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Il triangolo è completo…

Si completa con la figura sulla spalla destra la carrellata sul tittico del tatuaggio o tattoo che ho fatto sulla schiena. Il rovesciamento del simbolo triangolare è un riferimento jungiano non tanto alla dualità dell’animo umano quanto e più precisamente alla Grande Madre, colei che da la vita come Demetra e Iside simboleggiando fertilità e rinascita… a destra, oppure la distrugge e la smembra come Ecate, Persefone e le Erinni… a sinistra. Il vertice basso di questo triangolo, coincidente con il coccige, è il crogiuolo in cui tutto decanta e viene a trattenersi e ridigestarsi… ma sostanzialmente ponendo le Erinni a sinistra e Demetra a destra, corrisponde a Sofia, ala purezza del rapporto con il femminino universale. In un amore che, proprio perchè interspecifico, non si sublima nel gesto più istintivo della passione, bensì in quello più ragionato della cura e del dono per il dono. Ecco perchè il vertice basso vede Maggie. Ecco perchè il vertice sinistro vede l’affetto carnale e spirituale passato.

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A destra un orso molto stilizzato. Richiamo della civiltà russa. Come omaggio al tratto siberiano scelto. Nella tradizione Russa la Madre stessa è dipinta sempre come un’orsa. In una società rurale e boschiva come quella siberiana, il lupo e la lupa hanno significati profondamente distruttivi e negativi, mentre la cura, l’affetto e l’amore materno sono simboleggiati dalla forza distruttrice dell’orsa. Proprio come l’Orsa, la madre difende i propri cuccioli, bada alla cura del branco, protegge dal Male.
Benedice, con la zampa sinistra che si alza nel simbolo del tre, come da buona tradizione iconografica ortodossa. Resta ferma in primo piano retta, come da tradizione bizantina, non proprio frontale, senza mai volgere le spalle. Guarda verso destra non solo per una questione di equilibrio dell’immagine e di simmetria ma anche e soprattutto perchè continua a distendere in modo discreto la propria protezione. 12277262_10207679553857408_1675583107_n

All’Orsa non è richiesta alcuna benedizione sulla vita e sulle passioni. L’Orsa semplicemente, attraverso l’uso di alcuni oggetti dal carattere simbolico e quindi magico, protegge il passato e la formazione del cucciolo senza che mai sia possibile intaccare gli affetti passati e presenti, familiari, quelli che hanno portato il cucciolo ad essere l’uomo che è. E quindi ci sono le gru dell’edilizia, di chi ha insegnato me si costruiscono i sogni ed i percorsi… di chi ha insegnato che esiste sempre un modo per lasciare un segno, una traccia concreta di se stessi, i libri e i calamai di chi ha trasmesso l’arte e la passione per lo scrivere prima ed il raccontare dopo, il computer, un Apple II, per la ordinata caparbietà di chi ha fatto amare uno strumento ormai irrinunciabile, trasmettendo un metodo ed un amore per la curiosità, sempre… e la cura ostinata e caparbia di chi ha sempre preteso di proteggere, dal sole e dalla pioggia, spesso anche senza più vedere e snza più poter camminare, continuando a piantare un ombrellone non solo su una spiaggia.

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Questa figura ha una serratura sull’occhio destro, l’occhio della ragione. Anche questo è un significato misterioso… che non voglio svelare e so capirete che è importante custodire gelosamente quello che c’è dietro le serrature. Sono lì a posta. Ma ho sentito il bisogno di parlare di ogni serratura perchè, per quanto stronzomerdoni voi siate, non siete gente stupida… e le avreste notate… e mi sarebbe dispiaciuto dirvi: “Questo, solo questo, sono cazzi miei!” 😛

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Adesso e davvero ci fermiamo. Ho in mente un lavoro bellissimo… ma non è il momento. E non so se quel momento arriverà, davvero.

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La spalla sinistra

Ed il sinistro in psicologia ha tutti significati introspettivi, di accartocciamento, di riflessione, di involuzione, di reverto, di torno indietro al passato. Nel mondo arabo ovviamente tutto è a specchio. Dipende dal nostro sistema di lettura. Come nelle composizioni fotografiche. Sinistra è Alfa, Inizio. Ma, ovviamente, già dal giorno dopo di Alfa, è ritorno, passato, ancoraggio… quindi non decisamente sempre un bene.

