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I Trailer 0.1 di Radio Quindinononvatuttobene

Cominciamo con questo film, che m i appassionò… lo vidi in cassetta, tra quelli che l’Unità regalava come “Grandi classici del cinema americano”. E’ un film facile facile lo chiameresti “di cassetta”… ma è così dolce, delicato e struggente… che ai dodici anni di mio figlio, in VHS, glielo regalerei. Vabè, pure in DVD o in quel che sarà.
Prima però si legge il libro!

Per un po’ di post mi perdonerete se vi ricordo di visitare anche il nuovo blog della Karashò e seguirlo!

Stand By Me – Ricordi di una estate (trailer recut)

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Oh e niente… riflettevo oggi ma leggerete domani…

… che è lunedì e non domenica come oggi… riflettevo sul fatto che la pronografia come produzione culturale ed il mondo del porno come industria culturale, ha compreso immediatamente l’importanza di un approccio ecologista al mondo, la irriununciabilità delle economie di produzione e la potenza indiscussa degli strumenti digitali. Il porno è il primo posto al mondo dove si è praticata la benedetta digitalizzazione che in Italia i governanti ancora non hanno capito come far partire. E non dicano di non guardare Porno… e di non averlo intuito. Il mondo della pornografia ormai non conosce altro supporto se non quello volatilissimo del file digitale. Dove cazzo più vedete i DVD o i blueray? Lo hanno capito tutti che non ci va più nessuno nei tabaccai e nei giornalia a farsi mettere il pornazzo in mezzo a Tuttosport. Certo, con la digitalizzazione quel che è venuto meno è il mercato ed il buon artigianato dei fumetti hard adolescenziali tipo che so io Corna Vissute, Adolescenze bagnate, Hard Terror e simili (hard terror era bellissimo con gli zombie nazisti arrapati che mettevano in piedi un lager pornografico a sfondo sadico o con gli alieni che inseminavano di sperma blu a litrate povere ragazze e milf e cougar ignare). Ma non dispero, in materia, che per i collezionisti del genere vengano presto digitalizzate versioni ebook… infondo se sostengo che dovrebbe arrivarci la Marvel o la Bonelli sono altrettanto convinto che da qualche parte nel mondo qualche pornografo tipo Erik Thoir nazionale nostro interista ci stia già pensando.

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Vabbè, tutta sta dissertazione sulla digitalizzazione del porno e sulla indiscussa capacità dei produttori del zozzolercio di leggere meglio degli altri il futuro mi è venuta mentre seduto sul divano riflettevo sul fatto che questa sì è una domenica da cazzinculo gravissimo. E’ la domenica, la ottobrina, in cui c’è la pausa del campionato di A e quindi siamo tecnicamente in astinenza tutti dal benedetto oppio dei popoli post-moderno che è il pallone (Carlo Marx non aveva capito un cazzo… Carlo Marx non ci vedeva lungo come i pornografi… I Comunisti Barbuti non sognano 22 cretini in mutande). La pausa di settembre non te ne accorgi, c’hai altro da fare, il tempo è bello, ti porti la squinzia a ripa di mare (che è un imbastardimento di espressioni bolognesi pazienziane con espressioni pugliesi tipiche degli omologhi de noantri dei personaggi di Pazienza). La pausa di ottobre, col cambio d’ora che incombe… la pausa di ottobre la senti. Proprio come i tempi di caricamento del tuo browser quando hai finalmente trovato il nuovissimo video di Tory Lane di ritorno sulle scene dopo la maternità ed il rientro nel peso forma. Ecco il cazzinculogravissimo della digitalizzazione… i tempi di caricamento. A cinema le rogne erano portarsi il giornale per sedercisi sopra senza toccare la poltroncina, portarsi l’altro giornale per non essere riconosciuti… A casa il casino era stoccare le cassette o i dvd tipo sotto un armadio a parete. Nell’era del Porno 2.0 il casino sono i tempi di caricamento, i tempi morti. Sono gravi come questa domenica uggiosa in cui sostanzialmente avresti voglia di vederti un tracollo della beneamata inter – che se non tracolla soddisfazioni a noi tifosi non ne da. E invece devi aspettare. Perchè ieri tipo giocava la nazionale… ed oggi non sai che cazzo fare. Proprio come quando guardi quella melina che gira e rigira… e c’hai il pisello già fuori… e lui l’ì sotto ti dice “Caro mio o ci diamo una mossa o io me li vado a fare dieci minuti!”.

