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1.05 Soundtrack Quindinononvatuttobene

Canzoni che hanno fatto grandi i film ed il cinema che magari amiamo. Alcune vi sembreranno così fuori tema e fuori spazio… ma fidatevi… alcune hanno dato a me tanto, ma proprio tanto! Mi piaceva condividerle con voi!

Non vi spiacerà tornare bambini per un po’ vero?
Neverending Story – Limahl
[Youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Gf1WT8VEZxk]

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Detestabile immagine di copertina

Per uno degli assoli più belli della storia del rock… anzi, no, per l’assolo più bello della storia del rock… che varrebbe da solo un ascolto di ore, ore ed ore. Io non posso ascoltarlo in macchina perchè comincio a suonare una air guitar ed una air drum… e non sta bene in macchina, se guidi… (5:50-6:43… manco 1 minuto… essenza del rock!)

Stairway to Heaven – Led Zeppelin

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Capita di ricredersi e far pace con certi tipacci

Tipo… tipo Fedez, no? C’ho fatto pace da un mesetto. Da qualche parte ci deve essere traccia. Con fiducia scorrete indietro, c’erano dei timidi segnali di avvicinamento. Resto sempre fermamente convinto che i suoi tattoo dietro nascondano le stesse misteriose verità di ogni affermazione degli illuminati, quindi, come dire, epic fail grandiosi e vuoto pneumatico. Come quello di certe macchine che fanno degli apocalittici e dolorosissimi ciuccioni alle tettine delle starlette del sadomaso spinto spirandole e deformandole… Però immaginatevi quelle macchine vuote.

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Solo gli idioti – o i molto molto poveri – non si possono permettere il lusso di cambiare opinione. Io che quel lusso posso regalarlo e spanderlo in giro a tonnellate, visto primariamente il mio profondo acume, ho ascoltato con attenzione il prodotto culturale assemblato dal signore scarabocchiato di cui sopra. Satana andrebbe apprezzato, se esistesse, perchè con una cosa banalissima come il male c’ha scritto una serie televisiva lunghissima che dura da migliaia e migliaia di anni e continua ad appassionare tutti e si chiama “Storia dell’Uomo”. Non a fumetti come quella di Enzo Bagi (che era bella ed anche se per bambini non ti nascondeva le nefandezze e le frecazze… tipo la scena degli Ozi di Capua che si vedevano tutti i soldati che a quel Biondoddio selo e melo e glielo a tutti e tutte… ed era Per Bambini!). Satana andrebbe apprezzato se esistesse. In realtà voi ancora non capite che per queste cose c’è da venerare solo lui, il vero signore del male, quello “the original”, ossia Krugg impersonato da David Hess in “Ultima casa a sinistra” di Wes Craven (l’originale non il remake). David Hess con tutto quello stuprammazza di quel film ha fatto fiorire un genere che ancora appassiona milioni di persone. E vorrà pur dire qualcosa: con una cazzata che senti ogni giorno al telegiornale riuscire a non sfavare e portare camionate di gente al cinema!
Fedez ha fatto lo stesso, di maniera: con cose semplici e banali, al limite dello smaronamento di coglioni ci tira su soldi a palate e si fa conoscere. Racconta sempre le solite vecchie storie in croce… eppure… eppure lo fa bene, con buona padronanza di un robusto vocabolario (che per uno che fa l’MC è pane quotidiano) e poi ci mette sempre molta ricerca nell’espressione ritmica (anche questo discorso non va assolutamente spostato in secondo piano!).
Quindi, riconosciuta la bravura di vendere copie e diventare famoso facendo bene cose semplici e banali… c’ho fatto pace. Anche perchè non sono più interessato a possedere nè carnalmente nè psicologicamente una che ad un certo punto della sua vita aveva detto: “No, guardate che Fedez è proprio un figo da paura!”. E adesso lo ascolto e ogni tanto lo cito… che fa tanto postadolescenza che è uno stato anagrafico e non dell’anima comune a tanti che come me sono stati inculati dall’Italia Peggiore e dalla Puglia Peggiore e si inventano i lavori e scrivono e aspettano concorsi pregando Biondoddio e Gesummaria che non siano truccati!