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A sinistra c’è una gattina vestita da santa bizantina. Ha addosso un pannolone, da sopra, perchè si veda. E’ una icona che misteriosamente volge le spalle e si guarda inidetro, mantiene un contatto visivo pur decidendo di andare via. E’ una figura che si muove, non resta statica. E’ una figura che si sposta continuando a fissarti con aria maliziosa, incomprensibile, enigmatica… Ha la faccia di Joy Blueyes… maliziosa, discola, inafferrabile. Eppure Joy Blueyes io la curai. Mi presi cura di lei… e lei arrivata ad esser grande… ma nemmeno troppo grande, che ancora poppava dalla sorella di sua madre mentre lei allattava i suoi piccoli – piccoli davvero – lei mi volse via le spalle. Rimanendo sempre a guardare.

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E’ la cura degli affetti più veri e profondi… quelli che, però, ad un certo punto della tua vita vanno via. Rompono le catene. Rompono le catene custodendo però sempre – intatta – una serratura sul lato sinistro della schiena, del petto… sul lato del cuore. Quella serratura è ancora una volta un mistero che non voglio raccontare. Ma c’è chi ha avuto un tempo il posto più sinistro e dolce della mia vita. E poi ci si è dati le spalle senza perderci di vista. Forse, purtroppo. Ed è un affetto che va via senza togliersi il pannolino. E’ un affetto che va via senza volgere lo sguardo. E’ un affetto che rompe le catene e mi chiede, mentre lo chiedo io a lei che si allontana: “Senza strada, ndò voi annà?” (che è un verso di una canzone dei Baustelle che si chiama Contà l’inverni e sta sull’album Fantasma) … dove vai senza me, senza noi… che siamo stati la strada e la Strada? Ah sì, le mani… denunciano liberazione con le catene rotte, le manette spezzate… ma restano verso il basso… e non benedicono come Maggie faceva prima.

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Ma questo è il lato sinistro, l’involuzione ed il passato. Per chi sceglie di tracciare sulla propria pelle, lì dove sa che nessuno mai lo vedrà, quel che tanto significa nella sua vita… il passato deve avere un posto di enorme cura e rispetto. Anche se fa male. Anche se il peso di quel che hai disegnato ti fa volgere la spalla all’ingiù con rabbia. Lo sentirai leggero… un giorno. Ogni giorno di più lo senti più leggero. Perchè già non pesa niente. Ma c’è stato… ed era giusto ci fosse. Tracciato. Questo è il secondo tatuaggio, il secondo tattoo che fa da secondo vertice del triangolo rovesciato che le icone bizantine 2.0 mi disegnano sulla schiena. Domani parliamo del terzo… il primo era già stato discusso qui!

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Avviso ai naviganti…

… oggi che leggete non ci sono per nessuno. E voi direte: E ce lo cachi che non ci sei per nessuno! Lo sappiamo… è l’ultimo martedì di novembre.darlin_bicem-sinik-tatuaggi.jpg Mi rendo conto che non vi ho ancora fatto la tranche due dei miei tatuaggi, cioè la spiegazione degli ultimi tre, esoterici, siberiani, tutti apparentemente inspiegabili.

Rimedieremo preso… con un nuovo treno di post.

Per ora sappiate che mi sto andando a colorafre e scarabocchiare… e tanto vi basti!

Vi abbraccio tutti… moderatamente e con il solito garbo e la solita cortesia che fecero esclamare ad Ysingrinus “Cortese come il Mortellaro!”.tumblr_nlcni0Cwjr1trr1w4o1_1280.jpg

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Trash Polka Style…

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… cioè io adesso per un pochino mi fermerò ma… considero realisticamente la possibilità di ultimare i miei lavori con un pezzaccio di rara bellezza estetica come uno di questi qui…
In stile Trash Polka!
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O se non così impattante… qualcosa di completamente differente… con uno sguardo quasi surreale… tipo, che ne so… tipo na cosa così! Come al solito… il concetto sono io ad averlo in testa!

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Potrei pensare alla metafisica…
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O forse no… Scarabocchi…
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Boh… di tempo ce n’è!

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5 anni son passati e Gimino è ancora schiavo…

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La citazione è di un pezzo diverso…
… oggi invece voglio questo…
… voglio gli Spietati (così plagio di Daitan 3)… che ha quelle frasi al megafono così belle e significative.
E pure perchè cominciava tutto allora…
Il tattoo ve lo spiego tra qualche giorno! E’ quello di su!

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Di Nuovo?

