soprattutto, sostanzialmente, non ci amiamo abbastanza da dedicare al nostro corpo, con amore, più di 120/600 secondi…
e “questo mondo è sempre di corsa” quindi anche nella sega siamo sempre di fretta!
“Com’è che quella quarantenne col culo a buccia d’arancia se la sta spassando come non ci fosse un domani con quel ragazzotto palestrato?” – “Che ti fotte? Scopano, no?” – “Si ma chi sono?”: non interessa a nessuno. La storia non ci interessa, preferiamo la meccanica.

Le liste mi stanno sulle palle. Le sveltine mi stanno sulle palle. Non guardo filmati di meno di 15 minuti su youporn. Io le cose le devo capire… io le trame le voglio conoscere, almeno quelle, visto che nel porno gli intrecci sono vietati finquando non riguardano i corpi.
Non beccherò mezzo Like, lo so… o forse no?

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