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La vostra curiosità di ieri è stata premiata oggi… eccovi la parte due del post di ieri…

Ebbene sì, non era difficile… ovunque ci sia una tigre, come nel titolo del film, ci deve stare per forza di cose ma proprio per forza un drago… un dragone bello e saggio e con l’aria un po’ tronfia e fumata. Non fidatevi di chi disegna i draghi incazzosissimi… i draghi non sono incazzosi, i draghi sono saggi! E si incazzano poco… sì vero, se si incazzano però…

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Ecco meglio non fare incazzare il drago. Il drago è la parte razionale del sè… Il signor Sigismondo Frodo parlerebbe del Drago come SuperIo… e siccome secondo la “professoressa” che mi segue… io c’avrei un problema di SuperIo ipertrofico, un problema con un certo SuperDomenico che sta lì bello nascosto attruppato dentro di me e a bella posta ogni tanto salta fuori e mi dice “Cazzo Domenico, così non va bene, così non sta bene, non si fa così… tu sei un bravo ragazzo, sei un uomo fatto, un uomo fatto non si comporta così Perdindirindina – che non bestemmia neppure – …”… allora io ‘sto cavolo di drago senza alcun timore e senza alcun rispetto l’ho messo lì, a bella posta. L’ho messo che guarda la tigre ma che sta fuori, per farsi vedere, perchè il mondo, tutto il mondo, ha sempre pensato di me “Quel bravo ragazzo, quel caro ragazzo, quell’anima bella!”. Senza che nessuno abbia mai conosciuto – e dunque avuto un minimo di tenerezza – per il pezzetto nero, per la tigre, che lì sotto, acuqartierata nel bosco dell’interno braccio, sta lì negletta, dimenticata da tutti, celata al mondo. E lo sapete cosa fa quella stronza quando decide di uscire fuori? Si incazza… ecco cosa fa!

E va a far lite col drago che invece è sempre lì, bello, sotto la vista di tutti, pronto a venir fuori, pronto a dirla tutta e fino in fondo la sua, convinto di essere come sempre l’eroe del giorno che tira fuori gli artigli e le fiamme e rimette tutto a posto. Tutto come vogliono gli altri, tutto come vuole il sentire comune, tutto come vuole la gggente.

Io dove sto? Probabilmente in quello spazio vuoto nel mezzo… che ho tempo qualche giorno per trovarci un minimo di soggetto da metterci… fosse solo un puntino, fosse solo una stella… non un fiore di ciliegio. Non un’onda!

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Sul braccio destro, insomma, ci sta tutto il mio grande conflitto… che è quello di tutti, figuriamoci, che sono io l’unico stronzo con un casino a livello di rapporto tra Es e Superio? Abbiamo tutti dentro una tigre e un drago che ci contendono, che ci dilaniano, che fanno del nostro povero cuore un campo di battaglia costante, continuo.

Ora… molte delle cose che mi sono successe nell’ultimo anno hanno a che fare con la tigre ed il drago che combattono tra loro. succede sempre nei momenti di crisi di ognuno. Crisi è sempre combattimento, no? Ecco, appunto. Io mi sono visto in un anno distrutto il paradiso in terra che avevo davanti agkli occhi. Un buon concorso con tutti i titolio perfetti per parteciparci e vincerlo… invece ha vinto il chitarrista che farà rock nelle periferie – Gesummaria una palla in fronte del primo mezzocalzino dei bulli della città vecchia, please! Una vita familiare da scrivere, stoppata sul nascere. Che volevi che non si scatenasse tutto questo stronzomerdosissimo conflitto dentro? Il drago dice la sua, la tigre dice la sua. Il drago è lì che ti dice: “Fiducia, che presto si svolta… cogli l’occasione, accogli lo stimolo che arriva… le difficoltà si superano!”. La tigre zitta zitta nel sottobosco ruggisce, invece… e ti mette di fronte alle tue paure. Ruggisce… e se la sentiste ruggire, nel profondo di quel luogo nascosto e proibito dov’è relegata da me e da tutti… beh capireste quanto fa male sentirla ruggire, quanto fa tremare i vetri delle pareti del cervello… quanto fa tremare la terra sotto i piedi. Quanto sia normale, dopo aver sentito il suo ruggito, andare in off… non capire più un cazzo… e finire allontanato dal blog e dalla vita per un po’ a leccarsi le ferite, a farsi rammendare. Che tra loro drago e tigre di me hanno lasciato intatto solo qualcosina. La tigre è Bunny di Platoon… quando parte in carica “Non ne lasciare uno in piedi Bunny!”… Il Drago è l saggezza e la pesantezza di un Catone il Censore… di un Cicerone che con compostezza afferma: “O tempora, o Mores!”… e dice che no, tu non devi avere paura… noin devi più tremare… anzi, devi lasciar andare le briglie, buttarti a capofitto… perchè tu sei buono, sei disponibile, sei gentile, sei comprensivo… e tutti possono fare ttto, tutto gli è concesso… tutti possono sbagliare… tu no, solo tu non puoi e non devi sbagliare. E per non sbagliare non devi tirare fuori nulla di quel che desideri… lascia fare agli altri. Loro sanno… e se loro sono contenti non soffrono… e tu non hai nulla da rimproverarti.