Eh sì, di nuovo… oggi non ci sono per nessuno!
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E niente… una bella pausa adesso…

Dalla dipendenza da Inchiostro di China e simili… che poi China scritto così sembra Cina e il tatuaggio potrebbe sembrare rifaldo, zaraffo o fasullo… tarocco… invece no…
… come avevo annunciato siamo passati alla fase siberiana…
… e questo tatuaggio lo chiami se vuoi “Ovunque Proteggimi”… Perchè sta messo sulla schiena… poco sopra il culo. E c’è la mia cagnona Maggie che veglia su di me come una icona bizantina… che ci stanno piure due lettere sulla tonaca come nella migliore tradizione iconografica bizantina che è da dove tutta l’arte del tatuaggio siberiano si è ispirata… E le lettere sono la Chi e la Ro… e niente dietro di Maggie (riconoscibile dal suo orecchio destro basso per le sue ricorrenti otiti) dietro Maggie ci sta la Cupola… che lungi dall’indicare anni di galera indica semplicemente la casa, il tetto sotto cui si è sicuri. Poi ci sta il gesto di Maggie che è il saluto serbo – popolo di cattivoni che stimo moltissimo – ma è anche una benedizione che ricorda quelle curiose forme di threesome che si chiamano trittici – politici, religiosi, filosofici, sessuali. E poi ci sono le tre passioni e professioni: la birra, la boxe ed il crimine. Non perchè io sia un criminale ma perchè lo studio. E c’è il muso disegnato come fosse una serratura… che non vuol dire omertà… ma non dico esattamente cosa. Ah, sì… qualcuno sta cercando un segnetto recondito… Non è in questa serratura. O forse sì…
E comunque tutto sta ad indicare me e la mia Maggie… ed un Amore tutto particolare che confini non ne sa!

Ciao grazie zii!

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Della pazienza… e delle cose belle che la pazienza ti insegna… se hai pazienza!

Mi ha detto qualcuna una volta: “Cazzo, Domè, ma tu propprio di pazienza non ne hai eh?!”… e ha detto una cosa che è rpofondamente vera, profondamente sincera. Io di pazienza non ne ho per niente. E ne ho di meno ancora quando le cose sembrano sfuggirmi di mano. In questi mesi mi sono scoperto la persona più impaziente e meno paziente che io conoscessi. Mi sono scoperto incapace di aspettare un attimo, mi sono scoperto incapace di attendere lo scorrere dei secondi. Mi sono ritrovato a contare gli attimi tra un messaggio inviato ed una spunta blu… a non leggerla… ad impazzire. E poi ad uscire pazzo perchè dopo quella spunta blu non c’erano risposte. Ed allora a riscrivere. E poi a temere che non sarebbero arrivate risposte. Ed ancora a non saper nemmeno capire che vivere una attesa è bello… e che le attese vissute e poi ripagate danno un peso incredibile alle felicità.

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E così facendo… a perdermi le cose belle. E perdermi una cosa più bella di tutte quelle scritte… perchè è vero, è bello vivere le attese, è bello vederle ripagate… ma è ancora più bello, mentre si attende, smettere di programmare. E’ ancora più bello vivere. E se sei paziente, se non hai impazienze… riesci a dimenticare il tastino programma – non per i post ma per la tua vita – e così scopri che è bello scrivere con pazienza e senza impazienze il blog della tua vita non il blog di wordpress. E scopri che non sei obbligato a calare nella parte abbandonata da qualcuno un’altro soggetto. Scopri che forse val la pena di fermarsi, guardare senza impazienza le cose e con pazienza decidere come cambia l’opera dalla quale la persona si è sfilata. Per vedere se è proprio necessario inserirci una figura dentro oppure se non è meglio, con pazienza, mettersi a scrivere un monologo. O ancora se non sia meglio con tutte le pazienze e senza alcuna impazienza, decidere di incontrare altri attori e con loro scrivere un’opera diversa.