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Andiamo avanti. Proprio per questa ragione ho dovuto ricredermi su altri che dicono e suonano cose banali e semplici. Ho dovuto ricredermi su “Lo stato sociale”. Quantomeno sul primo album. Io ho capito che ce li avevo sulle palle per una sola e semplice ragione: scrivevano cose che io scrivevo e dicevo tempo fa senza aver fatto la furbata di registrarle prima alla SIAE. O all’ufficio Brevetti e Marchi. LO zio di mia madre ci lavorava nell’ufficio apposito al Comune di Giovinazzo. Erano tempi belli. Inventavi una cosa e correvi a farti certificare il fatto che era tua e che nessuno poteva usarla senza il tuo permesso… o senza cagare quattrini.
Lo stato sociale aveva copiato quella mia a brillante idea di fare situazionismo d’accatto parlando di quanto era brutta ma inguaribilmente emozionante la condizione dei post-adolescenti nel mondo illiquidito di questa contemporaneità da FB, COCOPRO e crisi dei valori, sistemi, tutto. Anche crisi dei bulli della mia età che erano bulli nell’età in cui si faceva i bulli e che ora si rammaricano di vedersi rubata la scena da copie sbiadite e malriuscite di bulli che diventano celebri solo perchè siamo in un villaggio globale e ci sono i telefonini.
Se non ci fosse stata una telecamera, Rodney Kig sarebbe stato solo uno dei tanti stronzomerdoni negri massacrati da sbirri bianchi. E nessuno avrebbe rotto il cazzo. Provate a darmi del fascista prima di andarvi a ripescare il cit… Perchè io lo so chi l’ha detta e scritta ‘sta cosa, vendendoci un botto di libri e diventando guru di certa sinistra.

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E niente, tutto questo pippone per dire che – oltre ad essere bravissimo a scrivere coi registri stilistici che passano dall’aulico all’incasinato ed all’infantile – ho fatto pace coi ragazzi de Lo Stato Sociale e credo li ospiterò spesso qui… Perchè leniscono e curano la noia… e si sa, citandoli…
Niente come la Noia sa uccidere  Cromosomi (che è una metonimia per dire che la Noia uccide i geni… ed è un gioco di parole tra i geni biologici ed i geni come me cioè le persone appartenenti ad Intelligenze superiori… se non ve le spiego ste cose…).

Au revoir!

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Tutti i giuramenti, oggi che è domenica, sono adolescenti…

Le espressioni che solitamente sanciscono la fine delle storie, tipo quella tra Gianni e Francesca… di cui a volte vi parlo perchè è una cosa vissuta vicino e che mi ha fatto parecchio riflettere su tante cose intorno, vicine, lontane, dentro e fuori, dicevo… le espressioni che solitamente sanciscono la fne delle storie sono catalogabili in un comodo canvas pubblicitario che recita più o meno così:
“Cose da dire cercando di chiudere dignitosamente la Storia d’Amore con la persona che sempre e comunque ha lasciato il segno probabilmente più indelebile nella tua vita e credi sia insostituibile anche solo per questo”…
…e queste frasi da catalogo stanno più o meno tutte sulla pagina “mode Estrema Dignità e Gentilezza ON” perchè non hai nè la forza nè il coraggio di essere definitivamente cattivo, livoroso, rancoroso, incazzato… no, non ti va proprio perchè sei animato sempre e comunque dai migliori sentimenti che tipo si chiamano Amore Infinito.

Frasi come quelle che trovi su quel catalogo sono frasi come:
Continuerò ad amare Noi per tutti e due, per me e per te…
… ed in rapida successione…
… Non posso dimenticarti, non ti dimenticherò, continuerò ad amarti, MA… ed il MA nella frase è fondamentale… No, non ti aspetterò più…
… e successivamente, in modo estremo…
…Spero davvero che tu trovi qualcuno che ti dia quel che io ti ho dato, ti ami quanto ti ho amato e ti amo io ma sia capace di fare quel che io non sono riuscito, di non ferirti… ecco!

