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Le paure… come ieri ma una puntata nuova

Se mi volete bene non mettetemi in condizioni del tipo:
Strette vicinanze a mamma con pancione in evidenza o comunque in evidente stato interessante. Sto male, sudo freddo, mi allontano, scappo… mi viene addosso una paura forte ma forte proprio

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Se mi volete bene non azzardatevi mai e poi mai a darmi in braccio un bambino, un poppante, un lattante, un affare che abbia meno di un paio d’anni. Io non lo dico per me che finisco scosso dai tremori, dalle paure, dalle ansie, dai sudori. Lo dico per lui: perchè nel terrore e nell’ansia di farlo cadere o potergli fare del male finisco per stringerlo, stritolarlo – ma forte proprio… e senza comunque farlgi male cazzo si vede che non so prenderlo e il piccino è proprio a superdisagio!

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Oh quindi: se siete incinta alla larga (e mi avevano detto che era bello farlo con una incinta… io mi sa che cambierei anche letto e mi sposterei sul divano)… se avete pupi teneteveli in braccio per conto vostro!

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Radio Quindinononvatuttobene . Stati sociali

Lo stato sociale è quella roba che ogni tanto vi ho fatto ascoltare…
Ultimamente c’è un cit che mi piace tanto. Sapete bene che ritengo non siate giuovani abbastanza cazzari da provare interesse per robe così, ma… se sei non più giovane ma ancora hai una attitudine cazzara in relax, servono sempre e cementano interessi e conoscenze attorno.

Ho scelto questa ha un bel verso sui giovani che devono “essere come Natale o tuti i giorni o non lo sono mai…”.

Lo Stato Sociale – La rivoluzione non passerà in TV

 

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Radio Quindinononvatuttobene – Proviamo a tornare allo…

… allo Stato Sociale. Anche se non so se il primo pezzo vi sia poi piaciuto o meno. E rischio di sbagliare il post che vi posto e la radio che vi metto ed allora scelgo uno del nuovo album che la copertina di quello che ho precedentemente sbirciato nella lista programma è l’album vecchio “Turisti della democrazia” mentre questo è

Io te e Karl Marx e proviene da L’Italia peggiore e parla di quegli amori che non si riescono a vivere a pieno perchè la precarietà e la ricerca dividono creativi e razionalisti… i primi pirla e senza lavoro e razionalemnte sensibili, i secondi impegnatissimi, lavorosissimi ma immanentemente incapaci di una emotività standard e diffusa.

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Le trasmissioni sono socializzate…

e quindi è sospeso FNCPL1 per passare ai nuovi amici de: Lo stato Sociale.
Qui prodotti nella hit non single “Vado al mare”.

Il video non credo sia quello ufficiale… e credo sia volutamente tristissimo l’uso di spezzoni a casaccio del film “Un mercoledì da leoni”…

A me ‘sto stile dimesso piace parecchio. Poi da quando ho avuto la serenità d’animo di dire che mi stavano sulle palle solo per profonda invidia del loro essere riusciti a far soldi mettendo oscene banalità in una quarta di seno… vivo tutto più serenamente!

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Non crediate che vi abbandono… (Licenza poetica il congiuntivo!)

… visto che oggi comincia la settimana che vi conduce al Santo Natale. Programmando i post per il 25 aprile (ops scusate, non correggo, Dicembre) e per l’ 1 Gennaio mi sono reso conto che sono due venerdì. E nè di vener nè di marte! Per cui non aspettatevi niente di che. Come non credo sia bene che voi vi aspettiate niente di che per queste due settimane.

Oppure sì…

… l’ucronia fa bruti scherzi e sotto le feste tali scherzi sono moltiplicati per sè stessi al cubo. Perchè si moltiplicano le occasioni di incontri, relazioni ed occasioni di confronto.
Al momento, questa prospetiva mi atterrisce, perchè ci sono moltissimo cambiamenti positivi in corso, ci sono persone nuove, ci sono vecchie e care abitudini… e c’è un equilibrio che gradirei non vedere stravolto.

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Per cui mi accommiato da voi prendendo in prestito un simpatico verso dei Nuovi Amici de “Lo Stato Sociale” che fa più o meno così:

Non ci sei, allora vado al mare
non ci sei, allora scrivo Pene
(ma non sono sicuro se sia una P o una B la labiale in questione)
non ci sei ho qualcosa a cui pensare,non ci sei…
Ti prego non tornare!“.

Dai stasera sospendiamo le trasmissioni e ve la faccio sentire!

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Capita di ricredersi e far pace con certi tipacci

Tipo… tipo Fedez, no? C’ho fatto pace da un mesetto. Da qualche parte ci deve essere traccia. Con fiducia scorrete indietro, c’erano dei timidi segnali di avvicinamento. Resto sempre fermamente convinto che i suoi tattoo dietro nascondano le stesse misteriose verità di ogni affermazione degli illuminati, quindi, come dire, epic fail grandiosi e vuoto pneumatico. Come quello di certe macchine che fanno degli apocalittici e dolorosissimi ciuccioni alle tettine delle starlette del sadomaso spinto spirandole e deformandole… Però immaginatevi quelle macchine vuote.