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Tutto quello che sto a descrivere ha a che fare con una magia grande ed enorme che si chiama vita. Ed è la ragione per cui l porno non è cinema, ma vita cruda. Perchè la vita cruda non è mai magica. E perchè la vita senza impazienze non è che una magia difficilissima a farsi e che – per questa stessa ragione – pochi, molto pochi riescono a vivere. Solo al cinema il porno è magia. Solo al cinema… quindi mai più e in nessun luogo più… visto che ormai con internet e con la rete e con il download e con xvideos e simili… il cinema porno non ha più ragione di esistere.
Sapete perchè? Presto detto… il tasto FFW! Io nel porno sono un maniaco del tasto FFW. Sostanzialmente perchè le scene girate hanno una trama e quindi degli elementi narrativi preparatori della scena clou cioè della frecazza che sono davvero blandi, scialbi e ripetitivi. E perchè il mio fluent english sempre e comunque mi permette di capire i dialoghi ed i dialoghi sono sempre scialbi ripetitivi e monotoni. E quindi usi il tasto FFW per vedere oggi a Tory Lane uscita dall’inferno che cosa faranno fare… oppure come si comporterà Julia Ann o Tera Patrcik. O, ancora e meglio, fino a che lido si spingerà Charlee Chase dopo aver praticamente provato tutta una serie di generi interessanti. Ed il tasto FFW ti permette di avere tutte queste risposte a portata di mano. E il cursore del minutaggio è lo stesso. E tutto questo uccide la tua pazienza. E tutto questo distrugge la tua capacità di prenderti cura delle attese… e prenderti cura di te stesso e dei tuoi desideri nelle attese.

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Il cinema porno era una gran bella palestra in questo… dovevi stare attento perchè in 70′ più o meno di “trasmissione” se sprecavi subito le cartucce era finita! E quindi dovevi centellinare il desidero, valutare correttamente il momento in cui iniziare, accumulare desideri, gestire le impazienze… vivere e viverti in quella esperienza perfettamente calato nella parte di chi aspetta e si coltiva. Adesso è tutto diverso. Adesso tari il tuo desiderio e la tua interazione con il mondo del porno a seconda di quanto tempo tu abbia a disposizione. Si tratta di un distributore atutomatico di soluzioni semplici alla tua impazienza. Il prono nella mia condizione nopn andrebbe più frequentato. Non lo frequenterò più… tranne che come argomento di discussione. Vuol dire che una volta guarito, una volta imparato il trucco dell’attesa per davvero… tornerò e farò scorpacciata e mi rimetterò in pari e soprattutto frequenterò tutto quello che ho perso per capire e meglio comprender le nuove frontiere – che nascono una a settimana più o meno. Per ora farò un altro esercizio di pazienza. Uno differente… nel mentre con pazienza provo a imparare ad essere meno impaziente nella mia vita.

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Attenderò, come i miei tatuaggi mi hanno insegnato a fare. Ricordate la lupa, quant’era brutta e spelacchiata quando era solo abbozzata? Beh, l’avete vista di nuovo sul mio braccio ultimata… è forse il pezzo più bello che per ora ho addosso. E’ stato necessario attendere un mese, un mese nel quale avevo anche fastidio a guardarmi il braccio da quanto lo sentivo incompleto. Beh, ne è valsa la pena… ed è valsa a lpena anche guardarlo ogni giorno, vederlo lì abbozzato e spelacchiato come pezzo, vederlo appena accennato. E’ stato necessario poer vederlo poi fiorire letteralmente. Adesso è il turno della geisha… sto aspettando da due mesi che venga ultimata… martedì prossimo è il gran giorno. La guardo, la riguardo… sarei potuto andare a finirla in questi giorni… ma attenderò, attenderò, attenderò… perchè è bello aspettare… con calma. E nel frattempo coltivare i propri desideri, non nasconderli, non reprimerli… renderli forti e veri. Sbocceranno o no… alla fine non si potrà mai dire che non si è vissuto. E non si è vissuto bene. Non si è vissuto ascoltandosi!

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Approfitto di qualche secondo di attesa…

… Dalla filiale della banca dove sono prigioniero per farvi vedere il pezzo completato sul mio braccio…
Ricordate la Lupa? Beh eccola. Sappiate che in questo momento la tigre è in agguato… Ma veramente in agguato… Se la cosa non si risolve in pochi minuti qua succede un 48!

Pensate a me tra le 14:30 e le 16:30… È da tanto tantissimo che non parlo in pubblico, peraltro a degli studenti. E ci sono persone come voi che vorrei vicino. E più di ogni altra persona… Una!

A presto, spero, car*!

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Post veramente di una brevità disarmante…

… mi vado a tatuare… vado eh… vado a Faenz (cit. pingu)…
… Ragazzi lo sapete quand’è così poche pochissime parole… ma vorrei tutte le persone serie e vere accanto… per cui… alle 9 caffè pagato e si parte!

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