Allora: queste frasi di questo catalogo uno le prende e le usa a motore, sempre e comunqe quando le cose belle tipo le storie d’amore finiscono e tu vieni lasciato… come è capitato a Gianni con Francesca. Assieme a queste frasi c’è sempre una parola in vistosissima promozione… una parola che praticamente trovi a costi stracciati quando vai a prendere quelle frasi. E’ la parola Addio!

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Allora… tutte queste frasi che praticamente a tutte le età sono buone per il momento… anzi il Momento con la Mh maiuscola… tutte queste frasi dovrebbero essere suggerite ad un pubblico che abbracci le fasce di età 14-19… come tutta una sfilza di comportamenti tipo il blocco delle persone sui social, tipo la cancellazione dei numeri, tipo tutte ste cose qui che invadono questa esistenza virtuale che ti prende e ti connette h24 col mondo e fa entrare il mondo dentro casa tua e corri il rischio di lasciarti prendere la mano da ‘ste cose e non capire poi che ci sono modi e modi di vivere la vita e la fine delle Storie d’Amore.
Niente, queste frasi e questi comportamenti sono “adolescenti”… come i giuramenti e le promesse tipo “Sparirò”… oppure “Non mi sentirai più”… oppure “Non cercarmi nemmeno per sbaglio!”.

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Sapete come Gianni mi ha detto di aver reagito? Con tutto il campionario delle frasi di cui sopra, addirittura aspettando che una macchina sfilasse via e aspettando che la stessa macchina forse tornasse indietro ma niente. Poi Gianni ha chiamato me a tarda sera… e mi ha trovato in aereoporto. E complice la lunga attesa siamo rimasti molto molto a parlare… davvero molto. Ed ho capito un sacco di cose… le stesse cose che Gianni capiva mentre ne parlava con me…
E cioè che i sentimenti non li uccidi e non li comandi… per cui dire “Non ti aspetterò” oppure “Ti amerò per sempre e amerò noi per sempre per tutti e due…” beh è una sonora fesseria… perchè di sicuro nell’immediato, col cazzo che non aspetti… aspetti, brami, desideri… ed ami per tutti e due, pure più di quanto tutti e due non vi amereste da soli insieme… sì nel primo periodo aspetti ed ami per tutti e due. E se ti chiama e ti dice “Ho fatto una cazzata ma tipo tu non tornerai indietro perchè non mi aspettavi…” tu sei fuori della sua porta con un mazzo di rose in mano. Non aspetti e smetti quando il cuore una mattina ti svegli e ti dice: “Guarda, occhio, non la/lo stai più aspettando… perchè non la/lo ami più… nè per tutti e due nè per te…”.
E pure che alla fine col cazzo tu davvero saresti felice se lui o lei trovassero uno che lo o la ami come te ma meglio, cioè evitando quegli errori e facendo tutte quelle cose bellissime che tu hai fatto. Primo perchè sai benissimo che amare quanto ami in questo momento tu è obiettivamente impossibile… se soffri forte è perchè ami foooorte! E poi perchè sai benissimo che nel breve/medio periodo sei stato tecnicamente ineguagliabile in quel che hai fatto… cioè nei termini del possibile quel che hai fatto tu nessuno lo avrebbe mai fatto e nessuno lo farà. Ma nel momento in cui lo pensi non c’è maledizione e non c’è nemmeno voglia di augurare il male… non c’è altro che quel piccolo sano egoismo che non è immaturo di dire: “Cazzo, non ce la faccio nemmeno a pensare te tra le braccia di una persona diversa.”.
Questo è il modo più sereno e sincero di chiudere le storie. Le storie dovrebbero chiudersi senza parole, con enorme pazienza, enorme comprensione… sapendo che tutto quel che si dice sono cazzate… che è una cazzata dire “Non ti amo più” ma è una cazzata anche dire “Non ti aspetterò”…
…anche perchè lo hai visto già da solo che già una vota è finita con parole, lettere, messaggi molto definitivi e ultimativi e poi… poi si è rinati assieme… e sai come? Senza parole, senza richieste, senza pensarci… senza dirlo nemmeno. Così, quasi per caso… dopo silenzi, parole difficili, assenti presenze ingombranti.
Si… Si è tornati assieme… Gianni e Francesca… Così, per caso… Per estremo desiderio e/è bisogno… E poi tutto ok e tutto bellissimo e tutto felice. Senza bisogno di nient’altro che di desiderarlo. E sentirlo!
Per questo ieri ho detto a Gianni… “Richiedi l’amicizia a FRancesca… sii te stesso… ama se hai voglia di amare… e non pensare ad aspettare o meno… sentiti… sentiti semplicemente… il resto lo direte voi e lo diranno i giorni tra voi!”.
Non dire più nulla… Non promettere. Non negare. Se hai voglia scrivi, senó taci. Saranno i giorni a dirti più che a dire!
Di colpo… ma davvero di colpo… mi sono sentito parecchio stranamente maturo parecchio saggio. E non me lo sono spiegato!

