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Se tu sei uno stronzomerdone… e sei uno stronzomerdone, se il porno è verità… ed è verità, i proverbi sono tutti cazzate! Tranne uno.

Tutti immani, solenni, inguaribili stronzate. Tutti tranne uno: “Cortese come il Mortellaro” che è una roba proverbiale! Quindi tipo un proverbio. Sarebbe una troiata se io fossi scortese. Ma ho sempre odiato la scortesia sopra tutto… come il buon Hannibal Lecter, santosubitissimo!

Il mattino ha l’oro in bocca sarebbe quello che mi starebbe più sulle palle di tutti se non fosse che, ripetuto in guisa di mantra rassicurante, è quello che porta alla pazzia il buon vecchio Jack Nicholson in “Shining”. Come? Non si chiama Jack Nicholson? Lo so, stronzomerdoni che si chiama John Daniel “Jack” Torrance. Pivelli! Il mattino ha l’oro in bocca – visto che lo sapete dopo aver letto il post di ieri che sto vivendo una due giorni di inizio settimana ancora molto prefestiva piuttosto complicata – in questi giorni non è proverbiale per niente. Roba da coprofagi questi risvegli.

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Vi hanno mai detto che “Chi fa da sè fa per tre”? Certo, mille volte. Eppure “L’unione fa la forza”. Già le seghe a due mani sono un desiderata quasi sempre irrealizzabile. Figuriamoci se ad unire le forze sono due persone. Andiamo, cerchiamo di essere seri. Già da solo con due mani non ha senso! Almeno, da solo, non fai la figura dell’immotivato sborone (con una R depravati!). Poi verranno (non a chiederti del nostro amore… lì sei sempre d’un calunniatore, guarda!) a dirti che “Ognuno di noi da solo non vale nulla” e che “Tutti siamo utili nessuno è indispensabile”… ma insomma! Le orge a geometria variabile? I selfie? O la monogamia tutta la vita? Deciditi bastardo inventore dei proverbi! Problemi complessi? Soluzioni semplici, certo! Ma mica un abito per ogni stagione, eh!

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I proverbi mi danno sempre quel senso indefinito di profezia autoavverante come il malocchio, Nostradamus o Padre Pio. I proverbi sono gli aforismi della mia trisavola. E lo sapete… l’ho sempre detto… Meno aforismi, più orgasmi!

E allora se con la teoria della sega su semplicemente accennata, ci spieghiamo con semplicità la inattendibilità assoluta dei proverbi che parlano della realizzazione di grandi cose o sul compimento di piccoli gesti, bene… altrettanto semplicemente riapplichiamo le categorie della pornografia per sfatare il mito insopportabile del “mal comune mezzo gaudio”. Che proprio non viene facile da digerire per quanto idiota è!

I rapporti anali sono quei rapporti di tipo penetrativo, durante i quali, per dirla come il Cortese Mortellaro, qualcuno introduce qualcosa nel più comunista dei buchi di qualcun altro. Posto che l’elasticità di ogni orifizio aumenta tendenzialmente a seconda dell’intensità e frequenza con cui quella abitudine si frequenta, di sicuro i primi rapporti rischieranno di essere caratterizzati da una certa qualche forma di fastidio o sofferenza nel soggetto ricevente. Di qui la celeberrima espressione – non un proverbio, perchè vera – “l’ho presa in culo!”, per identificare qualcosa che abbia prodotto sofferenza nel recitante.

Chi riceve, insomma, si fa male, non gode! C’è di sicuro, dunque, mezzo gaudio! Dev’esserci malcomune, per forza…

Manco per il cazzo, visto che chi va all’inserimento chiede e richiede di tornare all’inserimento, senza manifestare assolutamente alcun tipo di paura rispetto a futuri e percepibili fastidi o dolori o bruciori. Celeberrima anche l’espressione: “Te l’ho messo al culo!” a significare t’ho danneggiato, t’ho fregato.
Di solito non si pronuncia con rammarico.

A me fa male, a te no… io ci godo, tu no! Mezzo gaudio di sicuro… ma i cazzi sono solo i tuoi!
Diteglielo bene al tizio dei proverbi!

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No, no, no… voi non ci credete. State lì a dire “Ma non è così: se qualcun* soffre le stesse cose che sto soffrendo io…”. Abbiate il coraggio di finire la frase. Ci soffrite forse di meno? V’allevia le corna vederle in testa a qualcun’altro? Trovarvi all’ingresso di un B&B perchè c’è entrata vostra moglie non lenirà le vostre pene neppure se lì fuori c’è una moglie che c’ha visto entrare dentro il marito. Se è bona, al massimo, vi verrà il pensiero di rendere il favore… ma non è assolutamente detto che avrete poi davvero voglia, voi e lei, di provare se invertendo gli addendi i risultati restano uguali. Che di solito ci si chiede e ci si da spiegazioni e si torna a piangere ognuno a casa propria i cazzi propri.

Ce ne sta uno solo, di proverbio, che valga la pena frequentare. Ripetete con me: “Cortese come il Mortellaro!”.

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