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E i tempi sono maturi per raccontarvi questa storia…

Sì ormai non è più possibile procrastinare… dobbiamo parlare per forza di quella volta che le mamme di una intera classe di scula materna furono convocate dalla maestra di una intera classe di scuola materna per essere informate che la suddetta classe di scuola materna si era prodotta in più di una occasione in una messa in scena a carattere pornografico corale… ed era dunque possibile che ciascun alunno o alunna avrebbe poi potuto riprodurre tali performance a casa… “ma ignorate la cosa, minimizzatela… i bambini se non gli si da carburante tendono a non farlo più e progressivamente a dimenticare”.

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Ora… io non ho avuto il coraggio di chiedere bene a mia madre esattamente cosa fosse successo. Ma la cosa me la immagino più o meno così e non credo di essere distante dal vero. Un’orgia meccanica in grembiulino. Deve essere stato simpatico e divertente. E impagabile deve essere stata la faccia della maestra… in questi giorni fatti di “My first sex teacher” che ruba il cuore a tutti noi consumatori di materiale pornografico a carattere teacher, mature, milf… ma anche fatti di professori che finiscono allontanati dai pubblici uffici perchè, se maschi, accusati di prostituzione minorile, se donne di troiaggine.

In realtà non so se poi la cosa fu davvero una scena corale, una orgiona disumana di bambini che senza sapere esattamente cosa stessero facendo si premevano addosso e si producevano in copule nemmeno intuibili… o se molto più banalmente a qualcuno non scappò di mimare qualcosa con qualcuno o qualcuna… cioè, sarebbe davvero troppo obiettivamente pensare che tutta la classe si sia prodotta in siffatta messa in scena. Come si sia arrivati a tale livello di comica e incredibile depravazione è presto detto. Sintetizzabile nella espressione: “Mai sottovalutare le capacità tecniche e tecnologiche di un bambino di 4/5 anni… eh!”. Perchè che cosa era realmente successo? Che un collega di classe, un amichetto, aveva sgamato nascosta chissà dove in casa sua una delle prime inquietanti e battutissime all’asta VHS porno… dalla videoteca del papà. E ripetendo i gesti soliti e usati del babbo… vedersela. E vedere che cosa succedeva sul video. E vedere che cosa simpatica doveva essere muoversi uno nell’altro o contro l’altro mugolando in guisa e modo differente.

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Per cui è plausibile che questo compagnetto di cui purtroppo ignoro il nome sia arrivato in classe un bel giorno proponendo nell’ora d’aria di produrci in un gioco bello e simpatico che coinvolgea tutti. E lui sia rimasto magari ai margini ad osservare e dirigere la scena, piccolo regista in erba. Secondo me dopo un poco ci si è anche infilato materialmente, in questa vicenda… che si sa… quando si è piccoli è fastidioso restare ai margini. Tutto qui, tutto qui, nient’altro…

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… ma ripeto, ve l’immaginate una classe intera alla Eyes Wide Shut che se lo butta dentro e contro e sopra e sotto a quel biondoddio coi grembiulini rosa e celeste? Dai… immagine impagabile. La maestra che sia llontana un attimo a bere il caffè lasciando i bambini che giocano, colorano, impastano plastilina… e poi torna e li trova tutti a orgiare.

Hey, teacher, leave the kids alone!

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