Posto che si sbaglia sempre in due… mai da soli, nei rapporti di coppia… forse il problema dopo quel che è successo, dopo aver vissuto nel sogno di un futuro bellissimo e della replica poossibile di un futuro bellissimo… è prendere atto che quel futuro è morto… che può esserne riscritto un altro… ma diverso, differente: stessa trama copione diverso. Plot diverso… posto che tigre e drago proiettano sempre tutto al futuro, paure e fiduce estreme… è il caso di zittirli entrambi e far palrare me che sono lo spazio negativo lì al centro e che è bene viva solo nel prsente….

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… quel drago sta lì di fronte a me perchè io lo odio… ma deve stare lì di fronte a me perchè lì sta, sempre sotto la vista di tutti… perchè è quel che tutti vedono di me. Deve stare posizionato così per fare discussione con la tigre. Lo spazio negativo… che lascerò negativo… sono io che dovreiu non già Non Lasciarmi Coinvolgere da loro… ma lasciar loro campo libero restando un po’ distante… facendo loro spazio, per permettere che si sbattano tra loro e che io possa guardarli da fuori, per essere arbitrop giusto e decretare ogni volta la vittoria di uno o dell’altro senza finirci per sotto. Comprendere le loro ragioni, farli ragionare, metterli attorno ad un tavolo perchè si riconoscano e firmino il trattato di pace volta per volta.

Il drago l’ho messo lì per ricordarmi quanto male mi ha sempre fatto, lui e la sua forza che ha sempre nascosto e tenuto a catena la tigre. Il drago è lì per ricordarmi che è già troppo visibile così… e che sono io a doverlo mettere e tenere un po’ più a cuccia!quarter-sleeve-tattoo

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Ecco insomma adesso ci sta un parte uno di due di un post… perchè il pezzo di oggi lo dovete immaginare attaccato a quello di domani…

Sì, perchè lo stile Japan come tutti gli stili rigorosi è fatto di enorme cura nel posizionamento dei pezzi – e lo avrete finora capito perchè se vi piace come scrivo e vi piace quel che scrivo non siete stronzomerdoni poi proprio qualsiasi – ed è fatto di enorme rispetto degli equilibri per cui questo pezzo qui deve essere sempre fatto sul corpo se è già presente o si è coscienti che bisognerà quanto prima che sia presente un altro… che è quello di cui parliamo domani.

Questa è una tigre… il fatto che sia in bianco e nero non vi faccia pensare che sia una tigre siberiana… immaginatevi lo spazio negativo cioè il colore della mia pelle, come fosse giallo del tigrato della tigre normale. A me i tattoo colorati non piacciono nemmeno per il cazzo!