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Teogonie, teosofie e quelli che potrebbero essere curiosi, curiosissimi incipit di quel famoso coso da leggere che non so se è un saggio, un romanzo, un vademecum che si chiama “Volevo vivere felice poi m’è scappato da cacare!”…

Io sono un ateo-senzaddio ma ho fegato. Ed ho un personalissimo Pantheon. Ed una personalissima teogonia di riferimento.

Se non sapete che la teogonia è tipo il catalogo degli dei e delle divinità perchè uno stronzo tossico d’alloro dalla prima mattina e pure greco di nome Esiodo (1– cioè unomenomeno all’ultima versione di Greco della terza liceo classico, correva l’anno ’97… dice che lo odio per questo…) ha scritto una “roba” che si chiama Teogonia e spiega la nascita degli dei e del mondo fino ad allora conosciuto… cioè in buona sostanza della Grecia, allora ho buona ragione di credere che non abbiate fatto il classico o comunque lo abbiate fatto con i piedi e cioè tipo l’anno dopo quello in cui tolsero le rimandature a settembre sostituendole coi corsi di recupero in cui comunque non si faceva un cazzo e sapevi che te l’eri scampata e tutto il rest’appresso. E questa cosa si chiama impoverimento progressivo dell’offerta formativa scolastica della Costa Italia.

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Io ho la mia Teogonia. E la cosa bella della mia Teogonia è che ho capito qual’è l’errore di fondo che sta alla base delle religioni e di tutte quelle teogonie che non sono a ferrea base empirico-scaramantica-risolviproblemista: non è passibile di aggiornamento o di autoaggiornamento. Una stronzata clamorosa! Gli dei e le religioni attuali non funzionano perchè semplicemente non offrono risposte nuove a problemi contingenti e contemporanei. “Perchè pagare per avere una carta di credito?” è una domanda più importante di “Esiste l’amore o è solo sesso?”. Questo non ve lo dico perchè sono un publivoro ma perchè a differenza di voi politici “cammino per strada, stringo mani, guardo la gente negli occhi” (ma lo faccio con gli occhiali da sole a specchio così nei miei occhi voi vedete riflessa la vostra disperazione e questa è una cosa che ha a che fare con Pinochet che era un porco osceno ma che alcune cose sul governo delle masse le aveva capite) e non mi sono distaccato dalla gente… nè dalla gggente. Tutti ormai ci facciamo domande diverse, viviamo sulla pelle ingiustizia diverse. Sperimentiamo una esistenza monadica (cioè ognuno per i cazzi propri) e quindi è abbastanza ovvio che il problema non è più “Mi sento solo Gesù, mi sento solo Carlomarx… fammi sentire che non sono solo!” ma “perchè pagare per avere un conto corrente”… oppure “perchè essere costretti a sopportare gli hipster e le loro mode del cazzo”… oppure “per quale motivo non sono un ricco e affermato vincente e devo accontentarmi dei mobili ikea e delle camice conbipel che sono per la maggior parte slim fit e a me fanno difetto dietro al chizzetto che se non siete di Bari si chiama nuca”.