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Solo gli idioti – o i molto molto poveri – non si possono permettere il lusso di cambiare opinione. Io che quel lusso posso regalarlo e spanderlo in giro a tonnellate, visto primariamente il mio profondo acume, ho ascoltato con attenzione il prodotto culturale assemblato dal signore scarabocchiato di cui sopra. Satana andrebbe apprezzato, se esistesse, perchè con una cosa banalissima come il male c’ha scritto una serie televisiva lunghissima che dura da migliaia e migliaia di anni e continua ad appassionare tutti e si chiama “Storia dell’Uomo”. Non a fumetti come quella di Enzo Bagi (che era bella ed anche se per bambini non ti nascondeva le nefandezze e le frecazze… tipo la scena degli Ozi di Capua che si vedevano tutti i soldati che a quel Biondoddio selo e melo e glielo a tutti e tutte… ed era Per Bambini!). Satana andrebbe apprezzato se esistesse. In realtà voi ancora non capite che per queste cose c’è da venerare solo lui, il vero signore del male, quello “the original”, ossia Krugg impersonato da David Hess in “Ultima casa a sinistra” di Wes Craven (l’originale non il remake). David Hess con tutto quello stuprammazza di quel film ha fatto fiorire un genere che ancora appassiona milioni di persone. E vorrà pur dire qualcosa: con una cazzata che senti ogni giorno al telegiornale riuscire a non sfavare e portare camionate di gente al cinema!
Fedez ha fatto lo stesso, di maniera: con cose semplici e banali, al limite dello smaronamento di coglioni ci tira su soldi a palate e si fa conoscere. Racconta sempre le solite vecchie storie in croce… eppure… eppure lo fa bene, con buona padronanza di un robusto vocabolario (che per uno che fa l’MC è pane quotidiano) e poi ci mette sempre molta ricerca nell’espressione ritmica (anche questo discorso non va assolutamente spostato in secondo piano!).
Quindi, riconosciuta la bravura di vendere copie e diventare famoso facendo bene cose semplici e banali… c’ho fatto pace. Anche perchè non sono più interessato a possedere nè carnalmente nè psicologicamente una che ad un certo punto della sua vita aveva detto: “No, guardate che Fedez è proprio un figo da paura!”. E adesso lo ascolto e ogni tanto lo cito… che fa tanto postadolescenza che è uno stato anagrafico e non dell’anima comune a tanti che come me sono stati inculati dall’Italia Peggiore e dalla Puglia Peggiore e si inventano i lavori e scrivono e aspettano concorsi pregando Biondoddio e Gesummaria che non siano truccati!

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Andiamo avanti. Proprio per questa ragione ho dovuto ricredermi su altri che dicono e suonano cose banali e semplici. Ho dovuto ricredermi su “Lo stato sociale”. Quantomeno sul primo album. Io ho capito che ce li avevo sulle palle per una sola e semplice ragione: scrivevano cose che io scrivevo e dicevo tempo fa senza aver fatto la furbata di registrarle prima alla SIAE. O all’ufficio Brevetti e Marchi. LO zio di mia madre ci lavorava nell’ufficio apposito al Comune di Giovinazzo. Erano tempi belli. Inventavi una cosa e correvi a farti certificare il fatto che era tua e che nessuno poteva usarla senza il tuo permesso… o senza cagare quattrini.
Lo stato sociale aveva copiato quella mia a brillante idea di fare situazionismo d’accatto parlando di quanto era brutta ma inguaribilmente emozionante la condizione dei post-adolescenti nel mondo illiquidito di questa contemporaneità da FB, COCOPRO e crisi dei valori, sistemi, tutto. Anche crisi dei bulli della mia età che erano bulli nell’età in cui si faceva i bulli e che ora si rammaricano di vedersi rubata la scena da copie sbiadite e malriuscite di bulli che diventano celebri solo perchè siamo in un villaggio globale e ci sono i telefonini.
Se non ci fosse stata una telecamera, Rodney Kig sarebbe stato solo uno dei tanti stronzomerdoni negri massacrati da sbirri bianchi. E nessuno avrebbe rotto il cazzo. Provate a darmi del fascista prima di andarvi a ripescare il cit… Perchè io lo so chi l’ha detta e scritta ‘sta cosa, vendendoci un botto di libri e diventando guru di certa sinistra.

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E niente, tutto questo pippone per dire che – oltre ad essere bravissimo a scrivere coi registri stilistici che passano dall’aulico all’incasinato ed all’infantile – ho fatto pace coi ragazzi de Lo Stato Sociale e credo li ospiterò spesso qui… Perchè leniscono e curano la noia… e si sa, citandoli…
Niente come la Noia sa uccidere  Cromosomi (che è una metonimia per dire che la Noia uccide i geni… ed è un gioco di parole tra i geni biologici ed i geni come me cioè le persone appartenenti ad Intelligenze superiori… se non ve le spiego ste cose…).

Au revoir!

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