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Poi ti raccontano che fare la spesa è terapeutico… e tu esci di casa ricordandoti di quel benedetto pornocolossal della Naughty America in cui quel famoso supermarket di provincia era impazzito…

Se frequentate assiduamente le mie lezioni di certo vi sarete accorti che il porno non è tutto quel che sembra. Il porno è una cosa bellissima che luccica ma come tutte le cose che luccicano non sempre è oro. Il porno ti educa vuoi o non vuoi al fatto che nella vita, molto spesso, dietro l’angolo, si nasconde un cazzinculogravissimo. Che tecnicamente nel porno questa cosa si chiama “bad surprise” (brutta sorpresa) o “frankie goes wild” (non si capisce perchè ma tradotto viene “Ciccio esce pazzo!”)… perchè nel porno non ci sono giudizi morali sui ricchioni o sulle lesbicacce… ma parliamo in questo caso solo dell’eventualità di un cazzinculogravissimo ad un etero… io credo sempre di parlare ad M etero… se foste donne tecnicamente si chiamerebbe solo “Anal” (al massimo rough anal o brutal anal) e se foste gay ci sarebbe scritto solo “Gay” o “MtoM” perchè comunque i rapporti sessuali tra maschi da questo punto di vista sono molto monotoni.
Abbiamo divagato, come sempre quando il porno ci si mette di mezzo. E quando l’espressione cazzinculogravissimo la vuoi traslare in pellicola. Che l’anal è diretto… non lascia spazio ad interpretazioni. Come – solitamente – i cazzi che ti capitano nella vita.

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E niente riflettevo su questo fatto che il porno ti educa a sapere che stai guardando un film, che il film non è la realtà… e dunque ad intuire che vuoi o non vuoi fare la spesa la mattina al supermarket sotto casa non sarà tecnicamente come servirsi dal megamarket “Cock o’ bello!” – se c’è una cosa che mi da al cazzo nel porno americano è la storia di storpiare l’italiano con parole o frasi che non esistono… che cazzo c’entrano l’espressione coccobello o peggio ancora il povero Ciccio Bello con un supermarket dove si tromba ad ogni piè sospinto?

Ora… fare la spesa la mattina nel supermarket sotto casa non è guardare un porno… ma all’orrore ci dovrebbe essere un limite. Ogni supermarket dovrebbe esporre prima delle 10:30 di mattina, un bollino parental con che so io l’Urlo di Munch o un manichino di de Chirico o che so io un mio personalissimo lomoscatto del mio personale periodo futurista e la scritta “Si astengano dall’entrare persone con un senso del gusto elevato verso l’alto”.

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Perchè se nei tuoi sogni pensi di entrare e trovare Lisa Sparxxx al banco macelleria che “serve” i clienti educatamente in fila e già in tiro come nelle sue celeberrime gang bang… O Tory Lane che tra gli scaffali combina di tutto sui carrelli dei clienti… o Lisa Ann che alla cassa distribuisce scontrini e regali per le raccolte punti del cazzo… hai sbagliato supermercato, hai sbagliato orario… hai sbagliato vita.
Prima delle 10:30 il supermarket è animato da donne che vanno a lavoro, anziane che erano già in fila ed erano uscite di casa tipo alle 6:45 – brutta bestia l’insonnia – zitelle cresciute che saranno anche gente pericolosissima a letto ma sono di solito oscenamente brutte. Tutte donne molto poco curate. Niente a che fare col porno. Ma proprio nulla di nulla. L’orario giusto, in questi casi, risulta sempre quello delle 10:30/11:00. Solitamente è l’orario a cui quelle che la media dei miei amici non coetanei definirebbe Milf (ignorando che dovrebbe avere un figlio della tua età a meno che tu non abbia gravissimi deficit mentali e perda i tuoi giorni a giocare con un bimbo di 3 anni o uno di 5) arriva al supermarket alzando leggermente la soglia del buongusto . La femminazza in questione arriva al supermarket con la tuta ginnica, truccatissima, col borsone della palestra in macchina ma ben in vista… ha appena finito nell’ordine di svegliarsi con tutta calma, fare colazione coi cereali del figlio, il latte di soia e 3 cucchiai di nesquik (uno a crudo in bocca che sembra sia una esperienza divina), ha investito 35 minuti del suo tempo a postare su FB una “frase aforisma” sfigata (io so come funziona la concordanza di genere quello sopra è un cit.) e magari pure sbagliata ma che sta prendendo tanti mi piace da tante sue amiche che come lei si sono svegliate allo stesso orario e hanno fatto finora le stesse cose… ed ha appena dato appuntamento a due o tre dei mi piace al supermarket per la spesa… ignorando che esiste un sistema di messaggeria privata che non espone nessuna al rischio di essere seguita, pedinata… presa a randellate e colpi di “mazze e pietre” da chi detesta talune forme di idiozia. Poi la femminazza va in palestra. E si è dimenticata anche di aprire le finestre. E si è dimenticata di scostare le lenzuola. Si dimenticherà la spesa in macchina, con la scusa che tanto fa freddo e ignorando l’effetto serra tipico del lasciare al sole una cosa fatta anche e suprattutto di cristalli. Dalle premesse è abbastanza chiaro che la vita di quel poveraccio dell’M che se l’è presa… una così… è Triste!
Ma ancora una volta, siccome il porno è educazione alla realtà… una forma di educazione particolare ed all’incontrario ma sempre educazione è… non pensate che questo attrezzo femminile che dalle 10:30 anima i supermercati la dia in giro con la naturalezza che dieci anni di “My friend’s hot mom” vi hanno insegnato. Evitate di passare per degli stupratori seriali. Non provateci. Tanto è no!

Io a fare la spesa ci vado alle 8:30. Prima di prendere il caffè. In modalità orsa risvegliata dal letargo… non perchè si dica che mi sta capitando un “frankie goes wild”… solo perchè l’orsa sa da subito che ha da fare cose serie al risveglio… all’orso solitamente interessa solo fottere a quel biondoddio… e la cosa nel supermarket animato da vedove anziane, zitelle acide e femmine racchie potrebbe avere osceni e penali risvolti. Ci vado a quell’ora e non do confidenza a nessuno. Rispondo a monosillabi… accerchiato da M come me, tutti come me… che hanno capito che tanto, dalle 10:30 in poi, non aumenta mica la possibilità che tra gli scaffali si aggirino Tory Lane o Gianna Michaels. Ed ha un sapore di involontaria, romantica comicità, in questi casi, lo sguardo disilluso tra colleghi quando ti scappa la gentilezza alla vedova anziana che ti appella “bambino” in dialetto, come tua nonna fa ancora a dispetto dei tuoi quasi 40 anni… o quando, peggio, molto peggio, in coda al banco salumeria alla signora davanti le scende giù la calza elastica.

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Sì ma io oggi dovevo parlare di quel che mi succede fuori dal supermarket e dell’involontaria comicità di Izizi… perchè sono finito a parlare di vechie in calze elastiche, zozze in tuta ginnica e poveri maschi che guardano i porno della naughty america per convincersi che babbo natale esiste davvero?

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