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Io ho la mia personalissima Teogonia e la tengo aggiornata verificando di volta in volta la rispondenza di figure di riferimento già presenti, per accertarmi che già di per loro non assolvano alle problematiche di nuovo accesso nella top ten dei “cazzigrossi con cui vedersela quotidianamente o prima di andare a letto”. Se non ce ne sono rispetto ad un “cazzogrosso” nuovo… ne identifico una diversa, non ancora inserita nel catalogo e la aggiungo. Rompano poco il cazzo le sentinelle cattoliche: i loro santi servono a questo, oltre a fare l’album panini dai mendicanti in chiesa o ovunque ci sia un mendicante tipo fuori alla facoltà di Giurisprudenza di Bari guardacaso solo nei santi giorni degli esami – però senza doppioni che se c’hai già quel santino grugni in faccia al mendicante e gli dici di portarti uno che non c’hai senò “Niente soldi stronzo mendicante di merda!”.
Io sono un livido rancoroso con un sacco di problemi con quella cosa che si chiama “Mondo” per cui tengo la mia Teogonia aggiornata più o meno ogni giorno. E questo non è un bisticcio di parole.

Come sapete odio le liste ed ho già provveduto in tal senso ad aggiornare la Teogonia con una divinità che si occupi di punire i creatori di liste e che in questo momento sta già procedendo a mandare cazzinculogravissimi a gente tipo i curatori di “Oltreuomo” che delle liste ha fatto il suo unico terreno di discussione.
Ed è diversa dagli angeli sterminatori che si occuperanno di gente come “Piff-Volo-Toffa” sotto il sapiente comando di una divinità altra.

Per questa esclusiva ragione utilizzo questo post preparatorio per dirvi che aggiungo oggi un topic che poi con calma sviluppiamo: quello della mia personalissima Teogonia e del mio personalissimo Pantheon di riferimento… eh che bella inversione a chiasmo rispetto all’apertura del post! Però, per soddisfare la vostra curiosità vi dico già che avrete sicuramente trovato in giro i nomi di alcune delle potentissime divinità da tempo inserite nel catalogo, tipo Darth Vader o Hannibal Lecter. E che oggi nei pochi caratteri rimasti… vi dico che le mie, di divinità, non sono solo ascrivibili alla banalissima categoria dei “cattivi del cinema, dei fumetti, di quel gran best-seller che si chiama Preistoria-Storia Antica-Storia Medievale-Storia Moderna-Storia Contemporanea-Storia al tempo della Precarietà”.

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Ci sono anche figure neutrali. I buoni non esistono perchè non esistono proprio i buoni in questo mondo, non per altro. E quindi esistono divinità diciamo simpatiche che si fanno i cazzi loro alle quali far riferimento quando vuoi che ti capiti qualcosa di positivo che non crei dolore, sofferenza o redistribuzione del male – redistribuzione per una volta davvero comunista e non a chiacchiere come quella dei comunisti che tutti conoscono e venerano.
Perchè una cosa deve essere chiara: se vuoi che qualcosa di buono ti capiti, al 99.9% stai pregando che qualcuno soffra contemporaneamente e per converso. Altrimenti, in rarissimi casi che si chiamano eccezioni che confermano la regola, ti piace l’idea che nella tua vita accada qualcosa di bello senza creare casini enormi nella vita degli altri.

Queste divinità neutrali sono poche, fino ad ora due e i loro nomi sono Biondoddio e Gesummaria. Credo tutti abbiate intuito che Biondoddio è l’entità che nel Pantheon personalissimo di riferimento sovraintende a quel delicato ma indispensabile processo che nella vita umana va sotto il nome di innamoramento con annesse scopate micidiali o semplici infatuazioni a carattere preadolescenziale senza scopate ma con cit. continui di un tossicodallorodimmmerdadallaprimamattina che di nome faceva Platone. Biondoddio lo invochi spesso, spessissimo, ogni volta che vedi una che “Biondoddio io con quella che ci farei…” e non solo per cinque volte come nei miei post, che quelle sono il top del top, ma ogni volta che tipo per strada, al supermercato, nella vita di ogni giorno vedi una che “Biondoddio…”. Biondoddio ha la faccia di Vincent Cassel che interpreta Gilles de Rais che nella sua vita ne ha fatti fuori un sacco anche e soprattutto fuori dei campi di battaglia tecnicamente diventando uno dei più celebri serial killer del Medioevo francese… ma che soprattutto, a quel Biondoddio, non se n’è lasciata scappare una ai tempi suoi!