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La tigre non è un elemento nativo della cultura giapponese… viene importata da quella cinese nel momento in cui le due culture hanno un periodo di contaminazione dovuto alla fusione forzata attraverso conquiste e commerci, delle due etnie, delle due storie, delle due vicende umane.
In Cina la tigre è solitamente sinonimo della forza bruta, cieca e distruttrice di Madre natura. Non è però la Natura in senso stretto, sebbene più la rappresentazione di un concetto astratto, non collegato ad una forma fisica o ad un essere esistente. La Tigre è energia pura, forza cieca, brutale, inarrestabile. La tigre, lungi dal rappresentare la disponibilità al dialogo ed al confronto, è invece la personificazione animale della battaglia senza risparmio alcuno, spesso portata fino alle estreme conseguenze. Fino alla morte. Tanto la tigre stessa è Immortale.

Si tratta di un soggetto dal peso e dalla importanza incredibile. Quando si parla di peso, nei tatuaggi, bisogna affrontare il significato proprio della parola peso: un tatuaggio non pesa, alla fine è inchiostro che va sottopelle per cui non è che pesi qualcsosa realmente. Il peso è quello che si avverte addosso quando ci si rende conto del significato che il simbolo porta con sè. Il tatuaggio della tigre è sostanzialmente pesantissimo. Cioè… tipo quando in Italia ti tatui il volto della Madonna della Pietà di Michelangelo sulla schiena e di colpo lo senti tutto il suo peso quando in spiaggia ti togli la maglietta per fare il figo. E ti senti come un confratello della confraternita della Morte che al sud sovrintende solitamente alle cerimonie liturgiche del venerdì santo… che è sotto, alla lena, a portare la statua di Maria Addolorata e dice “Cazzo se pesa ‘sta cosa…”. Ecco… la Madonna da portare addosso qui in un posto Cristiano… è pesante.

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Allo stesso modo, per me che non sono taoista o shintoista o cinesista o japanista… ma nelle energie e nella psicologia ci credo un fracchio e mezzo… lo sento quanto cazzo pesa la tigre addosso. Per dire, dopo la tigre io ho fatto delle scelte difficilissime, molto ponderate… scelte di cui ancora porto le cicatrici attualmente. Scelte cui sto cercando di porre rimedio con un percorso duro e faticoso… triste ma anche fatto di bellissimi sorrisi. E di consapevolezza. Ma la tigre, cazzo, la tigre pesa e ve l’assicuro. Tu stai dicendo in pochissime parole: Attenzione, qui davanti a voi avete una cazzo di bomba atomica innescata… e non è il caso di farla saltare su per l’orbe terraqueo. Sì, state ammettendo di essere pericolosissimi se disposti in qualche modo a cedere all’ira. E’ molto importante questo concetto… io chiamo sempre la rabbia Ira… perchè ancora adesso non riesco a prendere confidenza con l’umanità della rabbia come forma di protezione, proiettato sempre a vedere la rabbia con senso di colpa, come la religione ci ha insegnato chiamandola Ira, appunto. Proprio per questo ho deciso di tracciarla su di me… nascosta perchè me ne vergogno… rivolta verso chi mi guarda a monito di quel che rischio di essere… ma di tracciarla su di me per darle diritto di cittadinanza nella mia persona.

Le tigri vengono sempre tatuate in associazione ad un’altra bestia più o meno mitologica di cui parleremo domani. Questa associazione continua, citata in un film celeberrimo (oggi non si vince niente… ditemi solo “Io lo so qual’è…” ma non scrivetelo, non rovinate la sorpresa agli altri!) è rappresentata anche dal Tao, ossia da quel cerchio mezzo nero mezzo bianco che non significa “droga” o “eroina” come pensa qualsiasi drogato incolto anni ’80… cioè anche la maggior parte dei tossici di eroina attuali… ma che indica il dualismo continuo dell’animo umano. Ed il dualismo delle energie che governa il mondo. Ed il conflitto… che già Eraclito aveva detto essere il sale della vita. Io ovviamente ho deciso di tatuare la tigre perchè sapevo avrei fatto anche il tatuaggio di cui parlerò domani. Come vi ho spiegato la tigre sta nascosta nella parte superiore interna del braccio… l’altro animale…

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… ne parliamo domani!

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