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Su Gesummaria c’è tutto un altro discorso da fare. Gesummaria  non l’ho inventato io ma una schizofrenica conclamata come Giovanna d’Arco che sentiva le voci, vedeva le cose che altri non vedevano e la visita del militare non l’avrebbe passata manco per il cazzo ma sarebbe stata riformata dallo psicologo con 4 a psiche e questo la dice lunga sul fatto che la religione cattolica l’abbia fatta santa dopo averla bruciata sul rogo come strega “Scusate c’eravamo tanto sbagliati!”(semicit.).

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Gesummaria è il riferimento teogonico della buona sorte e della riuscita professionale e umana.

Quando vuoi che una cosa ti vada davvero bene, ma davvero proprio bene…
ma non parli di trovare i calzini non bucati, cucinare un piatto buono per ciulare con la tipa che inviti a cena…
bensì parli di:
affermarti sul lavoro fino ad avere tre segretarie porche con le quali ti contratti le scopate in pausa pranzo…
oppure affermarti nel mondo della cultura fino ad avere tre groupie alla fine di ogni concerto/reading/presentazione di libro/film/pubblictà gravando sui bilanci di festival arci perchè te le porti in camera e svaligi il frigobar e vai via il giorno dopo di ottimo mattino dicendo “segna segna” alla portiera di notte che sta morendo di sonno e che forse ti sei fatto pure…
oppure diventare un potente appartenente alla casta politico affaristica pluto giudaico masson comunista del PD…
o più banalmente un ricercatore universitario o uno dei pochissimi miracolati che c’ha il posto fisso anche alle poste o all’acquedotto pugliese e poi ha tanto tempo nel tempo libero per occuparsi delle sue passioni, dei suoi hobby, senza lo stress e l’assillo di prime, seconde, terze e quarte settimane e senza l’assillo della malattia che tanto anche se ti assenti per dire nel giorno clou su Costa Italia nessuno ti fa niente…

Quando vuoi che qualcosa che riguarda la sfera della tua realizzazione e non impatti col mondo circostante (tipo diventare dittatore) ti vada davvero bene, rivolgi una richiesta precisa a Gesummaria. Solitamente supino, sotto le coperte, prima di dormire, con le mani sul pacco o sulle tette a seconda se c’hai le tette o il pacco… e se sei transex una mano sulla tetta DESTRA (dettaglio non di poco conto) e una sul pacco… che sicuramente sei sensibile alle questioni di genere. Se Gesummaria lo pensi intensamente, ti parla. Come a Giovanna d’Arco, facendoti l’invidiabile regalo di farti sentire uno schizofrenico come lei e come Gesù di Giuseppe.
E se davvero lui c’ha voglia di farti realizzare quella cosa, tranquillo che si avvera.

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Gesummaria c’ha la faccia di Robert de Niro nel film “Angel Heart, ascensore per l’inferno” dove interpreta una figura grandiosa che però se non avete visto il film – merdacce – io non vi dico chi è perchè sarebbe uno spoilerone da rovinare il film più anciora del dirvi che Kaiser Sauze de “I soliti sospetti” non esiste.
Ah sì… lo avrete capito… Gesummaria ve lo presento perchè è, assieme a Biondoddio, uno dei protagonisti di “Volevo vivere felice, poi mìè scappato da cacare!”. E tutta ‘sta storia della Teogonia e del Pantheon è comunque roba quasi religiosa ma tranquilli, con l’Annonovianesimo non c’ha niente a che spartire. Tranquilli non mi sono convertito. Le cose si compenetrano perfettamente a vicenda, come “Le profezie di Celestino” si compenetra perfettamente con “Il piccolo Principe” e “Una vita presa al Volo” e “Diario in Bolivia” di Che Guevara… tutti sullo stesso scaffale in un ipermercato che frequento.

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